4 maggio 2012

Cosa farò per i referendum?

ciao a tutti!
domenica abbiamo una tornata elettorale relativa ai 10 referendum sardi.
Io cosa farò?  Anche se alcuni referendum sono assolutamente retorici, dico subito che andrò a votare, (per il mio ruolo attuale lo sento a prescindere come un dovere) e che voterò sicuramente si al quesito numero 8 (scheda marrone), il più succulento per alcuni, quello dei tagli alle indennità dei consiglieri regionali.
Credo di essere stato uno dei primi consiglieri che in tempi non sospetti ha reso conto di tutti i suoi compensi da mandato politico. Avrei molte cose da dire sulle stupidaggini gravi che si sentono dire in giro (tipo: meno politica = più lavoro per tutti) in un periodo dove veramente ci vuole più politica. Anzi più Politica. Dove insieme ai tagli si riprenda collettivamente a chiedere più Politica, di coloro che non fanno favori a nessuno, che rendono conto, che cacciano via coloro che gli chiedono spintarelle e accozzi...
Ma ci ritornerò in un altro momento.
Voterò sicuramente no al referendum sull'assemblea costituente, credo proprio che aumenterebbe i costi della politica ( quanto ci costerebbe, per rimanere sul tema?).

Qui di seguito il parere di Renato Soru, favorevole al voto, e della scrittrice Michela Murgia, che invece dice, con un intervento intitolato "i referendum spiegati al mio gatto" che non andrà a votare.

Ho grande comprensione però di chi deciderà di non andare a votare, come Michela Murgia. In particolare mi fa pensare la riflessione di chi dice che i Riformatori, promotori principali dei referendum, invece che far spendere alle tasche di tutti i sardi 10 milioni di euro per la consultazione, potevano benissimo minacciare la loro maggioranza di governo (non siamo noi che governiamo, sono loro infatti che governano con il centrodestra) per far mettere in agenda in Consiglio Regionale i temi dei referendum. Eh, si, perchè sono tutti argomenti che potevano essere affrontati dal Consiglio Regionale per le adeguate riforme, e una forza di maggioranza poteva appunto ottenere minacciando l'abbandono della maggioranza.
Partiamo dal parere di Renato Soru, segue quello di Michela Murgia.

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Domenica 6 maggio in Sardegna siamo chiamati a votare su 10 quesiti referendari.
Nonostante la troppa demagogia e il fastidio per lo strumentale esibizionismo di alcuni, andrò a votare e ricordo a tutti di farlo. La Democrazia e i suoi diritti non sono qualcosa di scontato o una conquista acquisita persempre. Al contrario, va costantemente difesa ed arricchita con la nostra partecipazione, possibilmente di ogni giorno e certamente al momento del voto.

Voterò con convinzione per la cancellazione delle nuove provincie. Ritengo che le giuste aspirazioni di protagonismo dei diversi territori possa essere svolto molto più concretamente dalle Unioni di Comuni Queste potranno svolgere insieme le funzioni con maggiore efficienza ed efficacia non solo le tradizionali funzioni dei singoli comuni ma anche il ruolo di ente appaltante, contribuendo a ridurre i tempi, migliorare la qualità e il controllo della spesa.

Per gli stessi motivi sono per il superamento delle Provincie storiche e per l'istituzione di due Città Metropolitane.

Sulla riduzione del numero dei consiglieri regionali il referendum arriva tardi ma naturalmente concordo. Ricordo comunque che è già in corso l'iter parlamentare di modifica costituzionale per la riduzione a 60.

In questi anni, rispetto ad altri, ho sempre messo meno enfasi sull'urgenza di riscrittura dello Statuto Regionale. Ho ritenuto più urgente far rispettare e agire concretamente lo Statuto attuale, il qualdato contiene comunque le precondizioni di una Sardegna migliore di quella che abbiamo saputo realizzare finora. In ogni caso, credo che le modifiche o riscritture dell Statuto siano una competenza alla quale debbano essere chiamati e responsabizzati rappresentati del Popolo Sardo legittimamente e democraticamente eletti, quindi i consiglieri regionali, senza necessità di altre assemblee.

In ogni caso, domenica andiamo a votare.
Renato Soru
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Sono settimane che uno spot della Regione Sardegna invita i sardi ad andare domenica 6 maggio a votare su dieci referendum regionali. La maggior parte dei sardi però non sa nemmeno su cosa dovrebbe esprimersi. La risposta è unica e non è difficile: dovremmo esprimerci su questioni per cui paghiamo già i nostri consiglieri regionali, perché sono temi che fanno parte della loro ordinaria materia di decisione. Non si sta discutendo di nucleare, di orientamenti etici o di scelte radicali che sovvertono le regole del nostro vivere civile: ci stanno chiamando a decidere di dieci cose su cui, se davvero ci credessero, avrebbero già legiferato loro, risparmiando oltrettutto una marea di soldi pubblici. Al presidente Ugo Cappellacci, che tutti i giorni si dichiara favorevole ai dieci sì referendari, vorrei chiedere perché mai gli stiamo pagando 14mila euro al mese più bonus, se non è capace neanche di assumersi la responsabilità politica delle decisioni necessarie alla Sardegna.
Ma sarà poi vero che quelle decisioni sono tutte utili e necessarie? Provo a ragionarci.

I primi cinque quesiti, il cui colore di scheda è indicato dal quadratino accanto, riguardano la questione dell'abolizione delle province, le nuove (referendum abrogativo) e anche le vecchie (referendum consultivo).
Uno dice: le province sono un costo. Ma questo costo verrebbe meno se le aboliamo? Le decine di dipendenti pubblici a tempo indeterminato che ci hanno lavorato fino a oggi possono essere messi sulla strada da un giorno all'altro perché sparisce l'ente che li aveva assunti? Naturalmente no, infatti saranno obbligatoriamente assorbiti negli organici dei comuni e della regione, restando in carico alla spesa pubblica. L'unico costo che verrà meno sarà quello risibile dei gettoni di presenza, la cui somma complessiva annuale non arriva nemmeno vicino alla spesa sostenuta per fare questi referendum.
Un altro dice: le province sono enti inutili. Fermo restando che spesso le persone confondono l'inutilità di un organo con l'incapacità di chi lo gestisce, anche a me non piace l'amministrazione del territorio in province e la vorrei cambiare, dando più potere alle unioni dei comuni; però anche uno scemo capisce che, in assenza di un'alternativa, l'abolizione delle province otterebbe l'unico effetto di accentrare tutti i poteri in mano all'ente Regione, organo che non solo mi rappresenta meno, ma sul piano della spesa pubblica ci costa infinitamente di più.
Un altro ancora dice: votando sì costringiamo la casta a riformarsi. Volendo ignorare il fatto che il governo Monti ha già in canna la riforma degli enti territoriali, resta il fatto che se il governo regionale volesse davvero riformare il sistema amministrativo delle province potrebbe farlo subito: ne ha facoltà anche senza ricorrere al referendum. Ma non ne ha nessuna intenzione e lo sta dimostrando proprio scaricando sullo strumento referendario le responsabilità politiche di una scelta che potrebbe fare benissimo da sè. L'idea che abolendo gli enti locali ci troveremo improvvisamente in mano a persone migliori è puerile: ci troveremo comunque in mano a quelli che abbiamo eletto. Non possiamo farli fuori tutti: dobbiamo solo deciderci a sceglierli meglio.
Se passa il sì per questo quesito significa che saremmo di nuovo chiamati a votare i membri di un'assemblea costituente che dovrebbe riscrivere lo strumento che regolamenta la nostra appartenenza all'Italia. Da sarda libera che vuole la libertà della sua terra rido di questo quesito e lo rimando cordialmente al mittente. Basta prenderci per il culo:non vogliamo la riscrittura di nessun inutile Statuto da Regione Autonoma. Le vere assemblee costituenti - lo dice la parola - si fanno per scrivere le costituzioni, non l'ennesimo vademecum della propria sudditanza. Questa classe politica avrebbe potuto dimostrare la sua buonafede cominciando prima di tutto a far rispettare lo Statuto attuale, specialmente l'art.9, dove si afferma che abbiamo autonomia sulla gestione delle nostre entrate. Se non lo ha fatto è perchè in realtà nessuno di quelli che siedono in consiglio regionale desidera che la Sardegna abbia una sua sovranità. Tutti però vogliono giocare al piccolo padre costituente.
Questo quesito, che dovrebbe semplificarci la vita, ci chiama a votare (al referendum) per decidere se vogliamo andare a votare (alle primarie) per stabilire chi votare quando andremo a votare davvero (alle regionali): complimenti per la contorsione a chi lo ha pensato. In ogni caso, se questa prospettiva fosse stata operativa già quattro anni fa, avremmo eletto presidente della regione comunque Ugo Cappellacci, cioè un nome imposto da Arcore a un PdL sardo annichilito dallo strapotere delle segreterie d'oltremare. Il Pd e le altre formazioni con sede decisionale altrove sono vittima delle stesse dinamiche. Credere di muoversi in maniera diretta in un contesto che ha premesse eterodirette è un abbaglio, ribadito anche da questo inutile quesito.
Pormi questa domanda è come chiedermi se sono favorevole alla pace nel mondo: naturalmente sono più che favorevole a diminuire le prebende ai consiglieri regionali. Ma se anche votassi Sì, questo Sì impedirebbe loro il giorno dopo di votarsi un aumento compensativo? Naturalmente no, esattamente come un referendum sulla pace nel mondo non farebbe smettere i signori della guerra di costruire e usare armi. Quindi a cosa serve, a parte illudere la gente che dicendo Sì i politici guadagneranno meno?
E' ovvio che sono favorevole a mandare a casa tutti i trombati collocati in quei consigli. Ma gli enti a quel punto da chi sarebbero gestiti? Il quesito non dice niente in merito e questo significa che corriamo il serio rischio che avvengano nomine monocratiche dove a governare ciascuno di quei carrozzoni sarebbe probabilmente il trombato più grosso, facendone spettacolari feudi personali.
Sono contraria nella maniera più assoluta a questa scelta demagogica e anti-democratica, come a suo tempo avevo già argomentato con Marcello Fois in questo dibattito scritto. La riduzione del numero dei consiglieri (ancora di più se unita all'ipotesi della cancellazione delle province) creerebbe un'insopportabile verticalizzazione del potere amministrativo in mano alla sola regione, oltrettutto con meno consiglieri. Per essere eletti ci vorranno molti più voti, a tutto danno dei politici senza clientele e dei giovani, che faticheranno di più ad affermarsi o non si affermeranno affatto. Con meno posti a disposizione i baroni della poltrona rafforzerebbero invece le loro già fortissime posizioni, anche grazie alla logica del "voto utile". Se lasciassimo il numero attuale di consiglieri e riducessimo a tutti lo stipendio di due terzi (cioè a 4000 euro al mese) risparmieremo infinitamente di più che non diminuendo di trenta nomi la rappresentanza democratica in consiglio.
Per queste ragioni io domenica non andrò a votare. Per cambiare le cose non serve rispondere a domande inutili e demagogiche; io vado a votare le persone che portano avanti la mia visione di società civile, onesta e democratica. Il resto, compresi questi referendum, è fuffa e il mio gatto lo aveva già capito dando un'occhiata a chi li sta sostenendo.
Michela Murgia


2 maggio 2012

Stop ai campanili, è l’ora della metropoli




MARCO ESPA: Ogni anno il capoluogo perde 4,5mila abitanti perché le case costano cifre esorbitanti e i giovani vanno via
di Alessandra Sallemi - La Nuova Sardegna 1 maggio 2012


CAGLIARI Il troncone di metropolitana nel tratto della via Roma forse è opera che non appassiona tanti cagliaritani, ma di sicuro è questione che interessa agli abitanti di Sinnai, Sestu, Maracalagonis perché, con un trenino leggero che arriva in un amen fino a via Roma, ci sarebbe un collegamento rapido e sicuro con la stazione dei treni e con quella dell’Arst. Vale anche per i 12 mila pendolari ogni giorno in arrivo in piazza Matteotti dal sud ovest della costa: per andare al lavoro o all’università hanno bisogno di un trasporto pubblico che adesso non c’è e l’attraversamento di Cagliari si fa tramite bus mai in coincidenza con gli arrivi di pullman e treni. Oppure c’è la non-politica della casa, che spinge fuori Cagliari le giovani coppie, gli anziani, insomma chi non può pagare un’abitazione 5 mila euro al metro quadro e, però, deve tornare in città per lavorare, portare i bambini a scuola, curarsi: i cagliaritani si trasferiscono nei nuovi quartieri dei centri dell’area vasta, pur continuando a gravare sui servizi del capoluogo. Il capoluogo perde 4, 5mila abitanti l’anno, l’area vasta invece nello stesso arco di tempo cresce del 3 per cento e i suoi abitanti varcano ogni giorno la cinta daziaria di Casteddu per servirsi di banche, uffici pubblici, ambulatori o per andare al lavoro. Lo scambio, insomma, è quotidiano e in continua evoluzione, ciò che Cagliari dà e ciò che Cagliari al contrario non sa proprio offrire si ripercuote su una popolazione di 410 mila abitanti, ma d’altronde senza questo grande bacino il capoluogo è destinato a diventare una città di vecchi, con servizi molto costosi e non coordinati. Ecco perché un mese fa il consiglio comunale, quasi all’unanimità, ha votato un ordine del giorno i n cui chiede al consiglio regionale di istituire la città metropolitana composta da 13 comuni:Cagliari, Quartu, Selargius, Assemini, Capoterra, Sestu, Monserrato, Sinnai, Quartucciu, Elmas, Settimo San Pietro, Maracalagonis, Decimomannu. Il Pd del consiglio regionale ha raccolto la richiesta e ieri i consiglieri Marco Meloni, Marco Espa e Chicco Porcu hanno presentato una proposta di legge. Tutto dipende dal consiglio regionale, la legge nazionale istituisce otto aree metropolitane e dà facoltà di crearle alle regioni a statuto speciale.Trasporti, urbanistica, rifiuti, porti, aeroporti, occupazione, sono i settori in cui i comuni cedono la sovranità decisionale e lavorano in accordo con gli altri.Serve?Sì, anche «per contenere i costi»: appalti e acquisiti si farebbero una sola volta e per tutti. Il punto è come arrivarci, il dibattito comincia.
CAGLIARI Una città metropolitana con sindaco, giunta e un consiglio di 34 consiglieri tutti votati direttamente dai cittadini dell’area che dovrà essere definita nei suoi confini e quindi costituita soltanto in seguito a un referendum consultivo. La democrazia è salva, ma parlare di nuovi organismi elettivi in un momento in cui si stanno cancellando le province perché centri di costo senza eccessiva capacità di azione amministrativa appare un controsenso. I consiglieri Espa, Meloni e Porcu non si sono sottratti alla domanda: ma siete sicuri che servano nuovi organismi elettivi che rischiano di essere considerati un modo per rimediare alla soppressione delle province?Espa: «La città metropolitana è vissuta come una realtà che culturalmente c’è già». Porcu: «L’ente intermedio non è il male, il male è quando non si centrano gli obbiettivi. Noi pensiamo che l’area di Cagliari abbia bisogno di una governance forte, scelta dai cittadini e riconoscibile». Meloni: «Una governance forte riduce i costi perché la città metropolitana diventa stazione unica appaltante e centrale unica di acquisto, inoltre nella proposta di legge c’è un preciso vincolo di costo dell’intero organismo». (a.s.)

27 aprile 2012

Comunicato stampa: legge 162, ancora una sconfitta per la Regione in tribunale. ESPA: Basta con i ricorsi della Regione contro i disabili gravi

LEGGE 162 PROGETTI PERSONALIZZATI PER PERSONE CON DISABILITA' GRAVE
FAMIGLIE E PERSONE CON DISABILITA' GRAVE – GIUNTA REGIONALE 2 A 0.
ANCORA UNA SCONFITTA DELLA REGIONE. IERI IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE L'OPPOSIZIONE DELL'ASSESSORATO DELLA SANITA'  CONTRO IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR DI CAGLIARI A FAVORE DEL REDDITO PERSONALE E NON DI QUELLO FAMILIARE.

MARCO ESPA: BASTA RICORSI REGIONALI CONTRO I SARDI CON DISABILITA' GRAVE. E' INSOSTENIBILE E SENZA SENSO.

Ieri sera 26 aprile i giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale a Roma – presidente il magistrato Stefano Baccarini, estensore il magistrato Antonio Bianchi -  hanno respinto l'appello della Giunta Regionale, in particolare dell'assessorato alla Sanità, contro la sospensiva dell'ordinanza del TAR di Cagliari che stabiliva di tener conto, a norma di legge, del solo reddito individuale nei progetti personalizzati della Legge 162. Una battaglia delle famiglie per evitare tagli ai finanziamenti dei famosi piani personalizzati per le persone con disabilità grave. Il testo originale lo si trova cliccando qui http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2012/201202096/Provvedimenti/201201632_15.xml

"Basta, basta ora. E' ora di smetterla. Basta con i ricorsi da parte della Regione. Non è possibile ancora vedere la Regione Sardegna che si mette letteralmente CONTRO persone già con gravissimi problemi dati dalla loro situazione di vita, letteralmente CONTRO bambini sardi con disabilità grave, contro eroiche famiglie con due o più disabili che chiedono solamente che venga applicata la legge (il dlgs 130 del 2000) che prevede, solo per le persone con disabilità grave la considerazione del reddito personale dell'utente e non di quello familiare come sostiene la Regione, e che fanno risparmiare centinaia di migliaia di euro alle casse pubbliche non mettendo in Istituto i propri cari. Fa impressione vedere e leggere nei ricorsi e nelle sentenze Regione Sardegna CONTRO… e seguono i nomi di persone con disabilità grave o dei loro genitori quando trattasi di bambini. Ma stiamo scherzando? Ma vi sembra sostenibile? Umano?
Non bastano le decine e decine di sentenze sul tema dei tribunali di tutta Italia per fermarsi? Ma vogliamo finirla con questo che non è un gioco giuridico per le famiglie e che anzi è motivo di ulteriori spese e di stress?
Non ci fossero le risorse, ma abbiamo appena approvato all'unanimità in Consiglio Regionale (art.2 comma 3 della legge regionale 6/2012) 10 milioni di euro aggiuntivi proprio in previsione di queste situazioni che al massimo possono incidere di solo il 5 % su un budget attuale di 102 mil. di euro.
E teniamo conto che, al di la che questo è comunque un diritto, che la Regione si mette contro eventuali beneficiari, circa 10 mila famiglie e persone, con un reddito ISEE familiare inferiore ai 17 mila euro ANNUI (non mensili….non parliamo mica di ricconi).
Ho chiesto all'assessorato alla Sanità in sede di autotutela, con la mia interrogazione del 28 ottobre 2011 alla quale non ho avuto alcuna risposta, di fare propria la tendenza giurisprudenziale dei TAR e del Consiglio di Stato nel considerare il solo reddito personale, invece niente, con protervia si è proceduto ad opporsi, con il solo risultato di prendere uno schiaffo a febbraio dal Tar di Cagliari e uno adesso dal Consiglio di Stato.

Adesso il TAR di Cagliari nel mese di maggio produrrà la sentenza di merito. Che l'assessorato non continui a mettere in campo avvocati, legali, appellandosi ancora CONTRO in gradi successivi, per dare soddisfazione a chi, mi chiedo?. Non ha senso, non è politicamente e umanamente sostenibile vedere Asserrorato alla Sanità CONTRO bambini, giovani, adulti con disabilità grave e gravissima. Basta, adesso.

Marco Espa membro della Commissione Sanità e politiche sociali del Consiglio Regionale della Sardegna


senti la notizia su GRS Giornale radio Sociale qui http://www.giornaleradiosociale.it/radio-giornale/edizione-del-02-54-2012





21 marzo 2012

Esportare le buone prassi sociosanitarie della Sardegna: da domani Marco Espa alle Università di Milano e Torino e dibattito con il Ministro Balduzzi

Esportare le buone prassi sociosanitarie della Sardegna: da domani Marco Espa alle Università di Milano e Torino e dibattito con il Ministro Balduzzi



In un periodo di crisi, c'è anche una Sardegna virtuosa che esporta modelli di sanità pubblica positivi.

L'on. Marco Espa, componente della commissione Sanità del Consiglio regionale, è stato invitato specificatamente, in qualità di esperto, a spiegare il modello sardo delle politiche socio sanitarie in materia di disabilità a due importanti appuntamenti di rilievo nazionale a Milano e Torino: Senza muri, entriamo tutti e tutte nella storia, a cura dell'Università degli studi di Torino e con la partecipazione del Ministro della Sanità Renato Balduzzi e Disability & Case Manager: corso di perfezionamento avanzato dell'Università Cattolica di Milano.
Nel primo evento, che si terrà a Savigliano (Torino), Marco Espa, il 23 marzo, prenderà parte alla tavola rotonda La sfida dei diritti: tra sostenibilità ed equità insieme al ministro della Salute, Renato Balduzzi, e altri esperti nazionali e internazionali, dando il senso della sostenibilità avanzata anche finanziaria delle prassi elaborate in Sardegna nel campo dei servizi alle persone in situazione più estrema.

Il 22 marzo, invece, l'on. Espa è stato chiamato a tenere una lezione sul "Modello Sardegna" di coprogettazione e integrazione sociale nella terza edizione del corso di formazione post-universitaria della Univerità Cattolica di Milano, i cui contenuti sono definiti dal Centro di Ateneo di Bioetica insieme con la Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico "C. Besta" da anni impegnati nel dare risposta alle esigenze formative nel settore dell'etica, delle politiche per la salute e la disabilità, del disability&case management.

"Non si tratta di un riconoscimento personale, tutt'altro – dichiara Marco Espa – ma è la dimostrazione che le istituzioni sarde sono state in grado, nel tempo, di elaborare modelli e prassi nei servizi alla persona fortemente innovativi e che ora ci vengono "copiati" anche da regioni considerate più evolute. Un patrimonio che va difeso dai tagli, anzi promosso e che appartiene a tutti, istituzioni e cittadini".



16 marzo 2012

La newsletter di Marco Espa del 17 marzo 2012



Ciao a tutte e a tutti!
E' un periodo particolarmente caldo per la politica nazionale e anche per quella regionale. Vi aggiorno (nella logica del patto eletto- elettore) su alcune attività di questi ultimi mesi. 
In particolare in Consiglio regionale abbiamo chiuso il percorso della Finanziaria 2012 (leggi qui il testo approvato, ancora provvisorio): questa manovra è assolutamente insufficiente per i problemi della Sardegna e ho votato contro con convinzione. L'attuale giunta regionale continua a navigare a vista, senza costrutto. Il Consiglio regionale però in alcuni passaggi ha trovato la forza di mettere in campo qualche pagina di buona politica. penso ai provvedimenti del cosidetto tesoretto 160 milioni di euro per cercare di contenere i danni alle famiglie e alle imprese della devastante crisi economica e per investire nuovamente in formazione per i giovani attraverso il rifinanziamento del Master&Back, oltre a recuperare importanti risorse per la cultura, che oggi occupa centinaia di lavoratori in Sardegna.
Sul livello nazionale: ho aderito al Manifesto "eleggiAMO l'Italia" per una riforma elettorale condivisa (vedi l'approfondimento sotto nelle notizie dalla redazione).
Ritornando alla Finanziaria 2012: vi invito a leggere il Comunicato stampa: Finanziaria 2012, soddisfazione per ripristino fondo diritto allo studio per studenti con disabilitàcon un emendamento di sintesi (del nostro emendamento con quello presentato dal centrodestra) con i quali sono stati ripristinati i fondi per i 4000 studenti con disabilità delle scuole sarde di ogni ordine e grado. La votazione è avvenuta all'unanimità. Vedi anche l'articolo di Superando.it, "Buone notizie dalla Sardegna, ritrovati quei fondi spariti" cliccando qui
Ancora battaglia sulla legge 162, ma alla fine abbiamo spuntato un miglioramento sui fondi

Altri 10 milioni di euro per i progetti personalizzati, leggi la notizia; puoi guardare il servizio del TGR Sardegna cliccando qui
  Sull'ISEE : guarda qui il video con la denuncia di Marco in Consiglio Regionale contro i tagli dovuti al reddito ISEE familiare
Tagli legge 162/98: no al reddito ISEE, la Regione tenga conto del solo reddito dell'assistito. L'interrogazione di Marco Espa all'assessore della Sanità Leggi il testo dell'interrogazione

Ancora: abbiamo assistito ad una tornata importantissima di Primarie per la scelta del Sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative di primavera. Devo dire che mi fanno sorridere le polemiche che alcuni sollevano: forse qualcuno pensa incredibilmente che è meglio ritornare al vecchio sistema dove i candidati sindaci venivano scelti nelle segrete stanza dai vertici dei partiti? 
A Selargius è stata scelta Rita Corda, dopo una serrata competizione tra alleati, non tra avversari. Un buon auspicio per poter finalmente vedere per la prima volta un Sindaco donna alle elezioni che si terranno, sembra, il prossimo maggio. Forza Rita!
SPECIALE SEMINARIO ONLINE

 Lo speciale sul Seminario di Cagliari "Dal decreto delega per la riforma assistenziale alla questione ISEE in Sardegna: Quale futuro per le politiche sociali?". Tutti i video e i testi delle relazioni (tra le quali quelle di Carlo Giacobini, Massimiliano Gioncada, Vittorio Pelligra, Gianmario Demuro, Giuseppe Andreozzi, Cristiano Erriu, oltre a Marco) e gli Atti integrali disponibili e scaricabili (pdf e anche nel formato iBook per iPhone e iPad), corredati da materiale informativo e dai documenti distribuiti al Seminario. Un vero corso di formazione online sempre aggiornato a disposizione per tutti!  clicca qui per ottenere tutto il materiale informativo, guardare i video  dei relatori e scaricare i testi dei loro interventi. 
 Vi segnaliamo sui temi caldi di attualità di questo periodo un'intervista fatta da Vito Biolchini  a Marco su Radiopress, potete ascoltarla online cliccando sulla foto qui a fianco, oppure  qui  

Dalla redazione
Di seguito una sintesi degli avvenimenti che hanno caratterizzato il lavoro di Marco in questi ultimi mesi:
Marco aderisce al Manifesto "EleggiAMO l'Italia" per una riforma elettorale condivisa. Per saperne di più clicca qui su Facebook oppure qui o firma la  petizione online cliccando qui
Marco Espa a Savigliano (TO) il 23 marzo un dibattito insieme al Ministro della Sanità Renato Balduzzi clicca qui
Marco docente sul "Modello Sardegna" di coprogettazione e integrazione sociale il 22 marzo all'Università Cattolica di Milano al Corso di perfezionamento per Disability Manager, in collaborazione con il Centro di Ateneo di Bioetica e  la Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico "C. Besta" di Milano, per approfondire clicca qui
Ridateci il Poetto di un tempo - leggi l'articolo dalla Nuova Sardegna
Espa: Tutto sul web: l'attività parlamentare e i compensi Unione Sarda,  leggi qui
Espa: «Il crocifisso? Far valere i valori coi fatti». Leggi l'articolo dall'Unione Sarda
Borse di studio Ersu, ritardo nei pagamenti, interrogazione Espa, Bruno, Cuccu, Pietro Cocco, Sechi, Salis leggi qui
 Leggi su i progetti personalizzati della L.162  i recenti interventi di Marco sulla stampa "La Regione imbroglia i disabili" e "Fondi per i disabili solo fino a giugno?" ; e anche:

Fondi ai disabili, la denuncia di Espa: criteri da rivedere leggi l'articolo del 10 gennaio 2012 - Sardegna Quotidiano

Disabili. Leggera inversione di tendenza sui progetti della legge 162. Leggi qui la notizia anche sui 21 milioni di euro mancanti anche nella  Finanziaria 2012

Spariti incredibilmente dal bilancio regionale 5 milioni di euro per l'integrazione scolastica. Leggi qui

Alluvione Capoterra- ESPA replica ad Assessore regionale Nonnis: bene lavori ma si rispetti e si applichi la legge, devono essere 24 ore su 24, no premialità. Leggi qui qui e anche qui

Consiglio regionale ESPA: Piano casa, esiste il mattone "buono"? Eh, a voi non piace! Leggi qui

Delibera su liste d'attesa:  critico il vicepresidente Espa. leggi il comunicato

Mancano i fondi per completare la casa per la salute di Senorbì: comunicato Espa, Barracciu leggi qui;

"La politica rendiconta: il patto eletto elettore" Vedi tutti i video del Convegno cliccando qui con Marco Espa e con la partecipazione di Moderato da Roberto Murru (CdA Ersu) ha visto anche gli interventi di alcuni protagonisti della vita politica e sociale in Sardegna: Mario Bruno (vice pres. Cons. Regionale), Rita Corda (Cons. provinciale Cagliari e nostra candidata Sindaco per le elezioni del Comune di Selargius), Vittorio Pelligra (economista Università. Cagliari) Francesca Palmas (Vice Pres.Consulta Prov. sulle disabilità Cagliari), Rita Polo (Pres. comitato famiglie L.162) Fabrizio Rodin (Consigliere Comune di Cagliari), Pierpaolo Giambelluca (Cons.municipalità di Pirri)

Altre notizie dalla rassegna stampa di Marco le trovi cliccando qui .

 
Alcune delle ultime attività di Marco in Consiglio Regionale
 
N. 758/A - ESPA - BARRACCIU, con richiesta di risposta scritta, sull'inadeguatezza del finanziamento per la Casa della salute di Senorbì.
N. 756/A - ESPA - BRUNO - CUCCU - COCCO Pietro - SALIS - SECHI, con richiesta di risposta scritta, sull'inottemperanza dell'Ersu di Cagliari dovuta al ritardo dei trasferimenti ordinari, da parte dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, circa il pagamento delle borse di studio nelle modalità previste dal bando di concorso per l'attribuzione di borse di studio e di posti alloggio anno accademico 2011/2012.
N. 708/A - ESPA, con richiesta di risposta scritta, sui Piani personalizzati per persone con disabilità grave di cui alla legge n. 162 del 1998 e sulla compartecipazione degli utenti di cui al decreto legislativo n. 109 del 1998.
N. 683/A - ESPA - BARRACCIU - BRUNO, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi adottati per i residenti in Sardegna reclusi in ospedale psichiatrico giudiziario.
N. 663/A - ESPA, con richiesta di risposta scritta, sulla cancellazione del finanziamento stanziato per la realizzazione della Casa della salute di Senorbì.
N. 659/A - ESPA - SOLINAS Antonio - SANNA Gian Valerio - MELONI Valerio - CORDA - AGUS, con richiesta di risposta scritta, sui notevoli ritardi da parte della ASL di Oristano inerenti le procedure del concorso per l'assunzione di n. 10 operatori socio-sanitari.

PL N. 351 - BARRACCIU - ESPA - BRUNO - SOLINAS Antonio - AGUS - PORCU - CORDA - SANNA Gian Valerio - SORU - COCCO Pietro - DIANA Giampaolo - CUCCA - MELONI Valerio - LOTTO - MANCA - CUCCU - MORICONI - SABATINI - Riorganizzazione delle Unità di valutazione Alzheimer e istituzione della Rete regionale di riabilitazione cognitiva.
PL N. 339 - BARRACCIU - ESPA - CORDA - BRUNO - COCCO Pietro - Interventi per prevenire e contrastare i disturbi del comportamento alimentare (DCA). Istituzione della Rete integrata di servizi sanitari per i disturbi del comportamento alimentare .
PL N. 338 - CUCCU - AGUS - DIANA - BARRACCIU - BRUNO - COCCO Pietro - CORDA - CUCCA - ESPA - LOTTO - MANCA - MORICONI - PORCU - SABATINI - SANNA Gian Valerio - Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese di novembre 2011.
PL N. 326 - DIANA Giampaolo - ESPA - AGUS - BARRACCIU - BRUNO - COCCO Pietro - CORDA - CUCCA - CUCCU - LOTTO - MANCA - MELONI Marco - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SABATINI - SOLINAS Antonio - SANNA Gian Valerio - SORU - Norme in materia di tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori e degli utenti.
PL N. 318 - BARRACCIU - DIANA Giampaolo - COCCO Pietro - SANNA Gian Valerio - SOLINAS Antonio - AGUS - MELONI Marco - ESPA - Norme e interventi per l'organizzazione della Banca regionale per la conservazione del sangue di cordone ombelicale e l'organizzazione della rete regionale.
PL N. 317 - BARRACCIU - COCCO Pietro - DIANA Giampaolo - AGUS - CORDA - CUCCA - CUCCU - LOTTO - MANCA - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SANNA Gian Valerio -SOLINAS Antonio - ESPA - Interventi a sostegno dei genitori separati e divorziati in difficoltà.
PL N. 313 - BARRACCIU - ESPA - BRUNO - CORDA - COCCO Pietro - MELONI Marco - PORCU - SOLINAS Antonio - SORU - MORICONI - MELONI Valerio - CUCCU - SABATINI - CUCCA -SANNA Gian Valerio - MANCA - AGUS - LOTTO - DIANA - Interventi a favore di soggetti stomizzati e incontinenti gravi ed istituzione dei centri di riabilitazione presso le strutture ospedaliere della Regione.
PL N. 305 - CUCCU - BARRACCIU - BRUNO - AGUS - COCCO Pietro - CORDA - CUCCA - DIANA Giampaolo - ESPA - LOTTO - MANCA - MELONI Marco - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SABATINI - SANNA Gian Valerio - SOLINAS Antonio - SORU - Principi e norme per l'educazione, l'istruzione, la formazione e il diritto allo studio
PL N. 303 - AGUS - COCCO Pietro - BARRACCIU - BRUNO - CORDA - CUCCA - CUCCU - DIANA Giampaolo - ESPA - LOTTO - MANCA - MELONI Marco - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SABATINI - SANNA Gian Valerio - SOLINAS Antonio - SORU - Modifica dello statuto del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna.
PL N. 302 - MELONI Marco - BRUNO - AGUS - BARRACCIU - COCCO Pietro - CORDA - CUCCA - CUCCU - DIANA Giampaolo - ESPA - LOTTO - MANCA - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SABATINI - SANNA Gian Valerio - SOLINAS Antonio - SORU - Disposizioni per l'accesso all'impiego nelle amministrazioni pubbliche della Sardegna e per l'organizzazione delle procedure concorsuali pubbliche, per la qualità e la stabilità del lavoro pubblico e per il superamento del precariato. Disciplina dei tirocini.
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6 marzo 2012

Finanziaria 2012 - ESPA CUCCU BRUNO: Finanziaria 2012, Consiglio Regionale - Soddisfazione per il ripristino del fondo per il diritto allo studio dei 4000 studenti sardi con disabilità

COMUNICATO STAMPA
CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE

Finanziaria 2012, Consiglio Regionale: Soddisfazione per il ripristino del fondo per il diritto allo studio dei 4000 studenti sardi con disabilità

 

di Marco Espa (Vicecapogruppo PD), Giuseppe Cuccu, PD e Mario Bruno, PD tutti membri della 8° commissione Pubblica Istruzione del Consiglio Regionale della Sardegna.

Oggi una buona pagina di politica si è conclusa in Consiglio Regionale: con un emendamento di sintesi (del nostro emendamento con quello presentato dal centrodestra) poche ore fa sono stati ripristinati i fondi per i 4000 studenti con disabilità delle scuole sarde di ogni ordine e grado. La votazione è avvenuta all'unanimità. Possiamo esprimere anche la nostra soddisfazione.

In un primo momento la Giunta regionale aveva dato parere negativo ma poi con l'impegno di tutti è stato ripristinato l'intero fondo. Previste risorse per 15 milioni di euro per i prossimi tre anni.

 

Si tratta dell'ormai famoso servizio di supporto effettuato tramite educatori e assistenti che i comuni e le province devono garantire obbligatoriamente agli studenti in base alla legge 104 (attenzione, non si tratta di docenti di sostegno di competenza dello Stato).
La positiva crescita dell'aumento degli alunni frequentanti la scuola, in particolare nelle scuole superiori, ci aveva spinto a presentare un emendamento alla finanziaria 2009  con approvazione all'unanimità dell'articolo 3, comma 18, che aveva autorizzato con 5 milioni di euro l'intervento integrativo regionale agli ordinari fondi degli enti locali. 
Avevamo denunciato alla presentazione della finanziaria il completo taglio dei fondi a disposizione. Anche la commissione competente aveva preso posizione. Venivano messi a rischio i percorsi di integrazione oramai conquistati per ben più di 4000 studenti con disabilità, 1400 studenti delle superiori e più di 2500 degli altri ordini, il taglio previsto era di circa  260 mila ore di servizi personalizzati che avrebbero colpito le Provincie e i Comuni della Sardegna.

Oggi è stato stanziato l'ultimo milione mancante ma non solo: con una norma migliorativa rispetto al passato gli enti locali devono mantenere la quota di finanziamento storico con fondi propri, in modo che il contributo regionale serva davvero ad aumentare la qualità e la quantità del servizio.

La recentissima sentenza del TAR di Cagliari (n. 34 del 13 gennaio 2012) in materia inoltre aveva affermato che si tratta di un diritto soggettivo degli alunni con disabilità non condizionabile da esigenze di tagli di bilancio.


la vicenda si può seguire anche cliccando su questo link


 http://www.marcoespa.it/128_336_news_1406.php


il testo integrale dell'emendamento approvato

TESTO EMENDAMENTO

Dopo l'articolo 4 comma 38 è aggiunto il seguente comma:

"38bis. Per garantire l'esercizio delle funzioni conferite agli Enti locali dai commi 1 lettera b) e 5 lettera c) dell'articolo 73 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 e per l'attuazione delle finalità di cui al comma 18 dell'articolo 3 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 1, è autorizzata, nell'anno 2012 e seguenti, una spesa valutata in annui Euro 5.000.000, destinata al supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con disabilità o in situazioni di svantaggio. Tale integrazione regionale, aggiuntiva alle risorse destinate per la medesima finalità dall'Ente locale, è assegnata a condizione che l'Ente garantisca almeno il mantenimento della spesa sostenuta nell'anno precedente con risorse proprie, e deve essere utilizzata esclusivamente per il miglioramento dei servizi di assistenza specialistica, di cui all'articolo 13 comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e di trasporto scolastico, di cui alla legge 30 marzo 1971, n. 118."



COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

U.P.B. S02.01.006

2012 € 1.000.000

2013 € 5.000.000

2014 € 5.000.000

In diminuzione

U.P.B. S05.03.006 – SC05.0638

2012 € 1.000.000

U.P.B. S08.01.004

2013 € 5.000.000

2014 € 5.000.000 


 



22 febbraio 2012

«Ridateci il Poetto di un tempo» Marco Espa (Pd): «La Regione stanzi il primo milione»

«Ridateci il Poetto di un tempo» Marco Espa (Pd): «La Regione stanzi il primo milione»   Presentato un emendamento alla Finanziaria per tentare di ricostruire la spiaggia che esisteva sino a dieci anni fa
di Roberto Paracchini - La Nuova Sardegna 22 febbraio 2012


 CAGLIARI. Un milione di euro per un intervento sperimentale di recupero della spiaggia del Poetto. Marco Espa, consigliere regionale del Pd, ha presentato un emendamento alla Finanziaria per recuperare i fondi necessari. A dieci anni dal ripascimento che ha cambiato la fisionamia della spiaggia dei centomila, Espa inoltra alla Regione la proposta che aveva presentato nel 2007 al Comune: un intervento sperimentale per testare nuove modalità per «ridare all’immagine del Poetto lo splendore di un tempo, quando la sabbia era bianca e soffice e il mare sempre cristallino».
 L’8 marzo del 2002 segnò uno spartiacque: 370mila metri cubi di sabbia vennero «sparati» sulla battigia in una manciata di giorni. E la sabbia fu grigio scuro, «grigio topo» come dissero con rabbia i cagliaritani. Il ripascimento, che doveva curare le ferite inferte dall’uomo (che aveva rubato negli anni circa due milioni di metri cubi di sabbia alla natura), fu un fallimento. E la ferita resta: il paesaggio del Poetto è cambiato e chi si sdraia non sente più la carezza di un tempo. «Sterminata, ferma ai giorni della creazione, bianca di sabbia e allucinante di sole» era la descrizione che del lungomare faceva lo studioso Francesco Alziator. Ora non è più così e neppure l’acqua del mare, in cui basta un po’ di movimento per creare l’effetto orzata, è quella sempre verde e trasparente di un tempo. La fretta, più permessi troppo frettolosamente rilasciati dal ministero, hanno prodotto un ripascimento che ha fatto gridare allo scandalo. Il Poetto era ed è una delle anime della città: un paesaggio amato che da un giorno all’altro i cagliaritani hanno visto diverso con sabbia scura e grossolana mista a limo (che il tempo non ha sbiancato, se non in minima parte). Per questo Marco Espa ha deciso di presentare un «emendamento alla Finanziaria regionale: per studiare i possibili rimedi del danno, tra cui un nuovo ripascimento avente caratteristiche e requisiti omogenei alla situazione preesistente al disastro». Dal periodo del ripascimento a oggi molte cose sono cambiate: oltre all’intervento della magistratura, vi è stato anche il lavoro di una commissione scientifica (nominata dall’allora assessore regionale Tonino Dessì), che ha ribadito che la situazione creata da quell’intervento è complessa, ma che si può intervenire per ripristinare la situazione. Come accennato, l’azione di ripascimento della sabbia doveva essere una «cura» per la spiaggia, funzionale al blocco dell’erosione del litorale provocato dall’asportazione della sabbia da parte dell’uomo, soprattutto nel primo dopo guerra, via terra, e sino agli anni Settanta, via mare. Parte di Cagliari è stata ricostruita con la sabbia del Poetto e anche Quartu porta nei suoi palazzi l’apporto abbondante del lungomare. Ripascimento nuovo, quindi, ma dopo una attenta sperimentazione e il coinvolgimento della popolazione.

16 febbraio 2012

Altri 10 milioni di euro per i progetti personalizzati in Sardegna!

clicca sulla foto per leggere l'articolo di Sardegna Quotidiano


News dal Consiglio Regionale della Sardegna: è stata dura... durissima! ma alla fine ci siamo riusciti! Altri 10 milioni di euro aggiuntivi per i progetti personalizzati della legge 162! Scongiurati gli ulteriori tagli previsti a giugno. Il nostro emendamento accolto con una modifica della Giunta regionale e votato all'unanimità! 
Insomma un po di respiro, almeno si cerca di tenere il livello dello scorso anno, non di scendere ancora... ho proposto anche una norma approvata che prevede il controllo obbligatorio di tutti i piani personalizzati di coloro che hanno da zero a 5 punti nella scheda salute.
Avanti ora con gli altri cambiamenti.

Dall'Unione Sarda del 17 febbraio 2012
Da segnalare, sempre in materia di sanità e sociale, l'intesa che mercoledì ha dato il via libera a un emendamento, voluto da Marco Espa (Pd) e condiviso dall'assessore La Spisa, che autorizza la Giunta a prelevare 10 milioni dal fondo sanitario per soddisfare tutte le richieste relative alla legge 162, sugli aiuti a persone non autosufficienti. (g. m.)


vedi qui sotto il servizio del TGR Sardegna



11 gennaio 2012

Primo report del seminario "Dal decreto delega per la riforma assistenziale alla questione ISEE in Sardegna: quale futuro per le politiche sociali?"

Primo Report: grazie a tutti per la grandissima partecipazione al seminario "Dal decreto delega per la riforma assistenziale alla questione ISEE in Sardegna: quale futuro per le politiche sociali?"! Abbiamo preparato 100 cartelline, sicuri di poter accontentare tutti, per un tema cosi tecnico... invece alla fine abbiamo avuto più di 300 presenze...abbiamo dovuto cambiare sala!!! Quattro ore di lavoro senza sosta... Presto tutto online su facebook e sul web, i video degli interventi, i documenti...! Ottimi spunti per continuare a cambiare le cose.. Bene a presto allora!


Come anteprima, il servizio del TG di Videolina, clicca qui sotto....



5 gennaio 2012

SARDEGNA24 - La Regione imbroglia i disabili - Legge 162, modificati dopo la presentazione delle domande i criteri d’assegnazione dei punteggi. Tagli ai piani d’assistenza

La Regione imbroglia i disabili - Legge 162, modificati dopo la presentazione delle domande i criteri d’assegnazione dei punteggi. Tagli ai piani d’assistenza

Marco Espa (PD): "Fa rabbrividire pensare che a un disabile grave che vive da solo si possano tagliare da un giorno all'altro 14 punti. La regione riveda subito i criteri"

Chi pensava che i criteri della legge regionale 162 in favore dei soggetti con disabilità, per l’annualità 2011-2012 fossero migliorati, si deve ricredere. Questo era quello che si pensava all’atto della presentazione delle domande con i piani personalizzati. In realtà (non si capisce se per errore degli uffici regionali o per strategia politica alla ricerca di un risparmio per le casse della Regione), i criteri sono stati modificati in corso d’opera, cioè mentre gli uffici dell’assessorato alla Sanità procedevano alla selezione delle domande pervenute. La modifica si traduce in una decurtazione di punteggio e quindi di fondi, nei confronti di disabili gravi che vivono da soli, o meglio, che non hanno familiari a carico. Quelli che in origine venivano considerati i più svantaggiati di tutti, tanto che il punteggio a loro favore era di 14 punti come per i disabili con familiari a carico, più altri 6 punti per la condizione di disagio aggiuntivo dal non avere parenti che si occupano di loro. La denuncia della modifica dei criteri, arriva dai Servizi sociali dei vari comuni dell’Isola, che a metà dicembre si sono visti recapitare dalla Regione le schede elettroniche con il punteggio decurtato per disabili soli: anziché 14 punti, come per i portatori di handicap con i familiari a carico, si sono visti riconosciuti solo 6 punti. Otto in meno rispetto allo scorso anno. La rivolta corre nei fili del telefono e sull’web: gli addetti dei Servizi sociali dei Comuni chiamano gli uffici dell’assessorato alla Sanità, che, vista la quantità enorme di denunce, cerca di correggere il tiro mettendo una pezza al danno. È di mercoledì la pubblicazione della delibera della giunta regionale – che risale al 23 dicembre - , nella quale dai 6 punti assegnati a questa categoria di disabili, si passa a 11 punti. Il punteggio aumenta, ma si contano comunque 4 punti in meno rispetto alla situazione di partenza. «Fa rabbrividire – si accalora il consigliere regionale del Pd Marco Espa che in questi giorni prepara un documento da portare in Consiglio – che a un disabile grave che vive da solo vengano tagliati da un anno all’altro 14 punti. Senza per altro che la modifica dei criteri sia stata adottata nei luoghi preposti a tale decisione: né il Consiglio, né la Giunta, né tantomeno la Commissione Sanità, hanno deliberato la decisione adottata arbitrariamente dall’assessorato». Secondo Espa «il meccanismo di “tagli” messo in campo dalla Regione è truffaldino e fuori da ogni tipo di concertazione all’interno degli organismi preposti». I nuovi criteri “imposti” dall’assessorato, hanno già fatto partire l’azione dei Comitati dei familiari per l’attuazione dei piani personalizzati della 162, che iniziano a mobilitarsi. «Sono centinaia le persone danneggiate con questa modifica – aggiunge ancora Espa -. Pur con la nuova delibera sarà difficile riuscire a correggere tutti i piani personalizzati, che saranno comunque decurtati. Il danno è fatto, ma come opposizione ci batteremo affinché i diritti di queste persone, ottenuti grazie a una lunga battaglia, tornino ad essere quelli di prima». Espa assicura che non verrà lasciato nulla di intentato. «Se chi ha il compito di chiedere scusa per l’errore fatto prendendo provvedimenti che restituiscano il maltolto alle persone colpite, non lo farà – conclude il consigliere – inviteremo i disabili a ricorrere alla magistratura attraverso le associazioni preposte alla loro tutela».Chi pensava che i criteri della legge regionale 162 in favore dei soggetti con disabilità, per l’annualità 2011-2012 fossero migliorati, si deve ricredere. Questo era quello che si pensava all’atto della presentazione delle domande con i piani personalizzati. In realtà (non si capisce se per errore degli uffici regionali o per strategia politica alla ricerca di un risparmio per le casse della Regione), i criteri sono stati modificati in corso d’opera, cioè mentre gli uffici dell’assessorato alla Sanità procedevano alla selezione delle domande pervenute. La modifica si traduce in una decurtazione di punteggio e quindi di fondi, nei confronti di disabili gravi che vivono da soli, o meglio, che non hanno familiari a carico. Quelli che in origine venivano considerati i più svantaggiati di tutti, tanto che il punteggio a loro favore era di 14 punti come per i disabili con familiari a carico, più altri 6 punti per la condizione di disagio aggiuntivo dal non avere parenti che si occupano di loro. La denuncia della modifica dei criteri, arriva dai Servizi sociali dei vari comuni dell’Isola, che a metà dicembre si sono visti recapitare dalla Regione le schede elettroniche con il punteggio decurtato per disabili soli: anziché 14 punti, come per i portatori di handicap con i familiari a carico, si sono visti riconosciuti solo 6 punti. Otto in meno rispetto allo scorso anno. La rivolta corre nei fili del telefono e sull’web: gli addetti dei Servizi sociali dei Comuni chiamano gli uffici dell’assessorato alla Sanità, che, vista la quantità enorme di denunce, cerca di correggere il tiro mettendo una pezza al danno. È di mercoledì la pubblicazione della delibera della giunta regionale – che risale al 23 dicembre - , nella quale dai 6 punti assegnati a questa categoria di disabili, si passa a 11 punti. Il punteggio aumenta, ma si contano comunque 4 punti in meno rispetto alla situazione di partenza. «Fa rabbrividire – si accalora il consigliere regionale del Pd Marco Espa che in questi giorni prepara un documento da portare in Consiglio – che a un disabile grave che vive da solo vengano tagliati da un anno all’altro 14 punti. Senza per altro che la modifica dei criteri sia stata adottata nei luoghi preposti a tale decisione: né il Consiglio, né la Giunta, né tantomeno la Commissione Sanità, hanno deliberato la decisione adottata arbitrariamente dall’assessorato». Secondo Espa «il meccanismo di “tagli” messo in campo dalla Regione è truffaldino e fuori da ogni tipo di concertazione all’interno degli organismi preposti». I nuovi criteri “imposti” dall’assessorato, hanno già fatto partire l’azione dei Comitati dei familiari per l’attuazione dei piani personalizzati della 162, che iniziano a mobilitarsi. «Sono centinaia le persone danneggiate con questa modifica – aggiunge ancora Espa -. Pur con la nuova delibera sarà difficile riuscire a correggere tutti i piani personalizzati, che saranno comunque decurtati. Il danno è fatto, ma come opposizione ci batteremo affinché i diritti di queste persone, ottenuti grazie a una lunga battaglia, tornino ad essere quelli di prima». Espa assicura che non verrà lasciato nulla di intentato. «Se chi ha il compito di chiedere scusa per l’errore fatto prendendo provvedimenti che restituiscano il maltolto alle persone colpite, non lo farà – conclude il consigliere – inviteremo i disabili a ricorrere alla magistratura attraverso le associazioni preposte alla loro tutela».
  

4 gennaio 2012

Invito per Seminario del 9 gennaio 2012 - Dal decreto delega per la riforma assistenziale alla questione ISEE in Sardegna: quale futuro per le politiche sociali? - Cagliari Hotel Mediterraneo ore 16

Siete invitati a partecipare al seminario formativo Dal decreto delega per la riforma assistenziale alla questione ISEE in Sardegna: quale futuro per le politiche sociali? che si svolgerà il prossimo lunedì 9 gennaio 2012 ore 16,00 presso l'Hotel Mediterraneo, viale Diaz a Cagliari. Ingresso libero.

Segnaliamo in particolare, tra i vari relatori della serata quelli di alcuni esperti nazionali sul tema, Carlo Giacobini, direttore di Handylex.org e Massimiliano Gioncada, consulente giuridico.

Sarà un'occasione importante dunque per approfondire, porre domande, dibattere su un argomento di immediata attualità (pensiamo solo all'attuazione molto controversa decisa dalla Regione sul reddito ISEE familiare nella legge 162 e che i Comuni sono obbligati ad applicare, ma anche in generale sui servizi alla persona), e lo faremo insieme anche alle parti sociali e ai diretti interessati.



Dal decreto delega per la riforma assistenziale alla questione ISEE in Sardegna: quale futuro per le politiche sociali?
Cagliari Hotel Mediterraneo ore 16

Programma

Introduce e modera: Marco Espa Commissione Sanità e Politiche sociali Consiglio regionale della Sardegna
Saluti: Angela Quaquero Presidente della Provincia di Cagliari

Contributi di:
Carlo Giacobini Direttore Handylex.org
Gianmario Demuro Costituzionalista
Vittorio Pelligra Economista
Cristiano Erriu Presidente ANCI
Massimiliano Gioncada Consulente giuridico
Giuseppe Andreozzi Avvocato

Intervengono
Francesca Barracciu Commissione Sanità e Politiche sociali Consiglio regionale
Remo Siza Presidente Forum Politiche sociali Pd Sardegna
Giampaolo Diana Presidente Gruppo consiliare regionale Pd
Silvio Lai Segretario regionale Pd
Renato Soru Consigliere regionale Pd

con preghiera di diffusione

Premessa

Le attuali riforme del welfare comparate all'emergenza economica e finanziaria che colpisce il paese, sembrano oggi risultare incomplete: dopo aver sancito in avvio i principi di una società inclusiva per tutti nell'ottica dei diritti umani con il protagonismo attivo di ogni persona, il legislatore avrebbe dovuto poi garantire, in concreto, livelli sociali essenziali, cioè diritti esigibili, quali servizi ed interventi sociali rivolti alla persona e alla famiglia da attuarsi, coperti da adeguate risorse finanziarie.Le stesse Istituzioni in trasformazione sembrano non rappresentare più un sistema di riferimento solido e ben equilibrato di livelli di competenze e di poteri, garanti di giustizia ed equità sociale. Resta certo il riferimento alla Costituzione con i diritti garantiti e uniformi in tutto il territorio nazionale, cioè non soggetti a ragioni meramente economiche, o di bilancio. Ma tale certezza del diritto traballa nei passaggi delle competenze dallo Stato alle Regioni, come se la sussidiarietà istituzionale fosse una bellissima teoria difficilmente attuabile e rischiosa per i cittadini.Contemporaneamente in Sardegna la Regione, nonostante le numerose sentenze del Consiglio di Stato, decide di proseguire nel conteggio del reddito per i servizi individuali  alle persone in situazione più estrema considerando il reddito familiare piuttosto che quello individuale.