15 maggio 2012

Progetti personalizzati: Oggi la Regione Sardegna perde ancora contro le famiglie e le persone con disabilità. ESPA: basta con questo accanimento contro bambini e adulti gravemente disabili.


Comunicato stampa di Marco Espa
Vicecapogruppo del PD in Consiglio Regionale
Membro della Commissione Sanita e politiche sociali

OGGI la Regione Sardegna perde ancora contro le famiglie e le persone con disabilità.

ESPA: basta ricorsi con questo accanimento contro bambini e adulti gravemente disabili.
Questa sentenza è anche un grandissimo assist per la Regione nei confronti del Governo italiano in merito all'impugnativa sulla finanziaria regionale.
Grazie a questa sentenza il presidente Cappellacci (piuttosto che litigare con il ministro Barca e richiedergli l'autorizzazione a sforare per il sociale il patto di stabilità) prenda atto dei contenuti e consideri almeno 100 milioni del fondo per la non autosufficienza come sociosanitari, ovvero NON VINCOLATI DAL PATTO. Come noi diciamo da ottobre 2011

 

Il TAR Sardegna (presidente Ravalli, estensore Flaim) con la sentenza n. 475 del 2012 appena pubblicata (la si legga qui) ha infatti accolto il ricorso di 30 famiglie di persone con disabilità grave (assistite dagli avvocati Giuseppe e Giulia Andreozzi e Riccardo Caboni). La famiglie chiedevano l'annullamento della delibera della giunta regionale con la quale erano stati previsti i criteri per il finanziamento dei piani personalizzati ai sensi della legge 162/1998. nella parte in cui prevedeva che l'ammontare del finanziamento fosse ridotto in considerazione del reddito ISEE del nucleo familiare, anzichè del reddito del solo disabile. Pochi giorni fa la Regione aveva perso anche al Consiglio di Stato e a febbraio aveva già perso sempre al Tar di Cagliari, ostinandosi però in inutili ricorsi sempre perdenti.
Il TAR Sardegna, dopo aver respinto le difese della Regione (su iniziativa dell'assessorato della Sanità), ha accolto il ricorso delle famiglie e delle persone con disabilità in prima persona, ritenendo che si debba prendere i considerazione il solo reddito del beneficiario del piano personalizzato in tutti i casi perchè si tratta di prestazioni sociosanitarie:  il richiedente è una persona con disabilità permanente grave o un anziano ultrasessantacinquenne non autosufficiente e il piano finanziato costituisce una prestazione sociale agevolata all'interno di un percorso integrato di natura sociosanitaria.
Sul medesimo ricorso si erano già espressi sia lo stesso TAR Sardegna, che a febbraio aveva accolto l'istanza di sospensiva avanzata dai ricorrenti con l'ordinanza 61 del 2012, sia il Consiglio di Stato che poche settimane fa ha respinto l'appello della Regione contro l'ordinanza di febbraio. 

Marco Espa: avevo gia detto e lo ripeto: Basta, basta ora ricorsi. Basta con questo accanimento contro bambini e adulti gravemente disabili. E' ora di smetterla. La Regione smetta di fare i ricorsi contro i sardi più vulnerabili. Pensi piuttosto a difendere con competenza la Regione contro la decisione del Governo nazionale sul fondo per la non autosufficienza. Grazie a questa sentenza e grazie quindi alle persone alle quali la Regione incredibilmente si contrappone, riceve un grandissimo assist nei confronti del Governo italiano in merito all'impugnativa (sorprendente e veramente incompetente, tanto da lasciar sospetti) fatta all'art. 3 comma 2 della Finanziaria Regionale. Infatti il Tar - in conformità con il Consiglio di Stato - spiega bene che la natura è sociosanitaria, quindi totalmente compatibile con la legge approvata in Consiglio Regionale e votata all'unanimità da tutti i partiti. 
Inoltre il Presidente Cappellacci (piuttosto che litigare con il ministro Barca e richiedergli l'autorizzazione a sforare per il sociale il patto di stabilità) prenda atto della sentenza e consideri almenno 100 milioni del fondo per la non autosufficienza come sociosanitari, ovvero NON VINCOLATI DAL PATTO. Potrebbe quindi spendere subito tutti i 300 milioni disponibili per le politiche sociali, 200 mil. sottoposti al patto e 100 mil di prestazioni sociosanitarie che legalmente sfuggono al patto, dando una boccata d'ossigeno a TUTTI i settori del sociale in un momento difficilissimo.
Comunque..Basta con i ricorsi da parte della Regione contro le persone. Stop! Non è possibile ancora vedere la Regione Sardegna che si mette letteralmente CONTRO persone già con gravissimi problemi dati dalla loro situazione di vita, letteralmente CONTRO bambini sardi con disabilità grave, contro eroiche famiglie con due o più disabili che chiedono solamente che venga applicata la legge (il dlgs 130 del 2000) che prevede, solo per le persone con disabilità grave la considerazione del reddito personale dell'utente e non di quello familiare come sostiene la Regione, e che fanno risparmiare centinaia di migliaia di euro alle casse pubbliche non mettendo in Istituto i propri cari. 
Fa impressione vedere e leggere nei ricorsi e nelle sentenze Regione Sardegna CONTRO… e seguono i nomi di persone con disabilità grave o dei loro genitori quando trattasi di bambini. Ma stiamo scherzando? Ma vi sembra sostenibile? Umano? Non bastano le decine e decine di sentenze sul tema dei tribunali di tutta Italia per fermarsi? Ma vogliamo finirla con questo che non è un gioco giuridico per le famiglie e che anzi è motivo di ulteriori spese e di stress?

E teniamo conto che è comunque un diritto, che la Regione si mette contro eventuali beneficiari, circa 10 mila famiglie e persone, con un reddito ISEE familiare inferiore ai 17 mila euro ANNUI (non mensili….non parliamo mica di ricconi).

Ho chiesto all'assessorato alla Sanità in sede di autotutela, con la mia interrogazione del 28 ottobre 2011 alla quale non ho avuto alcuna risposta, di fare propria la tendenza giurisprudenziale dei TAR e del Consiglio di Stato nel considerare il solo reddito personale, invece niente, con protervia si è proceduto ad opporsi, con il solo risultato di prendere uno schiaffo a febbraio dal Tar di Cagliari e uno adesso dal Consiglio di Stato.




07 maggio 2012

ESPA - Referendum e riforme istituzionali: adesso è l'ora di Cagliari città metropolitana.

Referendum: adesso è l'ora di Cagliari città metropolitana. L'esito del referendum diventa una grande opportunità.

Mai come ora l'esito del referendum, in particolare visto l'esito di quello sulle provincie, ci obbliga a raccogliere la sfida di creare a Cagliari la città metropolitana. Una forte città metropolitana. Con servizi efficienti e coordinati a misura di ogni cittadino, nemmeno un euro può essere più sprecato. È una realtà già insita nella sensibilità dei cittadini dell'area vasta.  Mai come ora un area contigua di 400 mila persone ha bisogno di razionalizzazione, di coordinamento, di efficienza, nella partecipazione e valorizzazione delle identità e autonomie di ogni territorio ma contro ogni campanilismo.
Che il Consiglio Regionale cominci l'iter del progetto di legge ( il 
PL N. 387 - MELONI Marco - ESPA - PORCU - Disposizioni per l'istituzione della Città metropolitana di Cagliari), che nei territori se ne inizi a discutere liberamente e concretamente.
L'esito del referendum, al di là che certifica il fallimento totale del centrodestra, dal Presidente Cappellacci ai Riformatori, che nonostante una maggioranza bulgara non sono riusciti a fare ad oggi uno straccio di riforma istituzionale - ricordo il taglio di migliaia di enti inutili, di posti in consigli di amministrazione, di taglio ai costi della politica avvenuti nella precedente legislatura -, ci pone di fronte alla necessità di rivedere l'assetto istituzionale degli enti territoriali. Lo sostengo, insieme a molti altri, da anni, prima in Consiglio Comunale e oggi in Regione: è l'assetto ideale per dare ai cittadini servizi più efficienti, meglio rispondenti alle loro esigenze di vita e con costi notevolmente ridotti (perché razionalizzati) per le casse pubbliche. Nei giorni scorsi abbiamo presentato insieme a Marco Meloni (primo firmatario) e Chicco Porcu un progetto di legge. E' una proposta aperta che ha l'obiettivo di chiamare tutti i protagonisti (politici e istituzionali) a riflettere su quella che sarebbe una novità assoluta nel panorama istituzionale sardo. E' urgente dare avvio alla discussione sul PL in Consiglio regionale e, con  essa, aprire la discussione nei comuni coinvolti. Non si tratta di togliere poteri e autonomia decisionale ai singoli comuni, ma di metterli insieme per decidere le strategie amministrative di un'area in cui risiedono 400 mila persone. Cittadini e cittadine che già oggi, quotidianamente, la vivono, la sentano e la attraversano, per ragioni di vita e di lavoro, come una realtà inscindibile della loro quotidianità: è arrivato il momento che anche le istituzioni e l'amministrazione diventino capaci di dare le risposte giuste alle loro nuove domande.

Marco Espa
Consigliere Regionale PD

04 maggio 2012

Cosa farò per i referendum?

ciao a tutti!
domenica abbiamo una tornata elettorale relativa ai 10 referendum sardi.
Io cosa farò?  Anche se alcuni referendum sono assolutamente retorici, dico subito che andrò a votare, (per il mio ruolo attuale lo sento a prescindere come un dovere) e che voterò sicuramente si al quesito numero 8 (scheda marrone), il più succulento per alcuni, quello dei tagli alle indennità dei consiglieri regionali.
Credo di essere stato uno dei primi consiglieri che in tempi non sospetti ha reso conto di tutti i suoi compensi da mandato politico. Avrei molte cose da dire sulle stupidaggini gravi che si sentono dire in giro (tipo: meno politica = più lavoro per tutti) in un periodo dove veramente ci vuole più politica. Anzi più Politica. Dove insieme ai tagli si riprenda collettivamente a chiedere più Politica, di coloro che non fanno favori a nessuno, che rendono conto, che cacciano via coloro che gli chiedono spintarelle e accozzi...
Ma ci ritornerò in un altro momento.
Voterò sicuramente no al referendum sull'assemblea costituente, credo proprio che aumenterebbe i costi della politica ( quanto ci costerebbe, per rimanere sul tema?).

Qui di seguito il parere di Renato Soru, favorevole al voto, e della scrittrice Michela Murgia, che invece dice, con un intervento intitolato "i referendum spiegati al mio gatto" che non andrà a votare.

Ho grande comprensione però di chi deciderà di non andare a votare, come Michela Murgia. In particolare mi fa pensare la riflessione di chi dice che i Riformatori, promotori principali dei referendum, invece che far spendere alle tasche di tutti i sardi 10 milioni di euro per la consultazione, potevano benissimo minacciare la loro maggioranza di governo (non siamo noi che governiamo, sono loro infatti che governano con il centrodestra) per far mettere in agenda in Consiglio Regionale i temi dei referendum. Eh, si, perchè sono tutti argomenti che potevano essere affrontati dal Consiglio Regionale per le adeguate riforme, e una forza di maggioranza poteva appunto ottenere minacciando l'abbandono della maggioranza.
Partiamo dal parere di Renato Soru, segue quello di Michela Murgia.

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Domenica 6 maggio in Sardegna siamo chiamati a votare su 10 quesiti referendari.
Nonostante la troppa demagogia e il fastidio per lo strumentale esibizionismo di alcuni, andrò a votare e ricordo a tutti di farlo. La Democrazia e i suoi diritti non sono qualcosa di scontato o una conquista acquisita persempre. Al contrario, va costantemente difesa ed arricchita con la nostra partecipazione, possibilmente di ogni giorno e certamente al momento del voto.

Voterò con convinzione per la cancellazione delle nuove provincie. Ritengo che le giuste aspirazioni di protagonismo dei diversi territori possa essere svolto molto più concretamente dalle Unioni di Comuni Queste potranno svolgere insieme le funzioni con maggiore efficienza ed efficacia non solo le tradizionali funzioni dei singoli comuni ma anche il ruolo di ente appaltante, contribuendo a ridurre i tempi, migliorare la qualità e il controllo della spesa.

Per gli stessi motivi sono per il superamento delle Provincie storiche e per l'istituzione di due Città Metropolitane.

Sulla riduzione del numero dei consiglieri regionali il referendum arriva tardi ma naturalmente concordo. Ricordo comunque che è già in corso l'iter parlamentare di modifica costituzionale per la riduzione a 60.

In questi anni, rispetto ad altri, ho sempre messo meno enfasi sull'urgenza di riscrittura dello Statuto Regionale. Ho ritenuto più urgente far rispettare e agire concretamente lo Statuto attuale, il qualdato contiene comunque le precondizioni di una Sardegna migliore di quella che abbiamo saputo realizzare finora. In ogni caso, credo che le modifiche o riscritture dell Statuto siano una competenza alla quale debbano essere chiamati e responsabizzati rappresentati del Popolo Sardo legittimamente e democraticamente eletti, quindi i consiglieri regionali, senza necessità di altre assemblee.

In ogni caso, domenica andiamo a votare.
Renato Soru
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Sono settimane che uno spot della Regione Sardegna invita i sardi ad andare domenica 6 maggio a votare su dieci referendum regionali. La maggior parte dei sardi però non sa nemmeno su cosa dovrebbe esprimersi. La risposta è unica e non è difficile: dovremmo esprimerci su questioni per cui paghiamo già i nostri consiglieri regionali, perché sono temi che fanno parte della loro ordinaria materia di decisione. Non si sta discutendo di nucleare, di orientamenti etici o di scelte radicali che sovvertono le regole del nostro vivere civile: ci stanno chiamando a decidere di dieci cose su cui, se davvero ci credessero, avrebbero già legiferato loro, risparmiando oltrettutto una marea di soldi pubblici. Al presidente Ugo Cappellacci, che tutti i giorni si dichiara favorevole ai dieci sì referendari, vorrei chiedere perché mai gli stiamo pagando 14mila euro al mese più bonus, se non è capace neanche di assumersi la responsabilità politica delle decisioni necessarie alla Sardegna.
Ma sarà poi vero che quelle decisioni sono tutte utili e necessarie? Provo a ragionarci.

I primi cinque quesiti, il cui colore di scheda è indicato dal quadratino accanto, riguardano la questione dell'abolizione delle province, le nuove (referendum abrogativo) e anche le vecchie (referendum consultivo).
Uno dice: le province sono un costo. Ma questo costo verrebbe meno se le aboliamo? Le decine di dipendenti pubblici a tempo indeterminato che ci hanno lavorato fino a oggi possono essere messi sulla strada da un giorno all'altro perché sparisce l'ente che li aveva assunti? Naturalmente no, infatti saranno obbligatoriamente assorbiti negli organici dei comuni e della regione, restando in carico alla spesa pubblica. L'unico costo che verrà meno sarà quello risibile dei gettoni di presenza, la cui somma complessiva annuale non arriva nemmeno vicino alla spesa sostenuta per fare questi referendum.
Un altro dice: le province sono enti inutili. Fermo restando che spesso le persone confondono l'inutilità di un organo con l'incapacità di chi lo gestisce, anche a me non piace l'amministrazione del territorio in province e la vorrei cambiare, dando più potere alle unioni dei comuni; però anche uno scemo capisce che, in assenza di un'alternativa, l'abolizione delle province otterebbe l'unico effetto di accentrare tutti i poteri in mano all'ente Regione, organo che non solo mi rappresenta meno, ma sul piano della spesa pubblica ci costa infinitamente di più.
Un altro ancora dice: votando sì costringiamo la casta a riformarsi. Volendo ignorare il fatto che il governo Monti ha già in canna la riforma degli enti territoriali, resta il fatto che se il governo regionale volesse davvero riformare il sistema amministrativo delle province potrebbe farlo subito: ne ha facoltà anche senza ricorrere al referendum. Ma non ne ha nessuna intenzione e lo sta dimostrando proprio scaricando sullo strumento referendario le responsabilità politiche di una scelta che potrebbe fare benissimo da sè. L'idea che abolendo gli enti locali ci troveremo improvvisamente in mano a persone migliori è puerile: ci troveremo comunque in mano a quelli che abbiamo eletto. Non possiamo farli fuori tutti: dobbiamo solo deciderci a sceglierli meglio.
Se passa il sì per questo quesito significa che saremmo di nuovo chiamati a votare i membri di un'assemblea costituente che dovrebbe riscrivere lo strumento che regolamenta la nostra appartenenza all'Italia. Da sarda libera che vuole la libertà della sua terra rido di questo quesito e lo rimando cordialmente al mittente. Basta prenderci per il culo:non vogliamo la riscrittura di nessun inutile Statuto da Regione Autonoma. Le vere assemblee costituenti - lo dice la parola - si fanno per scrivere le costituzioni, non l'ennesimo vademecum della propria sudditanza. Questa classe politica avrebbe potuto dimostrare la sua buonafede cominciando prima di tutto a far rispettare lo Statuto attuale, specialmente l'art.9, dove si afferma che abbiamo autonomia sulla gestione delle nostre entrate. Se non lo ha fatto è perchè in realtà nessuno di quelli che siedono in consiglio regionale desidera che la Sardegna abbia una sua sovranità. Tutti però vogliono giocare al piccolo padre costituente.
Questo quesito, che dovrebbe semplificarci la vita, ci chiama a votare (al referendum) per decidere se vogliamo andare a votare (alle primarie) per stabilire chi votare quando andremo a votare davvero (alle regionali): complimenti per la contorsione a chi lo ha pensato. In ogni caso, se questa prospettiva fosse stata operativa già quattro anni fa, avremmo eletto presidente della regione comunque Ugo Cappellacci, cioè un nome imposto da Arcore a un PdL sardo annichilito dallo strapotere delle segreterie d'oltremare. Il Pd e le altre formazioni con sede decisionale altrove sono vittima delle stesse dinamiche. Credere di muoversi in maniera diretta in un contesto che ha premesse eterodirette è un abbaglio, ribadito anche da questo inutile quesito.
Pormi questa domanda è come chiedermi se sono favorevole alla pace nel mondo: naturalmente sono più che favorevole a diminuire le prebende ai consiglieri regionali. Ma se anche votassi Sì, questo Sì impedirebbe loro il giorno dopo di votarsi un aumento compensativo? Naturalmente no, esattamente come un referendum sulla pace nel mondo non farebbe smettere i signori della guerra di costruire e usare armi. Quindi a cosa serve, a parte illudere la gente che dicendo Sì i politici guadagneranno meno?
E' ovvio che sono favorevole a mandare a casa tutti i trombati collocati in quei consigli. Ma gli enti a quel punto da chi sarebbero gestiti? Il quesito non dice niente in merito e questo significa che corriamo il serio rischio che avvengano nomine monocratiche dove a governare ciascuno di quei carrozzoni sarebbe probabilmente il trombato più grosso, facendone spettacolari feudi personali.
Sono contraria nella maniera più assoluta a questa scelta demagogica e anti-democratica, come a suo tempo avevo già argomentato con Marcello Fois in questo dibattito scritto. La riduzione del numero dei consiglieri (ancora di più se unita all'ipotesi della cancellazione delle province) creerebbe un'insopportabile verticalizzazione del potere amministrativo in mano alla sola regione, oltrettutto con meno consiglieri. Per essere eletti ci vorranno molti più voti, a tutto danno dei politici senza clientele e dei giovani, che faticheranno di più ad affermarsi o non si affermeranno affatto. Con meno posti a disposizione i baroni della poltrona rafforzerebbero invece le loro già fortissime posizioni, anche grazie alla logica del "voto utile". Se lasciassimo il numero attuale di consiglieri e riducessimo a tutti lo stipendio di due terzi (cioè a 4000 euro al mese) risparmieremo infinitamente di più che non diminuendo di trenta nomi la rappresentanza democratica in consiglio.
Per queste ragioni io domenica non andrò a votare. Per cambiare le cose non serve rispondere a domande inutili e demagogiche; io vado a votare le persone che portano avanti la mia visione di società civile, onesta e democratica. Il resto, compresi questi referendum, è fuffa e il mio gatto lo aveva già capito dando un'occhiata a chi li sta sostenendo.
Michela Murgia


02 maggio 2012

Stop ai campanili, è l’ora della metropoli




MARCO ESPA: Ogni anno il capoluogo perde 4,5mila abitanti perché le case costano cifre esorbitanti e i giovani vanno via
di Alessandra Sallemi - La Nuova Sardegna 1 maggio 2012


CAGLIARI Il troncone di metropolitana nel tratto della via Roma forse è opera che non appassiona tanti cagliaritani, ma di sicuro è questione che interessa agli abitanti di Sinnai, Sestu, Maracalagonis perché, con un trenino leggero che arriva in un amen fino a via Roma, ci sarebbe un collegamento rapido e sicuro con la stazione dei treni e con quella dell’Arst. Vale anche per i 12 mila pendolari ogni giorno in arrivo in piazza Matteotti dal sud ovest della costa: per andare al lavoro o all’università hanno bisogno di un trasporto pubblico che adesso non c’è e l’attraversamento di Cagliari si fa tramite bus mai in coincidenza con gli arrivi di pullman e treni. Oppure c’è la non-politica della casa, che spinge fuori Cagliari le giovani coppie, gli anziani, insomma chi non può pagare un’abitazione 5 mila euro al metro quadro e, però, deve tornare in città per lavorare, portare i bambini a scuola, curarsi: i cagliaritani si trasferiscono nei nuovi quartieri dei centri dell’area vasta, pur continuando a gravare sui servizi del capoluogo. Il capoluogo perde 4, 5mila abitanti l’anno, l’area vasta invece nello stesso arco di tempo cresce del 3 per cento e i suoi abitanti varcano ogni giorno la cinta daziaria di Casteddu per servirsi di banche, uffici pubblici, ambulatori o per andare al lavoro. Lo scambio, insomma, è quotidiano e in continua evoluzione, ciò che Cagliari dà e ciò che Cagliari al contrario non sa proprio offrire si ripercuote su una popolazione di 410 mila abitanti, ma d’altronde senza questo grande bacino il capoluogo è destinato a diventare una città di vecchi, con servizi molto costosi e non coordinati. Ecco perché un mese fa il consiglio comunale, quasi all’unanimità, ha votato un ordine del giorno i n cui chiede al consiglio regionale di istituire la città metropolitana composta da 13 comuni:Cagliari, Quartu, Selargius, Assemini, Capoterra, Sestu, Monserrato, Sinnai, Quartucciu, Elmas, Settimo San Pietro, Maracalagonis, Decimomannu. Il Pd del consiglio regionale ha raccolto la richiesta e ieri i consiglieri Marco Meloni, Marco Espa e Chicco Porcu hanno presentato una proposta di legge. Tutto dipende dal consiglio regionale, la legge nazionale istituisce otto aree metropolitane e dà facoltà di crearle alle regioni a statuto speciale.Trasporti, urbanistica, rifiuti, porti, aeroporti, occupazione, sono i settori in cui i comuni cedono la sovranità decisionale e lavorano in accordo con gli altri.Serve?Sì, anche «per contenere i costi»: appalti e acquisiti si farebbero una sola volta e per tutti. Il punto è come arrivarci, il dibattito comincia.
CAGLIARI Una città metropolitana con sindaco, giunta e un consiglio di 34 consiglieri tutti votati direttamente dai cittadini dell’area che dovrà essere definita nei suoi confini e quindi costituita soltanto in seguito a un referendum consultivo. La democrazia è salva, ma parlare di nuovi organismi elettivi in un momento in cui si stanno cancellando le province perché centri di costo senza eccessiva capacità di azione amministrativa appare un controsenso. I consiglieri Espa, Meloni e Porcu non si sono sottratti alla domanda: ma siete sicuri che servano nuovi organismi elettivi che rischiano di essere considerati un modo per rimediare alla soppressione delle province?Espa: «La città metropolitana è vissuta come una realtà che culturalmente c’è già». Porcu: «L’ente intermedio non è il male, il male è quando non si centrano gli obbiettivi. Noi pensiamo che l’area di Cagliari abbia bisogno di una governance forte, scelta dai cittadini e riconoscibile». Meloni: «Una governance forte riduce i costi perché la città metropolitana diventa stazione unica appaltante e centrale unica di acquisto, inoltre nella proposta di legge c’è un preciso vincolo di costo dell’intero organismo». (a.s.)

27 aprile 2012

Comunicato stampa: legge 162, ancora una sconfitta per la Regione in tribunale. ESPA: Basta con i ricorsi della Regione contro i disabili gravi

LEGGE 162 PROGETTI PERSONALIZZATI PER PERSONE CON DISABILITA' GRAVE
FAMIGLIE E PERSONE CON DISABILITA' GRAVE – GIUNTA REGIONALE 2 A 0.
ANCORA UNA SCONFITTA DELLA REGIONE. IERI IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE L'OPPOSIZIONE DELL'ASSESSORATO DELLA SANITA'  CONTRO IL PRONUNCIAMENTO DEL TAR DI CAGLIARI A FAVORE DEL REDDITO PERSONALE E NON DI QUELLO FAMILIARE.

MARCO ESPA: BASTA RICORSI REGIONALI CONTRO I SARDI CON DISABILITA' GRAVE. E' INSOSTENIBILE E SENZA SENSO.

Ieri sera 26 aprile i giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale a Roma – presidente il magistrato Stefano Baccarini, estensore il magistrato Antonio Bianchi -  hanno respinto l'appello della Giunta Regionale, in particolare dell'assessorato alla Sanità, contro la sospensiva dell'ordinanza del TAR di Cagliari che stabiliva di tener conto, a norma di legge, del solo reddito individuale nei progetti personalizzati della Legge 162. Una battaglia delle famiglie per evitare tagli ai finanziamenti dei famosi piani personalizzati per le persone con disabilità grave. Il testo originale lo si trova cliccando qui http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2012/201202096/Provvedimenti/201201632_15.xml

"Basta, basta ora. E' ora di smetterla. Basta con i ricorsi da parte della Regione. Non è possibile ancora vedere la Regione Sardegna che si mette letteralmente CONTRO persone già con gravissimi problemi dati dalla loro situazione di vita, letteralmente CONTRO bambini sardi con disabilità grave, contro eroiche famiglie con due o più disabili che chiedono solamente che venga applicata la legge (il dlgs 130 del 2000) che prevede, solo per le persone con disabilità grave la considerazione del reddito personale dell'utente e non di quello familiare come sostiene la Regione, e che fanno risparmiare centinaia di migliaia di euro alle casse pubbliche non mettendo in Istituto i propri cari. Fa impressione vedere e leggere nei ricorsi e nelle sentenze Regione Sardegna CONTRO… e seguono i nomi di persone con disabilità grave o dei loro genitori quando trattasi di bambini. Ma stiamo scherzando? Ma vi sembra sostenibile? Umano?
Non bastano le decine e decine di sentenze sul tema dei tribunali di tutta Italia per fermarsi? Ma vogliamo finirla con questo che non è un gioco giuridico per le famiglie e che anzi è motivo di ulteriori spese e di stress?
Non ci fossero le risorse, ma abbiamo appena approvato all'unanimità in Consiglio Regionale (art.2 comma 3 della legge regionale 6/2012) 10 milioni di euro aggiuntivi proprio in previsione di queste situazioni che al massimo possono incidere di solo il 5 % su un budget attuale di 102 mil. di euro.
E teniamo conto che, al di la che questo è comunque un diritto, che la Regione si mette contro eventuali beneficiari, circa 10 mila famiglie e persone, con un reddito ISEE familiare inferiore ai 17 mila euro ANNUI (non mensili….non parliamo mica di ricconi).
Ho chiesto all'assessorato alla Sanità in sede di autotutela, con la mia interrogazione del 28 ottobre 2011 alla quale non ho avuto alcuna risposta, di fare propria la tendenza giurisprudenziale dei TAR e del Consiglio di Stato nel considerare il solo reddito personale, invece niente, con protervia si è proceduto ad opporsi, con il solo risultato di prendere uno schiaffo a febbraio dal Tar di Cagliari e uno adesso dal Consiglio di Stato.

Adesso il TAR di Cagliari nel mese di maggio produrrà la sentenza di merito. Che l'assessorato non continui a mettere in campo avvocati, legali, appellandosi ancora CONTRO in gradi successivi, per dare soddisfazione a chi, mi chiedo?. Non ha senso, non è politicamente e umanamente sostenibile vedere Asserrorato alla Sanità CONTRO bambini, giovani, adulti con disabilità grave e gravissima. Basta, adesso.

Marco Espa membro della Commissione Sanità e politiche sociali del Consiglio Regionale della Sardegna


senti la notizia su GRS Giornale radio Sociale qui http://www.giornaleradiosociale.it/radio-giornale/edizione-del-02-54-2012





21 marzo 2012

Esportare le buone prassi sociosanitarie della Sardegna: da domani Marco Espa alle Università di Milano e Torino e dibattito con il Ministro Balduzzi

Esportare le buone prassi sociosanitarie della Sardegna: da domani Marco Espa alle Università di Milano e Torino e dibattito con il Ministro Balduzzi



In un periodo di crisi, c'è anche una Sardegna virtuosa che esporta modelli di sanità pubblica positivi.

L'on. Marco Espa, componente della commissione Sanità del Consiglio regionale, è stato invitato specificatamente, in qualità di esperto, a spiegare il modello sardo delle politiche socio sanitarie in materia di disabilità a due importanti appuntamenti di rilievo nazionale a Milano e Torino: Senza muri, entriamo tutti e tutte nella storia, a cura dell'Università degli studi di Torino e con la partecipazione del Ministro della Sanità Renato Balduzzi e Disability & Case Manager: corso di perfezionamento avanzato dell'Università Cattolica di Milano.
Nel primo evento, che si terrà a Savigliano (Torino), Marco Espa, il 23 marzo, prenderà parte alla tavola rotonda La sfida dei diritti: tra sostenibilità ed equità insieme al ministro della Salute, Renato Balduzzi, e altri esperti nazionali e internazionali, dando il senso della sostenibilità avanzata anche finanziaria delle prassi elaborate in Sardegna nel campo dei servizi alle persone in situazione più estrema.

Il 22 marzo, invece, l'on. Espa è stato chiamato a tenere una lezione sul "Modello Sardegna" di coprogettazione e integrazione sociale nella terza edizione del corso di formazione post-universitaria della Univerità Cattolica di Milano, i cui contenuti sono definiti dal Centro di Ateneo di Bioetica insieme con la Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico "C. Besta" da anni impegnati nel dare risposta alle esigenze formative nel settore dell'etica, delle politiche per la salute e la disabilità, del disability&case management.

"Non si tratta di un riconoscimento personale, tutt'altro – dichiara Marco Espa – ma è la dimostrazione che le istituzioni sarde sono state in grado, nel tempo, di elaborare modelli e prassi nei servizi alla persona fortemente innovativi e che ora ci vengono "copiati" anche da regioni considerate più evolute. Un patrimonio che va difeso dai tagli, anzi promosso e che appartiene a tutti, istituzioni e cittadini".



16 marzo 2012

La newsletter di Marco Espa del 17 marzo 2012



Ciao a tutte e a tutti!
E' un periodo particolarmente caldo per la politica nazionale e anche per quella regionale. Vi aggiorno (nella logica del patto eletto- elettore) su alcune attività di questi ultimi mesi. 
In particolare in Consiglio regionale abbiamo chiuso il percorso della Finanziaria 2012 (leggi qui il testo approvato, ancora provvisorio): questa manovra è assolutamente insufficiente per i problemi della Sardegna e ho votato contro con convinzione. L'attuale giunta regionale continua a navigare a vista, senza costrutto. Il Consiglio regionale però in alcuni passaggi ha trovato la forza di mettere in campo qualche pagina di buona politica. penso ai provvedimenti del cosidetto tesoretto 160 milioni di euro per cercare di contenere i danni alle famiglie e alle imprese della devastante crisi economica e per investire nuovamente in formazione per i giovani attraverso il rifinanziamento del Master&Back, oltre a recuperare importanti risorse per la cultura, che oggi occupa centinaia di lavoratori in Sardegna.
Sul livello nazionale: ho aderito al Manifesto "eleggiAMO l'Italia" per una riforma elettorale condivisa (vedi l'approfondimento sotto nelle notizie dalla redazione).
Ritornando alla Finanziaria 2012: vi invito a leggere il Comunicato stampa: Finanziaria 2012, soddisfazione per ripristino fondo diritto allo studio per studenti con disabilitàcon un emendamento di sintesi (del nostro emendamento con quello presentato dal centrodestra) con i quali sono stati ripristinati i fondi per i 4000 studenti con disabilità delle scuole sarde di ogni ordine e grado. La votazione è avvenuta all'unanimità. Vedi anche l'articolo di Superando.it, "Buone notizie dalla Sardegna, ritrovati quei fondi spariti" cliccando qui
Ancora battaglia sulla legge 162, ma alla fine abbiamo spuntato un miglioramento sui fondi

Altri 10 milioni di euro per i progetti personalizzati, leggi la notizia; puoi guardare il servizio del TGR Sardegna cliccando qui
  Sull'ISEE : guarda qui il video con la denuncia di Marco in Consiglio Regionale contro i tagli dovuti al reddito ISEE familiare
Tagli legge 162/98: no al reddito ISEE, la Regione tenga conto del solo reddito dell'assistito. L'interrogazione di Marco Espa all'assessore della Sanità Leggi il testo dell'interrogazione

Ancora: abbiamo assistito ad una tornata importantissima di Primarie per la scelta del Sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative di primavera. Devo dire che mi fanno sorridere le polemiche che alcuni sollevano: forse qualcuno pensa incredibilmente che è meglio ritornare al vecchio sistema dove i candidati sindaci venivano scelti nelle segrete stanza dai vertici dei partiti? 
A Selargius è stata scelta Rita Corda, dopo una serrata competizione tra alleati, non tra avversari. Un buon auspicio per poter finalmente vedere per la prima volta un Sindaco donna alle elezioni che si terranno, sembra, il prossimo maggio. Forza Rita!
SPECIALE SEMINARIO ONLINE

 Lo speciale sul Seminario di Cagliari "Dal decreto delega per la riforma assistenziale alla questione ISEE in Sardegna: Quale futuro per le politiche sociali?". Tutti i video e i testi delle relazioni (tra le quali quelle di Carlo Giacobini, Massimiliano Gioncada, Vittorio Pelligra, Gianmario Demuro, Giuseppe Andreozzi, Cristiano Erriu, oltre a Marco) e gli Atti integrali disponibili e scaricabili (pdf e anche nel formato iBook per iPhone e iPad), corredati da materiale informativo e dai documenti distribuiti al Seminario. Un vero corso di formazione online sempre aggiornato a disposizione per tutti!  clicca qui per ottenere tutto il materiale informativo, guardare i video  dei relatori e scaricare i testi dei loro interventi. 
 Vi segnaliamo sui temi caldi di attualità di questo periodo un'intervista fatta da Vito Biolchini  a Marco su Radiopress, potete ascoltarla online cliccando sulla foto qui a fianco, oppure  qui  

Dalla redazione
Di seguito una sintesi degli avvenimenti che hanno caratterizzato il lavoro di Marco in questi ultimi mesi:
Marco aderisce al Manifesto "EleggiAMO l'Italia" per una riforma elettorale condivisa. Per saperne di più clicca qui su Facebook oppure qui o firma la  petizione online cliccando qui
Marco Espa a Savigliano (TO) il 23 marzo un dibattito insieme al Ministro della Sanità Renato Balduzzi clicca qui
Marco docente sul "Modello Sardegna" di coprogettazione e integrazione sociale il 22 marzo all'Università Cattolica di Milano al Corso di perfezionamento per Disability Manager, in collaborazione con il Centro di Ateneo di Bioetica e  la Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico "C. Besta" di Milano, per approfondire clicca qui
Ridateci il Poetto di un tempo - leggi l'articolo dalla Nuova Sardegna
Espa: Tutto sul web: l'attività parlamentare e i compensi Unione Sarda,  leggi qui
Espa: «Il crocifisso? Far valere i valori coi fatti». Leggi l'articolo dall'Unione Sarda
Borse di studio Ersu, ritardo nei pagamenti, interrogazione Espa, Bruno, Cuccu, Pietro Cocco, Sechi, Salis leggi qui
 Leggi su i progetti personalizzati della L.162  i recenti interventi di Marco sulla stampa "La Regione imbroglia i disabili" e "Fondi per i disabili solo fino a giugno?" ; e anche:

Fondi ai disabili, la denuncia di Espa: criteri da rivedere leggi l'articolo del 10 gennaio 2012 - Sardegna Quotidiano

Disabili. Leggera inversione di tendenza sui progetti della legge 162. Leggi qui la notizia anche sui 21 milioni di euro mancanti anche nella  Finanziaria 2012

Spariti incredibilmente dal bilancio regionale 5 milioni di euro per l'integrazione scolastica. Leggi qui

Alluvione Capoterra- ESPA replica ad Assessore regionale Nonnis: bene lavori ma si rispetti e si applichi la legge, devono essere 24 ore su 24, no premialità. Leggi qui qui e anche qui

Consiglio regionale ESPA: Piano casa, esiste il mattone "buono"? Eh, a voi non piace! Leggi qui

Delibera su liste d'attesa:  critico il vicepresidente Espa. leggi il comunicato

Mancano i fondi per completare la casa per la salute di Senorbì: comunicato Espa, Barracciu leggi qui;

"La politica rendiconta: il patto eletto elettore" Vedi tutti i video del Convegno cliccando qui con Marco Espa e con la partecipazione di Moderato da Roberto Murru (CdA Ersu) ha visto anche gli interventi di alcuni protagonisti della vita politica e sociale in Sardegna: Mario Bruno (vice pres. Cons. Regionale), Rita Corda (Cons. provinciale Cagliari e nostra candidata Sindaco per le elezioni del Comune di Selargius), Vittorio Pelligra (economista Università. Cagliari) Francesca Palmas (Vice Pres.Consulta Prov. sulle disabilità Cagliari), Rita Polo (Pres. comitato famiglie L.162) Fabrizio Rodin (Consigliere Comune di Cagliari), Pierpaolo Giambelluca (Cons.municipalità di Pirri)

Altre notizie dalla rassegna stampa di Marco le trovi cliccando qui .

 
Alcune delle ultime attività di Marco in Consiglio Regionale
 
N. 758/A - ESPA - BARRACCIU, con richiesta di risposta scritta, sull'inadeguatezza del finanziamento per la Casa della salute di Senorbì.
N. 756/A - ESPA - BRUNO - CUCCU - COCCO Pietro - SALIS - SECHI, con richiesta di risposta scritta, sull'inottemperanza dell'Ersu di Cagliari dovuta al ritardo dei trasferimenti ordinari, da parte dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, circa il pagamento delle borse di studio nelle modalità previste dal bando di concorso per l'attribuzione di borse di studio e di posti alloggio anno accademico 2011/2012.
N. 708/A - ESPA, con richiesta di risposta scritta, sui Piani personalizzati per persone con disabilità grave di cui alla legge n. 162 del 1998 e sulla compartecipazione degli utenti di cui al decreto legislativo n. 109 del 1998.
N. 683/A - ESPA - BARRACCIU - BRUNO, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi adottati per i residenti in Sardegna reclusi in ospedale psichiatrico giudiziario.
N. 663/A - ESPA, con richiesta di risposta scritta, sulla cancellazione del finanziamento stanziato per la realizzazione della Casa della salute di Senorbì.
N. 659/A - ESPA - SOLINAS Antonio - SANNA Gian Valerio - MELONI Valerio - CORDA - AGUS, con richiesta di risposta scritta, sui notevoli ritardi da parte della ASL di Oristano inerenti le procedure del concorso per l'assunzione di n. 10 operatori socio-sanitari.

PL N. 351 - BARRACCIU - ESPA - BRUNO - SOLINAS Antonio - AGUS - PORCU - CORDA - SANNA Gian Valerio - SORU - COCCO Pietro - DIANA Giampaolo - CUCCA - MELONI Valerio - LOTTO - MANCA - CUCCU - MORICONI - SABATINI - Riorganizzazione delle Unità di valutazione Alzheimer e istituzione della Rete regionale di riabilitazione cognitiva.
PL N. 339 - BARRACCIU - ESPA - CORDA - BRUNO - COCCO Pietro - Interventi per prevenire e contrastare i disturbi del comportamento alimentare (DCA). Istituzione della Rete integrata di servizi sanitari per i disturbi del comportamento alimentare .
PL N. 338 - CUCCU - AGUS - DIANA - BARRACCIU - BRUNO - COCCO Pietro - CORDA - CUCCA - ESPA - LOTTO - MANCA - MORICONI - PORCU - SABATINI - SANNA Gian Valerio - Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico del mese di novembre 2011.
PL N. 326 - DIANA Giampaolo - ESPA - AGUS - BARRACCIU - BRUNO - COCCO Pietro - CORDA - CUCCA - CUCCU - LOTTO - MANCA - MELONI Marco - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SABATINI - SOLINAS Antonio - SANNA Gian Valerio - SORU - Norme in materia di tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori e degli utenti.
PL N. 318 - BARRACCIU - DIANA Giampaolo - COCCO Pietro - SANNA Gian Valerio - SOLINAS Antonio - AGUS - MELONI Marco - ESPA - Norme e interventi per l'organizzazione della Banca regionale per la conservazione del sangue di cordone ombelicale e l'organizzazione della rete regionale.
PL N. 317 - BARRACCIU - COCCO Pietro - DIANA Giampaolo - AGUS - CORDA - CUCCA - CUCCU - LOTTO - MANCA - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SANNA Gian Valerio -SOLINAS Antonio - ESPA - Interventi a sostegno dei genitori separati e divorziati in difficoltà.
PL N. 313 - BARRACCIU - ESPA - BRUNO - CORDA - COCCO Pietro - MELONI Marco - PORCU - SOLINAS Antonio - SORU - MORICONI - MELONI Valerio - CUCCU - SABATINI - CUCCA -SANNA Gian Valerio - MANCA - AGUS - LOTTO - DIANA - Interventi a favore di soggetti stomizzati e incontinenti gravi ed istituzione dei centri di riabilitazione presso le strutture ospedaliere della Regione.
PL N. 305 - CUCCU - BARRACCIU - BRUNO - AGUS - COCCO Pietro - CORDA - CUCCA - DIANA Giampaolo - ESPA - LOTTO - MANCA - MELONI Marco - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SABATINI - SANNA Gian Valerio - SOLINAS Antonio - SORU - Principi e norme per l'educazione, l'istruzione, la formazione e il diritto allo studio
PL N. 303 - AGUS - COCCO Pietro - BARRACCIU - BRUNO - CORDA - CUCCA - CUCCU - DIANA Giampaolo - ESPA - LOTTO - MANCA - MELONI Marco - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SABATINI - SANNA Gian Valerio - SOLINAS Antonio - SORU - Modifica dello statuto del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna.
PL N. 302 - MELONI Marco - BRUNO - AGUS - BARRACCIU - COCCO Pietro - CORDA - CUCCA - CUCCU - DIANA Giampaolo - ESPA - LOTTO - MANCA - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SABATINI - SANNA Gian Valerio - SOLINAS Antonio - SORU - Disposizioni per l'accesso all'impiego nelle amministrazioni pubbliche della Sardegna e per l'organizzazione delle procedure concorsuali pubbliche, per la qualità e la stabilità del lavoro pubblico e per il superamento del precariato. Disciplina dei tirocini.
Per vedere l'intera attività istituzionale di Marco in Consiglio Regionale, con tutti i documenti, clicca qui

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