19 dicembre 2008

Letizia De Torre: La riforma Gelmini? Riforma???


Un comunicato "live" dal parlamento italiano della mia amica Letizia De Torre, già sottosegretario all'Istruzione nel precedente governo, che condivido molto.
Buona lettura!
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Questa mattina il Consiglio dei ministri ha approvato i Regolamenti (uno sulla scuola dell’infanzia e del primo ciclo e l’altro sulla riorganizzazione della rete scolastica) presentati dal Ministro dell’Istruzione. Leggendo il comunicato stampa del Ministero ci si prende uno spavento. L’illustrazione de ‘la scuola cambia’ (secondo la Gelmini) è un elenco super rassicurante di risposte alle critiche ricevute, ma non è quello che produce realmente il taglio di 8 miliardi di euro in tre anni. E’ un comunicato per metà puramente mediatico, in cui si fa un annuncio che pare vero e che purtroppo verrà preso per vero finché scuole e famiglie non si scontreranno con la realtà. Per l’altra metà si appropria e vende un lavoro precedente come quello della Commissione sugli istituti tecnici, della razionalizzazione degli indirizzi e del Piano L2 del Governo Prodi. E fa emergere una visione paurosamente riduttiva: una scuola pragmatica e funzionale all’economia, un susseguirsi di ore per addestrare (nei licei e negli istituti tecnici) tecnici e classe dirigente, mentre dell’Istruzione professionale neppure l’ombra, si vede che chi si prepara ad un lavoro non ha abbastanza dignità per stare dentro questa ‘riforma organica’, ‘la prima dopo la Riforma Gentile del 1923’ (perché quella della Moratti non era organica? E quella di Berlinguer neppure? E lo straordinario lavoro di Franca Falcucci neppure era organico?) In effetti si sta ritornando al clima in cui è maturata la riforma di Gentile. Una bacchettata a tutti per mettere in riga i do centi, gli studenti, i bidelli, le ore che si erano accorciate a 50 minuti, gli indirizzi che si erano moltiplicati e nell’ordine ristabilito la scuola sarà magicamente perfetta. Un altro orologio è tornato indietro: dell’idea di autonomia e federalismo non è rimasta neppure l’ombra. Questa scuola Tremonti/Gelmini è centralista come, appunto, lo era nel 1923. L’autonomia delle Istituzioni scolastiche (Ministro Bassanini nel 1997) è svanita. E sì, perché sarebbero le singole Scuole che dovrebbero organizzare curricolo, orario e docenti. Ignorato anche il Titolo V della Costituzione secondo il quale le Regioni e le Province e i Comuni hanno un ruolo da svolgere per le proprie scuole. Se rimarrà ancora qualcosa del federalismo per cui si spende Bossi, riguardo la scuola l’unica cosa reale saranno i livelli minimi “in vista di una generalizzazione”: scuola materna solo al mattino, 24 ore all e elementari, laboratori “veri e propri centri di innovazione attraverso la costruzione di dipartimenti di ricerca” in cui un docente porterà 33 alunni da solo senza un tecnico specializzato. Venerdì scorso ad una associazione di dirigenti scolastici il Ministro Gelmini aveva giurato che non sarebbe tornata indietro su nulla. Ed eccoci serviti. Una scuola di ghiaccio, senza l’anima della comunità a cui ogni scuola appartiene.

2 commenti:

marcello ha detto...

Come si puo' fermare questo sfracelo quando il governo che lo architetta continua a raccogliere consensi elettorali? Sono stanco

Anonimo ha detto...

Bisogna rendere sensibili tutti gli organi di stampa, scritta e non, che sono rimasti realmente democratici e pluralisti, e pubblicizzare questa catastrofe. Ricordarer a tuti gli italiani che la Gelmini, che tanto ha da ridire anche sulle scuole del meridione, per poter conseguire la laurea (lei, settentrionale di residenza e di domicilio), si è dovuta iscrivere in Calabria. Questa gente deve essere sbugiardata ogni volta che tenta di prendere in giro l'elettorato.
Ma non dimentichiamoci che tuto questo sarà possibile solo ed unicamente se l'opposizione sarà in grado di fare seriamente l'opposizione.
Per favore, però, non stanchiamoci. sarà la sconfitta totale.
Vittorio.