Marco Espa, Pierluigi Caria, Valerio Meloni,
28 maggio 2010
comunicato stampa - Sanità, denuncia PD: a rischio 500 posti di lavoro nell'isola
Marco Espa, Pierluigi Caria, Valerio Meloni,
22 maggio 2010
I numeri non fanno la salute dei sardi, ma a volte dicono la verità
di Marco Espa, Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Sardegna

Oggi l'assessore Antonello Liori si è esercitato a tentare di spiegare ai sardi come la colpa dello stato attuale della gestione sanitaria dipendono non dall'incapacità di chi governa oggi, ma da chi ha governato in passato, il centrosinistra.
E' passato quasi un anno e mezzo da quando il centrodestra ha preso in mano le redini del governo della Regione. Ma sulla sanità, che assorbe quasi il 50% del bilancio regionale, le persone continuiano a non percepire alcun cambiamento in atto. Perciò, con i dati ufficiali alla mano, credo di poter fare chiarezza sui conti per dare un contributo non solo per i prossimi dibattiti o per la polemica politica ma per aumentare la qualità della sanità per i sardi. I dati, già pubblicati in maniera accorpata dal Sole 24 ore, sono quelli veri, pubblicati anche dal governo Berlusconi, consultabili da tutti e non solo in tavoli ristretti, e accessibili consultando le fonti ufficiali per gli anni 2001-06: accordo Regione Sardegna, Ministeri dell'Economia e della Salute (dati corretti con attribuzione di competenza per il rinnovo dei contratti); allegato 3, tab 17, http://www.regione.sardegna.it/j/v/66?s=1&v=9&c=27&c1=1249&id=4908, e per gli anni 2006-08: Ministero Economia, RGE 2009, vol II, tab SA.3 http://www.mef.gov.it/doc-finanza-pubblica/dfp.rgse.asp. Dai dati si evince che nei soli anni 2003 e 2004 (governo di centrodestra) il deficit raggiunse quasi 500 milioni di euro (475 per l'esattezza), lasciati in eredità alla giunta di centrosinistra. Un colpo quasi mortale per la sanità sarda che avrebbe dovuto imporre ticket ai cittadini. Il centrosinistra ha preferito proteggere i cittadini e affrontare un duro piano di risanamento, sottoposto a rigorosi controlli del Ministero che ha sempre approvato i piani di rientro predisposti, che aveva ridotto il deficit nel 2005 a 234 milioni di euro, nel 2006 a 129 milioni, nel 2007 a 22 milioni e nel 2008 a 130 milioni. Sia chiaro, sono dati certificati e pubblicati ques'anno dal Ministero capitanato da Giulio Tremonti, non dal centrosinistra. Ora apprendiamo che nel 2009, per 10 mesi governato dal centrodestra, si raddoppia il deficit e si ritorna a 225 milioni di euro. Prendiamo atto che, nel corso della verifica annuale, il Governo ha bocciato il piano di rientro 2007-2009 del deficit della sanita' predisposto dall'attuale amministrazione regionale. E' indubbiamente un grave smacco per il centrodestra e per l'assessore regionale della Sanità, non era mai successo negli anni di governo del centrosinistra. Ora il governo attende dicembre per una parola definitiva. Noi tifiamo ovviamente in favore dei sardi e della Sardegna. Chi amministra oggi però deve riferire in Consiglio perchè durante il suo governo il debito è disastrosamente raddoppiato rispetto al 2009, perchè i sardi non sentono alcun cambiamento del sistema sanitario e sul perchè la cosidetta riforma sanitaria della Giunta giace immobile in commissione Sanità. Non sarà che la riforma non è condivisa dalla stessa maggioranza, totalmente spaccata su questo argomento? Per questo chi governa oggi, prendendosi le sue responsabilità, smetta di dichiarare su un argomento cosi delicato che riguarda la pelle dei sardi, come preso da un riflesso pavloviano, "è tutta colpa di Soru e del centrosinistra". Le personeoramai sono consapevoli che è solo mettere le mani avanti, che stiamo tornando indietro. Lo dicono i dati ma soprattutto lo vivono sulla propria pelle i cittadini.
14 maggio 2010
No al taglio dei servizi per l'autismo
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
GRUPPO PARTITO DEMOCRATICO
COMUNICATO STAMPA
Sul mancato rifinanziamento del Progetto Autismo e sulle gravi problematiche che questo fatto sta determinando a 20 bambini dai tre ai sei anni e alle loro famiglie, è stata presentata stamane in Consiglio Regionale una interrogazione a firma Marco Espa, Mario Bruno, Pierluigi Caria, Luigi Lotto, Valerio Meloni e Gavino Manca.
I Consiglieri del PD nel documento ribadiscono l'urgenza del provvedimento che consente la stabilizzazione del Progetto , in quanto da oltre due mesi ai piccoli pazienti di Sassari vengono negate le terapie fondamentali per la loro riabilitazione.
L'interruzione del servizio non doveva esserci per alcun motivo, anche perché ci sono stati impegni precisi presi dalla Regione e non onorati.
La preoccupazione e l'amarezza delle famiglie, molte delle quali purtroppo per motivi economici non possono ricorrere alla struttura privata per avere i fondamentali interventi terapeutici e riabilitativi per i loro piccoli, rischia di trasformarsi in vera disperazione capace di alimentare azioni di protesta eclatanti.
A loro è dovuta la certezza del proseguimento del progetto, il rispetto degli impegni presi, la sicurezza che il processo riabilitativo dei loro piccoli non verrà più interrotto.
Cagliari 12 Maggio 2010
A seguire il testo dell'interrogazione
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
GRUPPO PARTITO DEMOCRATICO
Interrogazione Espa, Bruno, Caria, Lotto, Gavino Manca ,Valerio Meloni, sul mancato rifinanziamento del Progetto Autismo e sulle gravi conseguenze che questo fatto determina per 20 bambini di Sassari e per le loro famiglie.
I sottoscritti Consiglieri Regionali
Avuta notizia che da circa tre mesi – con la scadenza del Progetto Autismo – sono venuti a mancare le terapie fondamentali per il processo di riabilitazione di 20 bambini dai tre a sei anni;
Constatato che ad oggi non risulta che l'Assessorato regionale alla Sanità abbia fatto fede all'impegno assunto nel Marzo scorso - in occasione di un incontro con una delegazione di genitori dei piccoli pazienti e alla presenza del Commissario Straordinario della ASL di Sassari -volto al rifinanziamento del Progetto e ad una sua stabilizzazione;
Considerato anche i gravissimi disagi in capo alle famiglie dei piccoli, costrette ad uno sforzo economico per garantire un minimo di terapie presso l'unico centro specializzato presente a Sassari e considerato inoltre che alcuni di questi bambini, ad oggi, sono completamente privi delle terapie necessarie perché le loro famiglie purtroppo non sono in grado di sostenere le spese che comunque sono dell'ordine di 600 euro al mese;
Considerato che è accertata la disponibilità dei locali del San Camillo ed è soprattutto certa la somma occorrente per la stabilizzazione del progetto regionale, somma che è 136.000 euro;
Ritenuto che l'esasperazione delle famiglie e la loro civile protesta devono essere un monito per tutti in specie per chi è al Governo della Regione;
interrogano l'Assessore alla Sanità
per conoscere quali provvedimenti urgenti intende adottare per onorare gli impegni presi, indirizzati
a far si che prosegua il Progetto Autismo e si dia certezza ai 20 piccoli che non venga più negato il loro diritto a quelle terapie fondamentali per la loro riabilitazione.
La presente interrogazione ha carattere di urgenza e si richiede risposta scritta.
Cagliari 12 Maggio 2010
13 maggio 2010
SANITA': ESPA, PD, GRAVI DANNI ALL'ASSISTENZA PER SPESA FUORI CONTROLLO

(AGI) - Cagliari, 13 mag. - Il vicepresidente della commissione Sanita', Marco Espa, ha annunciato l'ostruzionismo da parte del Pd, in commissione e in aula, "sulla pseudoriforma del sistema sanitario". "La maggioranza - ha detto - e' evidentemente spaccata, cercano di fare accorpamenti impossibili, sono in stato confusionale. Non stanno certo pensando all'assistenza ai pazienti o all'umanizzazione delle cure. Siamo gia' arrivati a oltre duecento emendamenti da proporre in commissione, non appena si metteranno d'accordo su quale testo portare in Consiglio". Pierluigi Caria ha sottolineato la situazione dei conti delle Asl che, ha detto, "per disposizioni dell'assessore alla Sanita' non sono tenute a presentare bilanci di previsione, almeno fino alle assegnazioni per il 2010, quindi a fine anno. Cio' significa che le aziende spendono senza controllo, senza termine di raffronto, ne' possibilita' di vigilanza da parte dell'assessorato". Anche sul turn over, per Caria "le idee sono poco chiare e le indicazioni contraddittorie". Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Mario Bruno, ha puntato l'attenzione sull'azione dell'amministrazione Cappellacci, "alla luce di quanto sta avvenendo per la Vinyls, con la decisione della Ramco, o per la riunione del Cipe: per la Sardegna, il Comitato per la programmazione economica non stanziera' nulla. Stiamo ancora aspettando che il presidente della Regione trovi il tempo per riferire in aula sulla Sassari-Olbia e sui lavori a La Maddalena per il G8. La spesa della Regione, secondo quanto denunciato dal presidente della commissione Bilancio, e' ferma, la Regione non riesce ad ottenere i trasferimenti dallo Stato. Oggi - ha concluso Bruno - avremmo dovuto incontrare il comitato per la Sassari-Olbia, ma i capigruppo della maggioranza non erano disponibili. Anche il Consiglio e' fermo per campagna elettorale". (AGI) Cli/Sol
“Fa rabbrividire la strumentalizzazione che il Centrodestra fa del caso Tiscali-eolico”
GRUPPO PARTITO DEMOCRATICO
Comunicato stampa degli On. Marco Espa, Pietro Cocco e Gianvalerio Sanna
"Fa rabbrividire la strumentalizzazione che il Centrodestra fa del caso Tiscali-eolico"
Il PdL, con il vertice del suo gruppo in Consiglio, tenta maldestramente di sviare l'attenzione dell'opinione pubblica sul caso Eolico.
Invece di rafforzare la richiesta del centrosinistra di chiarezza e di discussione pubblica in Consiglio Regionale condividendo la preoccupazione di possibili infiltrazioni mafiose attraverso la produzione di energia elettrica dall'eolico, il centrodestra fa rabbrividire per l'irresponsabilità mettendo sullo stesso piano un'impresa sarda con imprese della penisola che, a leggere i quotidiani, vorrebbero riciclare denaro sporco attraverso l'eolico.
Perchè dovevamo star zitti su quest'argomento, come dicono oggi i colleghi della maggioranza?
E' sconcertante la strumentalizzazione che la maggioranza fa della richiesta fatta da Tiscali al Cacip per l'assegnazione di un'area tra quelle già destinate alla produzione di energia da fonti rinnovabili, per installare 4 pale eoliche al fine di produrre parte dell'energia necessaria alle proprie attività aziendali. E non altro.
Le accuse di speculazioni affaristiche che sono state rivolte dal PDL a Renato Soru, ripetiamo, fanno rabbrividire perché fortemente irresponsabili: vogliamo che l'azienda chiuda? Farebbe piacere a qualcuno? Tali accuse sono veramente preoccupanti e irresponsabili perché il Centrodestra attacca senza scrupoli un'azienda sarda che dà lavoro a 1000 persone. In questo momento di recessione generale, che vede altissimo il tasso di disoccupazione, che vede tutti impegnati nella salvaguardia di un solo posto di lavoro, il PDL sarebbe pronto a mettere in crisi un nucleo produttivo così importante come Tiscali, soltanto perché a loro parere è riconducibile a una parte politica piuttosto che ad un'altra. In sostanza il centrodestra, pur di "punire" Tiscali per il legame con Soru, è disposta a calpestare esigenze e necessità ben più importanti della polemica politica: il diritto al lavoro di migliaia di sardi. E' una vergogna. Noi sicuramente proteggiamo e proteggeremo come abbiamo sempre fatto i lavoratori di qualsiasi azienda sarda, anche se palesemente schierata con una parte, la destra.
E continueremo a vigilare e a denunciare chi nell'eolico vuol fare affari illegittimi sulla pelle dei sardi e a chiedere che il Consiglio si occupi di questa situazione.
Marco Espa Pietro Cocco Gianvalerio Sanna
Consiglieri Regionali del PD Partito Democratico
26 aprile 2010
Marco Espa a Parma - La Sardegna esporta il modello della 162? Convegno "la maggior età delle persone con disabilità"
Convegno: La maggiore età delle persone con disabilità
Mercoledì 28 Aprile, alle ore 14,30, presso il Centro Congressi del Comune di Parma, sala A, Via Toscana, 5/a, si terrà il convegno dal titolo: “La maggiore età delle persone con disabilità”, che rientra nelle iniziative del progetto “Disability And Social Exclusion”, co-finanziato dalla Commissione Europea DG Employment, Social Affair and Equal Opportunities con il patrocinio del Comune di Parma - Agenzia Politiche a favore dei disabili.
PROGRAMMA
14.30 - 15.00: Accoglienza
15.00 - 15.10: Apertura lavori
Giovanni Paolo Bernini, Assessore Agenzia Politiche a favore dei disabili
15.10 - 15.30: Vita indipendente ed inclusione sociale
Isabella Menichini, Direttore Generale Istituto affari sociali
15.30 - 15.50: Vita indipendente: una progettualità in cammino
Claudio Caffarena, Sociologo, Consulente e Formatore “Studio Il NODO”
15.50 - 16.10: Come garantire l’autodeterminazione e la vita indipendente: i bisogni e le aspettative
Roberto Vitali, Delegato FISH
16.10 - 16.20: Coffee break
16.20 - 16.40: Dalla famiglia ad una vita “assistita” e indipendente
Angelo Gianfranco Bedin, Fondazione Don Carlo Gnocchi
16.40 - 17.00: La vita indipendente, assistita ed autonoma
Ivan Tavella, Presidente Associazione VIta indipendente
17.00 - 17.30: L’esperienza della Sardegna nella realizzazione di progetti personalizzati
Marco Espa, Vice Presidente commissione Sanità e Politiche sociali Consiglio Regionale della Sardegna.
Francesca Palmas, Centro Studi Associazione bambini celebrolesi Sardegna
17.30 - 17.50: Quali diritti per le persone con disabilità al raggiungimento della maggiore età.
Giovanni Paolo Bernini, Assessore Agenzia Politiche a favore dei disabili
17.50 - 18.20: Esperienze di vita indipendente
Lorena La Penna
Natascia Tolasi
18.20 - 18.30: Conclusioni
Giovanni Paolo Bernini, Assessore Agenzia Politiche a favore dei disabili
Isabella Menichini, Direttore generale Istituto per gli Affari Sociali
18 aprile 2010
I bambini esclusi: scegliamo da che parte stare
Nel Bresciano, ad Adro per quaranta bimbi di asilo ed elementari niente pasto con i compagni, su ordine del sindaco della Lega, fino a quando le famiglie non si decideranno a saldare le rette arretrate. Ma nella stessa comunità un imprenditore non ce l’ha fatta più. Ha saldato il debito della mensa con discrezione, senza prestarsi ad alcuna apparizione sui media, ma ha scritto una lettera così ‘diretta’ e così ‘vera’ (per accompagnare e spiegare il suo atto di donazione) che non si può commentare: possiamo soltanto chiederci, anche noi senza rumore ma con la stessa onestà, da che parte stiamo. Prima che anche da noi diventi "normale" una pazzia come questa.
Marco Espa
qui sotto la lettera dell'imprenditore
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Io non ci sto e pago la mensa ai bambini esclusi
Un cittadino di Adro
Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità.
Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film "L’albero degli zoccoli". Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato soldi per vivere bene.
È per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.
A scanso di equivoci, premetto che:
- Non sono «comunista». Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo da condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
- So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.
Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.
I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni «miserevoli». Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino).
Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti «urlare», scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il «commercio».
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare «partito dell’amore». Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti «compagni che sbagliano».
Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1.200 euro al mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
Il sonno della ragione genera mostri.
Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E chi semina vento, raccoglie tempesta!
I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione del servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà pure dire poco ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.
Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.
Sono certo che almeno uno dei quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore, o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del «grande fratello».
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorìo di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.
Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.
17 aprile 2010
12 aprile 2010
Marco Espa porta in Consiglio comunale la denuncia di Striscia la notizia sull'impossibilità di accesso dei disabili agli autobus CTM
INTERROGAZIONE URGENTE
sull'impossibilità di accesso dei disabili agli autobus del CTM
Premesso che
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Sabato scorso la trasmissione "Striscia la notizia", in onda su Canale 5, ha trasmesso un servizio da cui è emersa una denuncia sul fatto che i disabili non hanno accesso agli autobus, dotati di scivolo, del CTM. Il servizio è consultabile su internet collegandosi al sito http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2010_04_cocco10.flv ;
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La telecamera nascosta della trasmissione ha raccolto le testimonianze di alcuni autisti che hanno spiegato che il CTM, anziché acquistare le pedane elettriche manovrabili direttamente dal posto di guida, ha fatto montare sugli autobus quelle manuali che prevedono che l'autista fermi il mezzo, scenda dalla propria postazione e azioni manualmente lo scivolo;
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Gli autisti sono privi di assicurazione per eseguire tali manovre e, pertanto, nel caso di incidente la responsabilità ricade su di loro.
Considerato che
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In questo contesto il fatto che un disabile possa o meno accedere agli autobus dipende dalla disponibilità e dalla sensibilità di ciascun autista e questo non può essere un'opzione per un servizio pubblico di trasporto che deve garantire pari opportunità e non discriminazione a tutti i cittadini cagliaritani, in qualunque condizioni essi siano.
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Tale situazione viola il diritto alla mobilità delle persone con disabilità cagliaritane, violando la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, già in vigore in quanto ratificata dallo Stato italiano con legge 3 marzo 2009, n. 18, che non può essere sottoposto ad alcuna logica aziendalistica di presunto risparmio.
INTERROGO il Sindaco e l'Assessore competente per sapere
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Se fossero a conoscenza di tale incresciosa situazione e della giusta denuncia proveniente dalla trasmissione "Striscia la notizia";
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Considerata la presenza di numerosi autobus forniti di pedana a scorrimento manuale subito disponibili per la circolazione in città (non è quindi necessario attendere l'acquisto di nuovi autobus), quali azioni urgentissime intendano intraprendere sull'azienda CTM per garantire anche alle persone con disabilita il diritto alla mobilità, che è dovuto per legge e non è quindi una opzionale concessione, anche attraverso la regolarizzazione della copertura assicurativa immediata degli autisti del CTM.
F.to
Marco Espa
Cagliari 12 aprile 2010
25 marzo 2010
SANITA': PD, "GRAVE SMACCO IL PIANO RIENTRO BOCCIATO DAL GOVERNO"
"Eppure, nel 2004, il centrosinistra aveva ereditato una situazione di deficit ben peggiore rispetto a quello attuale", ricordano gli esponenti dell'opposizione. "L'ha certificato ancora una volta pochi giorni fa il quotidiano Sole24ore per il quale, nel biennio 2003-2004, il buco della sanita' in Sardegna ammontava a ben 500 milioni di euro. Cio' nonostante, anche nell'enorme sforzo di risanamento compiuto nella scorsa legislatura, il ministero della Salute non ha mai rimandato al mittente i piani di rientro messi a punto dalla Regione".
"A questo punto, riteniamo opportuno che l'assessore della Sanita' Liori ci illustri nel dettaglio le voci di spesa dei 225 milioni di deficit dichiarati nel 2009", chiede il Pd, "e ci spieghi quali sono i motivi di questo aumento di spesa che ha contribuito all'attuale bocciatura". (AGI) Red-Cog
22 marzo 2010
ESPA (PD): la verità sui conti della sanità in Sardegna ecco i responsabili dei disavanzi
una certa parte del centrodestra sardo, alla lettura dei dati relativi ai meno 900 milioni di euro sulla sanità in Sardegna, si affrettano ad accusare la giunta precedente di centrosinistra presieduta da Renato Soru
non si accorgono che i dati del Sole 24 ore sono estratti in linea di massima da documenti pubblicati ufficialmente dal Ministero e accessibili a tutti
ecco i dati
Disavanzi sanitari della Sardegna (milioni di euro)
2003 195
2004 280
2005 234
2006 88
2007 22
2008 37
Fonti:
Anni 2001-06: Accordo Regione Sardegna, Ministeri dell'Economia e della Salute (dati corretti con attribuzione di competenza); allegato 3, tab 17, ( http://www.regione.sardegna.it/j/v/66?s=1&v=9&c=27&c1=1249&id=4908 )
Anni 2007-08: Ministero Economia, RGE 2008, vol II, tab SA.3 ( http://www.mef.gov.it/doc-finanza-pubblica/dfp.rgse.asp )
Come si nota il centrodestra, negli anni citati dall'inchiesta dal SOLE24 ore, 2003 2004 , ha lasciato al centrosinistra quasi 500 milioni di deficit in soli 2 anni
se sommiamo che nel 2009 (per l' 80% governato dall'attuale giunta ) il deficit sembra pari a 225 milioni di euro, beh, raggiungiamo i 700 milioni di euro.
il centrodestra farebbe bene a far silenzio e a spiegarci perchè e come proprio quest'anno la spesa sia cosi incredibilmente cresciuta, in quali voci.
Marco Espa (PD)
Consigliere
19 marzo 2010
15 marzo 2010
MASTER&BACK: non e' accettabile quello che è successo stanotte a Cagliari
Perche' - prosegue la nota - nessuno della Giunta Regionale ha informato dei nuovi stanziamenti voluti dal Consiglio con la nostra mozione? Quanto accaduto e' di una gravita' inaudita; tra l'altro il dibattito in Aula aveva messo in evidenza il rischio che cio' potesse accadere, se non si fossero trovate le risorse per finanziare tutti i rientri.
I tre esponenti del Pd annunciano un'interrogazione urgente in Consiglio regionale sulla vicenda. (AGI) Red/Cog
12 marzo 2010
ESPA e DIANA (PD): emergenza umanitaria campo nomadi, intervenga ora, subito, la Protezione Civile
10 marzo 2010
Consiglio Regionale: interrogazione su ritardati rimborsi alluvione Capoterra e su disposizioni contraddittorie
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
GRUPPO PARTITO DEMOCRATICO
COMUNICATO STAMPA
Sulla presunta illegittimità e palese ambiguità dei criteri disposti nelle determinazioni del novembre 2009 e gennaio 2010 relative alla concessione ed erogazione dei contributi per i danni subiti dai cittadini di Capoterra, in occasione dell'evento alluvionale del 22 ottobre 2008, il Consigliere regionale del PD Marco Espa ha presentato una interrogazione urgente al Presidente della Regione, all'Assessore dei Lavori Pubblici e all'Assessore dell'Ambiente rilevando appunto l'incongruenza della stesse determinazioni con le deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nel Novembre del 2008.
Espa nel documento evidenzia, infatti, il rischio di esclusione dall'assegnazione dei contributi per numerosi cittadini di Capoterra, in quanto le loro domande sono state compilate su moduli predisposti dalla Protezione Civile - in piena emergenza e in condizioni di estremo disagio - e nei quali non era richiesto di indicare il livello dell'acqua raggiunto nei propri immobili danneggiati.
L'illegittimità delle determinazioni, secondo il Consigliere regionale del PD, sono da ricercarsi nel disconoscimento delle stesse di quanto previsto nelle deliberazioni della Giunta regionale n° 61/1 e 67/2 del novembre 2008 che, appunto, facevano salve le domande presentate antecedentemente alla stessa deliberazione e prodotte sui moduli predisposti dalla Protezione Civile.
Il Consigliere del PD chiede quindi la revoca o la modifica delle determinazioni ed inoltre denuncia il non rispetto del disposto della legge regionale n° 15 del 2008 e della richiamata deliberazione n°61/1, relativamente all'erogazione del saldo delle somme ammesse a contributo.
Cagliari 8 Marzo 2010
N. __________
INTERROGAZIONE Marco ESPA, con richiesta di risposta scritta, sui criteri di applicazione delle determinazione n. 3371 del 25 novembre 2009, determinazione n. 3004 del 5 novembre 2009, determinazione n. 12 del 13 gennaio 2010, in particolare con riferimento ai cittadini residenti nel Comune di Capoterra, aventi per oggetto la "Concessione e erogazione dei contributi ai privati per danni subiti per danneggiamento e perdita dei beni mobili indispensabili e delle autovetture". Approvazione graduatoria definitiva dei beneficiari oggetto della compensazione. Elenco ammessi, Elenco esclusi, di cui L.R. n. 15/2008.
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Il sottoscritto,
premesso che:
- nelle determinazione n. 3371 del 25 novembre 2009, determinazione n. 3004 del 5 novembre 2009, determinazione n. 12 del 13 gennaio 2010 pubblicate sul sito istituzionale della Regione Sardegna fanno riferimento ai criteri approvati con le deliberazioni della Giunta regionale n. 61/1 del 6 novembre 2008 e n. 67/2 del 28 novembre 2008 che prevedono quattro classi di contributi forfetari d ridurre del 30 per cento nel caso di abitazione non principale, comprensivi dell'eventuale danno subito dalle autovetture e delle minori spese di manutenzione ordinaria degli immobili danneggiati e in particolare:
a) euro 15,000,00 per le abitazioni articolate su un solo livello nelle quali i livello dell'acqua ha raggiunto o superato la quota dì 100 cm, misurata a partire dal pavimento del piano terra;
b) euro 10,000,00 per le abitazioni articolate su due livelli nelle quali il livello dell'acqua ha raggiunto o superato la quota dì 100 cm misurata a partire dal pavimento del piano terra;
c) euro 8,000,00 per le abitazioni articolate su un solo livello nelle quali il livello dell'acqua ha raggiunto la quota compresa tra i 30 cm e 100 cm, misurata a partire dal pavimento del piano terra;
d) euro 4.000,00 per le abitazioni articolate su due o più livelli nelle quali il livello dell'acqua ha raggiunto la quota compresa tra i 30 cui e i 100 cm, misurati a partire dai pavimento del piano terra;
considerato che nelle delibere n. 61/1 e n. 67/2 cui fanno riferimento le suddette determinazioni, al capitolo 3 ultimo capoverso è riportato quanto segue:
- per il comune di Capoterra sì ritengono validi i moduli già sottoscritti e presentati antecedentemente alla data della presente deliberazione;
- il Servizio protezione civile e antincendio provvederà immediatamente a classificare il contenuto di detti moduli secondo le fasce di rimborso previste nella presente deliberazione;
dato atto che tale precisazione contenuta nelle delibere n. 61/1 e n. 67/2 si rese necessaria in quanto i cittadini di Capoterra gravemente colpiti dall'evento alluvionale del 22 ottobre 2008, in piena emergenza e in condizioni di estremo disagio, compilarono i moduli predisposti dalla Protezione civile antecedentemente alla elaborazione dei criteri di cui sopra, moduli che non prevedevano l'indicazione dei cm d'acqua raggiunti all'interno delle abitazioni;
considerato che l'unico criterio indicato nei moduli prevedeva la sola distinzione tra mobili danneggiati o gravemente danneggiati o distrutti e l'indicazione del danneggiamento eventuale della autovettura del quale non si è successivamente tenuto conto nella redazione degli elenchi,
chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore dei lavori pubblici e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:
- come sia stato possibile che nella elaborazione delle determinazione n. 3371 del 25 novembre 2009, determinazione n. 3004 del 5 novembre 2009, determinazione n. 12 del 13 gennaio 2010 sia stata disconosciuta la direttiva delle deliberazioni n. 61/1 e n. 67/2 che non prevedeva, per i soli cittadini di Capoterra gravemente colpiti dall'evento calamitoso, la misurazione e applicazione della altezza raggiunta dall'acqua all'interno delle abitazioni;
- quali provvedimenti si voglia adottare per revocare in autotutela o modificare determinazioni e atti che mettono a rischio anche ignari cittadini che al momento non sono oggetto di tali criteri di valutazione dei danni subiti;
- come si intenda valutare l'ammissione a contributo per 5 richieste contributo ripristino beni immobili dichiarate inizialmente ammissibili ed escluse per ritardata presentazione oltre i termini previsti dalle deliberazioni n. 61/1 e n. 67/2 , aventi diritto sostanziale ma escluse appunto per un errore formale;
- come sia stata subordinata, a danno dei beneficiari, la erogazione del saldo finale dei contributi concessi per il ripristino dei beni immobili, alla effettuazione preliminare di controlli a campione (secondo una nota pervenuta al comune di Capoterra da Protezione civile). Nelle delibere n. 61/1 e nella legge regionale n. 15 del 2008 era previsto che il saldo delle somme ammesse a contributo venisse erogato legittimamente a presentazione delle fatture e indipendentemente dal ritardo dei controlli della pubblica amministrazione.
Cagliari, 8 marzo 2010
9 marzo 2010
Marco Espa: intervento in Consiglio Regionale sul Master & Back
Vogliamo innanzitutto chiarire di chi e di cosa stiamo parlando.
Il Programma M&B è un programma innovativo e per certi versi rivoluzionario che premia il talento e il merito dei giovani laureati sardi. Nella sua prima fase il programma offre l'opportunità a coloro che vantano un buon curriculum accademico, di svolgere esperienze di tirocinio, master e dottorati di ricerca presso le aziende, gli enti di ricerca e le università più prestigiose del mondo, formarsi ai massimi livelli raggiungendo i più alti standard di preparazione e conoscenza. La seconda parte del Programma, chiamata Back, permette ai laureati, così formati nella prima fase, di rientrare in Sardegna attraverso un percorso che mira all'impiego in Sardegna delle professionalità acquisite, conferendo qualità alle aziende e partecipando in tal modo al processo di sviluppo sociale, culturale ed economico dell'isola.
Parlando delle persone, vorrei sfatare un luogo comune: non si tratta di giovani, né di studenti. Non stiamo parlando di diritto allo studio. Sono migliaia di persone che hanno concluso con successo gli studi universitari, che hanno intrapreso anche brillantemente una professione, che pur nelle precarietà del mondo del lavoro e della ricerca, spesso hanno provato coraggiosamente a mettere su una famiglia. Sono persone che ora, secondo quanto promesso dalla Regione Sardegna attraverso questo programma, vogliono portare le proprie competenze a beneficio dello sviluppo della nostra Isola.
Si tratta quindi di persone sulle quali le famiglie e la Regione Sardegna hanno già speso ingenti risorse durante tutto l'arco della loro formazione, dalla scuola primaria alla laurea, dalla laurea alla formazione d'eccellenza.
Sarebbe una follia e una scelta ingiustificata, contraria ad ogni logica di razionalità nella gestione delle risorse pubbliche e incomprensibile, agli occhi dell'opinione pubblica, dei contribuenti sardi, lasciare che queste risorse formate a spese nostre, vadano a creare valore in aziende ed enti di ricerca all'estero o comunque fuori dalla Sardegna.
In questa fase difficile, in cui è messo in discussione il modello di sviluppo tradizionale, che ha caratterizzato le opportunità delle generazioni passate, l'alta formazione può e deve rappresentare fondamentale strumento di sviluppo e crescita per l'immediato e prossimo futuro.
Proprio in quest'epoca in cui le multinazionali possono decidere in qualunque momento di abbandonare a se stessi interi comparti produttivi e interi territori per i capricci del mercato mondiale, per gli andamenti di un indice finanziario o per le oscillazioni del prezzo internazionale di una materia prima; in quest'epoca in cui questa classe politica non ha probabilmente in testa una idea forte e una politica di medio e lungo periodo sull'occupazione e lo sviluppo.
Qual è risposta, il segnale che le istituzioni possono dare? Come contrastare gli effetti più dannosi di queste decisioni che passano sopra le nostre teste? Possiamo iniziare con l'individuare nuove forme di capitalizzazione dell'economia che mettano radici, come è appunto il capitale che risiede nella testa e nelle mani dei sardi che si vogliono legare alla propria terra. In un tale contesto programmi come questo sono non certo una soluzione in sé, ma costituiscono una premessa e un inizio prezioso, un segnale che le istituzioni hanno il dovere di trasmettere. Un modello prezioso, perché basato sulla meritocrazia, quindi sulla validità della risorsa umana e sul prestigio del progetto formativo.
Ma qual è la prospettiva attuale per i laureati, per le aziende? Ritardi e incertezze nella pubblicazione dei bandi per l'alta formazione, per i tirocini e per i percorsi di rientro; la promessa disattesa da parte del presidente Cappellacci di aprire un nuovo bando per l'alta formazione entro il 31 dicembre 2009; l'aver fatto passare un anno e mezzo dall'ultima pubblicazione del bando di rientro, con la conseguente congestione del sistema che ha dato luogo alla eventualità di una corsa senza regole allo sportello dell'Agenzia del Lavoro per il finanziamento delle borse di rientro con la previsione di un bivacco di tutta la notte da parte dei laureati in via Is Mirrionis. Una prospettiva che solo nell'immagine che offre ci sembra un modo quantomeno bislacco di dimostrare che la Giunta Cappellacci crede nell'alta formazione, come più volte il Presidente ha dichiarato prima, durante e dopo la campagna elettorale del 2009. Un modo curioso anche di gestire il problema da chi oggi amministra il settore, che prevedendo il problema della calca e del bivacco ha dichiarato, salvo poi smentire con una nota, di aver predisposto una tenda riscaldata, delle transenne e dei generi di conforto a beneficio dei laureati e di aver allertato la Questura. Un programma di eccellenza trasformato quindi in un problema di ordine pubblico.
Andiamo avanti. Gran parte delle aziende sarde non conosce questo strumento, mentre lo conoscono bene gli enti pubblici, che intercettano la stragrande maggioranza dei percorsi di rientro (70% dichiarazione dell'ass. Manca) al solo scopo di parcheggiare i laureati negli organici per 1-2 anni senza alcuna prospettiva, mentre le aziende private che potrebbero assumere e stabilizzare prendono le briciole (30%). Perché questi soldi stanziati siano veramente un investimento mirato che vada a segno bisogna stabilire una selezione meritocratica in tutti i bandi collegati al master and back, compresi i percorsi di rientro, perché nell’ultimo bando del back è stato non solo calpestato il merito, ma si è visto saltare completamente il meccanismo di incontro tra domanda ed offerta tra laureati e aziende.
Bisogna disincentivare il ricorso ai co co pro da parte della pubblica amministrazione, portare dentro il progetto M&B la parte produttiva e più interessata dell’economia sarda, la piccola e media impresa.
Abbiamo avuto una gestione gravemente deficitaria da parte dell'Agenzia Regionale, che non tiene conto, nell'aggiudicazione delle borse, dell'altra variabile fondamentale: i tempi di erogazione. Abbiamo testimonianze di laureati meritevoli che davanti ai ritardi nella pubblicazione delle graduatorie ci dicono “la vera beffa sarebbe vincere la borsa e ricevere i soldi tra 3 o 4 mesi quando il master è già iniziato e non potrò prendervi parte”. Alle università, alle grandi aziende, agli enti di ricerca internazionali non interessano le faccende burocratiche dell'Agenzia del Lavoro della Sardegna. Molti non sanno nemmeno dov'è la Sardegna.
Ora ci troviamo qui a discutere per sanare una situazione di emergenza, che chiediamo venga affrontata responsabilmente, ma vogliamo che questa mozione sia un punto di partenza, non di arrivo. Vorremo vedere concretamente quanto questa maggioranza crede nella validità di questo programma. Non vorremmo che ancora una volta questo programma fosse lasciato alle decisioni prese al chiuso degli uffici di un’Agenzia del lavoro lenta e troppo spesso reticente rispetto al fabbisogno di tempi, di informazioni e di certezze che i laureati continuamente manifestano nel loro delicato percorso.
Chiediamo in oltre che la discussione in aula di oggi e la disponibilità dimostrata da tutte le parti politiche stabilisca la base di partenza per il dialogo futuro. Un dialogo che deve coinvolgere tutte le parti sociali che abbiano interesse affinché questo programma non si riduca a un ennesimo contributo a fondo perduto, ma possa essere vero motore per uno sviluppo alternativo dell’economia sarda. Affinché questo avvenga occorre che le criticità rilevate non siano lo sterile strumento di contrasto politico tra le forze politiche, ma diventino oggetto di confronto costruttivo e continuato tra coloro che pensano che è su queste basi sia possibile lavorare seriamente per il bene di tutto il popolo sardo.
Se questa giunta, se questa classe politica non riuscirà a dare una risposta a questi laureati sardi dovrà assumersi una duplice responsabilità:
La prima, non aver consentito alle imprese sarde di godere i vantaggi dell'inserimento di risorse ultra qualificate e formate in aziende, università e centri di eccellenza in tutto il mondo;
La seconda, dovrà rispondere alle migliaia di famiglie sarde, perché aver finanziato queste persone per partire senza permettere loro di rientrare, significa aver incentivato di fatto l'emigrazione di una nuova generazione di sardi; il che equivale alla responsabilità, insomma, di aver riportato indietro di 50 anni l'orologio della storia della Sardegna.
8 marzo 2010
162, INTERROGAZIONE SU RITARDI RIMBORSI AL COMUNE DI CAGLIARI
All'Assessore alle Politiche sociali
Premesso che:
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La legge 162/98 ha sancito il diritto delle persone disabili e delle loro famiglie a gestire in prima persona, attraverso servizi personalizzati e coprogettati, i finanziamenti loro assegnati e a pianificare il lavoro dei propri assistenti personali attraverso degli specifici "Piani personalizzati"; cioè si garantisce un'assistenza di qualità e spesso il loro il diritto a vivere una vita indipendente;
-
Fino al novembre u.s. il Comune di Cagliari è stato puntuale ed efficiente nel gestire i finanziamenti regionali per i Piani personalizzati in favore dei soggetti residenti nella nostra città.
Rilevato che:
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Sulla stampa di oggi e sui mezzi radiofonici viene rappresentato un caso in cui si denuncia la grave situazione di due fratelli tetraplegici che da novembre non ricevono più l'assegno per l'accompagnatore previsto dalla legge 162 (rifinanziata nei giorni scorsi dalla Regione grazie anche ad una battaglia del Consiglio Comunale di Cagliari), e che, pertanto,oltre a non poter più svolgere nessuna attività sportiva e ricreativa hanno serie difficoltà economiche;
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Abbiamo ricevuto decine di segnalazioni da parte di famiglie nella medesima condizione che non ricevono più i contributi dal Comune e quindi non hanno le risorse sufficienti per pagare gli operatori professionali e i contributi previdenziali relativi. Questa situazione blocca di fatto i progetti, creando grande preoccupazione e estremo disagio in famiglie che stanno facendo ogni sforzo umanamente possibile per dare una dignità e una vita migliore ai propri figli.
Considerato che in questo caso la velocità di spesa del comune diventa essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di benessere sociale.
Interrogo l'Assessore per sapere
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quali sono i motivi amministrativi che hanno causato tali ritardi e qual è la situazione attuale;
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quali misure si intendono adottare per porre rimedio e in che tempi si pensa di risolvere le difficoltà gravi che attanagliano le famiglie in un percorso così delicato che va sostenuto anche burocraticamente.
F.to Marco Espa
Cagliari, 8 marzo 2010
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Gruppo Consiliare PD - Partito Democratico al Comune di Cagliari.
Palazzo Civico. Via Roma 145, 09124 Cagliari.
Tel. 070 6778006/8263; Fax 070 6778018
E-mail: pd@comune.cagliari.it
Sito Web: http://www.pdcagliari.com
5 marzo 2010
comunicato stampa Espa Bruno: altri 14 milioni di euro contro i tagli alla 162
In Consiglio regionale è stata vinta la battaglia per il sostegno alle persone con disabilità e le famiglie, con lo stanziamento di altri 14 milioni di euro per i piani personalizzati della 162. Siamo sempre la prima Regione in Italia: con questa legge stanziamo 120 milioni di euro e diamo respiro a 28 mila persone con disabilità e alle loro famiglie.
La maggioranza, da noi costretta ad esaminare la proposta con urgenza in Aula, avrebbe potuto mostrare più coraggio, inserendo tutte le risorse sufficienti: ma evidentemente ha altre priorità. Il Partito democratico e tutto il centrosinistra hanno combattuto per portare le risorse aggiuntive da 14 milioni a 28 milioni, con un emendamento che è stato bocciato in modo incomprensibile dal centrodestra. Ma siamo soddisfatti di ciò che è stato ottenuto. É un passo avanti molto importante.
Ma il risultato non è stato ottenuto soltanto grazie al lavoro portato avanti in Consiglio Regionale. Siamo convinti infatti che ogni euro stanziato in più sia merito delle battaglie e dell'impegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie in situazione di gravità: pacifiche ma determinate, si sono mosse a difesa dei propri diritti. Siamo orgogliose di loro.
Questa mobilitazione, con decine di enti locali che hanno approvato atti di protesta contro i tagli, ha condotto a questo primo importante risultato. È stato così salvaguardato il livello di assistenza sociale raggiunto in questi anni, dal 2001 ad oggi frutto di una battaglia di emancipazione dei diritti condotta dal basso, dalle famiglie che, anche in situazione di gravità estrema, vogliono prendersi cura dei loro cari in famiglia, rifiutando ogni logica di istituzionalizzazione.
La legge 162 non riguarda solo i diritti delle persone con disabilità: è un buon investimento ed è anche un risparmio per le casse della Regione: oggi il costo annuale per una persona non autosufficiente in residenza è pari ad una spesa di circa 22 mila euro. Quella stessa persona, con la legge 162, ha un costo massimo per le casse pubbliche di soli 14mila euro, un anziano grave di soli 5mila euro l'anno. Nell'anno in corso, grazie alla 162 si spendono per 2.795 anziani in condizione di grave disabilità circa 13 mil di euro, a fronte di una spesa complessiva di 61.210.500 euro se queste stesse persone fossero inserite in RSA con un risparmio evidente per le casse regionali.
Marco Espa, PD, Vicepresidente 7° Commissione sanità e politiche sociali del Consiglio Regionale
Mario Bruno Capogruppo del PD
Legge 162 - Ecco il testo del mio intervento in Consiglio Regionale contro i tagli ai progetti personalizzati
Seduta n. 103 del 5 marzo 2010
Intervento dei consigliere on. Espa
Copia provvisoria non revisionata
Discussione del TU 121/122 Provvedimenti in favore delle persone con handicap grave di cui alla legge 162/98
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Espa, relatore di minoranza.
ESPA (P.D.), relatore di minoranza. Grazie, Presidente. Io devo dire che sono molto soddisfatto che questa legge arrivi in Aula, perché mi sembra che le battaglie che sono state sostenute dalle comunità locali, dalle famiglie, dalle persone con disabilità, il movimento che c'è stato per chiedere il ripristino dei 1.000 euro per ogni progetto personalizzato, sia una battaglia importante che sta iniziando a far vedere i propri frutti. A me piace sempre ricordare – e lo ricordo – che questa legge non è una legge contro la povertà, è una legge che riguarda i diritti umani e la non discriminazione di sardi che sono in situazioni estreme. Quindi, per questo noi siamo attenti e siamo molto partecipi a questa situazione, perché è una legge che offra dei servizi personalizzati, e che, ricordo sempre, fin dalla sua origine, è stata sempre sostenuto in maniera bipartisan. Ecco, è una legge che, ricordo sempre, estremizza la sussidiarietà, questo concetto caro a molte persone, cioè che la pubblica amministrazione, attraverso questi contributi, che, ripeto, non sono contributi che vanno a persone o vano ad associazioni, ma sono contributi per veri servizi, quindi che comunque creano un percorso di lavoro per operatori professionali, è una legge che non fa sostituire l'istituzione alla famiglia. E' un discorso veramente importante per noi.
Vedendo un attimo il testo di questa legge: su questa legge noi abbiamo espresso in Commissione prudenzialmente un voto di astensione. Lo dico perché? Perché siamo – l'ho detto prima – molto soddisfatti del fatto che sono stati recuperati in questa prima fase 14 milioni di euro. Siamo soddisfatti che i mille euro vengano restituiti a tutta una fascia di progetti, una fascia di progetti che parte soprattutto dalle persone che sono in situazioni di maggiore gravità, ma riteniamo che questo passo non sia ancora sufficiente, quindi non siamo assolutamente contrari a questo modo di procedere, ma noi riteniamo che come si trovano le risorse, lo dico anche all'onorevole Steri che credo abbia avuto un ruolo importante nella definizione di questo processo che ha portato poi a questo risultato che credo sia un risultato di tutti, credo che i soldi, mi viene da dire in maniera molto cruda, i soldi si trovano per ogni cosa; io ritengo che anche la popolazione anziana, che non è in una situazione di estrema gravità, ma che anche la popolazione anziana debba avere riconosciuto il reintegro di questo taglio dei 1000 euro. Io so bene che c'è uno sforzo da parte di tutti, credo che gli enti locali si prendano le loro responsabilità e quindi contribuiscano a ripianare il deficit di questa legge, ma ritengo che gli enti locali, in questo momento, non siano in grado di poter sostenere questo impatto da ulteriori 14 milioni; per questo noi presenteremo un emendamento in Aula che, ancora una volta, chiede con responsabilità, è veramente lo dico questa volta senza nessuna acrimonia né polemica, rivendicando una battaglia sicuramente che è nostra, che abbiamo voluto fare, che il centrosinistra ha voluto condurre, ma che in questo momento mi sembra veramente possa trasformarsi definitivamente in una battaglia di tutti. Io devo dire che ho difficoltà a pensare al come giustificare, per la popolazione anziana che in questo momento ha avuto una riduzione di 1000 euro, mi viene difficile dire: "Non c'è nessun contributo aggiuntivo per questa popolazione", quindi, per quanto io abbia sempre detto, e lo ripeto ancora, che la legge numero 162 è una legge che nasce proprio come legge per le persone al di sotto dei 65 anni, non è una legge che nasce per tutti, ma in Sardegna, per una serie di motivi che io dirò subito, è stata estesa alla popolazione intera che abbia, ovviamente, questo tipo di certificazione, cioè la certificazione di disabilità. E io spiego perché, secondo me, Assessore, gentili colleghi, Presidente, conviene dare anche un po' di risorse per chiudere, fare l'ulteriore sforzo per fare in modo che la Sardegna rimanga la prima in Italia in questo settore, rimanga con questo segno di grande civiltà, una civiltà che porta a sostenere la famiglia lì dove risiede, e non la sostituisce, non mercifica anche l'amore della famiglia, ma gli dà un sostegno, non gli dà un contributo che permette di comprarsi la macchina nuova o di prendersi la tv a colori, ma da servizi che sono controllati dalle stesse famiglie. La famiglia, ricordiamo, ha il potere di scegliere gli operatori, di scegliere gli operatori con contratti diretti, c'è un sistema virtuoso, ripeto, che ha portato circa 14.000 posti di lavoro in questi anni, però io dico, perché anche per gli anziani, secondo me, in questo momento, poi l'anno prossimo rivisitiamo, perché probabilmente è giusto, io penso che bisogna fare il fondo per la non autosufficienza degli anziani, per tutti, per chi ha problemi e per chi ne ha meno, però, la questione anziani e sicuramente una questione diversa dagli scopi della numero 162, ma spiego perché questo strumento è utile anche in questo caso; perché, io lo voglio ricordare, e lo ricordo qui, in aula, che questo investimento di 10 anni che è stato fatto da, secondo me, un dato importante. Noi sappiamo che, per esempio, per i servizi di istituzionalizzazione, che ovviamente ci devono essere in Sardegna, non è che possiamo rimanere senza servizi di accoglienza per le persone, però il tasso della Sardegna rispetto alla popolazione è del 4,1 per mille, mentre la media nazionale e dell'8 per mille; c'è una differenza del 50 per cento, e noi ci chiediamo perché in Sardegna è così… solo perché non siamo stati capaci? Non è così! Perché ci sono 17.000 anziani che ricevono l'esigua somma di 5 mila euro all'anno, o anche meno, e in questa maniera sono vincolati, c'è il vincolo a non poter usufruire degli istituti. Quale è la differenza? La differenza è che con un investimento di 5000 euro all'anno la Regione non spenderebbe, e per esempio io ho fatto il caso di 2795 persone anziane in situazione di gravità, quindi quelli al di sopra dei cosiddetti 80 punti, per chi capisce la materia, cioè persone che sono o allettate, o veramente in una situazione di assoluta non autonomia, ma estrema, una non autonomia che hanno bisogno di compagnia, quindi che hanno bisogno di accudimento 24 ore su 24, e probabilmente anche con mezzi, con macchine respiratorie, io dico che con la numero 162 noi spendiamo 13 milioni di euro, per queste persone, le più gravi. Io l'ho già detto, e lo abbino alla questione che appunto l'istituzionalizzazione in Sardegna è crollata rispetto al resto d'Italia; perché? Perché queste 2795 persone sono tutte persone, e ripeto, non è questione di avere la certificazione di invalidità, è il loro stato che è stato certificato estremo, sono tutte candidate teoricamente a poter chiedere un posto in una residenza, quindi, questa è la questione. Allora, se questo processo parte, invece di spendere 13 milioni di euro, noi né spenderemo, senza neanche accorgercene, 61 milioni di euro, che vanno però tutti a carico della spesa del famoso capitolone della sanità da 3 miliardi di euro. Quindi, in un momento in cui parliamo anche di problemi di bilancio della sanità, io dico: "Attenzione!", perché noi, dare in questo momento e integrare risorse anche per gli anziani vuol dire fare prevenzione, com'è stato fatto in questi 10 anni, perché ripeto, il tasso del 4 per mille rispetto a quello nazionale dell'8 per mille, è un tasso perché è stato un investimento, e noi, ripeto, per ogni persona anziana che viene messa in residenza, la Regione spende 21 mila 900 euro all'anno, contro i 5 mila all'anno dalla legge numero 162. Questo perché? Perché è diventato quasi un processo spontaneo che oramai… all'inizio io mi ricordo, nel 2000-2001, per esempio, quand'eravamo qui, in Consiglio regionale a fare le battaglie, ci dicevano: "No, no, ma guardate che le famiglie sarde vogliono istituzionalizzare, le famiglie sarde non vogliono farsi carico né dei figli disabili, né degli anziani", ci dicevano questo nel 2000 in Consiglio regionale. E noi dicevamo: "Ma proviamo, sperimentiamo", e poi allora ci sono stati i primi 123 casi, sono diventati 1500 l'anno dopo, ad un certo punto sono esplosi a 4500 e tutti hanno capito che era una realtà, cioè che se la famiglia è sostenuta, ma con servizi che decide lei, allora si fa carico anche delle situazioni più difficili. Allora, io, pur condividendo tutto il percorso che è stato fatto fino adesso, e condividendolo fino in fondo, ritengo che anche su questa materia "anziani", che va rivista sicuramente all'inizio del nuovo processo di progettazione, noi dobbiamo fare in quest'Aula, se vogliamo, se ci riusciamo, uno sforzo ulteriore per fare in modo che anche gli anziani al di sotto dei 75 punti, con questo provvedimento abbiano una soddisfazione; questo io voglio dire, e lo voglio dire in questo momento non come persona che appoggia una parte, ma neanche come una persona che ha la voglia di voler sbandierare… io, ripeto, sono molto attento alle questioni della gravità estrema, quindi potrei dire: "Ma, vabbè, quelli che sono meno gravi, pazienza!", però, lo faccio proprio da un punto di vista quasi amministrativo. Sono convinto che noi, mantenendo questa impostazione in questa legge, riusciamo a dare risparmio alla spesa sanitaria in generale, e lo dico da amministratore. Certo che poi tanti colleghi chiedono: "Vogliamo vedere i dati, dobbiamo vedere tutti gli aspetti", vogliono avere un osservatorio di dati da avere per fare ragionamenti seri su questa legge, quindi si devono fare dei ragionamenti che non siano ragionamenti, lasciatemelo dire, un po' da bar, dove ognuno col senso comune pensa cosa è giusto e cosa non è giusto, ma abbiamo 10 anni di esperienza di governi che si sono succeduti, e che hanno una mole di dati che ci permette di fare un'analisi approfondita. Devo dire subito che sono totalmente d'accordo sui controlli, quindi sul comma numero 1, ma non lo dico perché in questa legge ci sono imbroglioni in più rispetto ad altre attività produttive, lo dico perché che se ci sono i controlli noi favoriamo le persone che hanno ancora più bisogno, quindi i controlli, secondo me, sono doverosi. Già adesso, la legge, ha un meccanismo di autocontrollo, perché comunque le persone che non hanno veramente bisogno, o grandi disabilità, scendono giù in classifica, e quindi sono facilmente rintracciabili per capire chi è che sta in qualche maniera creando delle difficoltà, però stiamo parlando di decine di casi su 28.000, quindi, per questo l'esperienza rappresenta un'esperienza che va rafforzata, va implementata, va verificata, ma va anche giornata in maniera positiva, perché se questo Consiglio, se la Commissione preposta aprirà una sessione di lavori su questo tema, scoprirà quanto può essere virtuoso stanziare risorse che in realtà sono veramente degli investimenti che abbassano anche la spesa sanitaria. Ecco, quindi, questo volevo dirlo proprio perché la nostra posizione è questa: noi vorremmo proporre all'Aula, proponiamo convintamente all'Aula in un emendamento il fatto che riusciamo a coprire i 14 mila euro successivi. Allora questo io lo devo dire perché sempre ci viene fatta un'osservazione: "non possiamo far crescere la spesa all'infinito", e io dico che questo è molto vero, infatti ho già proposto che seriamente come si fa per materie economiche, come si fa per materie ambientali, ci si riunisca a entrare nel merito anche da un punto di vista tecnico, ma non parlo di tecnico quando parlo di persone con disabilità. Io non credo – lo dico, scusate colleghi medici – al potere esclusivamente che i medici sanno come si fanno queste cose; io credo che il sapere sociale e la politica, in questo caso, tutti ci fa diventare esperti. Non esistono i disabili di questo consigliere o di quel consigliere. Questa materia appartiene a tutti perché – lo voglio ricordare e lo abbiamo detto – il trend della crescita della popolazione anziana, che ci piaccia o non ci piaccia, quando noi saremo anziani aumenta del doppio in pochi anni; fra vent'anni sarà aumentato del doppio. Quindi la questione sociale della non autosufficienza grazie a Dio noi la stiamo affrontando da dieci anni, abbiamo un'esperienza importante che abbiamo finanziato e dico non con sacrificio, ma l'abbiamo finanziata creando una prevenzione che in altre regioni italiane, dalla ricca Lombardia, che gli facciamo un baffo – scusatemi, Presidente, non dovevo usare questo termine –, all'Emilia-Romagna, alla Campania, al Piemonte stesso, noi in questa regione diamo lezioni a chiunque su questo argomento, però, attenzione, da questo punto di vista sappiamo che siamo in vantaggio perché quando fra vent'anni la popolazione anziana sarà aumentata del 50 per cento, e la demografia dirà questi dati, noi dovremo affrontare emergenze che siamo già in grado adesso di accogliere. Per quello noi insistiamo spesso da un punto di vista contabile che siamo contrari ai tagli in questa materia, ai tagli parlo – come è già è stato detto, sono cose che sono notorie – i fondi sono aumentati, lo sappiamo, sono passati da 95 milioni di euro a 105 milioni di euro in quest'anno aumentando le domande. Voglio ricordare che anche negli anni precedenti c'erano stati ulteriori passaggi di raddoppi di casi da un anno all'altro. Ecco, su questo ci sono due materie; una è la materia dei controlli, e io ricordo ancora, continuo a fare l'appello che abbiamo fatto anche come centrosinistra, che l'Assessorato, anche se non ha poteri diretti perché i poteri sono più del Ministero, veramente dica che le commissioni che danno l'invalidità per la "104", quindi per la legge numero 162, non possono darla a chiunque. Su questo, attenzione, diventa il malcostume che c'è stato per le pensioni di invalidità. La "104" è una cosa seria, destinata alle persone con disabilità, non a chiunque, non alle persone che, come dire... adesso non voglio entrare nel merito. Quindi lì bisogna fare il primo atto di prevenzione. La seconda cosa, però, è rafforzare, rafforzare perché attraverso queste procedure noi siamo convinti che si risparmi.
L'ultima questione voglio ricordare, proprio perché siamo profondamente convinti che bisogna dare risposte perché sono risposte che riguardano gli investimenti e non l'assistenzialismo, è ancora una volta un forte appello e richiesta forte a questa Giunta, all'Assessore che dica al Governo nazionale nei tavoli a cui partecipa con estrema forza, se poi c'è bisogno di un appoggio dell'Aula noi siamo pronti a darlo, che non è possibile che il Governo nazionale tagli continuamente le risorse alle Regioni per la non autosufficienza. Come voi sapete il Governo nazionale ha deciso che l'anno prossimo ci saranno 100 milioni in meno. Il Governo nazionale stanzia per tutta Italia 400 milioni di euro per la non autosufficienza. Ecco, l'anno prossimo ha deciso di tagliare. Allora su questo il nostro Assessore, il nostro Presidente se veramente vuole andare con la schiena dritta deve dire... questa questione è una questione che riguarda tutti, non è un problema della Sardegna – e noi ovviamente facciamo la nostra parte e lo facciamo con orgoglio che mettiamo risorse nostre per non avere difficoltà in futuro–, noi dobbiamo chiedere che sia una tematica, che non ci sia il Ministro dell'economia che prevalga rispetto a chi, perché noi sappiamo che non siamo solo noi del P.D. e non solo noi della sinistra a combattere in Parlamento perché ci sia un rafforzamento di questi fondi, ma purtroppo in silenzio molti parlamentari del centrodestra insistono perché questa tematica venga compresa non tra le tranche dell'assistenzialismo, ma nelle tranche dell'investimento, proprio perché nessuno vuole smantellare un sistema sociale e un sistema di sicurezza sociale che ci rafforza; nessuno vuole finire come negli Stati Uniti, dove adesso si sta cercando di rimediare; nessuno vuole fare in modo che ci siano fasce immense della popolazione senza assistenza e nessuno pensa, qui dentro almeno, io ne sono convinto, noi ne siamo convinti, che ha la vista corta e quindi non guarda cosa succederà fra dieci anni, cosa succederà tra vent'anni. Quindi, io da questo punto di vista ho la convinzione che possiamo dare risposte a tutti, bene, quindi noi siamo molto favorevoli a che vengano reintegrati a tutta una serie di categorie, come le persone al di sotto del 65 anni, i 1.000 euro per le persone, come è scritto nel testo, da 64 a 100 punti, che venga dato il 65 per cento alle persone con gravità maggiore, che venga dato il 100 per cento agli anziani al di sopra, quindi con gravità, restituire i 1.000 euro a quelli al di sopra dei 75 anni, ma riteniamo che per la fascia degli anziani al di sotto dei 74 punti di gravità secondo noi, per le motivazioni che ho detto prima, crediamo che quest'Aula debba fare un breve ragionamento, deve capire di fare un ulteriore sforzo per poter veramente uscire poi unitariamente con dignità da quest'Aula sapendo di aver fatto un fatto importante che condiziona il benessere di migliaia di sardi, nel senso che gli dà un vantaggio in più. Noi favoriamo il benessere di migliaia di sardi. Quindi questo, come dire, è il percorso che noi indicheremo a quest'Aula attraverso la discussione generale ma anche attraverso poi l'emendamento che abbiamo presentato.