7 gennaio 2009

Diritti, non favori: un cambiamento che deve continuare

La nostra visione non può che essere "sociale", civile.

Per costruire una nuova società sarda, noi partiamo dai bisogni e dai diritti umani e civili dei cittadini, non dagli interessi, magari economici e finanziari, di qualcuno.
Ritorniamo al sociale. Qualcuno crede che parlare di sociale significhi solo occuparsi di servizi per persone svantaggiate, magari in casi di emergenza.... E' un tragico grande errore in cui si cade spesso: il sociale è visto come pietà gentilemente concessa dal potere politico, in modo paternalistico e mai risolutivo.

Noi invece crediamo che la visione sociale, come quella ecologica e pacificifista della società sia inscidiebilemnte legata a qualunque progetto.

Guardiamo con occhi nuovi: sociale e sviluppo vanno coniugati assieme.

Ad esempio non può esistere ua politica di turismo che non sia contemporaneamente ecologica e sociale: tursimo davvero rispettoso dell'ambiente, accessibile e aperto a tutti (per età, interessi, disponibilità economica) e non solo per i VIP o aspiranti tali.

Gli interventi regionali in materia di politiche specifiche in campo sociale, realizzate negli ultimi anni (uno per tutti i piani di sostegno personalizzati alle persone con handicap grave) dimostrano come lo sviluppo delle politiche sociali può essere innovativo, paradigmatico, pervasivo ed offrire dunque modelli e metodi per tutti gli ambiti, dalla Scuola al lavoro.

In questi anni le nostre politiche regionali hanno prodotto grandi cambiamenti.

Certo molto ancora è da fare: ad esempio occorre ridurre il divario tra cittadini, imprese e Istituzioni; dobbiamo battere definivamente la solitudine delle persone ed in particolare la lontananza dalle loro istituzioni.

Per questo occorre semplificare le procedure e garantire a tutto il sistema pubblico (e non solo ai grandi Comuni ed alla Regione) la diffusione di strumenti come gli uffici relazioni con il pubblico e gli sportelli unici per le imprese.

Diritti, non favori: deve finire l'epoca del "ci penzu deu".

E non ha più senso vedere politici che approfittano della burocrazia, per proporsi come intermediari tra PA e cittadini o imprese. Per cambiare pagina occorre maggiore efficienza e trasparenza. Pensiamo, solo a quanto sia stato rivoluzionario rendere disponibili a tutti le deliberazioni della Giunta Regionale in tempo reale.

Sono le amministrazioni locali e regionali che devono andare incontro ai cittadini, non i cittadini che devono affannarsi ad essere ammessi nei Palazzi.

E' l'amministrazione che deve andare nelle case per aiutare se ce n'è bisogno gli anziani, le persone con disabilità, i neonati e le loro famiglie. Non fantascienza ma politiche di sostegno alla qualità della vita come avviene in molte parti di Europa.

Con strumenti reali di coprogettazione e partecipazione sociale i cittadini possono davvero garantire responsabilità, consapevolezza e pari oppotunità: una coesione che genera il capitale sociale relazionale, requisito indispensabile per far crescere la comunità, guardare con ottimismo al futuro, mettere le condizioni per la competitività e lo sviluppo del sistema economico regionale.

Questa è la nostra visione sociale.

Marco Espa

ps: se vuoi firmare scrivi un'email a sottoscrivo@marcoespa.it

1 commento:

Giovanni ha detto...

Ciao Marco,

non abbiamo ancora avuto modo di conoscerci di persona, ma dalla descrizione di alcune delle persone che ho tra le più care, mio Padre, mie sorelle, mia cugina Francesca, dall'entusiasmo che ti ho visto ispirare in quello che per me è come un fratello, ovvero mio cugino Giambattista, e ancor di più dopo aver letto di te, della tua storia, del tuo impegno per temi così importanti, ti volevo fare i complimenti e un grande in bocca al lupo per queste elezioni.

Non essendo in loco non posso aiutarti più di tanto, ma sto parlando di te a tutti gli amici che ho nel cagliaritano e continuerò a farlo nelle prossime settimane.

un caro saluto e ancora in bocca al lupo
Giovanni Mameli