29 gennaio 2010

La newsletter di Marco Espa - Difendiamo le persone più vulnerabili

Ciao a tutte e a tutti!

Un breve aggiornamento e un po' di rendiconto (anche dell'anno 2009) di quello che sto facendo in Consiglio Regionale e per darvi conto di altre notizie sulla mia attività politica e sociale.

In questa newsletter troverete sotto molte notizie, ma lasciatemi iniziare dalla battaglia che stiamo facendo per la difesa dei piani personalizzati di sostegno per le persone con disabilità grave, segnalando la recente grande manifestazione che si è tenuta sotto il Consiglio Regionale della quale puoi vedere qui il video con alcune testimonianze dei diretti interessati. 
Il Consiglio regionale è stato convocato il seduta straordinaria il 1 febbraio alle ore 10 (video  diretta internet cliccando qui ) per discutere la mozione che abbiamo presentato (sono il primo firmatario) contro il taglio di 1.000 euro per ogni piano personalizzato, la puoi leggere cliccando qui 
Leggi qui la cronaca sugli ultimi avvenimenti.

Breve antefatto: quest'anno ben 28 mila progetti sono stati presentati dai cittadini con disabilità: è un fenomeno unico in Italia, che permette da una parte il riconoscimento dei diritti umani e civili delle persone con grave disabilità e da l'altra la personalizzazione del servizio, ponendo la Sardegna all'avanguardia in Italia. 
La Giunta regionale e la sua maggioranza hanno però deciso di bocciare a dicembre in Finanziaria 
il nostro emendamento   che stanziava adeguati fondi per mantenere il livello di qualità per tutti gli utenti. Siamo riusciti a far ottenere il finanziamento di tutti i progetti ma...  per la prima volta dopo 10 anni tutti  i progetti hanno subito un taglio di 1.000 euro. Ancora qualcuno non capisce che questo non è il solito intervento contro la povertà o assistenzialistico, e non ci si rende conto che le persone, se non adeguatamente sostenute, rischiano di finire in strutture istituzionalizzanti con costi per la Regione ben superiori (fino a quattro volte) quelli previsti dal nostro emendamento. Per questo lo abbiamo già riproposto nel collegato alla Finanziaria in discussione a febbraio in Consiglio e apriamo già da ora un periodo di mobilitazione e sensibilizzazione per fare in modo che non si facciano più passi indietro. 
Su facebook è nato il gruppo "No ai tagli alla Legge 162"
 che ha già raccolto oltre 4000 adesioni.

Continuano le polemiche sui conti della Sanità in Sardegna (con Mario Bruno e gli altri consiglieri della commissione Sanità la verità sui conti): la maggioranza ha tentato, durante la discussione della manovra, di portare avanti un nuovo step della riforma senza che il Consiglio regionale e la commissione competente ne fossero stati interessati, il risultato è stato una sonora bocciatura di tutto l'articolo a voto segreto. Oramai anche ampi settori della maggioranza non accettano questo modo di procedere: ritengo che non sia per nulla vantaggioso per la salute dei sardi continuare a cercare di riformare il sistema a colpi di emendamenti nelle varie leggi finanziarie. 

Negli ultimi giorni la stampa si è occupata con molto clamore del caso "Casamatta" , la casa di accoglienza a misura di famiglia per le persone sofferenti mentali che sono riuscite ad attivare un percorso di autonomia e di deistituzionalizzazione. Conosco e sostengo il lavoro splendido dell'ASARP e  di  Gisella Trincas, che nasce dall'esperienza personale e diventa modello di inclusione e rispetto dei diritti umani per tante persone; lo sostengo e lo sosterrò in futuro. Leggi qui gli ultimi sviluppi

SLA. La battaglia di Salvatore Usala; segui la sua battaglia e guarda qui il suo bellissimo video
Il mio intervento al convegno sul testamento biologico con Mario Melazzini, Salvatore Usala, Ignazio Marino e Paolo Castaldi, guarda il video qui

Altre notizie 

A proposito dell'ERSU di Cagliari leggi la notizia

Espa: spariti i soldi per la rinascita di Sant'Elia leggi la notizia 

Discorsi attorno la povertà leggi la notizia

E' INAUDITO, il processo breve....ed altre storie leggi la notizia 

Il Betile, il Maxxi e Zaha Hadid. Come Cagliari ha perso la grande occasione.  leggi la notizia 

Espa (Pd): difendiamo il Microcitemico e il suo prezioso lavoro di eccellenza leggi la notizia

Assistenza negata a Lorenzo, il caso ora approda in Regione. Leggi la notizia

Il TAR di Cagliari bacchetta la Gelmini, 57 alunni sardi disabili vincono il primo round contro il ministero. Anche il TAR del Lazio da ragione alle famiglie. Leggi la notizia

Marco Espa alla manifestazione di Legambiente WWF Italia Nostra contro la legge piano casa.Guarda il video

Il testo della legge finanziaria 2010 approvata, puoi leggerlo cliccando qui


Dalla redazione

Di seguito una sintesi degli avvenimenti che hanno caratterizzato il lavoro di Marco nell'anno 2009

febbraio

Tocca a noi proteggere il cambiamento. Marco Espa è il Consigliere Regionale più votato del PD e del Centrosinistra in Provincia di Cagliari

aprile 

Il disegno di legge di Marco per la messa in sicurezza definitiva del territorio di Capoterra

maggio

Gli emendamenti alla 
Finanzia 2009 indennizzi per rimborsi alle persone colpite alle persone colpite dall'alluvione lo scorso ottobre 2008. Leggi anche  l'articolo sull'emendamento approvato definitivamente dal collegato alla finanziaria; Scuola, fondi aggiuntivi agli Enti locali per gli studenti con disabilità; finanziamenti alle due Federazioni regionali delle persone con disabilità FISH e FAND

giugno

Vertenza con il Governo per il diritto allo studio

luglio

Consiglio regionale - Scuola: la battaglia necessaria

settembre

La mozione del PD contro l'accordo Gelmini Baire sulla scuola sarda

ottobre

Un voto per sentirsi cittadini. La mozione presentata  al Comune di Cagliari sul  voto agli stranieri

INTERROGAZIONE sull'impiego dei fondi per la prevenzione e dispersione scolastica

dicembre

Gli emendamenti presentati per la finanziaria 2010
emendamento fondo non autosufficienza legge 162/98
emendamento per il fondo assistenza legale alle famiglie che ricorrono al TAR  per tutelare il diritto allo studio dei loro figli
emendamento per la formazione agli operatori che assistono malati di SLA

28 gennaio 2010

Convocazione Consiglio Regionale lunedì 1° febbraio 2010, Primo punto Mozione contro i tagli di 1000 euro L. 162

Consiglio Regionale della Sardegna

Servizio Assemblea 

Come già annunciato dal Presidente nella seduta pomeridiana del 27 gennaio 2010, si conferma che:

 

PROT. 1218. IL CONSIGLIO REGIONALE È CONVOCATO, IN SEDUTA STATUTARIA, IL LUNEDI 1° FEBBRAIO 2010 ALLE ORE 10 COL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO diretta video internet su http://www.consregsardegna.it/diretta_video.asp

MOZ. N. 33 (ESPA E PIÙ) sui tagli effettuati ai progetti personalizzati per persone in situazione di handicap grave ai sensi della legge n. 162 del 1998, leggi sotto;

MOZ. N. 17 (SALIS E PIÙ) sulla necessità di adottare misure straordinarie per avviare il superamento della drammatica crisi del comparto agro-zootecnico sardo;

MOZ. N. 34 (MULA E PIÙ) sulla emergenza idrico sanitaria del Rio Cedrino e dei comuni della bassa Baronia;

MOZ. N. 24 (PORCU E PIÙ) sull'aumento di richieste alle amministrazioni competenti di parchi eolici nel territorio della Sardegna e sulla necessità di legare il rilascio delle autorizzazioni alle effettive esigenze energetiche della Sardegna e alla compatibilità con una attenta salvaguardia dei valori ambientali, naturalistici e storico-culturali del territorio sardo.

 

I LAVORI PROSEGUIRANNO NEL POMERIGGIO, MEDESIMO ORDINE DEL GIORNO, E MARTEDÌ 2 FEBBRAIO ALLE ORE 16.30 CON IL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO:

 

DICHIARAZIONI del Presidente della Regione, ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento consiliare, in attuazione dell'ordine del giorno n. 19 (BRUNO - DIANA Mario - DIANA Giampaolo - MILIA - VARGIU - SANNA Giacomo - FLORIS Mario - SALIS - URAS sulla crisi occupazionale e industriale della Sardegna), sullo stato dell'apparato produttivo industriale sardo e sul suo progressivo indebolimento, sulla natura, intensità e prospettiva delle vertenze in atto, nei diversi poli industriali e nei diversi stabilimenti, nonché sulle necessarie misure di sostegno e sviluppo, comunitario, nazionale e regionale, finalizzate alla difesa della produzione e del lavoro industriale

 

QUALORA NON ESAURITO L'ORDINE DEL GIORNO, I LAVORI PROSEGUIRANNO NEI GIORNI SUCCESSIVI.

 

CAGLIARI, 28 GENNAIO 2010

CLAUDIA LOMBARDO

PRESIDENTE CONSIGLIO REGIONALE

----------------- 

 

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

QUATTORDICESIMA LEGISLATURA

N. 33

MOZIONE ESPA - BRUNO - URAS - SALIS - AGUS - BARRACCIU - BEN AMARA - CARIA - COCCO Daniele Secondo - COCCO Pietro - CUCCA - CUCCU - DIANA Giampaolo - LOTTO - MANCA - MARIANI - MELONI Marco - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SABATINI - SANNA Gian Valerio - SECHI - SOLINAS Antonio - SORU - ZEDDA Massimo - ZUNCHEDDU sui tagli effettuati ai progetti personalizzati per persone in situazione di handicap grave ai sensi della legge n. 162 del 1998, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che il 16 dicembre scorso è stata approvata la delibera della Giunta regionale n. 55/33 sui piani di sostegno personalizzati di cui alla legge n. 162 del 1998 nella quale si evidenzia la decisione, visto l'aumento degli utenti aventi diritto, di operare un taglio di euro 1.000 su ogni progetto personalizzato rispetto al livello di finanziamento degli anni precedenti;

CONSIDERATO che:

-       conseguentemente a questa decisione i tagli ai finanziamenti dei piani personalizzati raggiungono anche il 66,6 per cento rispetto ai contributi erogati nell'anno 2009; tutti i 28.351 piani approvati avranno una decurtazione, e tra questi ben 11.000 piani avranno una riduzione del finanziamento del 33 per cento, 6.000 piani avranno il taglio di circa il 44 per cento e circa 1.000 il taglio del 50 per cento o più;

-       le persone che hanno avuto il finanziamento ridotto nei casi più gravi sono a rischio di istituzionalizzazione, ovvero le famiglie con meno ore di assistenza potrebbero rivolgersi alle strutture residenziali che costano alle casse pubbliche da 4 a 10 volte rispetto ad un progetto personalizzato ai sensi della legge n. 162 del 1998 (che come è noto è incompatibile con qualsiasi forma di residenzialità);

RILEVATO che:

-       l'attuazione della legge n. 162 del 1998 in Sardegna è un'esperienza positiva ed innovativa, perchè prevede la coprogettazione di piani personalizzati di sostegno tra persone con disabilità e loro famiglie e le istituzioni, prevede la possibilità della scelta degli operatori professionali da parte dei diretti interessati;

-       la stessa esperienza sarda è ormai diventata una buona pratica di eccellenza nazionale e internazionale, come dimostrano gli studi e le recenti pubblicazioni, il "modello sardo" è stato indicato tra le buone prassi (sono state scelte solo 5 in tutta Italia), nel Rapporto di monitoraggio del Piano d'azione nazionale per l'inclusione sociale 2003-2005 a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e come buona pratica di "welfare plurale sociale" è stato oggetto di ricerca da parte dell'Osservatorio nazionale ministeriale sulla famiglia, che ha pubblicato il libro, editrice F. Angeli, "BP Buone pratiche e servizi innovativi per la famiglia"; ancora è stata oggetto di seminari e ricerche all'Università degli studi di Milano, Facoltà di scienze politiche; considerata buona prassi a Berlino nel giugno 2007, alla 15° Conferenza europea dei servizi sociali organizzata da dall'European social network in cooperazione con l'Unione europea; è stata oggetto di menzione dall'Agenzia del Governo italiano per le Onlus che ha pubblicato un approfondito studio nella propria rivista "Aretè" classificandola come prassi di eccellenza (n. 2/2009);

CONSIDERATO che:

-       per quanto sopra descritto, consapevoli dei traguardi ottenuti grazie anche ai finanziamenti stanziati sino ad oggi, la Regione Sardegna ha contribuito realmente a garantire una migliore qualità della vita alle persone con disabilità e alle loro famiglie e dato risposte adeguate a misura delle persone con disabilità, specie a quelle in situazione di gravità, con il sostegno dato in continuità a percorsi di vita di vera inclusione sociale, compresi quelli per la "vita indipendente", attivando un processo di sussidiarietà che renda i finanziamenti erogati non mera assistenza ma una vero e proprio investimento in quanto vengono rese disponibili risorse umane ed economiche aggiuntive da parte delle famiglie;

-       per la prima volta in dieci anni la Giunta regionale ha introdotto criteri di attribuzione dei finanziamenti a posteriori, cioè riducendo i contributi solo dopo che gli enti locali, le persone con disabilità e le famiglie avevano già avuto indicazioni predeterminate sui finanziamenti da assegnare, creando grande sconcerto nei beneficiari ma anche presso tutte le strutture dei servizi socio assistenziali dei comuni sardi, che avevano già quantificato i contributi assegnati a ogni singolo progetto, in base al punteggio ottenuto e dunque in base alla gravità della persona e della situazione familiare;

-       per quanto evidenziato sopra sono necessarie più risorse da mettere in campo nel 2010 perché i tagli della spesa sociale non incidano proprio sui piani per i bambini e ragazzi per i giovani e le persone con handicap grave, alle loro famiglie che devono gran parte della loro qualità di vita alla legge n. 162 del 1998;

CONSIDERATA la mobilitazione degli enti locali che, attraverso mozioni e ordini del giorno, invitano la Regione a reintegrare i fondi necessari per il mantenimento del livello dei contributi erogati negli anni precedenti;

CONSIDERATO che il taglio crea un grave danno anche per i Comuni, l'istituzione più vicina al cittadino che deve dare adeguate risposte alle esigenze legittime della propria comunità e in particolare delle persone più deboli e verso i quali le famiglie non potranno che richiedere assistenza suppletiva creando profonda instabilità a livello locale nella rete dei servizi alla persona e nel sistema di sicurezza sociale;

RILEVATO inoltre, che:

-       per 21.000 famiglie sarde si calcola, rispetto agli anni precedenti, una diminuzione di circa 3 milioni, complessivamente, in ore di assistenza, creando difficoltà reali per gli operatori professionali che sono impegnati nei compiti di cura ed educativi (si valuta intorno a 14.000 operatori, dei quali migliaia, grazie alla legge n. 162 del 1998, "usciti" dal lavoro nero spesso piaga dei servizi alla persona e che ora contribuiscono invece alla fiscalità generale come tutti i lavoratori);

-       le fasce degli importi di finanziamento per i singoli progetti sono bloccati dal 2005, mentre nel frattempo c'è stato l'aumento dei costi orari del personale (tabelle INPS e contratti collettivi di lavoro) che hanno di fatto già eroso la quantità dei servizi a disposizione di ogni singola persona con disabilità grave,

impegna la Giunta regionale

1)        a salvaguardare il livello essenziale di assistenza sociale, raggiunto in 10 anni di ottima applicazione della legge, per i 28.321 sardi in situazione di handicap grave aventi diritto ai finanziamenti dei progetti personalizzati e coprogettati tra istituzioni locali, famiglie e persone con disabilità della legge n. 162 del 1998 di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 55/33 del 16 dicembre 2009 attraverso il reintegro del taglio di euro 1.000 per ciascun progetto;

2)        a proporre nel DL n. 78 (Disposizioni nei vari settori di intervento - collegato alla manovre economica finanziaria 2010) uno stanziamento di risorse integrative adeguate al raggiungimento dello scopo di cui al punto 1) almeno pari a euro 28.321.000;

3)        in previsione degli stanziamenti per l'anno 2011, ad attivare un percorso di studio, verifica e monitoraggio sull'applicazione della legge, per poter non solo creare un efficiente sistema di controllo atto a colpire eventuali abusi (compresa la verifica dei criteri del sistema di certificazione da parte delle commissioni che attestano l'handicap grave e i ritardi nell'erogazione dei rimborsi che ancora persistono da parte di alcuni comuni), ma anche a valorizzare i progetti di qualità, tra cui i progetti di vita indipendente, le buone prassi fino ad ora attuate, ottimizzando e rendendo sempre più efficienti gli interventi, con priorità per i nuclei familiari con più componenti disabili e per le persone in situazione di gravità estrema, attraverso la collaborazione attiva della Commissione consultiva prevista dalla legge n. 162 del 1998 articolo 1 comma b) composta, oltrechè dai rappresentanti degli enti locali, anche dalle associazioni delle persone con disabilità e loro familiari, per continuare il processo virtuoso della spinta dal basso del sapere sociale dei diretti interessati e delle loro famiglie;

4)        a verificare la possibilità di rendere i progetti personalizzati almeno biennali, con una programmazione che dia tranquillità alle persone con disabilità grave e alle famiglie affinché non debbano essere sottoposte a trafile burocratiche impegnative ogni anno.

Cagliari, 13 gennaio 2010

f.to    Espa, Bruno, Uras, Salis, Agus, Barracciu, Ben Amara, Caria, Daniele Secondo Cocco, Pietro Cocco, Cucca, Cuccu, Giampaolo Diana, Lotto, Manca, Mariani, Marco Meloni, Valerio Meloni, Moriconi, Porcu, Sabatini, Gian Valerio Sanna, Sechi, Antonio Solinas, Soru, Massimo Zedda, Zuncheddu

 

21 gennaio 2010

da Superando: Sardegna: contro quei tagli una mobilitazione ampia, spontanea, dal basso

(a cura di Luisanna Loddo* e Rita Polo*)
Sono i tagli ai progetti individuali per le persone con disabilità grave, ai sensi della Legge 162/98, da dieci anni vero "fiore all'occhiello" del welfare in Sardegna, che un recente provvedimento generale ha deciso di ridurre indiscriminatamente di mille euro per oggi progetto. Ma il 19 gennaio, a Cagliari, la risposta delle famiglie, delle persone con disabilità e delle associazioni è stata davvero importante, con una mobilitazione che segna quasi certamente un "punto di ritorno" anche rispetto a un passaggio fondamentale: «No alle mere erogazioni, sì alla qualità dei progetti, al loro monitoraggio e ai controlli seri, anche sulle Commissioni che accertano la gravità dell'handicap!»

19 gennaio 2010: la manifestazione davanti al Consiglio Regionale della Sardegna (foto di ABC Sardegna)
19 gennaio 2010: la manifestazione davanti al Consiglio Regionale della Sardegna (foto di ABC Sardegna)
Un evento importante e un segnale assai preciso: questo è stata la manifestazione del 19 gennaio a Cagliari contro i tagli ai piani personalizzati per le persone con disabilità grave (Legge 162/98), cui hanno partecipato oltre quattrocento persone con  disabilità e i loro familiari, operatori, volontari e amministratori locali, con un sit-in sotto il Consiglio Regionale e un'assemblea aperta ai familiari nel pomeriggio.
Tra voci e interviste, cartelloni e slogan, le associazioni dei familiari di tutta l'Isola sono dunque "scese in piazza". Per il nord della Sardegna capofila è stata l'Associazione Pensiero Felice di Alghero, seguita dal Gruppo Genitori di Ittiri e dalla Sorgente di Sassari, subito sostenute dall'ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi) e dal rinvigorito Comitato dei Familiari per l'Attuazione della Legge 162 in Sardegna, che era nato nel 2000, proprio per promuovere l'applicazione di quella norma nella Regione, in termini di personalizzazione, partecipazione dei diretti interessati e coprogettazione con le istituzioni.
E poi la Delfino di San Gavino Monreale (Medio Campidano), l'Associazione Sindrome di Williams, i Genitori Tosti, l'AISISD (Associazione Italiana per lo Sviluppo dell'Integrazione Sociale dei Disabili) di Quartu Sant'Elena (Cagliari), Diversamente ONLUS, Dopo di Noi di Senorbì (Cagliari), Il Girotondo di Terralba (Oristano), Is Angelus di Sinnai (Cagliari), il Centro Down, l'Associazione X-Fragile Sardegna, l'Associazione Papa Giovanni XXIII, l'ASARP (Associazione Sarda per la Riforma Psichiatrica), l'ASBI (Associazione Spina Bifida e Idrocefalo), l'AVIDICAF per l'Integrazione Sociale di Disabili, Ipovedenti, Ciechi Anziani e loro Famiglie e l'UIC (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e il Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanzattiva.
Un elenco lungo, ma necessario, per dare un'idea della grande partecipazione spontanea - e pacifica - che ha potuto contare anche sulla presenza di famiglie e persone con disabilità coinvolte tramite il gruppo creato in pochi giorni in Facebook (lo si raggiunge cliccando qui), denominato No ai tagli indiscriminati di 1000 euro ai piani 162, che ha già raccolto più di 4.000 adesioni e un'ampia e partecipata discussione online.

La richiesta è stata forte, per la necessità di difendere la Legge 162 in Sardegna e di reintegrare i mille euro a piano, fondi che la Giunta Regionale - con la Deliberazione n. 55/33 del 16 dicembre scorso - dato «l'aumento degli utenti aventi diritto», aveva appunto ridotto di mille euro ad ogni progetto personalizzato, rispetto al livello di finanziamento degli anni precedenti.
Una rappresentanza delle persone con disabilità e dei loro familiari è stata quindi ricevuta dalle principali autorità istituzionali del Consiglio Regionale - tra cui i capigruppo di maggioranza e opposizione - i quali hanno confermato la straordinarietà del funzionamento della Legge (sono oltre 28.000 i progetti personalizzati per il 2010), non tacendo per altro le difficoltà di trovare le risorse adeguate e la necessità di rivedere tutto il sistema con estrema attenzione.
Spazio anche per l'ironia negli slogan dell'Associazione Pensiero felice di Alghero (Sassari) (foto di ABC Sardegna)
Spazio anche per l'ironia negli slogan dell'Associazione Pensiero felice di Alghero (Sassari) (foto di ABC Sardegna)
Davanti alla richiesta dei familiari di «non recuperare economie sulla pelle dei deboli» e su una legge che, al contrario, fa risparmiare le istituzioni perché è in favore dell'inclusione ed evita l'istituzionalizzazione (quest'ultima costerebbe almeno quattro volte tanto), sia gli esponenti del governo che dell'opposizione regionale (la quale ha proposto una mozione unitaria) hanno dichiarato di volersi concretamente impegnare ad affrontare la questione e a risolvere i problemi, un impegno che per il ripristino dei fondi è stato fornito dall'assessore alla Sanità e dal direttore generale alle Politiche Sociali. Quest'ultimo ha partecipato all'assemblea del pomeriggio con le famiglie, ascoltandone le istanze ed esprimendo la volontà di aprire il confronto e il dialogo con le stesse e con le associazioni, per proposte e collaborazioni.
Da segnalare che all'iniziativa ha aderito con forza anche la Consulta delle Associazioni della Provincia di Cagliari, composta da ben trentasei organizzazioni e presieduta dal magistrato Giorgio Latti, che ha sollecitato subito anche l'azione politica della Provincia, con la presentazione e l'approvazione unanime di una mozione e di un documento che ne impegna la Giunta a intervenire presso la Regione, per la salvaguardia del livello essenziale di assistenza sociale raggiunto in dieci anni di ottima applicazione della Legge 162/98, oltre al reintegro di mille euro a piano.

Certamente grande è stata la capacità politica delle famiglie e del Comitato di mobilitare le Istituzioni
: mozioni approvate in due Province (la prima in quella del Medio Campidano), convocazione del Consiglio Regionale per il 1° febbraio, con la richiesta di una mozione urgente sulla Legge 162 e anche ordini del giorno dei Comuni e assemblee, senza contare la grande eco avuta sulla stampa e sui mass media in genere o la partecipazione di sindaci e di decine di consiglieri regionali presenti agli incontri.
Il tavolo dei relatori all'assemblea pubblica di Cagliari (foto di ABC Sardegna)
Il tavolo dei relatori all'assemblea pubblica di Cagliari (foto di ABC Sardegna)
Una manifestazione e una battaglia che sembrano già dare dei frutti, con le parole comunicate all'assemblea dei familiari da parte del direttore alle Politiche Sociali Roberto Abis, secondo il quale l'assessore alla Sanità Antonangelo Liori sarebbe in procinto di elaborare un emendamento al Collegato alla Finanziaria Regionale - che presto andrà in discussione -  così come chiesto dalle famiglie e dal Comitato. Insieme a ciò anche la conferma della convocazione di federazioni e associazioni.

In sostanza, le famiglie hanno voluto ribadire con forza di «non potere fare passi indietro nella qualità di vita raggiunta dalle persone, nella storia di questa buona prassi attuata nella Regione Sardegna», frutto quasi decennale proprio della collaborazione tra i diretti interessati (persone con disabilità e loro famiglie) e le loro organizzazioni che, con un'amministrazione pubblica ricettiva, hanno avviato un percorso virtuoso sin dal 2000, politicamente bipartisan, che ha favorito la crescita di tutto il sistema sociale. Infatti, lo sviluppo e la promozione dei servizi a sostegno delle famiglie hanno portato - oltre al superamento di un'antica mentalità assistenzialistica - anche a benefìci occupazionali per le comunità.
No, quindi, alle mere erogazioni monetarie, sì alla qualità dei progetti, ai controlli e ai monitoraggi, ai quali ultimi le stesse famiglie hanno dichiarato di voler collaborare, chiedendo ad esempio seri controlli e verifiche sulla Commissione preposta alla concessione della certificazione di handicap grave, per evitare abusi che ricadono sulle spalle proprio delle persone in situazione di maggior gravità.
«Riteniamo fondamentale - è stato il senso di quanto rivendicato durante l'assemblea pubblica - l'azione delle nostre famiglie con e per i nostri figli con disabilità grave e gravissima, nell'attuazione del "Nulla su di Noi Senza di Noi" e in particolare rispetto ai piani personalizzati della Legge 162/98 per le persone con handicap grave, fiore all'occhiello del nostro welfare e "modello" per qualsiasi iniziativa di crescita e miglioramento dei servizi e delle politiche sociosanitarie per le persone non autosufficienti. Ora, dunque, seguiremo ancor più, insieme a tutti coloro che vorranno unirsi alla nostra battaglia, le varie fasi rivendicative e propositive, continuando ad operare tutti i giorni, più forti, per migliorare la qualità dei servizi alle persone con disabilità grave della nostra Regione, a vantaggio dell'intera nostra comunità».

*Comitato dei Familiari per l'Attuazione della Legge 162/98 in Sardegna.

Il documento presentato il 19 gennaio dal Comitato dei Familiari per l'Attuazione della Legge 162/98 in Sardegna è disponibile cliccando qui. Per eventuali adesioni al Comitato stesso: comitatofamiglie162@gmail.com.

Sulle vicende di queste settimane in Sardegna, segnaliamo anche - sempre nel nostro sito - i seguenti testi:
- «Regalo di Natale» alle famiglie della Sardegna, disponibile cliccando qui.
- È inaccettabile il taglio di quei piani personalizzati in Sardegna, disponibile cliccando qui.
- Chiediamo una nuova fase per i progetti personalizzati in Sardegna, disponibile cliccando qui.
Ultimo aggiornamento (giovedì 21 gennaio 2010 12:36)

http://www.superando.it/content/view/5481/112/


15 gennaio 2010

Il dovere del testamento biologico: per il diritto di vivere "bene"?

il mio intervento al convegno sul testamento biologico dell'ottobre scorso, con gli interventi di Mario Melazzini, presidente AISLA, l'associazione dei malati di SLA, il mio compagno di partito Ignazio Marino, Salvatore Usala e Paolo Castaldi, il primario di rianimazione dell'Ospedale Marino organizzatore del 10 convegno nazionale di anestesia e rianimazione.

Il testamento biologico viene comunemente visto come lo strumento che ogni persona sceglie per garantirsi una buona morte. Ma dal punto di vista dei gravissimi, può essere uno strumento per garantire alle persone in situazione estrema una vita di qualità? Per chi, come Melazzini o Usala e tante altre persone in situazione estrema che magari non possono rappresentarsi da sole e rischiano di ritrovarsi soli alla morte dei loro genitori, il testamento biologico deve garantire il diritto per vivere, per vivere bene con adeguati supporti e risorse dello Stato.
Non certo tagliando il fondo per la non autosufficienza a livello nazionale o mille euro al mese ai progetti personalizzati in Sardegna, diminuendo il sostegno...


14 gennaio 2010

Mozione urgente dell' Opposizione: No ai tagli ai piani sulle disabilità gravi. Espa: Aggiornare le risorse necessarie

Mozione urgente dell' Opposizione: No ai tagli ai piani sulle disabilità gravi. Espa: Aggiornare le risorse necessarie

Cagliari, 14 gennaio 2010 - Ufficio stampa del Consiglio Regionale -

No ai tagli sui piani di sostegno personalizzati per i portatori di handicap gravi. Lo affermano i consiglieri dell'intera opposizione che hanno presentato una mozione urgente (primo firmatario Marco Espa) con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio regionale.

La mozione è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa e punta a salvaguardare il livello essenziale di assistenza sociale raggiunto per gli oltre 28 mila portatori di handicap grave che fino ad oggi usufruiscono dei piani di sostegno personalizzati (Legge 162/98). Come ha spiegato il primo firmatario Marco Espa, il numero delle persone che necessitano di assistenza è inesorabilmente destinato a crescere. Fino ad oggi, da dieci anni a questa parte, la Regione ha sempre aggiornato le risorse da destinare in funzione delle reali esigenze. "Non si può –ha detto Espa- all'improvviso tagliare di mille euro per ciascun progetto le risorse necessarie". Per molte persone significherebbe, è stato osservato, una riduzione del 50 per cento del sostegno garantito fino a questo momento, mentre i Comuni interessasti non hanno risorse sufficienti per coprire i tagli della Regione.

"In questi giorni si parla di Governo opaco, ma è tutta la maggioranza opaca –ha detto il capogruppo Pd, Mario Bruno- Tagliare sulle disabilità è una vergogna. Questa è una Giunta senza idee che non guarda agli interessi della Sardegna".

"Questa situazione era stata preannunciata quando si è discussa la Finanziaria", ha aggiunto ancora Marco Espa, che nell'illustrare una serie di dati ha affermato come "i piani personalizzati rappresentino di fatto un investimento per l'intero sistema assistenziale". Alla conferenza stampa, è intervenuto anche il coordinatore dell'IDV, Federico Palomba, in rappresentanza dei consiglieri del suo partito che non hanno potuto partecipare. Palomba ha ricordato l'interrogazione del consigliere Daniele Cocco sul medesimo argomento. Di "politica come inganno" ha parlato Radhouan Ben Amara. Mentre Massimo Zedda ha sottolineato la gravità del problema soprattutto "perchè i comuni non hanno risorse per integrare i tagli regionali".

La mozione, oltre a rivendicare la salvaguardia dei livelli di assistenza sociale , propone uno stanziamento di risorse integrative adeguate al raggiungimento degli obiettivi della legge "162". Inoltre si chiede che, in previsione degli stanziamenti per il 2011, si proceda ad una verifica sull'applicazione della legge, attraverso un monitoraggio,, al fine di mettere in atto un sistema di controllo atto a colpire eventuali abusi. Infine viene avanzata la proposta di rendere biennali "con una programmazione che dia tranquillità alle persone con disabilità grave ed alle famiglie".

(lp)

I TAGLI ALLA L.162 - DISABILI:REGIONE, MOZIONE OPPOSIZIONI PER CONSIGLIO STRAORDINARIO

Convocazione straordinaria del Consiglio regionale per discutere dei tagli effettuati ai progetti personalizzati per le persone in situazione di handicap grave. Lo chiede il centrosinistra con una mozione (Marco Espa primo firmatario) illustrata questa mattina dai rappresentanti di tutti i gruppi di opposizione. "Si sta avverando - ha detto il capogruppo Pd, Mario Bruno - quanto avevamo denunciato in sede di approvazione della finanziaria. La Giunta, con una delibera di fine anno, ha tagliato mille euro a progetto, dimostrando la sua inadeguatezza a far fronte ai problemi dei più deboli. Anche la maggioranza in Consiglio dimostra di non avere cultura di governo, rifiutando di aprire almeno un dialogo nel merito della proposta. E' vero - ha aggiungo Bruno - che questo esecutivo è opaco, come tutto il centrodestra, e non presta attenzione a chi non ha voce". Marco Espa (PD) ha ricordato la battaglia fatta nel corso della discussione della manovra finanziaria e gli emendamenti ("presentati da tutto il centrosinistra") bocciati dalla maggioranza. Secondo i dati forniti da Espa, le principali città sarde, Cagliari e Sassari, hanno in meno rispettivamente 2.097.000 euro e 1.267.000 euro. Le province hanno tagli di oltre 8 milioni (quella di Cagliari), 5 milioni 687 mila euro (Sassari), poco più di 4 milioni per la Provincia di Oristano. Nuoro ha visto una riduzione di 3 milioni 632 mila euro, quasi 2 milioni e mezzo per la Provincia di Carbonia Iglesias, un milione e 330 mila euro in meno per l'Ogliastra, un milione 374 mila per Olbia Tempio, quasi un milione e 800 mila in meno per il Medio Campidano. "La mobilitazione - ha detto Espa - parte dagli utenti: mille euro in meno sono 100 ore di assistenza tagliate a disabile. E chi si ritrova con 500 euro è destinato ad entrare in istituto, con costi decisamente maggiori per la collettività. Non bisogna inoltre dimenticare che la legge 162 ha permesso l'emersione dal lavoro nero: sono circa 14 mila i lavoratori impiegati grazie ai piani personalizzati". Espa ha pronto un emendamento al collegato alla finanziaria che nelle prossime settimane arriverà in Consiglio. "Chiediamo lo stanziamento di 28 milioni necessari per reintegrare di mille euro ciascuno dei progetti già approvati e finanziati: ci risulta che la Giunta abbia una sorta di tesoretto per nuove iniziative. Da lì proponiamo venga garantita la copertura ai piani personalizzati". In rappresentanza dell'Italia dei Valori è intervenuto il coordinatore regionale, Federico Palomba: "Siamo sensibili ad ogni intervento a sostegno dei più deboli - ha detto - e compatti nell'opposizione alla Giunta Cappellacci". Radouan Ben Amara (Comunisti italiani) ha proposto "un sit in davanti al palazzo della Regione, con i disabili e le associazioni", mentre Massimo Zedda (Sinistra ecologia e libertà) ha sottolineato le difficoltà dei comuni " che non hanno risorse per integrare i fondi per l'assistenza tagliati dalla Regione". esp


30 dicembre 2009

Scuola, ESPA: ora la Gelmini sta iniziando a pagare i danni fatti agli alunni con disabilità sardi e alle loro famiglie

Comunicato stampa

ESPA (PD): Il TAR condanna la Gelmini al risarcimento del danno nei confronti degli alunni sardi con disabilità. Subito un Fondo Regionale di assistenza legale a loro sostegno. L'assessore Baire si schieri apertamente senza se e senza ma a difesa dei bambini sardi con disabilità, contro la riforma Gelmini, non possono essere solo i tribunali ad intervenire.

 

E' notizia di oggi che il TAR LAZIO – dando ragione ai ricorsi dell'Avv. Riccardo Caboni  - ha riconosciuto il diritto di tre bambini con disabilità delle scuole elementari sarde ad ottenere non solo l'aumento delle ore illegittimamente tagliate ma anche il risarcimento del danno subito per l'inadeguato numero di ore di sostegno che è stato illegittimamente attribuito, nonostante la sua effettiva esigenza certificata.

          Il giudice amministrativo, infatti, non solo ha restituito in via d'urgenza l'insegnante di sostegno agli alunni aventi diritto ma addirittura ha condannato il Ministero a risarcire i danni per il periodo di illegittima riduzione delle ore spettanti.
 
Per la prima volta in Italia, inoltre, è stato riconosciuto il danno esistenziale anche ai genitori. Infatti il ministero è stato condannato ad un risarcimento di 4000 euro per ciascuno, oltre al pagamento delle spese processuali.
 
"I tribunali continuano a dar ragione alle famiglie sarde e di tutt'Italia- dichiara Marco Espa, consigliere regionale primo firmatario dell'ODG per la sospensione degli effetti della Riforma Gelmini in Sardegna - complimenti all'avvocato e alle famiglie per questa vittoria, fatta con loro grandi sacrifici, che apre una strada per tutti. Ora intervenga anche la Corte dei conti per colpire chi, ministro o funzionari ministeriali, hanno sbagliato e chiedere la restituzione dei soldi che lo Stato deve giustamente versare come indennizzo alla famiglie a causa di questa sciagurata riforma. Continuo a chiedere che l'assessore Baire si schieri apertamente senza se e senza ma a sostegno degli alunni con disabilità che combattono (ed è assurdo, pazzesco, che i bambini con disabilità sardi siano costretti a questo)  per il loro diritto all'istruzione che è un diritto alla vita. Annulli con un provvedimento unilaterale l'accordo stato regione da lei sottoscritto, blocchiamo gli effetti della riforma Gelmini in Sardegna.
Da parte nostra presenteremo nel prossimo collegato alla finanziaria in discussione in consiglio regionale un emendamento per la costituzione di un fondo regionale per l'assistenza legale alle famiglie. I ricorsi al Tar costano, molte famiglie non possono permettersi i ricorsi, e se la giustizia deve essere giusta  i diritti vanno sostenuti, in attesa che la famigerata riforma venga abbandonata"



29 dicembre 2009

Discorsi attorno la povertà

Un interessantissimo articolo di Aide Esu pubblicato su www.sardegnademocratica.it .
Leggilo cliccando qui  e qui sotto vedi il mio commento al dibattito apertosi sul sito.

--------------------------------

Discorsi intorno alla poverà, di Aide Esu
contributo di Marco Espa

24/12/2009 11:21
Le riflessioni di Aide (che condivido fortemente per la "filosofia pratica" che sottointende, in particolare i tre capisaldi citati all'inizio dell'articolo, che sono e rimangono la via maestra per tutte le politiche di inclusione che vogliono partire da non discriminazione e pari opportunità, rispetto dei diritti umani) mi fanno venire in mente tanti discorsi che hanno attraversato la politica del centrosinistra in questi ultimi anni. Sarò un po' prolisso ma qui c'è spazio...e mi discosto un pò dal suo ambito.
Parto dalla mia esperienza personale, non ne posso fare a meno, il privato è pubblico... come nel '68! Ho deciso di impegnarmi in politica attiva, nei partiti per dire meglio, quando nel 1999 ad un convegno su questioni intorno alla disabilità ho sentito un consigliere regionale dire ad un gruppo di persone con disabilità " Questo te lo fatto avere io, la carrozzella te lo data io, il terapista te lo fatto avere io, a te ti mando in istituto io ecc. ecc." Un'umiliazione che era chiaramente l'humus di un sistemo consolidato di potere. La rabbia e lo scandalo per me era così irrefrenabile che ho dovuto sfogarlo ... nell'impegno istituzionale!

Dico questo perchè venivo da una lunga esperienza associativa, un movimento democratico regionale e nazionale, di persone con gravi disabilità e loro familiari che della propria pelle volevano decidere il loro futuro, sentivano forte l'esigenza un processo di autodeterminazione contro ogni forma di pietismo, assistenzialismo, commiserazione. Volevamo partire dal riconoscimento dei diritti, dal voler uscire da una situazione di esclusione sociale per abbattere gli stereotipi e combattere le forme di stigmatizzazione. Ci piaceva condividere, le responsabilità, non essere oggetti di attenzione da parte di alcuno, coprogettare i nostri percorsi. Avere pari opportunità, poter avere individualmente e collettivamente la possibilità di essere una risorsa, trasformare le politiche che ci riguardavano da assistenzialistiche a caratterizzate per il rispetto dei diritti umani di ciascuno e di tutti. Abbiamo promosso e messo in campo, facendo arrabbiare chi ci voleva rinchiusi negli istituti, alimentando il solito florido business sulle persone rinchiuse, tutta la questione dei progetti personalizzati coprogettati con gli enti locali, dove per la prima volta un intervento sociale di sostegno deve essere cofirmato dall'Istituzione e dall'utente, pena la sua nullità.

Ecco, di tutte queste cose che cito non per vanagloria ma ? per permettermi di dire che ancora qualcuno delle grandi menti del centrosinistra isolano mi si rivolge come " sei il ******** della sinistra, bravo, ti "occupi" dei disabili, senti conosco uno che ha un figlio con problemi, non è che me lo fai ricoverare da qualche parte che è meglio per tutti? " In questi ultimi anni, su queste cose, molte cose sono cambiate in meglio. In particolare in Sardegna rispetto all'Italia. Ma ancora, quando si parla di sociale, ognuno è autorizzato a dire quello che vuole, siamo fintamente tutti esperti perche in realtà non ci interessa, abbiamo subbapaltato, di queste cose se ne occupa lui, non vogliamo entrarci tranne quando si tratta di riscuotere il conto elettorale, non distinguiamo il diritto di una persona pur in difficoltà di vivere il suo territorio, la sua comunità con la possibilità di chiuderlo in una struttura. E lasciamo spazio all'assistenzialsmo di maniera.

In consiglio regionale, durante l'ultima finanziaria, si contavano sulle dita gli interventi riguardanti le politiche del lavoro piuttosto che quelli sul risanamento dei conti, tutti molto precisi e scientificamente inoppugnabili, ma quando iniziavamo a parlare sul merito delle politiche sociali, tutti divengono esperti, ognuno dice quello che vuole, strumenti di analisi non ne utilizza nessuno, si confondono politiche per il sostegno alle persone e alle famiglie con le misure assistenzialistiche per i senza reddito, pietà, carità, ma insomma (la maggioranza ci dice) non abbiamo i soldi per poter coprire i problemi di tutti i casi pietosi che vengono manifestati... il sociale uguale casi pietosi o buon cuore.

Per questo, pensando a casa mia, alle proposte che devono venire dal centrosinistra, la nostra visione non può che essere "sociale", civile. Anche quando parliamo di situazioni estreme, di povertà come di esclusione sociale, dobbiamo sempre partire dai bisogni coniugati con i diritti dei cittadini, non dagli interessi economici o politici di qualcuno, non con il senso di fastidio che Aide ha ricordato vedendo gesti di stizza contro persone in stato di povertà.

Sociale non è una parolaccia. Ancora oggi esistono in Sardegna nel centrosinistra i salotti buoni dove poche persone credono di determinare ciò che è "cool" per le strategie future di sviluppo per la Sardegna? Qualcuno crede che parlare di sociale significa occuparsi di servizi sociali. E' il grande errore in cui cadiamo spesso come centrosinistra. Una mia amica ex deputato della sinistra storica al parlamento mi ha ricordato ancora: mi dicevano che devo lasciar perdere il sociale, non importa a nessuno, non andrai da nessuna parte. Permane ancora questa mentalità? Abbiamo un'arma di riscatto potentissima e non la sfruttiamo.Credo che sociale e sviluppo vanno coniugati assieme. La Sardegna è allo sbando per quanto riguarda la coesione sociale e ha paura del futuro. Le persone sono più sole, le relazioni diminuiscono, l'emergenza apre strade all'arrangiarsi e alla disperazione di chi poi segue il politico del "ci penzu deu".

Credo che la visione sociale dello sviluppo e dell'economia parte innanzitutto dal rafforzamento e dall'aumento della qualità delle relazioni tra i cittadini e con la loro amministrazione. Solo un esempio: gli anziani si sentono sicuri non se vedono aumentare il numero dei vigilantes sul territorio ma se sanno di poter contare su diritti di cittadinanza che assicurano la presenza capillare di negozi e servizi sul territorio o su un comune che piuttosto che proporre in caso di non autosufficienza lo sradicamento in un istituto garantisce il suo intervento nella propria casa. Senza strumenti reali di partecipazione sociale dei cittadini non si potrà mai più fare un Piano Urbanistico ambientale, un Bilancio comunale, un Piano sociale, un parcheggio, il ripascimento del Poetto (che infatti è stato un disastro).

Questa è la visione di una "Sardegna Sociale", la cui priorità è la costruzione di una società più coesa, più forte ed equilibrata in tutti i campi. Una coesione che genera il capitale sociale requisito indispensabile per far crescere la comunità e creare le condizioni anche per la competitività e lo sviluppo del sistema economico regionale e urbano. E poi, per dare cittadinanza a tutti, chiamiamola la prima opera sociale...cambiare la macchina amministrativa, rivoluzionarla. Basta con la politica de "is amigus", da tutte le parti. Penso al comune di Cagliari, dove la cultura amministrativa è totalmente permeata dal ruolo politico dei dirigenti, un non senso sia politico che amministrativo. Altro che separazione delle funzioni. (tra parentesi Cagliari è un tema che deve essere prioritario nell'agenda politica dell'intero centrosinistra sardo, se non affrontiamo pubblicamente i perchè del nostro mancato radicamento in città non cambieremo stabilmente le sorti della Sardegna).

Ci dobbiamo rendere conto che la rivoluzione deve coinvolgere e formare una vera e nuova classe dirigente pubblica, moderna, che, oltre che della legalità, della relazione e della resa del conto faccia il senso stesso della sua professionalità. La rivoluzione procede orizzontalmente.

20 dicembre 2009

L’aiuto ai disabili? «Pagheranno i Comuni»

DOMENICA, 20 DICEMBRE 2009 Pagina 9 - la Nuova Sardegna
Il Pd: «A rischio i programmi di assistenza per le persone non autosufficienti»

CAGLIARI. «Il Fondo regionale per la non autosufficienza non è in grado di soddisfare la domanda e occorrono altri 24 milioni di euro, oltre a quelli previsti in Finanziaria». Il Pd ribadisce la sua posizione sul Fondo per la disabilità.
La denuncia è stata fatta dai consiglieri del Pd, Mario Bruno, Marco Espa e Pier Luigi Caria. «La mancata copertura nella Finanziaria di tutti i programmi personalizzati di assistenza in famiglia delle persone con grave disabilità la pagheranno in prima persona i Comuni, già alle prese con le ristrettezze di bilancio e incaricati di erogare i contributi», sostiene Marco Espa. Il Pd stima in almeno settemila il numero di coloro che vedranno respinta la domanda. Nel disegno di legge collegato alla manovra 2010, l’opposizione ribadirà la richiesta di aumentare i fondi di almeno 24 milioni di euro. In alternativa, ma sarebbe una soluzione pur sempre limitativa, il rischio è che per ogni paziente vengano ridotte le ore di lavoro degli operatori che sono circa 12.000. I tre consiglieri del gruppo pd, Bruno, Espa e Caria, hanno sollecitato, infine, un controllo serrato sulle modalità con cui operano le commissioni che certificano gli stati di grave disabilità, a dimostrazione che qualcosa, benchè non sia provata, non sembri funzionare per il verso giusto: «Devono essere serie e molto severe». Un’altra proposta riguarda l’estensione della durata dei programmi di assistenza, da uno a due anni, che - ha concluso Marco Espa - sono un modello tutto sardo già imitato altrove.
R. R.

18 dicembre 2009

Finanziaria 2010 e i tagli ai progetti personalizzati: il Pd chiede altri 24 milioni per copertura del Fondo per le disabilità grave


Cagliari, 18 dicembre 2009 - Il Fondo regionale per la non autosufficienza non è in grado di soddisfare la domanda e occorrono altri 24 milioni di euro oltre a quelli previsti in Finanziaria. La denuncia è dei consiglieri del Pd Mario Bruno, Marco Espa e Pier Luigi Caria, che nel corso di una conferenza stampa hanno ricordato come nel corso della discussione in Aula un apposito emendamento delle opposizioni è stato rigettato. “Ma lo riproporremo quando discuteremo il collegato alla Finanziaria”, ha già preannunciato Marco Espa.
Come ha ricordato Mario Bruno, introducendo la conferenza stampa, i piani personalizzati per l’assistenza dei portatori di handicap gravi erano stati uno dei pilastri dell’azione della precedente maggioranza. Oggi non si stanziano fondi sufficienti per l’intero fabbisogno: rischiano di restare senza assistenza 9 mila non autosufficienti, con tutte le consguenze sulle famiglie e sui Comuni in quanto i finanziamenti vengono assegnati ad essi.
Marco Espa ha ricordato che la legge 162 è stata una legge-gioiello a favore delle famiglie che hanno a loro carico persone con disabilità gravi. Una legge oltretutto, ha aggiunto Espa, che ha consentito anche l’emersione di tanto lavoro nero, perchè i piani di assistenza necessitano di personale qualificato. “Non deve esistere –ha detto Espa- che qualche persona che ha bisogno possa restare fuori dai piani di assistenza”. Di sicuro non ci arrendiamo, ha proseguito e in occasione del “Collegato” riproporremo l’emendamento.
Con strumenti così importanti –ha detto Pier Luigi Caria- servono risposte celeri, e le politiche sociali sono importantissime. Per questo preoccupa la razionalizzazione della spesa se questa limita i piani di assistenza e di fatto ostacola il programma del “ritorno a casa” di migliaia di non autosufficienti. “Oggi la copertura finanziaria non c’è e daremo battaglia”.
(lp)Ufficio Stampa Consiglio Regionale -

POL:FINANZIARIA 2009-12-18 11:00
FINANZIARIA: PD,COMUNI SUBIRANNO INCOMPLETO AIUTO A DISABILI
CAGLIARI
(ANSA) - CAGLIARI, 18 DIC - La mancata copertura in finanziaria di
tutti i programmi personalizzati di assistenza in famiglia delle
persone con grave disabilità la pagheranno in prima persona i
Comuni, già alle prese con le ristrettezze di bilancio e incaricati
di erogare i contributi. E' la convinzione del consigliere regionale
del Pd, Marco Espa.
Espa stima in almeno 7000 il numero di coloro che vedranno respinta
la domanda. Nel ddl collegato alla Manovra 2010, l'opposizione
ribadirà la richiesta di aumentare i fondi di almeno 24 milioni di
euro. In alternativa, ma sarebbe una soluzione pur sempre
limitativa, il rischio è che per ogni paziente vengano ridotte le
ore di lavoro degli operatori che sono circa 12.000. Espa, insieme
col capogruppo Mario Bruno e al consigliere Pier Luigi Caria,
chiedono, inoltre, un controllo serrato su come operano le
commissioni che certificano gli stati di grave disabilità, a
dimostrazione che qualcosa, benché non sia provata, non sembri
funzionare per il verso giusto: "Devono essere serie e molto
severe". Un'altra proposta riguarda l'estensione della durata dei
programmi di assistenza, da uno a due anni, che, si ribadisce, sono
un modello tutto sardo già imitato altrove. (ANSA).

(AGI) - Cagliari, 18 dic. - Sono iniziati poco prima delle 11, con il giuramento del nuovo assessore regionale all'Industria, Sandro Angioni, i lavori del Consiglio regionale. All'ordine del giorno le dichiarazioni - con successivo dibattito - del presidente della Giunta, Ugo Cappellacci, sul trasferimento dei fondi Fas per la Sassari-Olbia. Prima della seduta i consiglieri Pd, Mario Bruno, Marco Espa e Pierluigi Caria, hanno denunciato ancora una volta il taglio all'assistenza a circa 9.000 disabili sardi, che hanno presentato domanda per i piani personalizzati. "E' vero", ha detto Bruno, "che la finanziaria ha aggiunto fondi, ma questi non coprono le domande di assistenza. Riproporremo in sede di collegato gli emendamenti che ci sono stati bocciati nel corso della manovra finanziaria". Espa ha chiarito che si tratta di "difendere un diritto, la legge 162 e' un patrimonio di tutti e una conquista delle famiglie, che ha permesso di regolarizzare decine di migliaia di lavoratori che operano nell'assistenza. Tenere una persona disabile in famiglia puo' costare 14 mila euro all'anno; esser costretti a ricoverarla in una Rsa costa fino a 4.000 euro al mese. Rischiamo, tra l'altro, di caricare ulteriori costi sui comuni". Espa ha quindi elencato le proposte del Pd: "Sicuramente nel collegato chiederemo un inserimento di 24 milioni, per coprire anche le richieste di chi ora e' tagliato fuori dall'assistenza. Vogliamo, poi, che i piani siano finanziati per biennio e non annualmente, che la Regione ne monitori l'attuazione, che ci sia un controllo delle commissioni, velocita' nella spesa e il coinvolgimento della commissione consultiva prevista dalla legge. Infine, chiediamo che si faccia la Conferenza regionale delle disabilita'". Una verifica puntuale "sui tempi di risposta alle persone"e' stata sollecitata anche da Pierluigi Caria, che ha puntato l'attenzione sulla situazione all'interno dell'assessorato alla Sanita'. "Il cambio di direzione generale delle Politiche sociali", ha detto l'esponente del Pd, "non ha certo favorito il lavoro sul sociale. Quanto al risparmio della spesa, su cui l'assessore La Spisa ha impostato la finanziaria, non si vuol capire che finanziare di piu' l'assistenza nel sociale consente di risparmiare nel sanitario". (AGI) Cli/Rob

CONSIGLIO REGIONALE: CONFERENZA STAMPA PD PER SOSTEGNO PERSONE CON DISABILITA'

(AGI) - Cagliari, 18 dic. - Sono iniziati poco prima delle 11, con il giuramento del nuovo assessore regionale all'Industria, Sandro Angioni, i lavori del Consiglio regionale. All'ordine del giorno le dichiarazioni - con successivo dibattito - del presidente della Giunta, Ugo Cappellacci, sul trasferimento dei fondi Fas per la Sassari-Olbia. Prima della seduta i consiglieri Pd, Mario Bruno, Marco Espa e Pierluigi Caria, hanno denunciato ancora una volta il taglio all'assistenza a circa 9.000 disabili sardi, che hanno presentato domanda per i piani personalizzati. "E' vero", ha detto Bruno, "che la finanziaria ha aggiunto fondi, ma questi non coprono le domande di assistenza. Riproporremo in sede di collegato gli emendamenti che ci sono stati bocciati nel corso della manovra finanziaria". Espa ha chiarito che si tratta di "difendere un diritto, la legge 162 e' un patrimonio di tutti e una conquista delle famiglie, che ha permesso di regolarizzare decine di migliaia di lavoratori che operano nell'assistenza. Tenere una persona disabile in famiglia puo' costare 14 mila euro all'anno; esser costretti a ricoverarla in una Rsa costa fino a 4.000 euro al mese. Rischiamo, tra l'altro, di caricare ulteriori costi sui comuni". Espa ha quindi elencato le proposte del Pd: "Sicuramente nel collegato chiederemo un inserimento di 24 milioni, per coprire anche le richieste di chi ora e' tagliato fuori dall'assistenza. Vogliamo, poi, che i piani siano finanziati per biennio e non annualmente, che la Regione ne monitori l'attuazione, che ci sia un controllo delle commissioni, velocita' nella spesa e il coinvolgimento della commissione consultiva prevista dalla legge. Infine, chiediamo che si faccia la Conferenza regionale delle disabilita'". Una verifica puntuale "sui tempi di risposta alle persone"e' stata sollecitata anche da Pierluigi Caria, che ha puntato l'attenzione sulla situazione all'interno dell'assessorato alla Sanita'. "Il cambio di direzione generale delle Politiche sociali", ha detto l'esponente del Pd, "non ha certo favorito il lavoro sul sociale. Quanto al risparmio della spesa, su cui l'assessore La Spisa ha impostato la finanziaria, non si vuol capire che finanziare di piu' l'assistenza nel sociale consente di risparmiare nel sanitario". (AGI) Cli/Rob

10 dicembre 2009

FINANZIARIA: ESPA (PD), A RISCHIO ASSISTENZA A 9.000 PERSONE CON DISABILITA'

Cagliari, Consiglio Regionale, 10 dic. - Il Pd, insieme a tutte le forze politiche del centrosinistra, ha presentato due emendamenti all'articolo 4 (interventi a favore delle politiche sociali e per l'occupazione) del testo di legge finanziaria per incrementare il fondo regionale per la non autosufficienza e per stanziare mezzo milione di euro per finanziare percorsi formativi per assistenti da impiegare nell'assistenza domiciliare per i malati di sla. "Circa 9.000 persone non autosufficienti, per la prima volta negli ultimi dieci anni, rischiano di rimanere senza la copertura economica per i piani di assistenza personalizzati", spiega il consigliere del Pd, Marco Espa. "Quest'anno sono state presentate oltre 28.000 richieste di finanziamento dei piani personalizzati, ma ci sono i fondi soltanto per 20.000. Le altre rischiano di rimanere senza assistenza. Stimiamo che oltre 600 persone fra queste si trovino in condizioni di grave disabilita. In alternativa tutti coloro che hanno da anni ottenuto il finanziamento dei progetti personalizzati, potrebbero subire tagli addirittura del 40% ai loro progetti in corso e ciò è fortemente assurdo e discriminatorio, in una Regione dove si trovano subito i soldi (centinaia di milioni) per ripianare i deficit per tutte le aziende sanitarie private e pubbliche '". L'emendamento, in particolare, stanzia 74,5 milioni per finanziare i programmi personalizzati a favore di persone con grave disabilita' e intende dotare di 174,3 milioni di euro il fondo per la non autosufficienza. Analogo emendamento era stato presentato in Commissione bilancio dal Presidente della Commissione Sanità Contu (UDC) ma la Giunta aveva espresso parere negativo. Dopo una accesa discussione in aula gli emendamenti sono stati bocciati dalla maggioranza di centrodestra.
L'altro emendamento, invece, risponde a una delle richieste avanzate dai malati di Sla sardi, anche attraverso la protesta di Salvatore Usala, componente della commissione regionale sulla sla, che il mese scorso aveva anche fatto lo sciopero della fame assieme ad altri malati. (AG) Rob

18 novembre 2009

Espa (Pd): difendiamo il Microcitemico e il suo prezioso lavoro di eccellenza

L'appello dello scienziato Antonio Cao che, con responsabile preoccupazione, raccomanda alla politica di non rovinare la storia di eccellenza dell'ospedale Microcitemico di Cagliari viene fatta propria dal vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale Marco Espa (PD).
"Non condivido l'idea che per razionalizzare si metta a rischio un'esperienza di cura e ricerca riconosciuta in ambito internazionale rappresentata dal presidio dell'ospedale Microcitemico di Cagliari. Lo dico stando dalla parte non solo degli scienziati che lì ci lavorano, ma anche da quella della voce dei malati che hanno ottenuto grandi benefici in questi anni di attività.
Penso alla grande preoccupazione dei talassemici per il loro futuro, le persone colpite da malattie rare, così come penso alle vibrate proteste dei genitori dei bambini leucemici che temono per il futuro dei propri figli.
Ricordo che la Legge di Riforma approvata in Consiglio Regionale è stata voluta con un emendamento senza nessuna preventiva discussione dell'organo consiliare preposto: la Commissione Sanità.
Per questo è doveroso prima di qualunque piano di accorpamento tra il Microcitemico e il Brotzu sentire gli operatori professionali, gli scienziati, e in particolar modo, i pazienti, i loro familiari e le loro associazioni.
Non si potrà spazzare per esigenze di razionalizzazione una pagina così importante della storia della sanità sarda di grande crescita e miglioramento.
Queste e altre domande farò al commissario dell'Azienda Brotzu in audizione domani in commissione al Consiglio Regionale.

17 novembre 2009

Il Betile, il Maxxi e Zaha Hadid. Come Cagliari ha perso la grande occasione.


Habemus MAXXI, cosi scrive entusiasticamente nei giorni scorsi "il Giornale" di Vittorio Feltri nel decantare "l'emozione senza pari" nel percorrere l'interno dell'ultima realizzazione di uno dei più grandi architetti contemporanei viventi, il premio Pritzker Zaha Hadid. Il MAXXI di Roma, lo straordinario museo dell'arte contemporanea che sarà aperto al pubblico a marzo del 2010. Ma gli attuali amministratori capitolini, sindaco, assessori, rigorosamente di centrodestra, non si sono persi l'occasione di fare una entusiastica preapertura solo per la stampa, plaudendo coralmente insieme al ministro Bondi all'ultimo capolavoro dell'iraniana che renderà ancora più bella la città eterna. Poco giustamente gli importa che il progetto proviene da amministrazioni comunali e nazionali del centrosinistra che li hanno preceduti. Si godono, e fanno bene, la bellezza delle cose che valgono, che rimangono nel tempo. A Cagliari invece, molti dei nostri amministratori del centrodestra comunali e regionali, in Regione e in Comune ci sono andati giù duro contro la straniera usurpatrice per il Museo del Betile, fino ad affossarlo insieme al master plan per Sant'Elia da 220 milioni di euro e 1200 posti di lavoro, gia firmato da Soru e il sindaco che poi fece marcia indietro, tutti presi nella indecorosa propaganda elettorale antisoriana, senza guardare la bellezza delle cose. "Vogliamo gli ingegneri sardi, volete stuprare il paesaggio di Cagliari con l'ecomostro del Betile di una improbabile archistar", ci hanno detto. Ditelo ora a Bondi, Alemanno, Feltri. Il Betile poteva essere il riscatto di Sant'Elia, il primo passo verso l'integrazione della zona più emarginata di Cagliari. Pensiamo per esempio a Bilbao, una città che dopo una fase di declino legato alla crisi delle sua economia industriale, ha ricostruito una propria vocazione e un percorso di crescita e di nuova immagine internazionale. Non c'è dubbio che il rilancio di Bilbao abbia trovato una rappresentazione, a livello locale e internazionale, nell'immagine del museo Guggenheim realizzato da Frank Gehry, una delle architetture contemporanee più note in tutto il mondo. Una grande opera architettonica – e un sapiente marketing urbano – hanno riscattato Bilbao dal rischio di marginalizzazione e declino. Invece a Cagliari, dopo aver scempiato il Poetto con il ripascimento, pensavano a fare propaganda, non al benessere dei cittadini. Una grande occasione di sviluppo per Cagliari e per la Sardegna persa vergognosamente. Complimenti, ne siete gli unici responsabili.






per

14 novembre 2009

E’ INAUDITO, il processo breve....ed altre storie

condivido totalmente e sottoscrivo quest'articolo di Letizia de Torre, e quindi... lo pubblico!

Marco Espa

-------

Vi è una reale urgenza di ridare dignità al sistema giudiziario italiano, ricostruendo la piena fiducia nel terzo pilastro del nostro Stato democratico, anche attraverso 'la ragionevole durata' (Art. 111 della Costituzione) e la certezza dei procedimenti. Ma è scellerato pensare di farlo con una legge retroattiva che ha finalità privata. E' inaudito che un Paese sia tenuto in scacco dai processi giudiziari del suo premier. E' inaudito che un Parlamento sia costretto ad occuparsi di un disegno di legge che ha conseguenze nefaste per tanti cittadini e per il sistema della giustizia. E' inaudito che come società civile non riusciamo a reagire come si deve: tanto questa si manifesta come una legge per il popolo che ci imbarazza scoprire l'ennesima distorsione del diritto. Qualcuno alza la voce, a dire il vero, basti pensare all'appello di febbraio lanciato da Libertà e Giustizia e alla marea di iniziative sui blog. Ma non basta. Il nodo è politico: altro che reintrodurre l'immunità! è scandaloso solo pensarlo. In questo tempo di decadenza della politica (da 'fine Impero'… e quello romano non ha fatto una gran fine, occupato com'era tra orge e tradimenti), "noi abbiamo semplicemente perso la politica, perché le istituzioni e la politica sono state occupate dagli affari e dagli interessi privati. E quindi è il privato che ha sostituito il pubblico". Sono parole del procuratore di Palermo Ingroia che va oltre, sostenendo che è in corso un processo di "mafiosizzazione": "lo vediamo, lo vediamo ogni giorno e quello che più ci preoccupa è quello che ha fatto sì che non solo degli interessi privati hanno invaso le istituzioni spazzando via la politica nel senso più nobile del termine e ha fatto sì che anche interessi squisitamente criminali sono entrati e hanno invaso anche le istituzioni….Credo che non sia tempo di neutralità. Credo che sia tempo di schierarsi dalla parte della Verità e della Giustizia" (leggi tutto). E la politica sana (che non è poca ed è anch'essa contagiosa) non può che scegliere una posizione eroica, non solo di estrema trasparenza, ma di convinta testimonianza. A noi che facciamo politica è richiesto, in altre parole, non solo di rispettarla la legge, ma di 'incarnarla' la legge, di essere 'legge viva', di dare il senso a tutti della necessità della verità; e della giustizia. Non è una questione di morale: è una scelta tra la vita o la morte di un popolo. Sento così quando sono seduta in Parlamento, ma vorrei sapere che cosa sentite voi.

di Letizia de Torre, deputato al Parlamento


8 novembre 2009

Tutti mobilitati per l’autistico

Genio senza interprete. Nuovi impegni della scuola, della Provincia,
dell'Asl e della Regione
Avviato a soluzione in Gallura il caso dello studente disabile
PIER GIORGIO PINNA - DOMENICA, 08 NOVEMBRE 2009 Pagina 6 - La Nuova Sardegna
________________________________
 OLBIA. Tutti mobilitati per l'assistenza al ragazzo autistico.
Scuola, Provincia, Regione, operatori privati scendono in campo.
L'obiettivo è aiutare L., lo studente disabile che frequenta la prima
in un istituto della Gallura e che in 3ª media è stato promosso con
ottimi voti. Come fare? Estendendo il sostegno in classe per più ore
al giorno, con un assistente-interprete capace di assicurare le
comunicazioni tra i docenti e l'alunno. Manca una decisione, ma
all'indomani dell'allarme lanciato dai genitori e dall'associazione
Abc si va verso soluzioni definitive.
 Il preside dell'istituto frequentato da L. intanto chiarisce che
l'interesse da parte della scuola è stato forte sin dal primo giorno
di lezioni. Da subito, puntualizza, è stata «resa disponibile la
figura dell'insegnante di sostegno nella misura massima possibile: 18
ore settimanali, con un rapporto 1/1». «Per facilitare l'adattamento
nel nuovo gruppo, su delega della Provincia, si è fatto un contratto
con un'assistente "esperta" di comunicazione facilitata, per 6 ore
settimanali - prosegue - La mamma dello studente ha poi avuto
molteplici colloqui individuali con me, con i singoli insegnanti e con
il docente di sostegno, tutti finalizzati a consolidare i rapporti
scuola-famiglia improntati a correttezza e fiducia reciproche».
 Il capo d'istituto ricorda come lo studente, «per problemi legati al
suo stato di salute», frequenti «le lezioni per circa due ore e mezza
al giorno trovando sempre accoglienza e assistenza concrete». «La
mamma aspetta fuori dalla scuola o fa altro non per aiutare i docenti
(gli insegnanti hanno richiesto il suo intervento una sola volta, per
un particolare stato d'agitazione di L.), ma per evitare più viaggi
dal domicilio alla sede scolastica e viceversa», osserva quindi il
preside replicando alla madre, che considera invece la sua presenza
assolutamente necessaria in questa fase d'insufficiente assistenza. Il
preside ricorda come il tempo di osservazione delle potenzialità duri
di norma due mesi e «deve concretizzarsi in un "Profilo dinamico
funzionale" per la definizione del "Piano educativo personalizzato"».
«Ma in questo caso manca, purtroppo, la figura specialistica fornita
dall'Asl che, sino a oggi, non ha ancora dato risposta alle tante
richieste della scuola», spiega ancora il preside. «Il nostro istituto
ha sempre avuto con gli studenti disabili e le famiglie rapporti di
massima collaborazione e fiducia reciproca, fondati sulla solidarietà
per l'integrazione effettiva - è la conclusione - E così sarà anche in
questo caso». Sull'intera questione giovedì c'è stata una riunione del
consiglio di classe e durante l'incontro la madre del genio autistico
ha potuto esporre quali sono le effettive esigenze del figli.
 Sulla vicenda ha presentato un'interrogazione in consiglio regionale
Marco Espa. «Dove sono finiti i 5 milioni previsti in Finanziaria per
l'aiuto ai disabili nelle scuole sarde?», chiede l'esponente pd, primo
firmatario del documento, sottoscritto dai consiglieri Giuseppe Cuccu,
Pierluigi Caria, Mario Bruno, Valerio Meloni, Gavino Manca. «Dopo i
tagli agli insegnanti di sostegno fatti dal ministro Gelmini ci manca
solo l'insufficienza dell'apporto degli assistenti alla
comunicazione», affermano Espa e i colleghi. Spiegando come sia «un
diritto previsto dalla Legge 104, non una gentile concessione»,
affrontare il percorso di studi con queste integrazioni.
 La mamma di L. ha intanto fatto domanda per rendere più efficiente
l'area-studio domestica del figlio, con sintetizzatori vocali e altri
apparati idonei, per un letto con doghe particolari e per migliorare
l'autonomia gestionale in casa. L'Asl Gallurese ha già fatto un
sopralluogo e le verifiche. «Dal momento che il progetto è stato
finanziato, dobbiamo adesso attendere semplicemente che la pratica
vada a buon fine - ha aggiunto la donna - Per il resto aspettiamo solo
che le ore dell'assistente scolastica vengano integrate».
 La storia di L. rimbalza intanto a Roma. Sostenendo che Mariastella
Gelmini non crea parità di condizioni per tutti a scuola, due tra le
più grosse federazioni che fanno parte della Consulta ministeriale
dell'Osservatorio per l'integrazione, la Fish e la Fand, minacciano di
abbandonare quest'organismo. Soprattutto se non ci saranno tra breve
risposte su questo e altri casi.

5 novembre 2009

L'assistenza alla comunicazione è un diritto e non una gentile concessione

da Superando.it
 
Eppure in Sardegna - nonostante la Legge Finanziaria Regionale abbia previsto fondi specifici - le ore di questa forma di assistenza garantita per legge agli studenti con disabilità, sono assai poche e provocano "situazioni limite" come quella di Tempio, da noi segnalata nei giorni scorsi, con la madre di un ragazzo autistico costretta a rimanere seduta tutto il giorno sui gradini della scuola, per poter spiegare all'occorrenza cosa il figlio vuole comunicare. Su tali problemi è stata presentata un'interrogazione in Consiglio Regionale all'assessore alla Pubblica Istruzione

«Il genio autistico senza interprete». «Manca l'assistente, a Lorenzo è negato il diritto allo studio». Sono solo due dei titoli apparsi sui giornali e riferiti al caso del ragazzo con autismo di Tempio, in Sardegna, la cui madre è costretta a rimanere seduta tutto il giorno sui gradini della scuola per poter spiegare all'occorrenza cosa il ragazzo vuole comunicare, a causa dell'insufficiente assistenza scolastica (solo sei ore), pure prevista dalle leggi.
Sulla vicenda - segnalata nei giorni scorsi dall'ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi) e ripresa dal nostro sito con l'articolo intitolato Quando la scuola non è per tutti (lo si può leggere cliccando qui) -  è stata depositata un'interrogazione in Consiglio Regionale Sardo (primo firmatario Marco Espa, insieme ai colleghi Giuseppe Cuccu, Pierluigi Caria, Mario Bruno, Valerio Meloni e Gavino Manca), ove in particolare si chiede conto all'assessore regionale alla Pubblica Istruzione Maria Lucia Baire che fine abbiano fatto i 5 milioni di euro previsti dalla Legge Regionale Finanziaria per il 2009 (Legge Regionale 1/09, articolo 3, comma 18), proprio per integrare i fondi necessari in questi casi (il testo integrale dell'interrogazione è disponibile cliccando qui).

«Dopo i tagli agli insegnanti di sostegno del ministro Gelmini - dichiara il consigliere regionale Marco Espa - ci manca ora solo l'insufficienza degli assistenti alla comunicazione! Ricordiamo però che questo è un diritto degli studenti previsto dalla Legge 104/92 e non una gentile concessione».
«È molto bello - continua Espa - ed è una conquista democratica e inclusiva della scuola sarda e italiana, che mentre trent'anni fa nessuno studente con grave disabilità superava le scuole medie, oggi anche nella nostra Regione centinaia di studenti affrontano il percorso delle superiori, molti dei quali con esiti positivi e alcuni, poi, con percorsi universitari importanti. Mentre quindi le scuole elementari e medie, finanziate dai Comuni tramite la Regione, sono storicamente abbastanza ben organizzate, mancano in particolare alle Province - che sono tenute ad assolvere alle funzioni per le scuole superiori - i fondi necessari per far fronte ai diritti dei nostri alunni sardi con disabilità grave. Infatti, conosciamo bene il caso del ragazzo della Gallura, ma la situazione è generalizzata in tutta la Sardegna, con segnalazioni da Sassari, Cagliari, Medio Campidano e dalle altre Province sarde. La Regione ha dunque il dovere di deliberare in materia perchè i fondi ci sono già, previsti dal nostro emendamento alla Finanziaria Regionale per il 2009, che mette in campo ben 5 milioni di euro da distribuire con Delibera di Giunta Regionale agli Enti Locali a integrazione dei fondi ordinari». E tuttavia la Delibera citata da Espa non si vede ancora e così gli studenti con disabilità - in particolare delle scuole superiori - sono costretti ad avere un servizio di cinque o sei ore alla settimana, assolutamente insufficienti come dimostrato nel caso di Tempio.
«Ne servirebbero almeno diciotto, di ore», conclude Espa, «e in ogni caso abbiamo già pensato a un ulteriore emendamento in proposito, sulla prossima Finanziaria Regionale per il 2010, per stanziare risorse adeguate ai diritti degli alunni con disabilità sardi». (S.B.)

Alla vicenda di Tempio citata nel presente articolo avevamo dedicato nei giorni scorsi il testo intitolato Quando la scuola non è per tutti, disponibile cliccando qui. Suggeriamo poi anche la lettura del testo intitolato L'assistente all'autonomia e alla comunicazione: adempimenti e funzioni, disponibile cliccando qui.
Ultimo aggiornamento (giovedì 05 novembre 2009 13:12)

Marco Espa: L'assistenza alla comunicazione è un diritto e non una gentile concessione

4 novembre 2009

DISABILI: INTERROGAZIONE PD, SUBITO DELIBERA REGIONE PER FONDI (AGI)

DISABILI: INTERROGAZIONE PD, SUBITO DELIBERA REGIONE PER FONDI
(AGI) - Cagliari, 4 nov. - Sei consiglieri regionali del Pd hanno presentato un'interrogazione alla Giunta sul caso del ragazzo autistico di Tempio Pausania, al quale non e' garantita adeguata assistenza a scuola per consentirgli di frequentare il primo anno delle superiori. La madre ha riferito di essere costretta a restare fuori dall'istituto per poter spiegare, quando necessario, agli insegnanti cosa suo figlio voglia comunicare. Il caso e' stato reso pubblico stamane dal quotidiano "La Nuova Sardegna". "Conosciamo bene il caso del ragazzo della Gallura", spiega il primo firmatario, Marco Espa. "Abbiamo segnalazioni da Sassari, Cagliari, Medio Campidano e da tutte le province sarde. la Regione ha il dovere di deliberare in materia, perche' i fondi ci sono gia', previsti nel nostro emendamento alla finanziaria 2009 che stanzia cinque milioni di euro da distribuire con delibera della giunta regionale agli enti locali a integrazione dei fondi ordinari". L'interrogazione e' firmata anche da Giuseppe Cuccu, Pierluigi Caria, Mario Bruno, Valerio Meloni e Gavino Manca. "Ma la delibera non si vede ancora", protesta l'esponente del Pd, preannunciando un emendamento alla prossima finanziaria per stanziare risorse adeguate a garantire i diritti degli alunni disabili. "Gli studenti con disabilita', in particolare delle scuole superiori, sono costretti ad avere un servizio di cinque o sei ore la settimana, assolutamente insufficienti, come dimostrato nel caso di Tempio, mentre ne servirebbero almeno 18".(AGI) Red-

approfondisci qui il caso http://www.abcsardegna.org/62_121_news_456.php

o qui http://www.superando.it/content/view/5192/116/