27 maggio 2011

Marco Espa, Giampaolo Diana, Marco Meloni (PD): ma non eravamo noi i comunisti cattivi?

Il candidato del centrodestra a Cagliari che si dichiara da sempre liberal-democratico cede con una caduta di stile alla dottrina liberale.

Lo fa quando propone interventi pubblici sul low cost mentre tutti gli aeroporti sardi sono in una situazione di grave rischio sanzioni dell'unione europea.

Lo fa quando pensa al 5 per mille invitando i cittadini a destinarlo al Comune, mettendosi in concorrenza con le meritorie associazioni di volontariato che vedrebbero private di pochi introiti che la liberalià dei cittadini cagliaritani le concede, ovvero di statalizzare ciò che invece nel più puro spirito liberale anglossassone i cittadini destinano al terzo settore e all'associazionismo. 

Lo fa con la scusa di internet libero a carico per milioni di euro delle casse comunali, in realtà attaccando senza alcun motivo, un'azienda di profilo nazionale che opera a Cagliari e impiega oltre 1500 persone. Che facciamo, li mandiamo tutti a casa? Uno statalismo che ci lascia stupefatti (ma non eravamo noi i comunisti cattivi?)

Evidentemente l'ansia delle promesse elettorali di Fantola rivela la difficoltà del centrodestra di acchiappare i consensi. Massimo Zedda invece continua a rivelarsi per quello che è: un serio riformista, moderato ma contro i moderatismi, nessuna promessa, nessun favore in cambio di voti. Una garanzia per tutti, anche per i più moderati in città.

Marco Espa (Pd)

Giampaolo Diana (PD)

Marco Meloni (PD)




20 maggio 2011

Salute Mentale: La Regione Sardegna copia le linee vecchie guida del Veneto e l’Assessore Liori non se ne accorge.



CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

Comunicato stampa del Vicepresidente della Commissione Sanità on. Marco Espa e del Capogruppo del PD on. Mario Bruno

Con preghiera di pubblicazione

Salute Mentale: La Regione Sardegna copia le linee vecchie guida del Veneto e l'Assessore Liori non se ne accorge. Ecco di seguito la prova. Ma chi governa la Sanità in Sardegna?

L'Assessore Liori copia e confermiamo che copia: dovrebbe prendere fiato prima di offrire repliche superficiali e generiche alla nostra interrogazione urgente (vedi il testo integrale su http://www.consregsardegna.it/XIVLegislatura/Interrogazioni/Irg0573.asp ) che riguarda un delicatissimo tema come il Trattamento Sanitario Obbligatorio. Rimane come è suo solito maldestramente a disquisire sul ruolo dei consiglieri regionali di opposizione (invece di dare le risposte richieste, nelle forme istituzionali a lui dovute) e tenta una difesa d'ufficio totalmente smentita dai fatti (vedi tabella sotto con i testi paragonati Sardegna – Veneto). Oramai siamo abituati ai proclami inconsistenti di Liori: la riforma sanitaria sarà completata entro marzo, e siamo ancora qui ad aspettare con la sua maggioranza sempre spaccata e che lo attacca periodicamente, le legge 162 non ha subito alcun taglio , e mezza Sardegna è in rivolta per i danni subiti ad ogni progetto. Oggi smentisce ciò che è letteralmente evidente.  Ci faccia la cortesia di leggere il testo dell'interrogazione e approfondire le tematiche rappresentate, così da rispondere nel merito ai punti sollevati.

Le sue raccomandazioni sul TSO Trattamento Sanitario Obbligatorio (del 2011), a differenza di quelle della Conferenza Stato Regioni (del 2009) alla quale dice di ispirarsi, sono "decontestualizzate". Esse non si muovono assolutamente nel solco dell'azione promossa dalla Dirindin da lui curiosamente per una volta richiamata in positivo: non si riallacciano né fanno riferimento alcuno alla necessità di promuovere la presa in carico precoce delle persone da parte dei servizi, alla necessità dello sviluppo e della riorganizzazione dei servizi, alla necessità di abbattere i fattori di rischio per l'aggravamento dei disturbi mentali e per l'inevitabile ricorso al trattamento sanitario obbligatorio. Esse ricalcano invece, ma con due anni di ritardo, le indicazioni della Regione Veneto, che a differenza di altre regioni (tra le quali la Toscana alla quale l'Assessore Liori fa riferimento), non si è limitata a recepire le indicazioni della Conferenza, ma ha prodotto (nel 2009) le proprie. Ma il Veneto, a differenza della Sardegna, spiega almeno come è arrivato a produrle.

Nel frattempo la stessa conferenza delle regioni ha prodotto un documento sulla riduzione e prevenzione della contenzione (29 luglio 2010), documento del quale nella DGR della Regione Sardegna non si rileva traccia.

Sulla base di queste premesse sono state formulate le domande contenute nella interrogazione:

-        quali sono le strategie, i programmi, le azioni e i provvedimenti adottati o che si intende adottare per promuovere la qualità degli interventi per la salute mentale;

-        in che modo si intende agire per promuovere l'abbattimento del ricorso al TSO ed alle altre forme di coercizione;

-        quali realtà operative, sociali e sanitarie sono state coinvolte nella redazione delle linee guida sarde (ricordiamo a questo riguardo che le direttive sul TSO emanate dalla precedente Giunta Regionale su proposta dell'Assessore Dirindin, come correttamente riportato nella relativa delibera (DGR n. 51/41 del 20.12.2007), erano state commisurate alle necessità rilevate in Sardegna e pertanto elaborate con il contributo di rappresentanti degli operatori del 118, dei servizi di salute mentale e delle dipendenze, degli Enti locali, delle associazioni dei familiari);

-        quali valutazioni sullo stato della salute mentale in Sardegna, sulla operatività dei servizi hanno suggerito che le indicazioni elaborate dalla Regione Veneto potessero essere recepite, perfino nella forma espressiva e nella sintassi, dalla Regione Sardegna (si veda a questo riguardo, il confronto degli stralci riportati, a titolo di esempio, nel riquadro 1).

Ci attendiamo a questo riguardo le sue risposte alle nostre semplici domande. Ci spieghi anche eventualmente:

-        cosa non ha recepito dal Veneto, oltre alla ovvia diversa denominazione dei servizi;

-        cosa avrebbe recepito dalle altre regioni che non fosse già presente nel documento della Conferenza Stato - Regioni;

-        perché, nonostante la Conferenza Stato – Regioni disponga che "In fase applicativa le Regioni, e le Province autonome di Trento e di Bolzano, garantiranno, sul proprio territorio, una diffusa conoscenza di queste raccomandazioni e ne promuoveranno l'applicazione", raccomandazioni fondamentali del documento della Conferenza Stato - Regioni non siano presenti nella delibera della Regione Sardegna (si veda, a questo riguardo lo stralcio del Documento Stato – Regioni riportato nel riquadro 2),

Ma soprattutto, ci vuole spiegare l'Assessore dove va la Regione Sardegna in tema di interventi per la salute mentale? L'inerzia operativa in questo settore è allarmante. Liori ritiene a quanto pare di dover fare a meno dei saperi sociali dei diiretti interessati, delle loro famiglie e delle loro organizzazioni, la salute mentale ritorna qualcosa per soli "esperti":  un passo indietro funesto per le politiche di inclusione della Sardegna.

 

 

RIQUADRO 1

CONFRONTO DOCUMENTI  TSO

DGR Sardegna 2011

DGR Veneto 2009

Premessa

L'articolo 321 della Costituzione Italiana, garantisce il diritto alla tutela della salute fisica e psichica e sottolinea che tale tutela deve essere attuata nel rispetto della dignità e della libertà della persona.

In un'ampia accezione, quindi, ogni trattamento sanitario tendente a perseguire il benessere fisico e psichico di un cittadino deve essere libero e voluto essendo "la libertà individuale inviolabile" (articolo 132 della Costituzione della Repubblica).

Tuttavia, esistono precise situazioni in cui è possibile derogare a questo principio e, quindi, attuare obbligatoriamente un trattamento nei confronti di un cittadino. Si tratta di condizioni specificatamente indicate da alcuni dispositivi legislativi, che legittimano il superamento dell'obbligo del consenso cosciente ed informato del paziente, la cui salute, in tali casi, deve essere tutelata in quanto bene ed interesse della collettività, oltre che del soggetto stesso.

Premessa

L'articolo 321 della Costituzione Italiana, ripreso dall'art. 1 della Legge istitutiva del Servizio Nazionale (Legge 13.12.1978 n. 833) sottolinea come ogni cittadino abbia il diritto alla tutela della salute fisica e psichica e che tale tutela deve essere attuata rispettando la dignità e la libertà della persona.

In una ampia accezione, quindi, ogni trattamento sanitario tendente a perseguire il benessere fisico e psichico di un cittadino deve essere libero e voluto essendo "la libertà individuale inviolabile" (articolo 132 della Costituzione della Repubblica).

Tuttavia esistono precise situazioni in cui è possibile derogare a questo principio e quindi attuare obbligatoriamente un trattamento nei confronti di un cittadino. Si tratta di condizioni specificatamente indicate da alcuni dispositivi legislativi, che legittimano il superamento dell'obbligo del consenso cosciente ed informato del paziente, la cui salute, in tali casi, deve essere tutelata in quanto bene ed interesse della collettività, oltre che del soggetto stesso.

2.1 Obbligatorietà del trattamento sanitario in Psichiatria e pericolosità e malattia

La Costituzione (art. 32) nell'affermare che la tutela della salute è diritto dell'individuo, riconosce, altresì, l'interesse della collettività alla stessa e, ispirandosi a tale principio, introduce la possibilità di trattamenti sanitari obbligatori.

2.1 Obbligatorietà del trattamento sanitario in Psichiatria

Il legislatore costituzionale (art. 32) nell'affermare che la tutela della salute è diritto dell'individuo, riconosce altresì l'interesse della collettività alla stessa ed ispirandosi a tale principio introduce la possibilità di trattamenti sanitari obbligatori.

5.3 - Pericolo immediato per comportamenti violenti auto-etero diretti in malattia mentale, tali da comportare immediato pericolo

Lo stato di necessità si configura tipicamente nel caso in cui vi sia un rischio immediato quali

evidenza di tipo suicidario o presenza di comportamenti violenti in atto, oppure vi sia un concreto pericolo attuale legato alla pianificazione/imminenza di violenza auto o eterodiretta.

In questi casi il sanitario (come varie sentenze testimoniano), ha sì l'obbligo di intervento ma non di risultato; tuttavia, trattandosi di comportamenti espressione sintomatologica di una malattia mentale che altera la volizione del soggetto, ha il dovere di prevenirli dando corso alle cure necessarie. Ci si rivolgerà alla Forza Pubblica per il sostegno all'opera di soccorso, oltre che per l'eventuale prevenzione/repressione del reato. Ciò può accadere anche nel corso di una degenza ospedaliera in S.P.D.C. in cui, nelle circostanze indicate, è d'obbligo ricorrere, sino al superamento del pericolo in atto, alla contenzione (a cui non si può ricorrere per la mera somministrazione di terapia in assenza di stato di necessità o solo perché il paziente è ricoverato in regime di T.S.O.).

5.3 Pericolo immediato per comportamenti violenti auto-eterodiretti in malattia mentale, tali da comportare immediato pericolo

Lo stato di necessità avviene tipicamente nel caso in cui vi sia un rischio immediato:

evidenza di tipo suicidario o presenza di comportamenti violenti in atto (a domicilio del soggetto, ambulatorio, ospedale), oppure vi sia un concreto pericolo attuale legato alla pianificazione/imminenza di violenza auto o eterodiretta.

In questi casi il sanitario, come varie sentenze testimoniano, ha sì obbligo di mezzi ma non di risultato, tuttavia, trattandosi di comportamenti espressione sintomatologica di una malattia mentale che altera la volizione del soggetto, deve prevenirli dando corso alle cure necessarie. Si riferirà pertanto alla Forza Pubblica per il sostegno all'opera di soccorso, oltre che per l'eventuale repressione/prevenzione del reato. Ciò può accadere anche nel corso di una degenza ospedaliera in SPDC, in cui, nelle circostante indicate è d'obbligo ricorrere, sino al superamento del pericolo in atto, alla contenzione (a cui mai si può ricorrere per la mera somministrazione di terapia in assenza di stato di necessità o solo perché il paziente è ricoverato in regime di TSO).

5.7 Condizioni per il Trattamento Sanitario Obbligatorio nei disturbi alimentari

… Nella legislazione italiana l'anoressia nervosa può essere considerata come una delle malattie psichiatriche che possono generare le fattispecie riconducibili all'articolo 34 della Legge 833/78, che consente l'imposizione di un trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.), In letteratura, alcuni autori ritengono che nell'anoressia nervosa il motivo urgente dell'ospedalizzazione derivi non da motivi psichiatrici, bensì dalla compromissione fisica, che richiede un trattamento di carattere medico e/o la rialimentazione forzata.

5.7 Condizioni per il Trattamento Sanitario Obbligatorio nei disturbi alimentari

… Nella legislazione italiana l'Anoressia Nervosa può essere considerata come una delle malattie psichiatriche in cui si possono verificare le condizioni previste dalla legge 833/78 (Art. 34) per l'imposizione di un trattamento sanitario obbligatorio (TSO): la presenza di "alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici", l'impossibilità di "adottare tempestive ed idonee misure sanitarie extraospedaliere" e la negazione del consenso da parte del paziente. É vero che alcuni ritengono che nell'AN il motivo urgente dell'ospedalizzazione sia costituito dalla compromissione fisica che richiede un trattamento di carattere medico e/o la rialimentazione forzata, non da motivi psichiatrici.

 

 

RIQUADRO 2

Stralcio documento elaborato dalla Conferenza Stato Regioni

… Certamente la prospettiva migliore in cui affrontare e risolvere le difficoltà che si incontrano nella gestione degli interventi psichiatrici obbligatori è quella che nasce dalla loro collocazione nell'ambito della totalità della psichiatria e di una pratica di salute mentale. E' qui che ci si può interrogare sulla efficacia delle prestazioni di prevenzione, di cura e di riabilitazione; sulla adeguatezza delle risorse disponibili (non solo in termini di posti letto, ma anche di operatori qualificati sul territorio); sulla razionalità dell'organizzazione rispetto alle risorse disponibili e ai bisogni degli utenti; sulla integrazione della rete dei servizi. Soltanto soluzioni adeguate dei problemi della rete dei servizi di salute mentale, rendono credibile l'impegno, cui ci sollecita la legge, a riportare nell'ordinaria modalità di gestione del bisogno psichiatrico quelle che sono eccezioni, e cioè gli interventi fatti senza il consenso del paziente.

 


18 maggio 2011

ll nuovo avanza, ora Davide deve credere di poter sconfiggere Golia

Da Tiscali Notizie


ll nuovo avanza, ora Davide deve credere di poter sconfiggere Golia

di Marco Espa
Abbiamo assistito insieme a qualcosa che era più che inaspettato per la politica cagliaritana: un giovane (perché Massimo Zedda giovane lo è) è riuscito a sopravanzare il candidato del centrodestra, cosa talmente inaspettata che se lo dicevi solo due mesi fa qualcuno si sarebbe messo a ridere. Immaginarsi essere in testa al primo turno.
Tutti si aspettavano almeno il ballottaggio, come forma quasi miracolistica di un centrosinistra che aveva mollato i sicuri porti delle decisioni prese tra pochi, e non per scelta elitaria, salottiera, ma per quell'esercizio di democrazia al quale oramai siamo abituati a confrontarci, che sono le primarie: tutti hanno preso atto che il popolo di centrosinistra mandava segnali diversi, che qualcosa si muoveva nel tessuto cagliaritano. Questo il grande vantaggio di chi appoggia oggi Zedda: perché poi, qualunque analisi si voglia fare,  Cagliari ha voglia di iniziare a sperimentare una soluzione diversa per il proprio sindaco.  Il centrodestra non se n'è accorto.
Ora Massimo Z come Zorro, deve completare il percorso di cambiamento cosi gagliardamente iniziato, anche nel cambiamento della compagine consiliare: continuare la campagna con lo stesso stile, mantenere l'ispirazione movimentista che ha colpito migliaia di cagliaritani  che si sentono rassicurati da un candidato di 35 anni perché lo vedono tranquillo ma determinato a un cambiamento amministrativo sostanziale: non favori e favoritismi in cambio del voto, pari opportunità per tutti, dai singoli cittadini alle imprese, scelta di campo per gli ultimi, per le persone in situazione più estrema. Valori, prassi politica che dovrebbero essere comuni a chiunque ma che oggi vedono  Massimo con la Zeta come principale protagonista in città: e il 30 maggio vedremo allora che la storia si ripete, che Davide avrà di nuovo sconfitto Golia.
18 maggio 2011



 

12 maggio 2011

Fwd: Comunicato on. Marco Espa su interrogazione Linee guida Trattamento Sanitario Obbligatorio

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA



COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione alla stampa del V.Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale Marco Espa



" La recente deliberazione che la Giunta regionale ha adottato, relativamente alle linee guida in materia di trattamento sanitario obbligatorio e accertamento sanitario obbligatorio par persone sofferenti mentali, non solo risulta emanata nel contesto di una colpevole assenza di governo nel settore della salute mentale, ma è un atto semplicemente vergognoso  che ribadisce ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, i limiti e il pressapochismo di una Giunta che non valuta, non si confronta, disattende le linee guida della Conferenza delle Regioni e ritiene che pedissequamente il problema in Sardegna si possa risolvere recependo, perfino nella forma espressiva e nella sintassi (  copiando! ) le indicazioni elaborate dalla Regione Veneto".

E' l'amara e caustica considerazione fatta dal Consigliere regionale del Partito Democratico Marco Espa, Vice presidente della Commissione Igiene e Sanità, a margine della presentazione -  insieme a Mario Bruno, Giannetto Mariani, Valerio Meloni ed Elio Corda, - di una interrogazione  diretta al Presidente della Regione Cappellacci e all'Assessore Liori.

Nel documento sostanzialmente i Consiglieri regionali del centrosinistra evidenziano  il palese contrasto del contenuto della deliberazione della Giunta regionale  n°16/13 del 20 marzo 2011 rispetto alle linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni, la dove  si afferma che " solo le soluzioni dei problemi della rete dei servizi di salute mentale rendono credibile l'impegno a riportare nell'ordinaria modalità di gestione del bisogno psichiatrico quelle che sono eccezioni e cioè  gli interventi fatti senza il consenso del paziente "  mentre la deliberazione della giunta regionale non contestualizza gli interventi psichiatrici obbligatori nell'ambito degli interventi della psichiatria e della salute mentale non facendo riferimento alcuno ai problemi della rete dei servizi , alla adeguatezza delle risorse disponibili, alla razionalità dell'organizzazione, ai bisogni degli utenti e alle azioni utili per affrontarli.

" Di fronte all'irrazionalità della Deliberazione - ha aggiunto Marco Espa - che purtroppo  non rispetta né i principi della nostra Costituzione , né quanto dispone l'art. 33 della legge 833/78 , abbiamo chiesto  al Presidente della Regione e all'Assessore ala Sanità  innanzitutto quali realtà operative , sociali e sanitarie siano state coinvolte nella redazione delle linee guida regionale perché  siamo certi che queste siano state  elaborate in totale solitudine , senza  il contributo di organismi quali il 118, i servizi di salute mentale, gli Enti Locali e le Associazioni dei familiari.

Non solo. La nostra interrogazione tende soprattutto a conoscere in che modo la Regione Sardegna , nel rispetto delle leggi vigenti e nella sua autonoma considerazione del diritto alla difesa della salute a alla libertà individuale nell'esercizio di questo diritto, intende agire per promuovere l'abbattimento del ricorso al trattamento sanitario obbligatorio ad alle altre forme di coercizione e quali siano le strategie, i programmi, le azioni che si intendono adottare per promuovere la qualità degli interventi per la salute mentale."

Cagliari 12 Maggio 2011



CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA



INTERROGAZIONE URGENTE Marco ESPA, Mario BRUNO, Giannetto MARIANI, Valerio MELONI, Elio CORDA con richiesta di risposta scritta, sulla DGR n. 16/13 del 29 marzo 2011, "Linee guida in materia di Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.) e di Accertamento Sanitario Obbligatorio (A.S.O.) per persone sofferenti mentali".

I sottoscritti,

Premesso che

Il diritto alla salute fisica e psichica è riconosciuto dalla Costituzione repubblicana a tutti gli individui e che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge;

L'art 33 della Legge 833/78 "gli accertamenti e i trattamenti sanitari sono di norma volontari" afferma il diritto alla difesa della salute e alla libertà individuale nell'esercizio di questo diritto. Pertanto ogni forma di intervento sanitario che prescinda dal consenso viene considerata un'eccezione, di cui restringere la portata, salvaguardando i diritti della persona dalle limitazioni che ne derivano.

La  Giunta Regionale, con DGR n. 16/13 del 29.3.11, ha emanato le "Linee guida in materia di Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.) e di Accertamento Sanitario Obbligatorio (A.S.O.) per persone sofferenti mentali".


Considerato che

A detta dall'Assessore Regionale dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale, le Linee guida

Sono state formulate sulla base delle "Raccomandazioni in merito all'applicazione di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale" (articoli 33, 34, 35, Legge 23 dicembre 1978, n. 833), approvate dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, tenutasi in data 19 marzo 2009;

Dispongono indicazioni omogenee sull'utilizzo di tali procedure, perseguendo lo scopo di rimediare alla difformità di applicazione nel territorio regionale;

Hanno il fine di rendere l'organizzazione degli interventi per l'emergenza-urgenza coordinati ed omogenei nel territorio, garantendo il rispetto dei diritti fondamentali e le opportunità di cura, nonché la partecipazione e il coordinamento operativo di tutte le strutture coinvolte, quali: Comune, Polizia Municipale, Tribunale dei Minorenni, Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco, l'Autorità Giudiziaria.

Verificato che

Nonostante le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni del 29.03.11, alle quali la DGR 16/13 del 2011 asserisce di ispirarsi, affermino che "solo le soluzioni adeguate dei problemi della rete dei servizi di salute mentale rendono credibile l'impegno, cui ci sollecita la legge, a riportare nell'ordinaria modalità di gestione del bisogno psichiatrico quelle che sono eccezioni, e cioè gli interventi fatti senza il consenso del paziente", la DGR 16/13 del 2011 non contestualizza gli interventi psichiatrici obbligatori nell'ambito della totalità degli interventi della psichiatria e della salute mentale, non facendo riferimento alcuno ai problemi della rete dei servizi, alla adeguatezza delle risorse disponibili, alla razionalità dell'organizzazione rispetto alle risorse disponibili, ai bisogni degli utenti e alle azioni utili per affrontarli;

Inoltre al punto 7 delle linee guida la Conferenza delle Regioni raccomanda di "favorire la trasparenza delle strutture di cura, in ci si trattano i casi acuti, con il coinvolgimento di associazioni di utenti, di familiari, e degli uffici deputati alla difesa dei diritti dei cittadini, al fine di migliorare l'accessibilità, la vivibilità e l'accoglienza, dare informazioni sulle procedure in atto e sulle garanzie per gli utenti, facilitare la comunicazione con l'esterno", cosa di cui non vi è traccia nella Deliberazione della Giunta;

Più che fare riferimento al documento della Conferenza delle Regioni, le Linee guida approvate dalla Giunta Regionale Sarda ricalcano le Linee guida elaborate al riguardo dalla Regione Veneto (Linee Guida Regionali per i Dipartimenti di Salute Mentale in materia di Trattamento Sanitario Obbligatorio e Accertamento Sanitario Obbligatorio), approvate dalla Regione Veneto con DGR n. 847 del 31 marzo 2009;

A differenza della delibera della Regione Veneto, quella della Regione Sardegna, emanata due anni dopo, non fornisce informazioni sulle modalità, sulla tempistica  e sui soggetti chiamati a partecipare al processo elaborativo necessario per produrre un documento idoneo alle necessità del territorio;

Nel frattempo la Conferenza delle Regioni ha prodotto un documento sulla contenzione, estremamente orientato a ridurne e prevenirne l'utilizzo (Contenzione fisica in psichiatria: una strategia possibile di prevenzione; 10/081/CR07/C7 del 29 luglio 2010), documento del quale nella DGR della Regione Sardegna non si rileva traccia;

Con la DGR n. 51/41 del 20.12.2007 la precedente Giunta regionale aveva già emanato direttive regionali sull'emergenza-urgenza nel campo della salute mentale e per il TSO. Dette direttive erano state:

elaborate nel contesto di un vasto programma regionale generale orientato alla promozione della presa in carico precoce e continuativa delle persone con problemi attinenti alla sfera del disagio psichico da parte del sistema dei servizi, in modo da abbattere i fattori di rischio per l'aggravamento dei disturbi mentali e anche per l'inevitabile ricorso al trattamento sanitario obbligatorio;

basate sulla necessità di superare ulteriori e specifiche carenze che rendono l'organizzazione degli interventi per l'emergenza-urgenza disomogenea nei diversi territori, non adeguatamente coordinata, e tale da comportare difficoltà di orientamento per gli utenti e le famiglie;

elaborate con il contributo di rappresentanti degli operatori del 118, dei servizi di salute mentale (Centro di Salute Mentale, Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, Servizio per le Dipendenze, Unità territoriali e ospedaliere di Neuro-Psichiatria Infantile e dell'Adolescenza), degli Enti locali, delle associazioni dei familiari e quanto in esso contenuto è in piena adesione con le norme nazionali, col Piano d'Azione della Conferenza di Helsinky e con le Raccomandazioni della Comunità Europea;


Atteso che

La DGR n. 16/13 del 29 marzo 2011 risulta emanata nel contesto di una colpevole assenza di governo nel settore della Salute Mentale;

Chiedono

di interrogare il Presidente della Giunta Regionale e l'Assessore regionale dell'Igiene e Sanità e Assistenza Sociale per sapere:
Quali valutazioni sullo stato socio demografico della popolazione, sullo stato ed operatività dei servizi, sulle problematiche rilevate, abbiano suggerito che le indicazioni elaborate dalla Regione Veneto potessero essere recepite, perfino nella forma espressiva e nella sintassi, dalla Regione Sardegna.

Se e quali realtà operative, sociali e sanitarie siano state coinvolte nella redazione delle linee guida regionali;

Quale sia l'andamento temporale degli interventi di emergenza urgenza (TSO, ASO e interventi per stato di necessità) in Sardegna nel corso degli anni;

In che modo si intenda agire per promuovere l'abbattimento del ricorso al TSO ed alle altre forme di coercizione;

Quali siano le strategie, i programmi, le azioni e i provvedimenti adottati o che si intende adottare per promuovere la qualità degli interventi per la salute mentale.

Cagliari 4 maggio 2011

On. Marco Espa, Bruno, Mariani, Meloni V., Corda

9 maggio 2011

Fabrizio Rodin (PD): «Ai miei elettori chiedo di non domandarmi favori o favoritismi», Unione Sarda 9 maggio 2011

Fabrizio Rodin, candidato per il Pd, si ripresenta cinque anni dopo aver sfiorato l'elezione. Con quale spirito? «Il confronto con gli elettori è sempre un appuntamento importante, alle comunali c'è uno stimolo in più, visto che si ha la possibilità di fare il bene della propria città». Come l'aiuterà l'esperienza maturata nel mondo del volontariato? «Quando parlo di questi temi ricordo sempre che il più grande insegnamento che proviene da quegli ambienti è quello del fare sempre squadra. Da soli non si va da nessuna parte, è per questo che bisogna andare oltre i personalismi e le beghe vuote e fini a se stesse». Qual è l'emergenza più grande? «Certamente quella del lavoro. Non avverto sulla mia pelle questo problema ma ho tanti amici giovani che combattono con la precarietà e l'assenza di prospettive. Dobbiamo riuscire a incidere». Una cosa che funziona e una da cambiare subito? «All'interno della macchina comunale c'è un problema di accessibilità da parte dei cittadini alle delibere, ai bandi di concorso. Il Comune deve diventare una casa di vetro, nell'interesse di tutti. Propongo ai miei elettori propongo un patto: io mi impegno a non fare il politicante, a informarmi e a studiare, a loro chiedo di non pretendere favori o favoritismi. Il confronto sarà continuo e franco». A. Mur. (Fabrizio Rodin ha 35 anni, è avvocato, da oltre un ventennio vicino al mondo degli scout, ha appena finito di leggere "L'arte della guerra", di Sun-Tzu)

3 maggio 2011

Sanità: Espa e Diana intervengono su protesta operatori della sanità

I consiglieri regionali del Pd On. Marco Espa, componente della commissione Sanità, e On. Giampaolo Diana, della commissione Lavoro, hanno incontrato una delegazione di operatori della sanità che hanno manifestato davanti alla sede del consiglio regionale

 

Cagliari, 3 maggio 2011 – "La vicenda dei lavoratori della sanità risultati idonei ai concorsi ed ancora in attesa del posto di lavoro costituisce una assurdità che, considerato l'abnorme ricorso al lavoro interinale, va sanata al più presto, a partire dal prossimo collegato alla finanziaria. Su questo punto, infatti, abbiamo presentato un emendamento- primi firmatari Giampaolo Diana  ed il sottoscritto, che prevede la proroga della validità delle graduatorie, originariamente fissata dalla finanziaria al prossimo 30 giugno, fino al 30 dicembre2011".

Lo ha dichiarato l'On. Marco Espa, componente della commissione Sanità, al termine dell'incontro con una delegazione di operatori del settore, aderenti al comitato "Articolo 97" ed al sindacato Usb Sardegna, che questa mattina hanno manifestato presso la sede del consiglio regionale.

L'On. Espa, che si è intrattenuto a lungo con i lavoratori assieme al collega di gruppo On. Giampaolo Diana, ha poi ribadito la necessità di una audizione in commissione, a breve scadenza, del direttore generale dell'azienda ospedaliera "Brotzu" dove, ha affermato Espa, "si continuano ad assumere lavoratori selezionati dalle agenzie interinali ignorando le diverse graduatorie predisposte dalle stesse aziende al termine dei concorsi e sostenendo costi maggiori per la sanità pubblica."