30 settembre 2012

Il sostegno negato. Intervista a Marco Espa. “La direzione scolastica regionale elimini i tagli chiedendo l’aumento dell’organico”


Il sostegno negato. Intervista a Marco Espa.

Decine di segnalazioni di comportamenti anomali nell’attribuzione ai bambini con disabilità

“La direzione scolastica regionale elimini i tagli chiedendo l’aumento dell’organico”

Interviene Marco Espa, consigliere regionale Pd, intervistato da Sergio Nuvoli: “Lo Stato sa già che perderà i ricorsi, eppure costringe le famiglie. Occorre chiedere i danni per il danno esistenziale”

di SERGIO NUVOLI - IL PORTICO DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012



Onorevole Espa, ha saputo?
Sì, sta accadendo quello che ogni anno sembra debba succedere come un inevitabile segno del destino.

Che senso ha negare il sostegno alle famiglie e costringerle a presentare ricorsi che regolarmente vincono? E’ il punto più corretto da affrontare. Perché continua a succedere ?
E’ il periodo in cui, purtroppo, le famiglie si vedono costrette a fare ricorso, sostenute da associazioni come l’Abc, la prima – nel 2004 – a crederci. Per le famiglie con figli con disabilità la decisione di ricorrere è pesante, molto dolorosa. Il ricorso non è un fatto facile: è una fatica serissima, non è solo una questione di costi, ma anche un problema psicologico. La cosa più anomala è che, da una parte, le istituzioni – Tribunali, consigli regionali, qualche esperienza in Parlamento – producono provvedimenti e norme a tutela delle persone con disabilità e il loro diritto allo studio. Dall’altra i burocrati statali ritengono più conveniente mantenere questo clima di incertezza, convinti che alla fine lo Stato ci guadagni qualcosa.

Può spiegarsi meglio?
La giurisprudenza del Consiglio di Stato e dei Tar dice con chiarezza che il sostegno deve essere assegna to secondo quanto indicato dalle certificazioni prodotte. Invece di farlo, qualcuno continua a costringere le famiglie a presentare ricorso: probabilmente chi detiene i poteri forti della burocrazia ritiene che per uno che fa ricorso, due non lo fanno. In questo modo il 66% delle risorse è risparmiato. E’ una cosa disumana, cinica, politicamente perdente per chi la lascia fare. Spero tra l’altro che si possa sensibilizzare la Corte dei Conti: i Tar e il Consiglio di Stato cominciano a riconoscere il danno esistenziale.

E quindi?
A chi ha perso la causa – lo Stato, il Ministero, la Direzione regionale – dovrebbe essere richiesto il rimborso delle spese sostenute per ciascuna causa a chi materialmente le ha fatte perdere: sommi 2 - 3mila euro per ciascuna causa. Diventa una somma interessante, che – se chiesta come risarcimento dalla magistratura amministrativa potrebbe far cambiare impostazione alla burocrazia e ai suoi responsabili troppo distratti, che pensano che opporsi alle famiglie tanto non costi nulla. Spero che la Corte dei Conti entri presto in campo, perché il danno esistenziale è determinato dal fatto che lo Stato resiste davanti a cause che sa già di perdere.

Però il bambino perde l’anno.
Guardi, i tribunali sono abbastanza veloci: più che altro, se non ci fossero le associazioni, le famiglie rimarrebbero indifese davanti all’idea di ricorrere. Pensi soltanto all’idea dello Stato che resiste contro i diritti di un bambino con disabilità: è un fatto negativo anche dal punto di
vista emozionale.

Come Davide contro Golia.
Lei vedrebbe, nelle carte delle cause, il nome del ministro che resiste contro il nome del bambino con una disabilità grave. Ripeto: mi sembra un fatto davvero disumano.

Potrebbe essere richiamato il Ministero al rispetto della disabilità?
Non è semplice, ogni atto fa storia a sé: tante situazioni sono soddisfatte, altre no. Quest’anno l’inizio di contenzioso – all’inizio erano solo pochi coraggiosi che hanno aperto una strada – sta diventando un fiume. Grazie a Dio, vedo una presa di coscienza maggiore che provocherà un boom dei ricorsi: davanti ad un’ingiustizia si reagisce.

Alcuni dicono che, nell’attribuzione del sostegno, la Direzione stia forse privilegiando chi l’anno scorso ha vinto il ricorso. Se fosse davvero così, le parrebbe corretto?
Se fosse così, sarebbe illegittimo. La prima volta che la Direzione regionale ha cercato di tappare il buco con questi sistemi è stata bacchettata in modo violento: il diritto al sostegno non si riconosce negandolo ad un altro soggetto, ma aumentando l’organico. Se qualche dirigente fa così, rischia in proprio: sarebbe un atto che rasenta il penale. L’obbligo del dirigente è ottenere personale e ore aggiuntive: le sentenze dicono che la protezione di un diritto legittimo non può essere subordinata ad un problema di bilancio. Lo dicono i tribunali.

C’è un problema di debolezza della direzione regionale nei confronti del ministero?
C’è sicuramente nel meccanismo gerarchico, sono organismi periferici dello Stato. Le certificazioni di medici di base e neuropsichiatri sembrano contare molto poco: eppure sono loro che seguono più da vicino i bambini. Serve maggiore integrazione tra i servizi, ognuno deve rispettare l’altra istituzione: se qualcuno ha dubbi sulle certificazioni, può e deve attivare gli strumenti disponibili per le verifiche.

Sembrano esserci anche problemi sull’assistenza educativa, rifinanziata grazie alla Regione. Ho saputo, forse ci vogliono più risorse. Ma gli enti locali non sbagliano pensando di tagliare la propria spesa storica, togliendo i propri fondi. Qualcuno pensava di assegnare a tutti i bambini lo stesso numero di ore: sarebbe un errore clamoroso. La giustizia è assegnare a ciascuno il giusto, non a tutti la stessa cosa. Spero non si ripetano casi di questo genere: anche su questo c’è una sentenza del Tar.

Tagli al sostegno, interpretazioni fantasiose, richieste di certificazioni in eccesso: faccia un appello alla Direzione regionale.
Ha uno strumento preciso: dia le cattedre in deroga e recuperi in fretta la situazione dovuta ai buchi. L’appello è ad attivarsi subito per risolvere il problema. Se le persone con disabilità non frequentano la scuola, aumenta la spesa per il sociale. Se si rafforza la scuola, si risparmia su altri settori. Ma per capirlo basterebbe il rispetto dei diritti umani

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il dibattito è anche su facebook
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=4491871022078&set=a.1053016932875.2009794.1449343670&type=1&comment_id=2868467

26 settembre 2012

Marco Espa (Pd): "Spariti tutti i soldi contro l'incubo alluvioni? Capoterra rischia di diventare la nuova Messina" (VIDEO) | Casteddu online


Marco Espa (Pd): "Spariti tutti i soldi contro l'incubo alluvioni? Capoterra rischia di diventare la nuova Messina" (VIDEO)


Durante alluvione drammatica a Capoterra Frutti d'oro Sardegna
di Jacopo Norfo
Marco Espa guarda il cielo plumbeo, poi con un clic riaccende quel video choc: un fiume di acqua e fango sul litorale di Capoterra, sono scene di appena 4 anni e 4 morti fa. Il consigliere regionale del Pd lancia un allarme proprio nel giorno in cui -stamattina- decine di capoterresi arrivano sotto il consiglio regionale a protestare per la prevenzione mancata. Marco Espa fa i conti e ci mette poco a capire che non tornano: la giunta Cappellacci non investe sulla messa in sicurezza. "Bisognerebbe portare subito in aula il disegno di legge, ma proprio mentre sta arrivando la stagione delle piogge siamo davanti ad un immobilismo politico che preoccupa migliaia di abitanti. Capoterra rischia di diventare la nuova Messina".
Espa, cosa si muove sul fronte degli stanziamenti e degli interventi contro il rischio idrogeologico, a Capoterra e nelle altre zone a rischio?
C'è un rischio concreto, io dico questo: non fateci dire (sulla nostra pelle) che ve l'avevamo detto. Non sia mai. La drammatica alluvione di Messina del 2009 - ripetutasi a distanza di solo due anni dalla precedente - ci fa capire come i fenomeni metereologici possono ripetersi a brevissima durata di tempo. L'appello del Capo dello Stato Napolitano chiede che si facciano subito le opere di messa in sicurezza idrogeologica del territorio, non certo spese faraoniche per opere di dubbia utilità come il ponte di Messina. Ecco lo Stato, il Governo non si deve dimenticare dell'alluvione in Sardegna del 2008. Il governo ha stanziato SOLO 6 milioni di euro fino ad oggi. Nulla per la messa in sicurezza.  A Capoterra siamo a rischio come a Messina: 10 mila persone sono in pericolo nel bacino di Rio San Girolamo, possono essere direttamente colpite. Non fateci dire (sulla nostra pelle, di noi abitanti del territorio) ve l'avevamo detto, non sia mai!
Eppure la giunta Soru si era mossa subito, stanziando finanziamenti a tempo di record per fare fronte ai danni dell'alluvione: che fine hanno fatto quei soldi?
Ricordo che subito dopo l'alluvione la nostra giunta regionale in quindici giorni - record europeo - aveva erogato i primi contributi a 600 famiglie del territorio. Gli amministratori, Renato Soru in testa, misero in campo una procedura d'emergenza sul filo del rasoio, andò benissimo, e centinaia di famiglie ebbero garantiti in tempi record i loro diritti e noi ci prendemmo responsabilità amministrative, senza paura. Un mio emendamento ridusse il carico della rendicontazione per i possessori di prima casa. Un altro emendamento stanziò ulteriori 25 milioni di euro. Per essere chiari furono emendamenti proposti da me ma condivisi da tutti.
E poi cosa è successo? Fu solo colpa del vento politico cambiato? 
Poi la nostra giunta cadde, ma tutti speravamo che il nuovo presidente utilizzasse i poteri eccezionali del commissario straordinario per l'alluvione, che gli permetteva deroghe sulle gare d'appalto.  Così non è stato, e siamo rimasti noi dall'opposizione a denunciarlo. Si sono succeduti tre assessori che hanno promesso lavori a breve termine ma è ancora tutto fermo e manca completamente  l'informazione. Ora non facciamo più interrogazioni. Sto cercando di capire dove sono finiti i soldi. Ho chiesto l'accesso agli atti gia 4 mesi fa e non tutti gli assessorati interpellati mi hanno risposto, tanto da sollevare la protesta della presidente del consiglio Claudia Lombardo che chiede alla giunta di fornirmi le risposte in tempi brevi. Comunque da oggi sono in possesso come consigliere delle credenziali per il controllo diretto del bilancio regionale. Inizio la ricerca e inoltre, esercitando i miei poteri di controllo di consigliere, chiederò al commissario straordinario Efisio Orrù di mettermi a conoscenza di quante risorse ha a disposizione e se pensa di utilizzare poteri straordinari per i lavori di messa in sicurezza. E informerò la popolazione di ciò che mi verrà detto. Io non mollo.
Ma a livello di legislazione, cosa può fare davvero la Regione per combattere l'incubo alluvioni?
Urge  la discussione del nostro progetto di legge (che vogliamo sia firmato unitariamente da tutto il Consiglio) tutto relativo non a contributi ma alla definitiva messa in sicurezza del territorio di Capoterra, presentato ad aprile e che ancora giace in Consiglio regionale. E' urgente discuterlo, la gente ha paura, sa che non ci sono risorse per la messa in sicurezza definitiva del territorio. L'unico strumento è l'urgente discussione del progetto di legge che prevede stanziamenti per 40 milioni di euro e che sarà sicuramente provvidenziale per finanziare lo studio per la sicurezza del territorio che presto sarà consegnato agli organi regionali. Tutto questo è semplicemente indispensabile. Perchè a Capoterra la gente ha ancora paura.
jacopo.norfo@castedduonline.it

twitter@JacopoNorfo


Inviato da iPhone

19 settembre 2012

Comunicato Stampa: Espa, Lingua Sarda - La Regione vuole “imporre” ai Comuni per decreto e in cinque giorni la Limba sarda comuna (LSC)?

Comunicato Stampa: Espa, Lingua Sarda -  La Regione vuole "imporre" ai Comuni per decreto e in cinque giorni  la Limba sarda comuna (LSC)? 


Lingua Sarda: Interrogazione di Marco Espa, Giuseppe Cuccu e Mario Bruno. La Regione vuole "imporre" ai Comuni per decreto e in cinque giorni  la Limba sarda comuna (LSC)?

 

I Consiglieri regionali del PD Espa, Cuccu e Bruno (tutti membri della Commissione Cultura del Consiglio Regionale) hanno presentato un'interrogazione al Presidente della Regione e all'Assessore alla Pubblica Istruzione affinché venga fatta chiarezza sui criteri fissati dalla Regione per l'utilizzo del sardo scritto nella "produzione testuale (traduzione, materiale divulgativo e promozionale)" degli enti pubblici. La delibera 32/67 del 24 luglio scorso, infatti, prevede una premialità finanziaria (nella misura di 100 mila euro) solo per quegli enti che si conformeranno alla cosiddetta Limba sarda comuna (LSC), con obbligo di darne comunicazione via fax in soli 5 giorni (!!!).


"Si tratta evidentemente di una forzatura che non ha niente a che fare con la difesa e la valorizzazione della lingua sarda – dichiara Marco Espa, primo firmatario dell'interrogazione -  Qualcuno in Regione pensa di poter "costringere" con un incentivo economico e in maniera burocratica i Comuni della Sardegna a prendere posizione in cinque giorni – dopo millenni di storia -  per una "lingua" che non è quella della loro comunità locale? Qualcuno si immagina le reazioni giustissime delle popolazioni interessate? Cosi si sta snaturando l'utile progetto della LSC che, all'interno di veri interventi per la valorizzazione della lingua sarda, aveva previsto, in via sperimentale, l'utilizzo di norme linguistiche di riferimento per la lingua sarda scritta. Non si impone nulla per decreto e tantomeno lasciando intendere che senza l'adesione alla Limba sarda comuna non si riceveranno incentivi. Noi vogliamo partecipazione alle scelte, non imposizioni dall'alto. Per questo chiediamo – conclude Espa - l'annullamento immediato della procedura con adeguata modifica che non penalizzi gli enti locali."


- di seguito  l'interrogazione presentata oggi


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CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

QUATTORDICESIMA LEGISLATURA


INTERROGAZIONE urgente ESPA, CUCCU, BRUNO - con richiesta di risposta scritta, in merito al comportamento linguisticamente discriminatorio messo in atto dalla Regione nei confronti dei Comuni sardi e degli Enti locali per imporre la LCS (Limba Sarda Comuna), con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 32/67 del 24 luglio 2012, criterio 3

 

 

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I sottoscritti,

Premesso che

in data 24 luglio 2012 novembre la Giunta Regionale, nell'allegato alla delibera n. 32/67 in oggetto, riteneva opportuno, in merito alla tutela e valorizzazione della lingua sarda, definire dei criteri di ripartizione di fondi regionali integrativi ai finanziamenti della L. 482/99 dello Stato.

Considerato che

in detto allegato il cosiddetto criterio n. 3 distribuisce € 100.000 quale premialità a quei progetti che prevedono, nella produzione scritta degli sportelli linguistici, l'utilizzo delle norme linguistiche di riferimento a carattere sperimentale per la lingua sarda scritta, di cui alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 16/14 del 18 aprile 2006, cioè alla norma linguistica meglio conosciuta come LSC (Limba Sarda Comuna).

Considerato che

in riferimento al citato criterio n. 3, numerosi comuni titolari di progetto finanziato dalla sopramenzionata L. 482/99 dello Stato hanno di recente ricevuto una comunicazione scritta nella quale si chiede ai comuni di cui sopra di comunicare "quale norma linguistica ortografica intende adottare nella produzione testuale".

INTERROGANO

 

 

il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della Pubblica Istruzione per sapere:

  1. Per quali motivi la Regione intende "convincere" tanti comuni della Sardegna vincolando l'erogazione dei fondi all'uso della LSC (Limba Sarda Comuna), in contraddizione palese con la stessa Deliberazione istitutiva della Limba Sarda Comuna, Deliberazione della Giunta Regionale n. 16/14 del 18 aprile 2006  che dice "…alcune norme di riferimento sperimentali per la lingua sarda scritta in uscita Fermo restando che intende valorizzare, valorizza e sostiene tutte le varietà linguistiche parlate e scritte in uso nel territorio regionale, la Regione ha ravvisato (…), di sperimentare l'uso del sardo per la pubblicazione di atti e documenti dell'Amministrazione regionale(…) Altri Enti o Amministrazioni pubbliche della Sardegna saranno liberi di utilizzare le presenti norme di riferimento oppure di fare in piena autonomia le scelte che riterranno opportune."

2.      Per quali motivi la Regione non tiene conto del fatto che gli anni dal 2006 a oggi hanno visto la Sardegna protagonista di grandi cambiamenti intervenuti sul versante linguistico, come per es. delle scelte sul settore della lingua sarda operate dal secondo Ente più importante della Sardegna, cioè dalla Provincia di Cagliari, che il 17 marzo 2010, ha approvato con voto unanime del suo Consiglio l'adozione della norma Campidanese della Lingua Sarda.

3.      di annullare e riscrivere immediatamente il criterio n. 3, onde non aprire contenziosi con gli Enti Locali, tenendo conto dello spirito della LSC, che vuole valorizzare, valorizza e sostiene tutte le varietà linguistiche parlate e scritte in uso nel territorio regionale.

 

Cagliari, 19 settembre 2012

 

 

On. Marco Espa

On. Giuseppe Cuccu

On. Mario Bruno

 





16 settembre 2012

Giudice di Pace, chiude la sede della Trexenta

L'Unione Sarda, 16 settembre 2012

Protesta del Pd

Giudice di Pace, chiude la sede della Trexenta

Adesso non c'è più nulla da fare: l'ufficio del giudice di pace di Senorbì è destinato a scomparire. Sulla Gazzetta ufficiale del 12 settembre sono annunciati i decreti legislativi che disciplinano la riorganizzazione dei tribunali e la nuova articolazione degli uffici dei giudici di pace. In Sardegna verranno soppresse 42 sedi. Su richiesta del circolo Pd di Senorbì la questione è da subito finita sul tavolo del presidente della Regione Ugo Cappellacci e nei banchi del Parlamento per via delle interrogazioni presentate dal consigliere regionale Marco Espa e dal deputato Amalia Schirru. Il consiglio comunale di Senorbì ha coinvolto nella protesta le amministrazioni vicine. «Il problema non riguarda solo Senorbì, ma l'intera area che comprende la Trexenta e il Gerrei, per questo motivo, quando i tagli non erano definitivi, siamo intervenuti presentando un documento unitario come Unione dei Comuni Trexenta», ricorda il sindaco Walter Carta. Il provvedimento tanto contestato poteva, almeno in linea teorica, essere scongiurato solo se le amministrazioni della circoscrizione Trexenta e Gerrei avessero acconsentito di accollarsi le spese. Costi troppo elevati per le già martoriate casse comunali dei piccoli centri. «Una proposta assurda e irrealizzabile che nascondeva una verità scomoda e ingiusta: il ministero della Giustizia aveva deciso e non c'era nulla da fare per evitare il taglio», conclude Carta. (sev. sir.)

4 agosto 2012

Consiglio regionale: Interrogazione urgente Marco ESPA Sul pesante fenomeno di inquinamento olfattivo da miasmi fuoriuscenti dall’impianto di compostaggio del CACIP di Macchiareddu con gravi ripercussioni bio-psichici delle persone abitanti nel Comun



CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

QUATTORDICESIMA LEGISLATURA


 Interrogazione urgente  Marco ESPA

Sul pesante fenomeno di inquinamento olfattivo da miasmi fuoriuscenti dall'impianto di compostaggio del CACIP di Macchiareddu con gravi ripercussioni bio-psichici delle persone abitanti nel Comune di Capoterra

 

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Il sottoscritto,

Premesso che in località Macchiareddu nel Comune di Capoterra è in funzione dal 2007 un impianto di compostaggio esercito dal CACIP che lavora la frazione umida dei rifiuti di comuni dell' hinterland cagliaritano;

 

Considerato che dall'impianto di Compostaggio del CACIP quotidianamente continuano a fuoriuscire maleodoranti esalazioni che arrecano un evidente e talvolta insopportabile disagio olfattivo a migliaia di cittadini residenti nel Comune di Capoterra, soprattutto a coloro che dimorano nella zona prossima a detto impianto nelle località La Maddalena e Residenza del Sole fino ad arrivare alle lottizzazioni di Frutti d'oro e Torre degli Ulivi

 

Considerato che i disagi di cui sopra sono stati inutilmente e ripetutamente denunciati dalle TV locali, giornali e tutti gli organi di informazione, oltre che dagli stessi cittadini e dalle loro organizzazioni;

 

Visto lo studio sui gravi effetti bio-psichici dei fenomeni di inquinamento olfattivo dei ricercatori del prestigioso Istituto di ricerca farmacologico e ambientale "Mario Negri" di Milano (http://www.marionegri.it/mn/it/aggiornamento/news/archivionews11/InquinamentOlfattivo.html ) dove si afferma che l'inquinamento olfattivo provoca "… situazioni di stress, stress vero, che, a lungo andare, portano ad un peggioramento della qualità della vita. Si è sempre attenti all'odore e lo si percepisce subito. Ci si sente deprivati della libertà personale. Fastidio, intolleranza, si percepisce un senso di irritazione. Ma non sono solo i sintomi di tipo somatico che si osservano. Esistono delle patologie associate ben descritte, quali nausea, alterazione del sonno, attacchi di asma più frequenti nelle persone che ne soffrono, dolori articolari, per citarne alcuni…"

 

Considerata la difficoltà per le amministrazioni locali di poter agire indipendentemente senza il sostegno dell'Assessorato regionale competente;

 

 

Interroga l'Assessore all'Ambiente della Regione Sardegna

 

Per chiedere di intervenire con estrema urgenza  e in maniera straordinaria, viste le migliaia di persone coinvolte,  per accelerare tutte le procedure previste per la soluzione definitiva del caso in particolare con il sollecito, anche al Ministero dell'Ambiente, per ottenere in tempi strettissimi tutte le autorizzazioni necessarie alla immediata copertura del sito e alla fornitura di adeguati filtri; di valutare la riduzione dei conferimenti al sito in attesa della soluzione, che deve essere prossima, del grave problema;

 

tenuto conto che la norma tecnica di riferimento per i monitoraggi olfattometrici è la UNI 13725 e che il sottoscritto non ha notizia che in Sardegna sussistano laboratori di analisi accreditati per l'effettuazione di questo tipo di analisi, si chiede di sapere se il CACIP abbia posto in essere tale monitoraggio e con quali modalità ne venga data concreta attuazione e diffusione dei relativi dati; in subordine si chiede che l'Assessorato in proprio inizi con urgenza la rilevazione dei dati e alla diffusione dei relativi report.

 

Cagliari 2 agosto 2012

f.to

On Marco Espa, 



E' una situazione insopportabile - commenta Marco Espa, Consigliere Regionale - che per quanto sottovalutata dalle normative, l'inquinamento olfattivo risulta essere di grande turbamento per la salute come dimostrato dal prestigioso Istituto di ricerca scientifico Mario Negri. Chiedo e confido per l'urgente intervento dell'assessore all'ambiente per chiudere nei tempi piu rapidi possibili e se serve con adeguati finanziamenti e snellimento di procedure burocratiche il caso, i cittadini e le imprese turistiche del territorio hanno aspettato anche troppo.



25 luglio 2012

ESPA e più: interrogazione sui tagli della legge 20 per persone con patologie psichiatriche, sofferenti mentali e/o con autismo

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

QUATTORDICESIMA LEGISLATURA


Interrogazione urgente  ESPA, BARRACCIU, CORDA, MARIANI, BRUNO

 

Sulla recente direttiva della direzione Politiche Sociali della Regione in merito all'attuazione della Legge Regionale 20/97 (ex L.R. n.15/92) in favore di persone con patologie psichiatriche, sofferenti mentali  e/o con autismo.

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I sottoscritti,

Vista la Circolare della Direzione Politiche Sociali della Regione Sardegna n.3431 del 19 marzo 2012 recante disposizioni per  l'attuazione delle procedure di cui alla Legge Regionale  n.20/97 in favore di  persone con patologie psichiatriche  e/o con Autismo, relative alla determinazione del reddito del soggetto richiedente;

Considerato che la suddetta Legge, fra le tipologie dei servizi prevede l'erogazione di un sussidio economico o, in alternativa, il finanziamento di interventi di inserimento in attività lavorative e di socializzazione e altri interventi per il mantenimento di standard minimi di qualità della vita, e che tale sussidio prevede l'elaborazione di un Progetto Terapeutico Abilitativo Personalizzato (Procedura Prot. N 6809  del 29 maggio 2008) predisposto dal centro di salute mentale e dagli altri soggetti di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 20 del 1997, e concordati con il comune di residenza della persona assistita.

Visto che la citata Circolare prevede che per accedere ai sussidi i Comuni debbano considerare tutte le entrate  derivanti da interventi nazionali e regionali […]

"  2. Concorrono alla determinazione del reddito individuale mensile tutte le entrate, comunque conseguite, comprese le erogazioni assistenziali per invalidità civile ed i trattamenti pensionistici,

escluso l' assegno di accompagnamento.

3. I minori, interdetti o inabilitati non sono assistibili quando la famiglia di appartenenza superi il reddito imponibile di lire 50 milioni (i limiti aggiornati e sono indicati in Determinazione PROT. N. 3631 REP. N.142 DEL 21 marzo 2012 sono - importo mensile individuale euro 475,36 e importo annuo imponibile della famiglia di appartenenza di minori, interdetti o inabilitati euro 41.275,48.")

Visto come si legge nella Circolare che sono comprese nella determinazione del reddito "le erogazioni assistenziali (quali ad esempio a titolo, meramente esplicativo Legge 162, ritornare a casa, interventi immediati, assegni di cura, povertà estreme ecc…) oltre agli assegni per invalidità civile ed i trattamenti pensionistici esclusa l'indennità di accompagnamento. Per i minori, interdetti o inabilitati il reddito imponibile è quello della famiglia di appartenenza (…) e che comprende pertanto anche il reddito individuale mensile del beneficiario del sussidio".

Considerato che già dalla prima lettura del testo della Circolare risulta perlomeno paradossale considerare come reddito imponibile dell'assistito (ovvero alla pari di reddito di lavoro autonomo o dipendente o di beni di altra natura) un servizio assistenziale erogato dalla pubblica amministrazione in forma indiretta ma a volte anche in forma diretta, non trattandosi di risorse che comunque in alcun modo possono essere utilizzate per spese voluttuari o personali di alcun genere, ma nella quasi totalità finalizzate alla fornitura in lavoro del servizio stesso (operatori sociali, educatori ecc. ecc.). Per analogia qualunque servizio erogato dalla Pubblica Amministrazione (dall'assistenza in agricoltura al lavoro dei funzionari pubblici per pratiche di edilizia, alla tradizionale assistenza domiciliare fino all'istruzione nelle scuole) secondo la logica dell'assessorato dovrebbe essere quantificato in reddito imponibile per il cittadino che ne usufruisce;

Considerato che vi è dunque una confusione e contraddizione nel testo della Circolare fra: da una parte, i servizi, le provvidenze assistenziali di natura economica (garantite a titolo risarcitorio di servizi non erogati dallo Stato) erogata solo a titolo della minorazione (pertanto indipendente dal reddito e  dall'età) e, dall'altra parte, le entrate provenienti dai sussidi (es. eventuali assegni per la povertà, o altri sussidi sociali monetari che non possono certamente essere confusi con servizi erogati), o da redditi derivati da trattamenti pensionistici (da lavoro ed, eventualmente, compresa la pensione di invalidità, che è una provvidenza economica che spetta a chi è inabile al lavoro ed è legata al reddito); prova di questa giusta distinzione è che nella procedura suddetta prevista dalla Circolare è che non viene conteggiata come reddito l' indennità di accompagnamento, mentre vengono conteggiati reddito – in contraddizione – appunto servizi come la Legge 162/98 o il "Ritornare a Casa".

 

Rilevato in particolare che non possono essere considerati tra tali entrate né i servizi erogati ai sensi della Legge 162/98 né i servizi erogati ai sensi del progetto Ritornare a Casa, in quanto appunto non costituiscono una erogazione monetaria ma finanziamenti per i piani di sostegno (in termini di ore di assistenza) alle persone con disabilità grave e loro familiari, e che i soggetti beneficiari e loro famiglie non intascano un soldo di tali finanziamenti;

Rilevato che dalle segnalazioni di molte famiglie, alcuni Comuni Sardi  stanno conteggiando nel reddito familiare per l'accesso al sussidio della Legge Regionale n.20/97 anche i finanziamenti assegnati con la legge 162/98 mentre altri chiedono di non ottemperare a tale procedura;

Considerata anche l'interessante e condivisibile nota dell'Unione di Comuni di Fenici, datata 27 giugno 2012, inviata all'Assessorato della Sanità e Politiche sociali dove si esprime la preoccupazione per la violazione di norme anche nazionali, oltre alla recente giurisprudenza della magistratura amministrativa, e che invita ragionevolmente l'Amministrazione regionale ad evitare contenziosi tra le Amministrazioni locali e l'utenza in grado di poter coinvolgere anche i funzionari coinvolti anche a titolo di responsabilità personale;

Considerato che tale procedura oltre che essere illegittima ed erronea, impedisce l'accesso alla Legge in oggetto, aumentando immotivatamente il reddito dell'assistito, e rischia di lasciare fuori da questo circuito assistenziale molte persone con  problematiche legate a salute mentale e autismo e loro famiglie già sfiancate dal forte carico assistenziale, in quanto li esclude appunto dal beneficio a causa di una soglia di limite di reddito, peraltro, vicina alla soglia di povertà, previsto in soli 475,36 euro mensili (!)

Rilevato che nella maggior parte dei casi le famiglie dei beneficiari del sussidio della Legge Regionale 20 sono costrette ad anticipare i finanziamenti a causa dei ritardi dell'erogazione stessa da parte della Regione e quindi dei Comuni

 

Interrogano l'Assessore della Sanità e Politiche Sociali

1.      Chiedendo tempestivamente di ritirare o in subordine modificare la citata Circolare e annullare l'applicazione che danneggia in maniera iniqua e insostenibile solo una piccola categoria di utenti in situazione di plurigravità accertata, che vede i servizi sociali comunali non in grado di rispondere in maniera improvvisa all'impoverimento del sostegno, anche al fine di evitare ulteriori contenziosi da parte delle famiglie e responsabilità personale nell'applicazione da parte di pubblici funzionari comunali;

 

2.      di monitorare con più efficacia l'applicazione della Legge Regionale 20 su tutto il territorio regionale, con preciso riferimento alle Linee Guida del 2008 ed in particolare al piano terapeutico abilitativo personalizzato e coprogettato con la famiglia del beneficiario, e  applicare una  tempestiva erogazione dei servizi di cui alla stessa, per migliorarne la qualità del servizio stesso e non gravare pesantemente sulle famiglie dei beneficiari.

Cagliari 20 luglio 2012

f.to

On Marco Espa, Francesca Barracciu, Elio Corda, Giannetto Mariani, Mario Bruno

18 luglio 2012

Ieri battaglia vinta in commissione sanità contro istituzionalizzazione delle persone!

Non autosufficienza: BLOCCATA TRIPLICAZIONE POSTI ISTITUZIONALIZZAZIONE DISABILI! Il fatto: la giunta regionale e la sua maggioranza hanno proposto con il DL 385 un articolo, il 7, che prevedeva quasi la triplicazione dei posti di ricovero in RSA per i non autosufficienti (dagli attuali 1650 - posti più che sufficienti a garantire chi non ha alternative - a più di 4000), ovvero un ritorno al passato, la possibile istituzionalizzazione dei gravi e gravissimi, con una spesa che sarebbe passata dagli attuali 65 mil. di euro a più di 180 mil., CON UNA SPESA PUBBLICA A PERSONA DI MINIMO 40 MILA EURO annui contro il massimo dei 14 mila euro attuali della 162!!! Un favore a chi sperava di costruire, di ricoverare, contro tutte le politiche attuali (legge 162, ritornare a casa, adi ecc ecc che secondo noi vanno sostenute e migliorate) del diritto di tutti di vivere il piu possibile nella sua famiglia o comunità, in qualunque situazione si trovi. Teniamo conto inoltre che molti degli attuali 1650 posti in RSA sono vuoti, la mentalità delle famiglie è cambiata. Io, Francesca Barracciu, Elio Corda, Giannetto Meloni e anche Nanni Campus ci siamo opposti con forza e determinazione, non solo parlando di diritti umani ma anche fornendo dati, numeri, considerazioni finanziarie, insomma non con pretesti ma con ragionamenti della vita reale. Dopo giorni di dura discussione ieri in Commissione Sanità l'assessore e la maggioranza ci hanno annunciato che condividevano il nostro emendamento soppressivo degli artt. 7 e 8 e lo abbiamo votato... quindi aumento bocciato! insomma ... :-)))

Marco Espa

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2 luglio 2012

ESPA (PD): Colpo di scena! improvvisamente riapparse nel sito della Regione le pagine sulla trasparenza dei procedimenti amministrativi!

Con soddisfazione rivediamo apparire nei siti della Regione le pagine "sparite" giovedi scorso e inerenti la trasparenza degli atti amministrativi. 
Leggiamo comunque con curiosità le giustificazioni dell'amministrazione regionale sulle motivazioni della sospensione delle pagine del sito (appena riattivate). In un comunicato parlano di problemi tecnici (si può leggere qui http://www.regione.sardegna.it/xml/getpage.php?cat=7876 ). 

Motivazioni molto curiose. 

Ci chiediamo infatti, senza ironia: come mai i problemi tecnici in Regione non si chiamano problemi tecnici? Come mai invece l'amministrazione regionale aveva sostituito le pagine con la roboante scritta (riportiamo testuale) " "I Compiti svolti dalla struttura organizzativa non implicano attualmente la pubblicazione di contenuti in questa pagina. Nel caso in cui intervengano modifiche e/o integrazioni dei compiti affidati a questa struttura, la pagina sarà tempestivamente adeguata alle nuove esigenze." 
Ci sembrano evidentemente motivazioni che nulla hanno a che vedere con problemi tecnici, ma ventilavano la sospensione perenne della pubblicazione delle pagine. Chissà cosa è successo all'interno della struttura che cura il sito.

In ogni caso i perchè e i per come ci saranno spiegati nella risposta alla nostra interrogazione. Adesso impostante che grazie al nostro lavoro e alle segnalazioni della stampa il buon servizio cosi importante per i cittadini e per le imprese sia stato riattivato. 

Marco Espa

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Colpo di scena! improvvisamente riapparse nel sito della Regione le pagine sulla trasparenza dei procedimenti amministrativi!
Dopo la denuncia di Marco Espa sulla sparizione dal 28 giugno delle pagine sulla Trasparenza nel sito della Regione, improvviso dietrofront dell'Amministrazione! Leggi la storia e gli articoli - Interrogazione urgente al Presidente della Regione. Nel sito della Regione Sardegna, da ieri non è più possibile seguire l'andamento dei procedimenti in corso relativi a bandi e leggi di settore.

...segui su
http://www.marcoespa.it/128_328_news_1698.php


30 giugno 2012

Comunicato stampa - Espa (Pd) improvvisamente scomparse dal sito della Regione le pagine sulla trasparenza dei procedimenti amministrativi. Interrogazione urgente al Presidente della Regione

Incredibile, improvvisamente scomparse dal sito della Regione le pagine sulla trasparenza dei procedimenti amministrativi.                                                                                                     Nel sito della Regione Sardegna, da ieri non è più possibile seguire l'andamento dei procedimenti in corso relativi a bandi e leggi di settore. 

Operazione che sino a ieri poteva essere fatta liberamente via internet per tenersi aggiornati su determine, tempi, modi, graduatorie ecc. 
Un operazione trasparenza, voluta dalla giunta di centrosinistra e continuata in qualche maniera anche dall'attuale governo regionale. Fino a giovedì scorso. Poi , misteriosamente, tutto sparito, tutto cancellato.
Da ieri, improvvisamente, se ci si collega ad un qualsiasi assessorato per avere notizie su un procedimento appare questa scritta:

Procedimenti:
"I Compiti svolti dalla struttura organizzativa non implicano attualmente la pubblicazione di contenuti in questa pagina. Nel caso in cui intervengano modifiche e/o integrazioni dei compiti affidati a questa struttura, la pagina sarà tempestivamente adeguata alle nuove esigenze."
 
In poche parole il significato che traspare è:
siccome non siamo tenuti per legge a dare informazioni non ne diamo anche se è un passo indietro sulla trasparenza e la comunicazione con i cittadini. 

Vengono inoltre cancellati e non resi disponibili tutti gli archivi già pronti e ordinati per materia, utilissimi ai singoli cittadini (per esempio per capire come accedere ad una legge che permette l'assistenza di una persona con disabilita) così come per le imprese (avere chiaro e tutto trasparentemente disponibile  per un finanziamento bandi, notizie, leggi, precedenti ecc.)
 
Questa giunta ci sta portando via anche le conquiste più basilari della democrazia moderna? siamo nel 2012 nell'epoca della comunicazione istantanea, sembra invece essere ritornati a 10anni fa dove per avere materialmente un atto regionale dovevi chiedere all'amico dell'amico... Un epoca che non deve più ritornare.

Per questo l'interrogazione urgente al presidente della regione per sapere come questo sia potuto accadere e per chiedere l'immediata ripubblicazione delle pagine web scomparse. Sarebbe altrimenti uno scandalo.


Marco Espa 

Per vedere una delle pagine svuotate si clicchi qui

http://www.regione.sardegna.it/j/v/47?s=1&v=9&c=64&c1=1291

e analogamente in ogni assessorato alla voce "procedimenti modulistica"



22 giugno 2012

COMUNICATO STAMPA - ESPA (PD): NO ALLA RICONVERSIONE "FORZATA" DEI DOCENTI SOVRANNUMERARI AL SOSTEGNO - INTERVENGA LA REGIONE


COMUNICATO STAMPA 

ESPA (PD):  LA REGIONE SOSTENGA LA BATTAGLIA DEI DOCENTI SARDI SPECIALIZZATI DEL SOSTEGNO E DELLE FAMIGLIE DEGLI STUDENTI CON DISABILITA'- DICA NO AI CORSI DI RICONVERSIONE AL SOSTEGNO PREVISTI DAL GOVERNO NAZIONALE. OGGI DEPOSITATA INTERPELLANZA IN CONSIGLIO REGIONALE (in allegato)

 

Abbiamo appreso dalle manifestazioni dei docenti e delle famiglie degli studenti con disabilità con grande sconcerto che, tramite un decreto direttoriale (il numero 7/12 del 16 aprile 2012), il Governo nazionale rischia di stravolgere il sistema delle graduatorie per gli insegnanti di sostegno, penalizzando i docenti qualificati facendoli sopravanzare da docenti poco qualificati. E lo ha fatto danneggiando prima di tutto la qualità per gli studenti con disabilità, con ripercussioni per migliaia di docenti in Sardegna e migliaia di studenti con disabilità.

Il decreto, infatti, prevede la riconversione quasi forzata a insegnanti di sostegno, dei docenti in esubero, detti anche "soprannumerari" attraverso un corso di formazione di poche ore (per lo più on-line). La conseguenza di questa decisione è dannosa sotto due aspetti: da un lato vengono penalizzati i docenti di sostegno che hanno investito in una vera formazione e dall'altro gli alunni con disabilità che saranno seguiti da personale con una formazione inadeguata al compito che dovranno svolgere. Negli anni, infatti, grazie ai corsi SISS (Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario), in Sardegna e in Italia si è formata una classe di docenti altamente specializzata che però sono sempre stati tenuti nel limbo della precarietà. Questo corso oggi consentirebbe che docenti di ruolo senza alcuna esperienza con il sostegno li sopravanzino in graduatoria. È un sistema barbaro che costringe al conflitto due categorie di insegnanti a discapito della qualità dell'insegnamento per gli alunni. Sebbene la riconversione sia formalmente su base volontaria, infatti, i docenti soprannumerari non hanno reali alternative: la prospettiva, in caso di mancata riconversione, è la cassa integrazione. Questo è inaccettabile. Il risultato è che chi ha scelto in autonomia di fare l'insegnante di sostegno, non lo può fare. Mentre chi ha scelto un'altra strada per l'insegnamento è costretto in un ruolo particolare e difficile per il quale non ci si può improvvisare. Il tutto, ovviamente, giustificato da un malinteso criterio economicista di razionalizzazione delle risorse.

Noi continuiamo a credere, confortati da innumerevoli sentenze, anche dell'Alta Corte, che i diritti, in primis quello allo studio, non siano negoziabili, né misurabili. Crediamo che la buona politica sia la strada maestra per risparmiare le risorse pubbliche e per utilizzarle in maniera efficace: lo spreco sono i soldi pubblici male utilizzati (molti o pochi non importa). Questo decreto va in direzione opposta al risparmio e al buon utilizzo delle risorse: dissipa l'investimento fatto in questi anni sugli insegnanti di sostegno, butta i soldi per formare (male e in maniera insufficiente) altri docenti e manderà in classe personale (suo malgrado) inadeguato a svolgere la funzione del sostegno.

Ecco il senso della nostra interpellanza alla Regione (ESPA primo firmatario insieme ai colleghi CUCCU, SECHI, BRUNO, BARRACCIU, BEN AMARA,  MARIANI, COCCO Pietro, COCCO Daniele, ZUNCHEDDU) affinché si attivi preso il Governo per segnalare questa stortura del sistema e chiedere il ritiro del Decreto direttoriale n. 7/2012, nonché per verificare quali e quanti sarebbero in Sardegna i docenti e gli alunni che sarebbero penalizzati dall'applicazione di quelle disposizioni.

 

Marco Espa

Membro della Commissione Istruzione e Cultura del Consiglio Regionale della Sardegna


22 giugno 2012



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CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA


INTERPELLANZA n.

Interpellanza urgente ESPA, CUCCU, SECHI, BRUNO, BARRACCIU, BEN AMARA,  MARIANI, COCCO Pietro, COCCO Daniele, ZUNCHEDDU sulla iniqua riconversione di cui al Decreto Direttoriale ministeriale n. 7 del 16 aprile 2012 del personale docente in esubero, riconvertito attraverso l'attivazione di brevi corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno agli alunni con disabilità, con decadimento della qualità dell'integrazione e con il rischio della disoccupazione per gli insegnanti di sostegno sardi con adeguata professionalità.

 

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I sottoscritti,

Visto il decreto direttoriale n. 7 del 16 aprile 2012 che disciplina la riconversione del personale docente in esubero (detti anche soprannumerari) attraverso l'attivazione di corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno agli alunni con disabilità; 

 

Considerato che con tale decreto, il personale docente in esubero viene ricollocato sui posti di sostegno dopo la frequentazione di un breve corso, con ben il 50% delle ore di formazione online, per altro non  ancora pianificato stando alle recenti dichiarazioni del Sottosegretario Doria, il cui costo è a carico del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della ricerca; 

 

Considerato che il decreto prevede l'accesso ai suddetti corsi su base volontaria, ma che al contempo  il docente soprannumerario che decidesse di non aderire rischierebbe di rientrare nelle misure individuate dalla legge n. 183 del 2011, con la ricollocazione forzata in altro ramo della pubblica amministrazione e, se ciò non fesse possibile, con la cassa integrazione, seguita da un possibile licenziamento, e che pertanto si parla di una base volontaria "obbligata" per molti; 

 

Considerato che questo fattore è comunque lesivo della dignità professionale degli stessi "docenti soprannumerari" che hanno diritto come ogni lavoratore dello Stato a non essere costretti "ob torto collo" a cimentarsi in un aspetto così delicato come l'ambito del sostegno;

 

Rilevato che sul livello nazionale non è stato ancora chiarito il numero dei docenti interessati (si parla di 15 mila – 20 mila docenti in esubero) che in seguito al corso svolgerebbe attività di sostegno sin dal prossimo anno scolastico 2012/2013 e di conseguenza, i docenti di sostegno precari che non lavoreranno;

 

Considerato che l'attuazione di tale decreto, penalizza certamente i docenti precari specializzati per le attività di sostegno, che hanno investito tempo e danaro formandosi per piu' di un anno attraverso i corsi SISS ((le Scuole di Specializzazione all'Insegnamento Secondario), di durata biennale per circa 1280 ore, orientandosi come vocazione e profilo professionale verso il sostegno che in  questi anni è stato anche arricchito di esperienza, e  che verranno scalzati dai docenti in esubero formatisi in appena un mese, senza esperienze precedenti e con  tutt'altra motivazione;

 

Rilevato che, cosa ancor piu' grave da un punto di vista deontologico, tale decreto non tiene minimamente conto della qualità dell'insegnamento destinato principalmente agli alunni con disabilità poiché questi saranno presi in carico da docenti non formati adeguatamente e probabilmente non motivati;

 

Considerato che il diritto allo studio e alla qualità dell'insegnamento è costituzionalmente garantito ed è un diritto soggettivo che ripetutamente viene confermato dai Giudici dei Tribunali di tutta Italia sino ormai dal 2004, contando oggi circa 1500 cause vinte dalle famiglie per ottenere un sostegno adeguato per i loro figli, contro il Ministero, e che solo in Sardegna se ne contano circa 150;

 

Considerata la difficile situazione finanziaria ed economica dell'Italia e della Sardegna, si ricorda contemporaneamente che la spesa per le persone con disabilità, dato ancora poco conosciuto,  nel nostro paese è inferiore di ben il 31% rispetto alla media europea.

 

Considerato anche che i docenti specializzati sul sostegno con maggiore esperienza sono stati finora penalizzati dal sistema di reclutamento attraverso le quattro aree divise nell'ambito della scuola superiore che non tenendo conto del punteggio danneggia, a tutto svantaggio degli alunni con disabilità, proprio i docenti con maggiore punteggio maturato nei tanti anni di servizio; 

 

Considerato ancora che un altro esito irrazionale che si verrebbe a determinare con l'applicazione del Decreto Direttoriale citato nelle premesse , già da settembre del prossimo anno,  il sorpasso in graduatoria dei docenti appena formatisi a danno degli insegnanti di sostegno di ruolo che da diversi anni operano nella stessa scuola. Infatti, questi sarebbero superati nelle graduatorie d'istituto dai «soprannumerari» convertiti in insegnanti di sostegno, poichè la maggior parte degli stessi dispone di molti anni di servizio ordinario. Ciò ovviamente, non garantirebbe più la continuità didattica che per gli studenti con disabilità rappresenta più che mai un indicatore di efficacia formativa e psicologica importantissimo, oltre ad un diritto umano; 

 

 

Interpella

 

il Presidente della Regione  e all'Assessore alla Pubblica Istruzione affinché, nell'interesse dei docenti sardi specializzati e per salvaguardare la qualità del sostegno per gli alunni con disabilità dei nostri territori:

 

a)     Se intende rappresentare, con un intervento urgente, la richiesta al Governo nazionale da parte della Sardegna di una correzione di marcia, a partire dal ritiro del decreto n. 7/2012, al fine di evitare inevitabili contenziosi di massa, da parte degli insegnanti e da parte delle famiglie degli alunni con disabilità, i cui esiti giurisprudenziali appaiono scontati e le cui condanne causerebbero, con i potenziali risarcimenti, un ingente quanto inopportuno danno alle casse statali;

 

b)    Se intende farsi parte in causa attiva anche con la richiesta urgente e tempestiva alla Direzione Scolastica Regionale del numero esatto di docenti interessati sul territorio sardo, per permettere alla Commissione Consiliare competente, ai docenti, famiglie, sindacati e all'intero Consiglio Regionale di conoscere l'esatta situazione e le ricadute nel precario tessuto occupazionale sardo (quanti sono i docenti sopranumerari in totale, quanti i docenti che hanno fatto domanda sul corso di formazione di cui al decreto direttoriale 7/2012, il numero esatto dei docenti precari qualificati e specializzati, quanti sono i docenti qualificati e specializzati che rimarrebbero fuori dalle assegnazioni di cattedra a causa della riconversione dei docenti in esubero riqualificati nel sostegno )

 

 

c)     Se intende invitare il Governo nazionale a predisporre soluzioni alternative per l'utilizzo del personale docente in esubero che non pregiudichino in alcun modo le legittime aspettative, i diritti del personale precario che andrebbe definitivamente stabilizzato al fine di garantire la continuità educativa e didattica agli studenti con disabilità, e, soprattutto, non danneggino alunni e studenti con disabilità che hanno diritto al sostegno da parte di docenti opportunamente ed approfonditamente formati ed adeguatamente motivati. 

 

 

Cagliari 22 giugno 2012

 

 

 

 

 

 

Firmato

 

On. Marco ESPA, CUCCU, SECHI, BRUNO, BARRACCIU, BEN AMARA,  MARIANI, COCCO Pietro, COCCO Daniele, ZUNCHEDDU

 

 

            


4 giugno 2012

invito! Mercoledi 6 giugno con RITA CORDA e DEBORA SERRACCHIANI a SELARGIUS! ore 19 piazza Cellarium





Ciao a tutte e a tutti!

questa è una newsletter dedicata completamente alle elezioni di domenica e lunedi prossimo per la scelta del Sindaco in numerose località della Sardegna. Voglio fermarmi un momento su Selargius: per la prima volta nella loro storia i selargini possono eleggere un sindaco donna. Capace e di grande competenza.

E' Rita Corda, che dopo un bel percorso di partecipazione democratica (ha vinto le Primarie) si propone come prossimo primo cittadino della città.  

Ho avuto modo in questi giorni di campagna elettorale di capire come lei viene sentita, chiamata nel suo territorio, come è conosciuta: come Rita, semplicemente, una selargina in mezzo alla sua comunità...! 

Io posso testimoniare, per quello che può contare, quanto Rita, tra le altre cose,  sia quotidianamente impegnata e sempre sintonizzata nei temi a me più cari: quelli del disagio sociale, delle povertà, del sostegno alle persone in situazione più estrema come le persone con disabilità, ma sempre con la dignità e la fierezza di saper difendere e promuovere i diritti delle persone, in qualunque condizione esse siano, contro ogni discriminazione. E' una da sempre dalla nostra parte. 
Il suo programma (lo trovate allegato) vede una particolare attenzione alle politiche di sostegno alla famiglia: non esiste comunità se in un momento di crisi non si sostiene concretamente il ruolo della famiglia.
Per questo sostengo con decisione Rita e invito tutti a votarla e, per chi non è del posto, che faccia uno sforzo, una telefonata, per invitare gli amici a darle il voto.
 
E nel frattempo, poterla incontrare: la prima occasione è questo mercoledi 6 Giugno a Selargius, in Piazza Cellarium alle ore 19. 
E' anche un piacere sapere che verrà appositamente per testimoniare il suo sostegno - insieme alla nostra Francesca Barracciu -  Debora Serracchiani, la giovane parlamentare europea del PD, una figura molto nota per le sue battaglie per il rinnovamento e il cambiamento nei partiti.  

Credo che sia un'occasione da non perdere, non solo perchè non è solito vedere una classe dirigente che si propone anche come cambiamento di genere, ma anche per i contenuti e i programmi che possono veramente migliorare la vita della comunità.
In allegato trovate il programma completo di Rita, estremamente curato e condiviso, e molto realizzabile, poche chiacchiere, molta concretezza.
Allora ci vediamo mercoledì a Selargius!

Marco Espa

Qui invece i link dove approfondire e rimanere in contatto con Rita: 
 
su Facebook :