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Lingua Sarda: Interrogazione di Marco Espa, Giuseppe Cuccu e Mario Bruno. La Regione vuole "imporre" ai Comuni per decreto e in cinque giorni la Limba sarda comuna (LSC)?
I Consiglieri regionali del PD Espa, Cuccu e Bruno (tutti membri della Commissione Cultura del Consiglio Regionale) hanno presentato un'interrogazione al Presidente della Regione e all'Assessore alla Pubblica Istruzione affinché venga fatta chiarezza sui criteri fissati dalla Regione per l'utilizzo del sardo scritto nella "produzione testuale (traduzione, materiale divulgativo e promozionale)" degli enti pubblici. La delibera 32/67 del 24 luglio scorso, infatti, prevede una premialità finanziaria (nella misura di 100 mila euro) solo per quegli enti che si conformeranno alla cosiddetta Limba sarda comuna (LSC), con obbligo di darne comunicazione via fax in soli 5 giorni (!!!).
"Si tratta evidentemente di una forzatura che non ha niente a che fare con la difesa e la valorizzazione della lingua sarda – dichiara Marco Espa, primo firmatario dell'interrogazione - Qualcuno in Regione pensa di poter "costringere" con un incentivo economico e in maniera burocratica i Comuni della Sardegna a prendere posizione in cinque giorni – dopo millenni di storia - per una "lingua" che non è quella della loro comunità locale? Qualcuno si immagina le reazioni giustissime delle popolazioni interessate? Cosi si sta snaturando l'utile progetto della LSC che, all'interno di veri interventi per la valorizzazione della lingua sarda, aveva previsto, in via sperimentale, l'utilizzo di norme linguistiche di riferimento per la lingua sarda scritta. Non si impone nulla per decreto e tantomeno lasciando intendere che senza l'adesione alla Limba sarda comuna non si riceveranno incentivi. Noi vogliamo partecipazione alle scelte, non imposizioni dall'alto. Per questo chiediamo – conclude Espa - l'annullamento immediato della procedura con adeguata modifica che non penalizzi gli enti locali."
- di seguito l'interrogazione presentata oggi
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CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
QUATTORDICESIMA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE urgente ESPA, CUCCU, BRUNO - con richiesta di risposta scritta, in merito al comportamento linguisticamente discriminatorio messo in atto dalla Regione nei confronti dei Comuni sardi e degli Enti locali per imporre la LCS (Limba Sarda Comuna), con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 32/67 del 24 luglio 2012, criterio 3
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I sottoscritti,
Premesso che
in data 24 luglio 2012 novembre la Giunta Regionale, nell'allegato alla delibera n. 32/67 in oggetto, riteneva opportuno, in merito alla tutela e valorizzazione della lingua sarda, definire dei criteri di ripartizione di fondi regionali integrativi ai finanziamenti della L. 482/99 dello Stato.
Considerato che
in detto allegato il cosiddetto criterio n. 3 distribuisce € 100.000 quale premialità a quei progetti che prevedono, nella produzione scritta degli sportelli linguistici, l'utilizzo delle norme linguistiche di riferimento a carattere sperimentale per la lingua sarda scritta, di cui alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 16/14 del 18 aprile 2006, cioè alla norma linguistica meglio conosciuta come LSC (Limba Sarda Comuna).
Considerato che
in riferimento al citato criterio n. 3, numerosi comuni titolari di progetto finanziato dalla sopramenzionata L. 482/99 dello Stato hanno di recente ricevuto una comunicazione scritta nella quale si chiede ai comuni di cui sopra di comunicare "quale norma linguistica ortografica intende adottare nella produzione testuale".
il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della Pubblica Istruzione per sapere:
2. Per quali motivi la Regione non tiene conto del fatto che gli anni dal 2006 a oggi hanno visto la Sardegna protagonista di grandi cambiamenti intervenuti sul versante linguistico, come per es. delle scelte sul settore della lingua sarda operate dal secondo Ente più importante della Sardegna, cioè dalla Provincia di Cagliari, che il 17 marzo 2010, ha approvato con voto unanime del suo Consiglio l'adozione della norma Campidanese della Lingua Sarda.
3. di annullare e riscrivere immediatamente il criterio n. 3, onde non aprire contenziosi con gli Enti Locali, tenendo conto dello spirito della LSC, che vuole valorizzare, valorizza e sostiene tutte le varietà linguistiche parlate e scritte in uso nel territorio regionale.
Cagliari, 19 settembre 2012
On. Marco Espa
On. Giuseppe Cuccu
On. Mario Bruno
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
QUATTORDICESIMA LEGISLATURA
Interrogazione urgente Marco ESPA
Sul pesante fenomeno di inquinamento olfattivo da miasmi fuoriuscenti dall'impianto di compostaggio del CACIP di Macchiareddu con gravi ripercussioni bio-psichici delle persone abitanti nel Comune di Capoterra
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Il sottoscritto,
Premesso che in località Macchiareddu nel Comune di Capoterra è in funzione dal 2007 un impianto di compostaggio esercito dal CACIP che lavora la frazione umida dei rifiuti di comuni dell' hinterland cagliaritano;
Considerato che dall'impianto di Compostaggio del CACIP quotidianamente continuano a fuoriuscire maleodoranti esalazioni che arrecano un evidente e talvolta insopportabile disagio olfattivo a migliaia di cittadini residenti nel Comune di Capoterra, soprattutto a coloro che dimorano nella zona prossima a detto impianto nelle località La Maddalena e Residenza del Sole fino ad arrivare alle lottizzazioni di Frutti d'oro e Torre degli Ulivi
Considerato che i disagi di cui sopra sono stati inutilmente e ripetutamente denunciati dalle TV locali, giornali e tutti gli organi di informazione, oltre che dagli stessi cittadini e dalle loro organizzazioni;
Visto lo studio sui gravi effetti bio-psichici dei fenomeni di inquinamento olfattivo dei ricercatori del prestigioso Istituto di ricerca farmacologico e ambientale "Mario Negri" di Milano (http://www.marionegri.it/mn/it/aggiornamento/news/archivionews11/InquinamentOlfattivo.html ) dove si afferma che l'inquinamento olfattivo provoca "… situazioni di stress, stress vero, che, a lungo andare, portano ad un peggioramento della qualità della vita. Si è sempre attenti all'odore e lo si percepisce subito. Ci si sente deprivati della libertà personale. Fastidio, intolleranza, si percepisce un senso di irritazione. Ma non sono solo i sintomi di tipo somatico che si osservano. Esistono delle patologie associate ben descritte, quali nausea, alterazione del sonno, attacchi di asma più frequenti nelle persone che ne soffrono, dolori articolari, per citarne alcuni…"
Considerata la difficoltà per le amministrazioni locali di poter agire indipendentemente senza il sostegno dell'Assessorato regionale competente;
Interroga l'Assessore all'Ambiente della Regione Sardegna
Per chiedere di intervenire con estrema urgenza e in maniera straordinaria, viste le migliaia di persone coinvolte, per accelerare tutte le procedure previste per la soluzione definitiva del caso in particolare con il sollecito, anche al Ministero dell'Ambiente, per ottenere in tempi strettissimi tutte le autorizzazioni necessarie alla immediata copertura del sito e alla fornitura di adeguati filtri; di valutare la riduzione dei conferimenti al sito in attesa della soluzione, che deve essere prossima, del grave problema;
tenuto conto che la norma tecnica di riferimento per i monitoraggi olfattometrici è la UNI 13725 e che il sottoscritto non ha notizia che in Sardegna sussistano laboratori di analisi accreditati per l'effettuazione di questo tipo di analisi, si chiede di sapere se il CACIP abbia posto in essere tale monitoraggio e con quali modalità ne venga data concreta attuazione e diffusione dei relativi dati; in subordine si chiede che l'Assessorato in proprio inizi con urgenza la rilevazione dei dati e alla diffusione dei relativi report.
Cagliari 2 agosto 2012
On Marco Espa,
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
QUATTORDICESIMA LEGISLATURA
Interrogazione urgente ESPA, BARRACCIU, CORDA, MARIANI, BRUNO
Sulla recente direttiva della direzione Politiche Sociali della Regione in merito all'attuazione della Legge Regionale 20/97 (ex L.R. n.15/92) in favore di persone con patologie psichiatriche, sofferenti mentali e/o con autismo.
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I sottoscritti,
Vista la Circolare della Direzione Politiche Sociali della Regione Sardegna n.3431 del 19 marzo 2012 recante disposizioni per l'attuazione delle procedure di cui alla Legge Regionale n.20/97 in favore di persone con patologie psichiatriche e/o con Autismo, relative alla determinazione del reddito del soggetto richiedente;
Considerato che la suddetta Legge, fra le tipologie dei servizi prevede l'erogazione di un sussidio economico o, in alternativa, il finanziamento di interventi di inserimento in attività lavorative e di socializzazione e altri interventi per il mantenimento di standard minimi di qualità della vita, e che tale sussidio prevede l'elaborazione di un Progetto Terapeutico Abilitativo Personalizzato (Procedura Prot. N 6809 del 29 maggio 2008) predisposto dal centro di salute mentale e dagli altri soggetti di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 20 del 1997, e concordati con il comune di residenza della persona assistita.
Visto che la citata Circolare prevede che per accedere ai sussidi i Comuni debbano considerare tutte le entrate derivanti da interventi nazionali e regionali […]
" 2. Concorrono alla determinazione del reddito individuale mensile tutte le entrate, comunque conseguite, comprese le erogazioni assistenziali per invalidità civile ed i trattamenti pensionistici,
escluso l' assegno di accompagnamento.
3. I minori, interdetti o inabilitati non sono assistibili quando la famiglia di appartenenza superi il reddito imponibile di lire 50 milioni (i limiti aggiornati e sono indicati in Determinazione PROT. N. 3631 REP. N.142 DEL 21 marzo 2012 sono - importo mensile individuale euro 475,36 e importo annuo imponibile della famiglia di appartenenza di minori, interdetti o inabilitati euro 41.275,48.")
Visto come si legge nella Circolare che sono comprese nella determinazione del reddito "le erogazioni assistenziali (quali ad esempio a titolo, meramente esplicativo Legge 162, ritornare a casa, interventi immediati, assegni di cura, povertà estreme ecc…) oltre agli assegni per invalidità civile ed i trattamenti pensionistici esclusa l'indennità di accompagnamento. Per i minori, interdetti o inabilitati il reddito imponibile è quello della famiglia di appartenenza (…) e che comprende pertanto anche il reddito individuale mensile del beneficiario del sussidio".
Considerato che già dalla prima lettura del testo della Circolare risulta perlomeno paradossale considerare come reddito imponibile dell'assistito (ovvero alla pari di reddito di lavoro autonomo o dipendente o di beni di altra natura) un servizio assistenziale erogato dalla pubblica amministrazione in forma indiretta ma a volte anche in forma diretta, non trattandosi di risorse che comunque in alcun modo possono essere utilizzate per spese voluttuari o personali di alcun genere, ma nella quasi totalità finalizzate alla fornitura in lavoro del servizio stesso (operatori sociali, educatori ecc. ecc.). Per analogia qualunque servizio erogato dalla Pubblica Amministrazione (dall'assistenza in agricoltura al lavoro dei funzionari pubblici per pratiche di edilizia, alla tradizionale assistenza domiciliare fino all'istruzione nelle scuole) secondo la logica dell'assessorato dovrebbe essere quantificato in reddito imponibile per il cittadino che ne usufruisce;
Considerato che vi è dunque una confusione e contraddizione nel testo della Circolare fra: da una parte, i servizi, le provvidenze assistenziali di natura economica (garantite a titolo risarcitorio di servizi non erogati dallo Stato) erogata solo a titolo della minorazione (pertanto indipendente dal reddito e dall'età) e, dall'altra parte, le entrate provenienti dai sussidi (es. eventuali assegni per la povertà, o altri sussidi sociali monetari che non possono certamente essere confusi con servizi erogati), o da redditi derivati da trattamenti pensionistici (da lavoro ed, eventualmente, compresa la pensione di invalidità, che è una provvidenza economica che spetta a chi è inabile al lavoro ed è legata al reddito); prova di questa giusta distinzione è che nella procedura suddetta prevista dalla Circolare è che non viene conteggiata come reddito l' indennità di accompagnamento, mentre vengono conteggiati reddito – in contraddizione – appunto servizi come la Legge 162/98 o il "Ritornare a Casa".
Rilevato in particolare che non possono essere considerati tra tali entrate né i servizi erogati ai sensi della Legge 162/98 né i servizi erogati ai sensi del progetto Ritornare a Casa, in quanto appunto non costituiscono una erogazione monetaria ma finanziamenti per i piani di sostegno (in termini di ore di assistenza) alle persone con disabilità grave e loro familiari, e che i soggetti beneficiari e loro famiglie non intascano un soldo di tali finanziamenti;
Rilevato che dalle segnalazioni di molte famiglie, alcuni Comuni Sardi stanno conteggiando nel reddito familiare per l'accesso al sussidio della Legge Regionale n.20/97 anche i finanziamenti assegnati con la legge 162/98 mentre altri chiedono di non ottemperare a tale procedura;
Considerata anche l'interessante e condivisibile nota dell'Unione di Comuni di Fenici, datata 27 giugno 2012, inviata all'Assessorato della Sanità e Politiche sociali dove si esprime la preoccupazione per la violazione di norme anche nazionali, oltre alla recente giurisprudenza della magistratura amministrativa, e che invita ragionevolmente l'Amministrazione regionale ad evitare contenziosi tra le Amministrazioni locali e l'utenza in grado di poter coinvolgere anche i funzionari coinvolti anche a titolo di responsabilità personale;
Considerato che tale procedura oltre che essere illegittima ed erronea, impedisce l'accesso alla Legge in oggetto, aumentando immotivatamente il reddito dell'assistito, e rischia di lasciare fuori da questo circuito assistenziale molte persone con problematiche legate a salute mentale e autismo e loro famiglie già sfiancate dal forte carico assistenziale, in quanto li esclude appunto dal beneficio a causa di una soglia di limite di reddito, peraltro, vicina alla soglia di povertà, previsto in soli 475,36 euro mensili (!)
Rilevato che nella maggior parte dei casi le famiglie dei beneficiari del sussidio della Legge Regionale 20 sono costrette ad anticipare i finanziamenti a causa dei ritardi dell'erogazione stessa da parte della Regione e quindi dei Comuni
Interrogano l'Assessore della Sanità e Politiche Sociali
1. Chiedendo tempestivamente di ritirare o in subordine modificare la citata Circolare e annullare l'applicazione che danneggia in maniera iniqua e insostenibile solo una piccola categoria di utenti in situazione di plurigravità accertata, che vede i servizi sociali comunali non in grado di rispondere in maniera improvvisa all'impoverimento del sostegno, anche al fine di evitare ulteriori contenziosi da parte delle famiglie e responsabilità personale nell'applicazione da parte di pubblici funzionari comunali;
2. di monitorare con più efficacia l'applicazione della Legge Regionale 20 su tutto il territorio regionale, con preciso riferimento alle Linee Guida del 2008 ed in particolare al piano terapeutico abilitativo personalizzato e coprogettato con la famiglia del beneficiario, e applicare una tempestiva erogazione dei servizi di cui alla stessa, per migliorarne la qualità del servizio stesso e non gravare pesantemente sulle famiglie dei beneficiari.
Cagliari 20 luglio 2012
On Marco Espa, Francesca Barracciu, Elio Corda, Giannetto Mariani, Mario Bruno
ESPA (PD): LA REGIONE SOSTENGA LA BATTAGLIA DEI DOCENTI SARDI SPECIALIZZATI DEL SOSTEGNO E DELLE FAMIGLIE DEGLI STUDENTI CON DISABILITA'- DICA NO AI CORSI DI RICONVERSIONE AL SOSTEGNO PREVISTI DAL GOVERNO NAZIONALE. OGGI DEPOSITATA INTERPELLANZA IN CONSIGLIO REGIONALE (in allegato)
Abbiamo appreso dalle manifestazioni dei docenti e delle famiglie degli studenti con disabilità con grande sconcerto che, tramite un decreto direttoriale (il numero 7/12 del 16 aprile 2012), il Governo nazionale rischia di stravolgere il sistema delle graduatorie per gli insegnanti di sostegno, penalizzando i docenti qualificati facendoli sopravanzare da docenti poco qualificati. E lo ha fatto danneggiando prima di tutto la qualità per gli studenti con disabilità, con ripercussioni per migliaia di docenti in Sardegna e migliaia di studenti con disabilità.
Il decreto, infatti, prevede la riconversione quasi forzata a insegnanti di sostegno, dei docenti in esubero, detti anche "soprannumerari" attraverso un corso di formazione di poche ore (per lo più on-line). La conseguenza di questa decisione è dannosa sotto due aspetti: da un lato vengono penalizzati i docenti di sostegno che hanno investito in una vera formazione e dall'altro gli alunni con disabilità che saranno seguiti da personale con una formazione inadeguata al compito che dovranno svolgere. Negli anni, infatti, grazie ai corsi SISS (Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario), in Sardegna e in Italia si è formata una classe di docenti altamente specializzata che però sono sempre stati tenuti nel limbo della precarietà. Questo corso oggi consentirebbe che docenti di ruolo senza alcuna esperienza con il sostegno li sopravanzino in graduatoria. È un sistema barbaro che costringe al conflitto due categorie di insegnanti a discapito della qualità dell'insegnamento per gli alunni. Sebbene la riconversione sia formalmente su base volontaria, infatti, i docenti soprannumerari non hanno reali alternative: la prospettiva, in caso di mancata riconversione, è la cassa integrazione. Questo è inaccettabile. Il risultato è che chi ha scelto in autonomia di fare l'insegnante di sostegno, non lo può fare. Mentre chi ha scelto un'altra strada per l'insegnamento è costretto in un ruolo particolare e difficile per il quale non ci si può improvvisare. Il tutto, ovviamente, giustificato da un malinteso criterio economicista di razionalizzazione delle risorse.
Noi continuiamo a credere, confortati da innumerevoli sentenze, anche dell'Alta Corte, che i diritti, in primis quello allo studio, non siano negoziabili, né misurabili. Crediamo che la buona politica sia la strada maestra per risparmiare le risorse pubbliche e per utilizzarle in maniera efficace: lo spreco sono i soldi pubblici male utilizzati (molti o pochi non importa). Questo decreto va in direzione opposta al risparmio e al buon utilizzo delle risorse: dissipa l'investimento fatto in questi anni sugli insegnanti di sostegno, butta i soldi per formare (male e in maniera insufficiente) altri docenti e manderà in classe personale (suo malgrado) inadeguato a svolgere la funzione del sostegno.
Ecco il senso della nostra interpellanza alla Regione (ESPA primo firmatario insieme ai colleghi CUCCU, SECHI, BRUNO, BARRACCIU, BEN AMARA, MARIANI, COCCO Pietro, COCCO Daniele, ZUNCHEDDU) affinché si attivi preso il Governo per segnalare questa stortura del sistema e chiedere il ritiro del Decreto direttoriale n. 7/2012, nonché per verificare quali e quanti sarebbero in Sardegna i docenti e gli alunni che sarebbero penalizzati dall'applicazione di quelle disposizioni.
Marco Espa
Membro della Commissione Istruzione e Cultura del Consiglio Regionale della Sardegna
22 giugno 2012
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CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
INTERPELLANZA n.
Interpellanza urgente ESPA, CUCCU, SECHI, BRUNO, BARRACCIU, BEN AMARA, MARIANI, COCCO Pietro, COCCO Daniele, ZUNCHEDDU sulla iniqua riconversione di cui al Decreto Direttoriale ministeriale n. 7 del 16 aprile 2012 del personale docente in esubero, riconvertito attraverso l'attivazione di brevi corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno agli alunni con disabilità, con decadimento della qualità dell'integrazione e con il rischio della disoccupazione per gli insegnanti di sostegno sardi con adeguata professionalità.
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I sottoscritti,
Visto il decreto direttoriale n. 7 del 16 aprile 2012 che disciplina la riconversione del personale docente in esubero (detti anche soprannumerari) attraverso l'attivazione di corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno agli alunni con disabilità;
Considerato che con tale decreto, il personale docente in esubero viene ricollocato sui posti di sostegno dopo la frequentazione di un breve corso, con ben il 50% delle ore di formazione online, per altro non ancora pianificato stando alle recenti dichiarazioni del Sottosegretario Doria, il cui costo è a carico del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della ricerca;
Considerato che il decreto prevede l'accesso ai suddetti corsi su base volontaria, ma che al contempo il docente soprannumerario che decidesse di non aderire rischierebbe di rientrare nelle misure individuate dalla legge n. 183 del 2011, con la ricollocazione forzata in altro ramo della pubblica amministrazione e, se ciò non fesse possibile, con la cassa integrazione, seguita da un possibile licenziamento, e che pertanto si parla di una base volontaria "obbligata" per molti;
Considerato che questo fattore è comunque lesivo della dignità professionale degli stessi "docenti soprannumerari" che hanno diritto come ogni lavoratore dello Stato a non essere costretti "ob torto collo" a cimentarsi in un aspetto così delicato come l'ambito del sostegno;
Rilevato che sul livello nazionale non è stato ancora chiarito il numero dei docenti interessati (si parla di 15 mila – 20 mila docenti in esubero) che in seguito al corso svolgerebbe attività di sostegno sin dal prossimo anno scolastico 2012/2013 e di conseguenza, i docenti di sostegno precari che non lavoreranno;
Considerato che l'attuazione di tale decreto, penalizza certamente i docenti precari specializzati per le attività di sostegno, che hanno investito tempo e danaro formandosi per piu' di un anno attraverso i corsi SISS ((le Scuole di Specializzazione all'Insegnamento Secondario), di durata biennale per circa 1280 ore, orientandosi come vocazione e profilo professionale verso il sostegno che in questi anni è stato anche arricchito di esperienza, e che verranno scalzati dai docenti in esubero formatisi in appena un mese, senza esperienze precedenti e con tutt'altra motivazione;
Rilevato che, cosa ancor piu' grave da un punto di vista deontologico, tale decreto non tiene minimamente conto della qualità dell'insegnamento destinato principalmente agli alunni con disabilità poiché questi saranno presi in carico da docenti non formati adeguatamente e probabilmente non motivati;
Considerato che il diritto allo studio e alla qualità dell'insegnamento è costituzionalmente garantito ed è un diritto soggettivo che ripetutamente viene confermato dai Giudici dei Tribunali di tutta Italia sino ormai dal 2004, contando oggi circa 1500 cause vinte dalle famiglie per ottenere un sostegno adeguato per i loro figli, contro il Ministero, e che solo in Sardegna se ne contano circa 150;
Considerata la difficile situazione finanziaria ed economica dell'Italia e della Sardegna, si ricorda contemporaneamente che la spesa per le persone con disabilità, dato ancora poco conosciuto, nel nostro paese è inferiore di ben il 31% rispetto alla media europea.
Considerato anche che i docenti specializzati sul sostegno con maggiore esperienza sono stati finora penalizzati dal sistema di reclutamento attraverso le quattro aree divise nell'ambito della scuola superiore che non tenendo conto del punteggio danneggia, a tutto svantaggio degli alunni con disabilità, proprio i docenti con maggiore punteggio maturato nei tanti anni di servizio;
Considerato ancora che un altro esito irrazionale che si verrebbe a determinare con l'applicazione del Decreto Direttoriale citato nelle premesse , già da settembre del prossimo anno, il sorpasso in graduatoria dei docenti appena formatisi a danno degli insegnanti di sostegno di ruolo che da diversi anni operano nella stessa scuola. Infatti, questi sarebbero superati nelle graduatorie d'istituto dai «soprannumerari» convertiti in insegnanti di sostegno, poichè la maggior parte degli stessi dispone di molti anni di servizio ordinario. Ciò ovviamente, non garantirebbe più la continuità didattica che per gli studenti con disabilità rappresenta più che mai un indicatore di efficacia formativa e psicologica importantissimo, oltre ad un diritto umano;
Interpella
il Presidente della Regione e all'Assessore alla Pubblica Istruzione affinché, nell'interesse dei docenti sardi specializzati e per salvaguardare la qualità del sostegno per gli alunni con disabilità dei nostri territori:
a) Se intende rappresentare, con un intervento urgente, la richiesta al Governo nazionale da parte della Sardegna di una correzione di marcia, a partire dal ritiro del decreto n. 7/2012, al fine di evitare inevitabili contenziosi di massa, da parte degli insegnanti e da parte delle famiglie degli alunni con disabilità, i cui esiti giurisprudenziali appaiono scontati e le cui condanne causerebbero, con i potenziali risarcimenti, un ingente quanto inopportuno danno alle casse statali;
b) Se intende farsi parte in causa attiva anche con la richiesta urgente e tempestiva alla Direzione Scolastica Regionale del numero esatto di docenti interessati sul territorio sardo, per permettere alla Commissione Consiliare competente, ai docenti, famiglie, sindacati e all'intero Consiglio Regionale di conoscere l'esatta situazione e le ricadute nel precario tessuto occupazionale sardo (quanti sono i docenti sopranumerari in totale, quanti i docenti che hanno fatto domanda sul corso di formazione di cui al decreto direttoriale 7/2012, il numero esatto dei docenti precari qualificati e specializzati, quanti sono i docenti qualificati e specializzati che rimarrebbero fuori dalle assegnazioni di cattedra a causa della riconversione dei docenti in esubero riqualificati nel sostegno )
c) Se intende invitare il Governo nazionale a predisporre soluzioni alternative per l'utilizzo del personale docente in esubero che non pregiudichino in alcun modo le legittime aspettative, i diritti del personale precario che andrebbe definitivamente stabilizzato al fine di garantire la continuità educativa e didattica agli studenti con disabilità, e, soprattutto, non danneggino alunni e studenti con disabilità che hanno diritto al sostegno da parte di docenti opportunamente ed approfonditamente formati ed adeguatamente motivati.
Cagliari 22 giugno 2012
Firmato
On. Marco ESPA, CUCCU, SECHI, BRUNO, BARRACCIU, BEN AMARA, MARIANI, COCCO Pietro, COCCO Daniele, ZUNCHEDDU