4 giugno 2009

No ai tagli nella scuola! Interpellanza in Consiglio Regionale

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
QUATTORDICESIMA LEGISLATURA

INTERPELLANZA ESPA, BRUNO, CARIA, CUCCU, MELONI Valerio, SOLINAS Antonio sulla drammatica situazione dei tagli del Governo per la Scuola pubblica in Sardegna e per le possibili conseguenze discriminatorie nei confronti degli studenti sardi con disabilità.
I SOTTOSCRITTI,
PREMESSO che a seguito della drastica riduzione delle cattedre annunciata dal nuovo regolamento Gelmini per il prossimo anno scolastico 2009/2010, un migliaio di insegnanti precari storici della Sardegna rischiano di restare esclusi dagli incarichi annuali di insegnamento;

considerato che, come rilevato dalle dichiarazioni del Direttore Scolastico Regionale Armando Pietrella nell’audizione alla Commissione Consiliare competente, ai numerosi pensionamenti per il prossimo anno non corrisponderanno altrettante immissioni in ruolo dei docenti aventi diritto, e che si manterrà pertanto una situazione di precariato che non sarà stabilizzato;
considerata la mobilitazione dei sindacati della Scuola che denunciano, tra l’altro, più di 2.200 posti a rischio tra personale docente e ATA in Sardegna già dall’inizio del prossimo anno scolastico e le conseguenze per oltre 500 docenti soprannumerari che saranno costretti improvvisamente a cambiare sede di servizio peggiorando le loro condizioni di lavoro e di vita, con maggiori costi da sostenere;
considerato che la richiamata riduzione delle cattedre, e il previsto aumento del numero di studenti per classe, il possibile accorpamento delle classi e chiusura di scuole, la riduzione del tempo pieno, oltre alla perdita delle opportunità di lavoro per gli insegnanti precari, rischia di determinare un preoccupante deterioramento della qualità della scuola, con gravi minacce per i diritti essenziali dell'istruzione pubblica in Sardegna, oltre che generare enormi disagi agli alunni stessi e alle loro famiglie, riporterebbe la Scuola Sarda indietro di qualche decennio attraverso la incontestabile riduzione del “tempo scuola”;
costatato che il richiamato aumento del numero di studenti per classe, dell'accorpamento e della chiusura di scuole potrebbe avrebbe effetti devastanti in particolare per i piccoli centri dell'Isola, che sarebbero così privati di un servizio essenziale di progresso e sviluppo per il territorio, molto spesso l’unica presenza locale delle istituzioni; e che già si manifestano i primi accorpamenti “automatici”, basati su un mero calcolo numerico e non sull'offerta formativa proposta alle famiglie, che vedono la composizione di classi molto numerose con la compresenza di più alunni con disabilità;
considerato che in modo particolare nei piccoli centri si è a rischio di conseguenze discriminatorie e non inclusive per gli alunni con disabilità, circa 4500 in Sardegna nelle scuole di ogni ordine e grado, che hanno oggettive difficoltà negli spostamenti in un Comune diverso da quello di residenza e che sarebbero pertanto a rischio dispersione, con la reale possibilità che la chiusura dei plessi nei piccoli centri possa significare l’impedimento, per le situazioni più gravi, della stessa frequenza scolastica e la negazione del costituzionale diritto allo studio;
rilevato che la situazione sull’attribuzione del sostegno scolastico agli alunni con disabilità deve rispondere alle esigenze effettive espresse e documentate che devono essere soddisfatte per garantire pienamente il diritto allo studio, anche con il rapporto 1:1, come già stabilito dalle numerose sentenze dei Tribunali Ordinari della Sardegna prima e dai TAR e Consiglio di Stato oggi, che ribadiscono la necessità di attente valutazioni caso per caso, nonostante il rapporto medio nazionale, al fine di garantire nel rispetto della Costituzione il “pieno soddisfacimento delle effettive esigenze rilevate” (Ordinanza del Consiglio di Stato del 24 febbraio 2009);
rilevato che la drammatica situazione degli insegnanti precari e la tensione generalizzata del mondo scolastico sono aggravate in Sardegna dall’inerzia della Giunta regionale di affermare subito con forza ed efficacia di fronte al Governo nazionale la peculiarità evidente della situazione sarda, non solo culturale ed identitaria ma legata anche alla distribuzione della popolazione e alla difficile viabilità;
considerato che è dovere del Ministero della Pubblica Istruzione quello di garantire il diritto allo studio di tutti i cittadini attraverso l’impiego dell’organico qualificato e dei finanziamenti necessari alle Scuole per migliorare la qualità dell’offerta formativa, in rete con tutti gli attori istituzionali coinvolti ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, Ministero della Salute, Regioni, Aziende Sanitarie, Provincie, Comuni;
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione per sapere:
1) quali iniziative intendano assumere per affrontare e sostenere le rivendicazioni degli insegnanti precari al fine di assicurare la loro stabilizzazione occupazionale nell'ambito della riqualificazione del sistema scolastico e formativo della nostra Regione;
2) se intendono procedere con la massima urgenza all’apertura di una vertenza con il Governo nazionale al fine di assicurare il diritto allo studio dei giovani sardi attraverso l'adozione di un piano generale per la riqualificazione del sistema regionale della pubblica istruzione, che impedisca la chiusura delle Scuole, anche nei piccoli centri;
3) sempre nella citata vertenza che sia tutelato il diritto allo studio degli studenti con disabilità sardi, attraverso provvedimenti il più possibile rispondenti alle reali esigenze di ciascuno e non rispondenti a meri calcoli ragionieristici, perchè non si rischi di fare passi indietro sui diritti essenziali acquisiti, affinché non si creino gravi discriminazioni e si garantiscano pari opportunità per tutti.
Cagliari, 3 giugno 2009

2 giugno 2009

No alla schedatura dei Sinti italiani

Scrivi anche tu al Presidente della Repubblica contro una legge che porterà ad una schedatura su base etnica per i Sinti italiani. Vai in questa pagina e compila il modulo con i dati richiesti. Nello spazio oggetto inserisci “no alla schedatura”. Nello spazio testo inserisci l’appello che trovi qui sotto.



Egregio Presidente, chiedo il suo intervento sul Parlamento per lo stralcio degli articoli 36 e 44 del ddl n. 733 in discussione in Parlamento.

L’approvazione degli articoli 36 e 44 del ddl n. 733 modificherebbe la legge anagrafica del 1954 e ciò porterebbe di fatto ad una “schedatura etnica” per i Sinti italiani e complicherebbe i percorsi di interazione sociale.

Nell’articolo 36 del disegno di legge n. 733 per la modifica della legge 24 dicembre 1954, n. 1228 si parla esclusivamente di “immobili”, implicitamente escludendo a priori dal poter ottenere l’iscrizione anagrafica per chi vive in roulotte, in camper, in una carovana o una casa mobile (beni mobili). Inoltre, si pone come requisito essenziale per l’ottenimento dell’iscrizione anagrafica nel luogo dove si vive, le condizioni igienico-sanitarie ai sensi delle vigenti norme sanitarie.

Chi sarà colpito da questa norma? Le famiglie sinte italiane che vivono nei cosiddetti “campi nomadi”, le famiglie sinte italiane che vivono in terreni privati e le famiglie dello spettacolo viaggiante. Ma non solo perché anche tantissime famiglie Rom italiane vivono in case mobili o in roulotte.

Migliaia di Cittadini italiani rischieranno di perdere non solo il diritto di voto ma tutta una serie di diritti legati indissolubilmente all’iscrizione anagrafica (i documenti come la patente di guida, le licenze per le attività lavorative, l’assistenza sanitaria,…).

Inoltre con l'articolo 44 si prevede l'istituzione, presso il ministero degli Interni, di un registro nazionale per le persone senza dimora. Oltre a far intuire finalità di controllo, il registro rischierebbe di separare l'iscrizione anagrafica dagli abituali luoghi di vita, con effetti imprevedibili sul reale accesso ai servizi da parte dei Sinti italiani. Un esempio? Se una famiglia sinta italiana di Venezia dovesse avere qualsiasi tipo di problema, dovrà rivolgersi ai servizi sociali della sua città o direttamente a Roma?

Inoltre, non è da sottovalutare la dizione che sarà scritta sulle Carte d’Identità: “senza fissa dimora”. Questa dizione limiterà in maniera notevole le possibilità di vita sociale e lavorativa. Infatti, con tale dicitura sulla Carta d’Identità sarà difficile anche solo ottenere una tessera per noleggiare dei video ma soprattutto sarà ancor più difficile trovare lavoro. Come per altro già succede in alcuni casi.

Di fatto con l’approvazione degli articoli 36 e 44 la stragrande maggioranza dei Sinti italiani e non solo saranno cancellati dai luoghi di residenza e saranno tutti inseriti in un unico registro nazionale.

Per queste ragioni chiedo il Suo intervento per evitare questa discriminazione che separerà i Cittadini italiani a seconda della tipologia abitativa.


Per maggiori approfondimenti: http://sucardrom.blogspot.com/

15 maggio 2009

Buona notizia sugli effetti della mozione contro la chiusura della sede del Formez di Cagliari


Una buona notizia. Sugli effetti della mozione contro la chiusura della sede del Formez di Cagliari approvata dal Consiglio comunale con primi firmatari Marco Espa e Claudio Tumatis

Il Formez di Cagliari ha inviato ai Consiglieri comunali di Cagliari una lettera per informarli che, di concerto con il Dipartimento della Funzione Pubblica, la nuova Direzione Generale del Formez ha sottoscritto un impegno per la Sede di Cagliari fino al 31 dicembre 2014, scongiurando così la paventata chiusura già annunciata alla stampa dal Ministro Brunetta.

“Sono felice ” dichiara Marco Espa, consigliere regionale e comunale del PD e primo firmatario, insieme a Claudio Tumatis, della mozione unitaria contro la chiusura del Formez di Cagliari “che l’istanza del Consiglio comunale di Cagliari al Ministro della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione abbia avuto un ruolo positivo nel definire le scelte del Governo”.

“La chiusura del Formez sarebbe stata un evento disastroso per tutta la Sardegna” conclude Espa “invece il nostro intervento unitario di tutto il Consiglio ha mostrato la volontà della prima istituzione cittadina: che la sede Formez di Cagliari, vera antenna formativa di eccellenza, possa continuare a svolgere il suo ruolo fondamentale nella consulenza, assistenza e fornitura di servizi alle principali Amministrazioni sarde ,ad esportare in altre nazioni del mediterraneo buone prassi nelle procedure e, altro elemento importantissimo, che sia garantito il lavoro a 21 dipendenti, a oltre 40 collaboratori, tutti qualificati e con un’alta professionalità, e ad almeno 5 imprese di servizio impegnate nella gestione e funzionamento della sede”.

Cagliari 14 maggio 2009

Leggi l'articolo sull'Unione sarda
Leggi la lettera del Formez

14 maggio 2009

Cagliari - Lavoro vero dentro il carcere: prima volta

Carlo Tedde, presidente di Confcooperative, ha voluto fortemente questo progetto imprenditoriale, superando tutte le difficoltà. Complimenti, una buona prassi da copiare!
Marco Espa
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Istituto minorile di Quartucciu inaugura il progetto sperimentale nazionale Mitico

Finora nei centri per i minori solo laboratori «pur ottimi» che devono far passare il tempo

La nuova Sardegna giovedi 14 maggio 2009
di Alessandra Sallemi
CAGLIARI. Per tre anni ci hanno creduto tutti i giorni alla bontà della rivoluzione di far lavorare sul serio i ragazzi detenuti nel carcere minorile di Quartucciu: con stipendio, orari, regole e la qualità del servizio da rendere al committente vero, privato, un bilancio da far quadrare. L’istituto di Quartucciu ha cercato una soluzione per i ragazzi non più minori ma non ancora adulti mentre il ministero elaborava il «Progetto Mitico». Ieri a Quartucciu il progetto nazionale è stato avviato ufficialmente con la prima attività: lavanderia industriale messa su da Confcooperative e consorzio Solidarietà.
Al lavoro ci sarà un solo ragazzo sardo, gli altri sono extracomunitari come quasi tutti i 18 ospiti di Quartucciu. «Mitico» è l’acronimo di «misure trattamentali inserimento e creazione occupazione»: un progetto pilota impegnativo varato dal dipartimento giustizia minorile grazie a una entusiasta rete di esperti esterni e soprattutto con l’indispensabile collaborazione degli agenti di polizia penitenziaria davvero protagonisti dell’operazione perché la lavanderia è stata costruita dentro l’istituto, a spese di una cella. Ogni giorno arriveranno pacchi di biancheria da lavare inviata dalla Nivea spa e, nei tempi stabiliti, i pezzi dovranno essere riconsegnati. La novità del progetto sta nella produzione di un lavoro vero e con un partner che è un imprenditore classico (il leader nell’isola della lavanderia industriale, Martino Ferraguti, modenese ormai sardo): come ha efficacemente spiegato il direttore del centro di giustizia minorile di Firenze, Giuseppe Centomani, finora nelle carceri dei minori hanno funzionato i laboratori anche ottimi di apprendistato, dove si «imparavano cose che raramente, dopo il carcere, fruttavano loro un lavoro». «Era un modo per far passare il tempo, dove le attività venivano condizionate dalle necessità della vita carceraria. Qui, invece, c’è un cambiamento del paradigma: la lavanderia dovrà funzionare secondo logica industriale e rispondere alle esigenze del committente. Lavorare sviluppa una competenza psico-sociale: ci sono le visite sanitarie da fare, bisogna chiedere un libretto del lavoro, c’è un contratto nazionale di lavoro da conoscere». Insomma, le attività non sono più «di cartone» e il progetto è così importante che Wilma Mazzecco di Welfare Italia, rete «specializzata nel creare network sociali di alta qualità», ieri ha spiegato di «aver già in agenda incontri coi ministri della giustizia Alfano e del lavoro Sacconi per aggiustare le norme al fine di sostenere questi detenuti una volta usciti dal carcere: perché possano continuare a lavorare».
L’«evento nazionale» dell’avvio del Progetto Mitico si è tenuto ieri nell’aula magna dell’istituto con gli autori materiali dell’operazione: tanti e tutti fondamentali. Regista della mattinata è stato Sandro Marilotti, direttore del centro per la giustizia minorile della Sardegna: «Per la prima volta l’impresa entra in un carcere minorile e il dipartimento ha voluto che l’inaugurazione del Progetto Mitico si tenesse qui a Quartucciu». Carlo Tedde è il presidente del consorzio Solidarietà e presidente provinciale di Confcooperative (il cui direttore è Virginio Condello): le due entità che «tutti i giorni per tre anni - come ha sottolineato Jhonny Dotti di Welfare Italia - hanno lavorato per raggiungere questo risultato». Marilotti ha fatto un elenco: i soldi per i locali dentro il carcere li ha messi il ministero della giustizia, le apparecchiature sono state comprate con un contributo (robusto) della Fondazione Banco di Sardegna, un altro sponsor generoso è stato il comune di Quartucciu. Il sindaco Pier Paolo Fois: «Nel 1993-94 feci volontariato qui nell’istituto, mi sono convinto della necessità di dare strumenti ai ragazzi perché la permanenza qui fosse una crescita e non una decrescita. Così il comune ha stabilito un rapporto di collaborazione costante con questa struttura». Il saluto del dipartimento della giustizia minorile sono stati portati da Rosalia Di Chiara: «Noi siamo stati altalenanti nel dire sì a questo progetto e l’iter è stato farraginoso, ma voi avete fatto miracoli: è di grande impatto consegnare ai ragazzi una forza professionale spendibile nel mondo del lavoro». Paola De Cesari di Luoghi per Crescere, altra formazione sociale nazionale: «Sono emozionata, dare corpo a tanti luoghi dove crescere in un carcere è una sfida nella sfida di creare questi posti. Ed è importante sottolineare l’assunzione del rischio: da parte dei ragazzi di riuscire, da parte dell’imprenditore di credere in noi». Carlo Tedde ha voluto ringraziare Ferraguti: «Coraggioso a credere di potersi affiancare a un progetto sociale». Il direttore del carcere Giuseppe Zoccheddu: «La realizzazione della lavanderia che partirà da lunedì è l’esempio di come può funzionare bene una buona sinergia. Abbiamo tre laboratori: pelletteria, falegnameria e giardinaggio-erbe officinali, speriamo di farli diventare lavoro». I ragazzi lasceranno il carcere, la lavanderia però funzionerà sempre: con altri ragazzi o con giovani del consorzio Solidarietà. L’ex procuratore dei minori Angioni ha elogiato l’iniziativa, così l’ex presidente del tribunale Ferrero e l’arcivescovo monsignor Mani, che ha tagliato il nastro inaugurale.
Un ufficiale dei carabinieri aveva pensato di prendere la parola: per dire che anche i «cattivi», i rappresentanti delle forze dell’ordine che portano qui i ragazzi, credono davvero nel lavoro come via maestra verso la crescita e credono nel «valore rieducativo delle misure alternative al carcere».

9 maggio 2009

ESPA (PD) SU FINANZIARIA E ALLUVIONE: “ BUONE NOTIZIE PER GLI ABITANTI DI CAPOTERRA, PIRRI MONSERRATO E DELLE ZONE ALLUVIONATE DI TUTTA LA SARDEGNA”

Approvata la legge finanziaria 2009 che ha visto, all'interno del suo articolato, due importanti emendamenti per complessivi 31 milioni di euro (uno della giunta regionale, votato dall'opposizione e inerente la messa in sicurezza del territorio e l'altro dell'opposizione, con primo firmatario Marco Espa che prevede risorse aggiuntive per gli indennizzi alle persone colpite), si sblocccano immediatamente i meccanismi per i rimborsi ai privati cittadini. L'assessore La Spisa, in risposta a Marco Espa ha annunciato lo sblocco dei rimborsi con la spendita immediata di 56 milioni di euro per indennizzare i cittadini di tutti i comuni della Sardegna con danni ai beni immobili, il ristoro per i cittadini che non avevano ancora avuto il contrubuto per i beni mobili di prima necessità e un primo acconto ai comuni per le spese sostenute.


“E' una buona notizia - dichiara Marco Espa - abbiamo solo fatto il nostro dovere verso i cittadini, un impegno unitario di tutto il Consiglio, come abbiamo già detto i rimborsi ai danni subiti dai cittadini non hanno colore politico, siamo orgogliosi come opposizione di aver dato il nostro tenace contributo perchè il comissario straordinario per l'alluvione avesse le somme a disposizione per soddisfare coloro che oramai si erano indebitati nel ripristinare le loro case e che aspettano con ansia le risorse, a partire dai cittadini di Capoterra..


Riteniamo significativa anche il nostro emendamento approvato dal consiglio sulla velocizzazione dei lavori di ripristino che potranno essere effettuati 24 ore su 24.


Ora Cappellacci proceda con velocità nei pagamenti, come aveva fatto il suo predecessore Soru. Noi vigileremo su questo, niente intoppi burocratici.


Ora possiamo pensare adesso a reperire le risorse per finanziare il disegno di legge da me presentato insieme all'ex assessore all'urbanistica Gianvalerio Sanna e al consigliere Porcu sulla definitiva messa in sicurezza del bacino del rio san Girolamo, che interessa la sicurezza di 10mila persone che non possono ovviamente essere delocalizzate. “(se vuoi leggere il disegno di legge clicca qui)


Dopo la finanziaria di ieri, le somme per gli interventi post alluvione sono state garantite per quasi 100 milioni di euro dalla Regione; solo per 7 milioni dallo Stato centrale, ciò pare incredibile. La proporzione dovrebbe essere inversa. Berlusconi dona 150 milioni di euro a Catania per risanare i suoi debiti mentre il Rio san Girolamo, se non messo subito in sicurezza , in autunno rischia di creare nuovi grandi disastri.

Il presidente della Regione alzi la voce in difesa di tutti i sardi, noi Consiglio insieme ai parlamentari sardi prepariamo un disegno di legge nazionale per avere giustizia e ottenere risorse che mettano in sicurezza le zone più pericolose del nostro territorio scempiato da amministratori che non hanno saputo dire di no alla richiesta di lottizzazioni..


Marco Espa

Consigliere Regionale della Sardegna

PD - Partito Democratico

8 maggio 2009

Sta accadendo qualcosa di grave in Italia

E’ questo il motivo che ha spinto i deputati del PD ad incontrare i promotori della Campagna nazionale contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro. Alla Camera è stata posta l’ennesima fiducia: stavolta sul decreto legge Disposizioni in materia di sicurezza pubblica: quello che definisce il reato di clandestinità, l’obbligo di denuncia da parte di pubblici funzionari (dunque anche medici o presidi), la conseguente espulsione la cui decisione spetta ai ‘giudici di pace’ finora rivolti alle nostre tristi, ma ordinarie, querelle quotidiane; quello che rende più stringenti i requisiti per l’ottenimento della cittadinanza a seguito di matrimonio, per i ricongiungimenti familiari e per le rimesse in patria; quello dell’ “Accordo di integrazione” (integrare significa “inserire in un contesto già definito”, non una conoscenza reciproca) per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno con un sistema di crediti non ancora precisati; quello del registro nazionale delle persone che non hanno fissa dimora, della riduzione da un anno a sei mesi dopo la scadenza del permesso di soggiorno per la cancellazione dall’anagrafe; quello del prolungamento della permanenza fino a sei mesi nei CPT; quello dei 200 euro per la concessione della cittadinanza, oltre ai 70 euro attuali per le sperse relative al rilascio del permesso di soggiorno. Quello delle ronde. Il PD ha preso l’impegno di una mobilitazione per contrastare questo razzismo crescente e per farlo non solo dentro il Parlamento, ma innanzitutto dentro e insieme alla società, dicendo cosa c’è da dire senza calcoli di consens o. Abbiamo cominciato a farlo. Come per esempio nei quattro editoriali ("la colpa di esistere", "forti coi deboli", "vietato ai minori", "casa, dolce casa") di Andrea Sarubbi che vi invito a leggere. Dall’incontro con i promotori della campagna contro il razzismo, emergeva che la crisi economica e la perdita di posti di lavoro ci inducono a dire “beh, poveretti gli immigrati quando sarà passata la crisi andrà di nuovo meglio anche per loro”, che insomma almeno un po’ di indifferenza alberga dentro ciascuno di noi. E che quindi ciascuno di noi deve reagire. Questa terribile crisi - che no, non è solo psicologica, come il Presidente del Consiglio va dicendo, ma è anzi reale e mette in evidenza chi è povero non se la caverà da solo e chi, al con trario, è ricco ne uscirà senza fatica - questa crisi non ci deve lasciare più poveri nell’anima. Sarà stata una crisi utile se da essa ne usciremo migliori, avendo cambiato i paradigmi dell’economia e della finanza, ma anche avendo fatto nuove scelte di vita mettendo al primo posto i valori portanti, adottando stili di consumo che non siano di danno ad altri, agendo con giustizia (che significa anche avere comportamenti di legalità), condividendo quanto abbiamo: beni, idee, tempo, spazi e tanto altro per costruire una vera comunità. Reagire, insomma, al clima generale di soffusa intolleranza che ci avvolge soporiferamente, subdolamente, quasi senza che ce ne accorgiamo. A Roma, in quartiere bene della Capitale, sono stata testimone di un atto di violenza impensabile da parte di adolescenti italiani verso una donna, solo per il fatto che era rumena. Queste manifestazioni violente sempre più frequenti da parte di gi ovanissimi verso chiunque considerino “diverso” vengono sollecitate da questo clima. Anche perchè quando i giovani si lasciano andare a comportamenti negativi di gruppo, non hanno davanti a loro alcun freno che finora arrivava da valori di convivenza condivisi e dall’esempio e dalla voce della società adulta che per decenni si è adoperata a costruire una pacifica convivenza nel Paese ed ha fermamente condannato ogni violenza. Per questo, presenterò un ordine del giorno in Aula che chieda al Governo di avviare una campagna rivolta ai bambini e agli adolescenti che – in modo intelligente e vicino al linguaggio delle nuova generazioni - condanni ogni forma di razzismo, qualsiasi espressione di intolleranza, qualunque manifestazione di prepotenza e sopraffazione e affermi, al contrario, valori importanti quali: esperienze positive di aggregazione, l’accoglienza ai più deboli, la scelta della non violenza, val ori che invertano la preoccupante tendenza ad imitare gli eroi negativi o dei ‘duri intolleranti’ e siano via via in grado di veicolare modelli positivi. Questa campagna costituirà una sfida e una verifica anche per noi adulti. E scrivo questa newsletter non solo per mettervene al corrente, ma per rinnovare con voi l’impegno ad essere costruttori – costi quello che costi – di una società in cui siamo tutti uguali, membri dell’unica famiglia umana.

Letizia de Torre - Parlamentare del PD

24 aprile 2009

G8: SARDEGNA, CENTROSINISTRA "CAPPELLACCI RIFERISCA IN AULA"

(AGI) - Cagliari, 24 apr. - I gruppi di opposizione in Consiglio regionale hanno presentato stamane una richiesta congiunta per la convocazione straordinaria dell'Aula sullo spostamento del G8 da La Maddalena a L'Aquila annunciata ieri dal premier Silvio Berlusconi dopo la riunione del Consiglio dei ministri nella citta' colpita dal terremoto dei primi del mese. "La decisione assunta a tre mesi dalla data fissata per il vertice", si legge nella richiesta di Pd, Idv, Comunisti-Sinistra Sarda-Rosso Mori, primi firmatari i capigruppo Mario Bruno, Adriano Salis e Luciano Uras, "genera sconcerto e smarrimento non solo nelle imprese e maestranze, che a tutt'oggi operano nel contesto dei luoghi designati per l'evento, ma nell'intera comunita' sarda". Secondo il centrosinistra, "il G8 a La Maddalena rispondeva a un disegno assai piu' complesso che, senza nulla togliere alle esigenze di prestare ogni necessaria e utile iniziativa per le popolazioni colpite dal terremoto dell'Aquila, esprimeva l'esigenza di un rilancio dell'economia maddalenina e del nord Sardegna, piu' in generale in ragione del superamento delle condizioni di dipendenza dell'economia militare derivante dalla presenza degli Americani". L'opposizione ritiene "indispensabile" che il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, il quale stamane sulla questione incontrera' a Roma il premier Berlusconi, "illustri la situazione al parlamento sardo e indichi dettagliatamente lo stato dei lavori e delle condizioni logistiche al momento in atto a La Maddalena". In Aula il centrosinistra si aspetta che Cappellacci riferisca anche sulle ragioni e le ripercussioni dello spostamento del G8, "valutato che le ragioni di ordine economico addotte assai poco rilevano davanti all'ingente necessita' di finanziamenti per la ricostruzione delle aree terremotate". (AGI) Red- (Segue)
(AGI) - Cagliari, 24 apr. - "Non si pone in dubbio il principio di solidarieta' nazionale nei confronti delle comunita' colpite dal terremoto, per le quali la Sardegna sta facendo e fara' ogni possibile sforzo", sottolineano Bruno, Uras e Salis. "Il tema e' quello del rispetto della dignita' di tutti, quello dell'Autonomia della Regione, prima di tutto, che viene vilipesa e umiliata dalle estemporanee decisioni del presidente del Consiglio". "Mentre tutto cio'", proseguono i tre capigruppo della minoranza, "si somma alla cancellazione dei fondi per la Sassari-Olbia, ai problemi della chimica e dei comparti industriali sardi in crisi, il presidente del Consiglio non ha minimamente posto in discussione il finanziamento inutile e inopportuno per il ponte sullo Stretto e tante altre non priorita' che dimostrano ancora una volta la visione padronale e utilitaristica del governo di fronte ai bisogni dell'intero Paese". "Il necessario dibattito consiliare consentira' di far luce e approfondire i fatti e le decisioni assunte dal governo", auspicano i firmatari della richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio regionale, "ma dara' pure inizio alla verifica del tasso di autonomia che caratterizzera' il profilo politico del centrodestra in Sardegna nei prossimi anni".(AGI) Red-

8 aprile 2009

Sardegna/ Cagliari, polemiche in Comune per opuscolo su galateo - di Apcom

l Pd: anche opuscoli come questi sono politiche sociali?
Cagliari, 8 apr. (Apcom) - Come apparecchiare la tavola, mangiare il pesce o assistere alla messa e con modernissime indicazioni su come effettuare il baciamano, su come sia 'chic' l'utilizzo di zuppiere antiche e candelabri la sera e su come, al contrario, sia da cafoni dire 'salute' all'amico che starnutisce. Consigli contenuti in un opuscoletto pubblicato dall'assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Cagliari dal titolo "Gala e Teo", dedicato, per l'appunto, al galateo. Una pubblicazione cha ha suscitato una dura presa di posizione da parte del gruppo consiliare del Partito Democratico all'opposizione nell'assemblea civica. "Tralasciando di rimarcare quanto sia inutile, anacronistico e inadeguato tale volumetto rispetto all'attuale condizione giovanile - hanno scritto in una nota i consiglieri comunali del Pd, Goffredo Depau e Marco Espa - ci preme invece ripetere e sottolineare che tale iniziativa è stata finanziata con risorse del Comune di Cagliari e che, pertanto, avrebbe dovuto avere finalità sociali". "E' incredibile - hanno proseguito i due esponenti dell'opposizione - che in una situazione di crisi economica come l'attuale, rilevanti risorse della collettività vengano sottratte alle politiche sociali per promuovere iniziative di dubbia utilità e di auto-promozione di dirigenti e assessori.Purtroppo tale iniziativa si inserisce in un quadro di spese dell'amministrazione comunale che tende a considerare politiche sociali gli opuscoli propagandistici, le festicciole, le gite scolastiche e quant'altro. Tutto, ovviamente, rigorosamente finalizzato all'autopromozione del dirigente e dell'assessore". "E' offensivo impegnare fondi in tali iniziative - hanno concluso Depau ed Espa - mentre in città vi sono drammatiche emergenze sociali e a livello nazionale è fortissimo il disagio a causa dei 'tagli' alla pubblica istruzione, dei licenziamenti, della crisi economica. I 50 milioni previsti dal bilancio previsionale per le politiche sociali devono essere spesi per tali finalità e non per sostenere la carriera politica di assessori e di dirigenti del Comune di Cagliari".

7 aprile 2009

«Cagliari - Il metrò sotterraneo è inutile e costoso»

«Il metrò sotterraneo è inutile e costoso»

Perché la spesa sia corretta 130mila passeggeri al giorno

«Un solo intervento non risolve il problema del traffico urbano»

MAURO LISSIA - La Nuova Sardegna 7 aprile 2009

CAGLIARI. L’Università boccia i 18 chilometri di metro sotterranea per i quali il Comune vorrebbe spendere 451 milioni: secondo i docenti del Crimm, il Centro ricerche modelli di mobilità del dipartimento d’Ingegneria del territorio, rappresentano «un intervento sovradimensionato rispetto alla domanda reale». Perchè la spesa sia giustificabile dovrebbero usarla 20 mila passeggeri all’ora anzichè gli attuali 2500.
I cinque docenti - Elisabetta Cherchi, Paolo Fadda, Gianfranco Fancello, Italo Meloni e Mario Olivari - attaccano il progetto sulla base di dati e di riferimenti scientifici, partendo da una premessa: «I fenomeni complessi, come dimostrano tutti gli studi in tutto il mondo, non si risolvono con un singolo intervento ma con una pletora di interventi, che agendo sinergicamente sulle varie componenti del fenomeno concorrono al raggiungimento di obbiettivi comuni».
La nota del Crimm non lascia spazio a dubbi: «Le analisi quantitative, gli studi e i piani che all’interno dell’università sono stati elaborati dimostrano che la domanda di mobilità che si sviluppa ogni giorno nell’area cagliaritana non presenti livelli quantitativi tali da giustificare la presenza di un metro sotterraneo».
La conferma è nei numeri: «Il metro sotterraneo Avg (Authomatic Vehicle Guide) è un tipo di sistema di trasporto collettivo di massa che viaggia su sede propria esclusiva, protetta, interamente in galleria, che può arrivare a soddisfare anche più di 20 mila passeggeri per ora per senso di marcia sull’itinerario su cui insiste». Il metro Avg «consente di realizzare frequenze elevatissime» e quindi «considerando che ogni convoglio trasporta mediamente 300-400 passeggeri in un’ora, Avg può trasportare 18.000-24.000 passeggeri per ora e per senso di marcia». Secondo i docenti del Crimm «se non si raggiungono tali valori di traffico non ha alcun senso logico realizzare sistemi di questo tipo. Non è corretto utilizzare questi sistemi con frequenze dell’ordine di cinque minuti che ridurrebbero la capacità a 3600-4800 passeggeri all’ora, in linea con le esigenze della città, ma che potrebbero essere mantenute anche dagli autobus su corsie riservate o da altri sistemi». Secondo il Crimm «un’altra prerogativa dei metro Avg è che consentono di soddisfare una domanda concentrata temporalmente, con forte concentrazione nell’ora di punta, per raggiungere i livelli di flusso adatti al sistema». Cagliari però non sembra averne bisogno: «La città (160 mila abitanti) e la sua conurbazione (almeno altri 100 mila) non presentano una configurazione insediativa capace di generare flussi di traffico di questo valore, caratterizzandosi con insediamenti diffusi ed estensivi e nessuna forte concentrazione spaziale di attività. La popolazione residente in un raggio di 500 metri di percorso pedonale dalle stazioni individuate non supera i 90 mila abitanti, mentre quella rientrante nei trecento metri, il percorso medio accettato dagli utenti per raggiungere a piedi la fermata, è di appena 60 mila abitanti e 28 mila addetti».
Secondo i docenti «solo il 30% degli abitanti si sposta nella fascia di punta del mattino, la maggior parte utilizza l’auto privata. Facendo due calcoli aggregati e sommari si evidenzia come gli spostamenti raggiungono valori molto inferiori a quelli necessari per giustificare un tale sistema».
Gli spostamenti potenziali calcolati sulla popolazione servita risultano pari a circa 3000 passeggeri all’ora. Questo valore rapportato al giorno corrisponde a circa 20 mila passeggeri ed all’anno quattro milioni e mezzo (su 13,2 km di linea), un dato in linea con quanto annualmente il Ctm dichiara di trasportare su un bacino di circa 335 mila abitanti e sull’intera sua rete di 480 chilometri e 29 linee (38 milioni di passeggeri all’anno) comprese quelle extraurbane (Decimo, Assemini ed Elmas) e le stagionali per il Poetto». Quindi «per giustificare il metro Avg la domanda giornaliera di 20 mila passeggeri dovrebbe essere concentrata in un’ora, in un giorno dovrebbero viaggiarci 130 mila passeggeri ed in un anno circa 30 milioni di persone, l’80% di quelle che il Ctm dice che viaggiano su tutta la sua rete (480 km contro i 13,2 km del metro sotterraneo proposto)». Il carico totale di passeggeri potenziali calcolato all’ora di punta «è stato stimato in circa 2500 passeggeri, quantità - è scritto - notevolmente inferiore a quella soddisfabile con il metro (20 mila)».

5 aprile 2009

ESPA (PD) SU ALLUVIONE E FINANZIARIA REGIONALE 2009

ESPA (PD) SU ALLUVIONE E FINANZIARIA REGIONALE 2009: “DOPO IL DISEGNO DI LEGGE PRONTI I NOSTRI EMENDAMENTI ALLA FINANZIARIA. C'E' BISOGNO DI UN URGENTE IMPEGNO UNITARIO DEL CONSIGLIO REGIONALE PER RISANARE LO STATO DI DEGRADO DI CAPOTERRA E DELLE POPOLAZIONI COLPITE” DEVE ESSERE IL COMMISSARIO STRAORDINARIO UGO CAPPELLACCI. ANCHE IL GOVERNO NAZIONALE STANZI RISORSE ADEGUATE, NON BRICIOLE COME HA FATTO FINO AD OGGI.

(Cagliari 4 APRILE 2009) – “Sono pronti i nostri emendamenti alla Finanziaria 2009 per risolvere immediatamente le situazioni di grave disagio in seguito all'alluvione del 22 ottobre scorso che hanno colpito le nostre comunità e me personalmente. A distanza di oltre cinque mesi purtroppo io e altri abitanti della mia zona non possiamo ritornare a vivere nelle nostre abitazioni”

Marco Espa, colpito personalmente dall'alluvione a Frutti d'oro, consigliere regionale del PD e primo firmatario (insieme all'On. Gianvalerio Sanna) del recentissimo disegno di legge dal titolo “Interventi strutturali per la messa in sicurezza dell'area interessata agli eventi alluvionali nel comune di Capoterra (clicca qui)” che prevede risorse in favore dei territori colpiti per 40 milioni di euro, annuncia la strategia che dovrebbe portare in tempi brevissimo le risorse necessarie per riprestinare una vita il più normale possibile per le popolazioni duramente colpite.

“Tre sono i problemi principali e urgenti:

Fogne. Ho chiesto formalmente alla ASL nei giorni scorsi le analisi delle acque del Rio San Girolamo e spero che nei prossimi giorni vengano prodotti i risultati. Dobbiamo scongiurare i rischi legati alla precaria situazione degli scarichi a mare: l'impressione di noi abitanti sul territorio è che il rio San Girolamo rimane una fogna a cielo aperto che con l'avvicinarsi del caldo può rivelarsi un vero pericolo per la salute pubblica. E' necessario inoltre monitorare le falde freatiche che approvvigionano di acqua potabile i quartieri. I primi lavori sono in corso ma c'è bisogno di ulteriori risorse perchè questi vengano effettuati giorno e notte, per accorciare i tempi.

La messa in sicurezza del Rio San Girolamo. L'autunno 2009 viene aspettato con angoscia da tutta la popolazione della mia comunità. Sono coinvolte migliaia di persone che temono, in mancanza di grandi opere, il ripetersi delle inondazioni. I lavori devono iniziare subito. Per questo in attesa dell'approvazione del nostro disegno di legge ci sarà in finanziaria un emendamento che stanzi le risorse per iniziare subito i lavori.

Un finanziamento straordinario per il comune di Capoterra per risolvere il problema sociale degli sfollati che vivono ancora in albergo e risanare e riinfrastrutturare il territori delle frazioni colpite come Rio san Girolamo, Poggio dei Pini e Frutti d'oro.”




Il pacchetto degli emendamenti prevede primi interventi per 19 milioni di euro.

“Ci vuole un impegno responsabile ed unitario e bipartisan di tutto il Consiglio Regionale insieme al governo della Regione, a cominciare dai consiglieri regionali espressione del territorio, la situazione richiede immediati provvedimenti.

“Chiederemo – conclude Marco Espa - che la gestione degli interventi debba essere affidata direttamente al Commissario Straordinario per l'emergenza alluvione, il Presidente Ugo Cappellacci, e non agli assessorati. Come sappiamo ha tutti i poteri per far eseguire i lavori anche in deroga alle norme vigenti. E' una situazione straordinaria che va affrontata con procedure straordinarie. Il Presidente inoltre pretenda dal governo nazionale nuove risorse, voglio ricordare che ad oggi, davanti a stanziamenti regionali voluti dalla precedente giunta per 50 milioni di euro, il Governo ci ha concesso l'elemosina di soli 6 milioni di euro”.


Marco Espa

2 aprile 2009

ALLUVIONE CAPOTERRA: PDL PD, 40 MLN PER MESSA IN SICUREZZA (AGI)

ALLUVIONE CAPOTERRA: PDL PD, 40 MLN PER MESSA IN SICUREZZA
Il disegno di legge su www.marcoespa.it
(AGI) - Cagliari, 2 apr. - Prevede una dotazione di 40 milioni di euro la proposta di legge depositata oggi dai consiglieri del Pd Marco Espa e Gianvalerio Sanna, su "Interventi strutturali per la messa in sicurezza dell'area interessata agli eventi alluvionali nel comune di Capoterra" "Vorrei che in tempi brevi, cittadini associazioni, esperti e gli amministratori locali esaminassero il testo e eventualmente lo emendassero in senso piu' favorevole", spiega Espa, fra i danneggiati dall'alluvione del 22 ottobre scorso. "Importante e' procedere con urgenza alla sua discussione in commissione e poi in aula." "Non dobbiamo piu' aver paura quando piove", aggiunge il consigliere regionale, sottolineando l'importanza della messa in sicurezza del rio San Girolamo, "e' estremamente urgente far uscire gli abitanti del nostro territorio dall'emergenza anche psicologica e dall'angoscia che un simile evento possa ripetersi, e nel contempo risanare un territorio molto degradato e anche, vista la situazione fognaria, a rischio per il caldo che si approssima a venire". Altro punto del progetto di legge qualificante e' l'informazione per la popolazione. Secondo i proponenti, bisogna che tutti siano informati in tempo reale su cosa succede durante eventi atmosferici rilevanti anche atteraverso un sistema costante di sms lanciati dai ripetitori e che giungano dei cellulari di chiunque si trovi nell'area del territorio di Capoterra. Nel frattempo va fatto (art. 2) un serio piano di protezione civile comunale che preveda momenti di educazione, formazione, informazione della popolazione, comunicazione con le piu' moderne tecnologie a portata di tutti. La proposta, inoltre, prevede un finanziamento straordinario al comune di Capoterra per interventi di ripristino nelle aree comuni condominiali private (strade, marciapiedi, impianti) molto danneggiate, come Frutti d'Oro, Poggio dei Pini e rio San Girolamo. Alla fine del percorso il bacino del rio san girolamo dovra' diventare un parco, un'idea lanciata dall'Associazione 22 ottobre presieduta da Antonio Sau e costituita dopo gli eventi alluvionali. Lo prevede l'articolo 3 della proposta di legge. (AGI) Red-

Consiglio Regionale: Marco Espa eletto vicepresidente della Commissione Sanità e Politiche sociali


Beh... una bella responsabilità....!!!
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La composizione delle Commissioni consiliari del Consiglio Regionale della Sardegna

Cagliari, 2 aprile 2009 – Insediate le Commissioni consiliari. Presiedute dalla Presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, si sono svolte questa mattina le riunioni di insediamento delle otto Commissioni di merito del Consiglio e sono stati eletti i rispettivi uffici di presidenza.

Settima Commissione (Sanità e Assistenza sociale): Presidente, Felicetto Contu (Udc); Vice Presidente, Marco Espa (Pd); Segretari, Onorio Petrini (Pdl) e Giovanni Mariani (Idv).

Componenti: Gianvittorio Campus (Pdl), Rosanna Floris (Pdl), Domenico Gallus (Pdl), Giorgio Locci (Pdl), Alberto Randazzo (Pdl), Pierluigi Caria (Pd), Valerio Meloni (Pd), Sergio Obinu (Udc), Franco Meloni (Riformatori); Osservatore, Paolo Luigi Dessì (Psd’Az)



Prima Commissione (Autonomia): Presidente, Mario Floris (Misto); Vice Presidente, Tarcisio Agus (Pd); Segretari, Antonello Peru (Pdl) e Giulio Steri (Udc).

Componenti: Gianvittorio Campus (Pdl), Gabriella Greco (Pdl), Antonio Pitea (Pdl), Edoardo Tocco (Pdl), Gianvalerio Sanna (Pd), Renato Soru (Pd), Michele Cossa (Riformatori); Osservatori, Paolo Maninchedda (Psd’Az) e Adriano Salis (Idv).

Seconda Commissione (Politiche comunitarie e diritti civili): Presidente Silvestro Ladu (Pdl); Vice Presidente Ben Amara (Comunisti-La Sinistra-Rosso Mori); Segretari, Rosanna Floris (Pdl) e Pierluigi Caria (Pd).

Componenti: Simona De Francisci (Pdl), Sisinnio Piras (Pdl), Teodoro Rodin (Pdl), Giuseppe Luigi Cucca (Pd) Gavino Manca (Pd), Sergio Obinu (Udc), Francesco Mula (Riformatori); Osservatori: Christian Solinas (Psd’Az), Giovanni Mariani (Idv).

Terza Commissione (Programmazione e Bilancio): Paolo Maninchedda (Psd’Az); Vice Presidente, Francesca Barracciu (Pd); Segretari, Renato Lai (Pdl) e Adriano Salis (Idv).

Componenti: Mario Diana (Pdl), Giorgio Locci (Pdl), Pietro Pittalis (Pdl), Carlo Sanjust (Pdl), Mario Bruno (Pd), Chicco Porcu (Pd), Franco Sabatini (Pd), Roberto Capelli (Udc), Giorgio Oppi (Udc), Pierpaolo Vargiu (Riformatori), Luciano Uras (Com. La Sin. RM), Angelo Francesco Cuccureddu (Misto) n

Quarta Commissione (Assetto del Territorio e Urbanistica); Presidente Matteo Sanna (Pdl); Vice Presidente, Cesare Moriconi (Pd); Segretari, Oscar Cherchi (Pdl) e Luigi Lotto (Pd).

ComponentiEugenio Murgioni (Pdl), Antonello Peru (Pdl), Ivano Stochino (Pdl), Gavino Manca (Pd), Sergio Milia (Udc), Franco Meloni (Riformatori), Carlo Sechi (Com-La Sin-RM), Giacomo Sanna (Psd’Az); Osservatori, Daniele Cocco (Idv).

Quinta Commissione (Agricoltura): Presidente, Mariano Contu (Pdl);Vice Presidente Daniele Cocco (Idv); Segretari, Francesco Mula (Riformatori) e Pietro Cocco (Pd).

Componenti: Ignazio Artizzu (Pdl), Gabriella Greco (Pdl), Sisinnio Piras (Pdl), Paolo Terzo Sanna (Pdl), Luigi Lotto (Pd), Antonio Solinas (Pd), Nello Cappai (Udc), Claudia Zuncheddu (COM-La Sin-RM), Efisio Planetta (Psd’Az).

Sesta Commissione (Industria): Presidente Nicolò Rassu (Pdl); Vice Presidente, Marco Meloni (Pd); Segretari, Edoardo Tocco (Pdl) e Giampaolo Diana (Pd).

Componenti: Antonio Pitea (Pdl), Teodoro Rodin (Pdl), Alessandra Zedda (Pdl), Pietro Cocco (Pd), Giorgio Oppi (Udc), Pietrino Fois (Riformatori), Paolo Luigi Dessì (Psd’Az), Massimo Mulas (Misto); Osservatore, Giovanni Mariani (Idv)



Ottava Commissione (Diritto allo studio, formazione, sport e spettacoli): Presidente Attilio Dedoni (Riformatori); Vice Presidente, Massimo Zedda (Comunisti-Sinistra sarda-Rosso Mori); Segretari, Alessandra Zedda (Pdl) e Antonio Solinas (Pd).

Componenti: Salvatore Amadu (Pdl), Simona De Francisci (Pdl), Carlo Sanjust (Pdl), Gian Franco Bardanzellu (Pdl), Giuseppe Cuccu (Pd), Valerio Meloni (Pd), Andrea Biancareddu (Udc), Christian Solinas (Psd’Az); Osservatore, Daniele Cocco (Idv).

27 marzo 2009

Convegno a Latina "Democrazia e città" con Marco Espa



CONVEGNO

DEMOCRAZIA E CITTA'

tra rappresentanza e partecipazione

Intervengono:
DANIELA ROPELATO (Università Firenze)
“PARTECIPAZIONE E QUALITA’ DEMOCRATICA”

MARCO ESPA (Consigliere Regionale PD Sardegna)
“VIDEO PROIEZIONE-ESPERIENZA”

CARLO CEFALONI (Ass. “Teresio Olivelli”)
“PARTECIPAZIONE E ASSOCIAZIONISMO”

Moderatrice: Nicoletta Zuliani

28 MARZO ORE 17,30
Sala Conferenze - Teatro Comunale – Latina

24 marzo 2009

Scuola Riva a Cagliari: quale futuro?


Marco Espa, Consigliere regionale e comunale del PD, insieme ad Andrea Scano, Vicepresidente della Commissione Pubblica Istruzione del Comune di Cagliari, ha presentato recentemente un’interrogazione sulla preoccupante situazione in cui versa, ormai da anni, la storica scuola Riva di Cagliari.
“La scuola ha patito anni di completo abbandono a causa di problemi tra il Comune e le imprese appaltatrici dei lavori di ristrutturazione” spiegano “sono state così tante le sospensioni dei lavori, che si è addirittura formato un comitato spontaneo di genitori per protestare sulle condizioni disastrose dello stabile e per chiedere alle istituzioni maggiore attenzione nei confronti dei bambini, della loro istruzione elementare e di un edificio storico come appunto quello di Piazza Garibaldi”.
“Sembra che il Comune di Cagliari non sia interessato a tutelare e conservare un ruolo di spicco ad una scuola storica e importante come il Riva, a cui, oltretutto, il quartiere di Villanova è legato e affezionato.” Proseguono Espa e Scano“Quest’anno, infatti, in nome dell’ennesima ristrutturazione, tutti i bambini dell’istituto Riva sono stati spostati all’istituto Sacro Cuore”.
“La ragione di ciò risiede probabilmente nel fatto che, anche senza dichiararlo apertamente, il Comune ha deciso di trasformare l’istituto Riva in asilo nido aziendale. Infatti nel 2007 la Giunta ha richiesto finanziamenti alla Regione per realizzare un asilo nido aziendale nella scuola Riva”.
“L’obiettivo dell' interrogazione è proprio quello di fare chiarezza su una spiacevole situazione che dura ormai da troppi anni. Vogliamo sapere per quale ragione si è deciso di privare Villanova della storica scuola elementare di quartiere e soprattutto se è vero che il l’istituto Riva chiuderà definitivamente i battenti per trasformarsi in asilo nido aziendale del Comune di Cagliari”.

22 marzo 2009

Quartu: Mancano le risorse in Comune?

QUARTU. La Regione non ha ancora
trasferito ai comuni gli stanziamenti destinati al finanziamento dei
piani personalizzati per le persone
svantaggiate e ora diversi cittadini rischiano
di perdere l'assistenza di medici
e specialisti.
La copertura economica € stata garantita
solo fino al dicembre scorso e
fino ad oggi sono state le famiglie interessate
ad anticipare gli onorari degli
operatori. Il discorso cambia perƒ se
le famiglie interessate non possono
permettersi di saldare i compensi e rischiano
di veder naufragare i progetti
personalizzati.
La situazione € la medesima in tutta
la Sardegna, anche se alcuni comuni
hanno ovviato al problema mettendo
mano al portafogli e anticipando le
spese per poi reintegrare la spesa grazie
ai fondi regionali di prossima erogazione.
„ il caso, ad esempio, di Cagliari
e Capoterra, come ricordato dal
consigliere regionale del Pd ed ex presidente
dell'Associazione bambini cerebrolesi
Marco Espa: ¬¬Molti comuni
hanno avviato un percorso virtuoso
per cui inseriscono in bilancio i finanziamenti
regionali e anticipano i soldi
agli utenti: hanno capito che i progetti
legati alla legge 162 sono un priorit
 rispetto ad altre spese e riescono
comunque a garantire l'assistenza alle
persone svantaggiate. In ogni caso,
entro una decina di giorni la Regione
erogher circa 45 milioni di euro che
saranno impiegati per il finanziamento
dei progetti attivati tra gennaio e
giugno­­. Il problema dovrebbe dunque
risolversi entro marzo. Sta di fatto
che non sono pochi gli utenti che
negli ultimi giorni hanno bussato alle
porte del municipio per chiedere aiuto
ed evitare di far naufragare i progetti.
C'€ perƒ un piccolo problema.
Di cassa. Ogni anno il comune destina
al finanziamento dei piani personalizzati
oltre due milioni e 200 mila euro
e al momento le casse di via Porcu
non possono permettersi di alleggerirsi
ulteriormente. Senza dimenticare
che il bilancio non € ancora stato approvato
e ogni spesa deve per forza di
cose passare dal documento di programmazione
finanziaria. (p.s.)

12 marzo 2009

Milano: La Sardegna esporta buone prassi nel Sociale


COMUNICATO STAMPA 12 marzo 2008

Domani a Milano Marco Espa (Consigliere Regionale) interviene insieme a Davide Tagliacarne per spiegare ai lombardi il modello sardo della legge di sostegno alle persone con disabilità

La straordinaria storia di Davide Tagliacarne, studente sardo con disabilità, promotore del convegno insieme alla Facoltà di Scienze Politiche e laureatosi a Milano proprio grazie alla legge sarda sui progetti personalizzati per persone con disabilità.


Venerdì 13 marzo Marco Espa interverrà nel Convegno “Legge 162/98. Una possibilità di scelta” che si terrà a Milano a partire dalle 14.30, organizzato dalla Facoltà di Scienze Politiche di Milano.

“Credo sia motivo di orgoglio per tutta la Sardegna e per noi Sardi – commenta Marco Espa Consigliere Regionale PD – presentare il nostro modello di buona prassi sull’applicazione della legge 162/98, che vede la Sardegna prima regione in Italia nel finanziare 20mila persone in situazione di handicap grave con ben 230 milioni di euro in questi anni.”

Da segnalare la straordinaria storia di Davide Tagliacarne, è lui in prima persona il beneficiario di uno dei progetti personalizzati sardi della legge 162 (predisposto in alleanza dalla sua famiglia, dal Comune di Capoterra e dalla Regione Sarda): studente Sardo con disabilità della Facoltà di Scienze Politiche, infatti si è laureato a Milano la scorsa sessione proprio con una tesi sul modello Sardo dell'applicazione della legge 162/98 (piani personalizzati di sostegno alle persone con disabilità); la sua esperienza ha suscitato grande interesse anche nelle istituzioni lombarde tanto che lo stesso Davide ha promosso, con la Facoltà di Scienze Politiche, il Convegno di domani, invitando le istituzioni lombarde e Marco Espa per presentare l’esperienza sarda, già presentata a Berlino nel 2007 all'European Social Network”, la conferenza europea dei Direttori dei servizi sociali.


Porterò l’esperienza prima di tutto da familiare – spiega Espa - abbiamo fortemente voluto l’applicazione di questa legge in Sardegna; per le persone con disabilità e le loro famiglie prima c’erano solo servizi calati dall’alto, oggi ci sono circa 20 mila progetti tutti personalizzati e coprogettati tra i diretti interessati e le istituzioni,( nel 2000 i progetti presentati erano poco più di 200), con uno stanziamento di risorse complessivo di circa 230 milioni di euro La Regione Sardegna – ricorda infine Espa - per il 2009 stanzia 132 milioni di euro per il Fondo sulla Non Autosufficienza (la legge 162/98 fa parte di questo fondo), prima regione in Italia.


Tra glia altri ospiti del Convegno il Presidente Regione Lombardia Roberto Formigoni e l'Assessore Famiglia e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli

24 febbraio 2009

Espa sulla Nuova Sardegna: Il Pd riparta da Soru e dalla linea del rinnovamento

PD: si volta pagina

Si è appena conclusa una settimana politica che per il Partito democratico ha avuto, grazie ad uno scatto di responsabilità, l’esito di voltare pagina. Certo non sarebbe stato necessario questo travaglio se questa stessa responsabilità fosse stata esercitata giorno per giorno, ma vorrei esprimere qui alcune ragioni e condizioni che possono far comprendere che la costruzione del progetto politico democratico è una questione seria e complessa in Italia. E lo dicono le stesse dimissioni di Veltroni, date con serenità e nella verità, senza sbattere le porte, per il bene di un proget to politico per cui ha già continuato a lavorare. Un gesto insolito e, per me almeno, una lezione su come la politica sia un servizio al bene comune e non un luogo in cui costruire una propria carriera. Ma esse hanno avuto soprattutto un effetto politico e hanno prodotto la virata che serviva. Finalmente abbiamo anteposto il bene collettivo alle nostre persone, alla visibilità, alla conta della propria influenza nei meccanismi di partito. Fardello vecchio che stava indebolendo un partito che ha ragione di essere solo se mette in atto modalità nuove. L’elezione di Dario Franceschini a segretario fino al Congresso del prossimo ottobre, il suo schietto e apprezzato discorso, la presa di un nuovo impegno manifestat o negli interventi che sono seguiti, appartengono ormai ad una nuova pagina. Bisognerà però essere conseguenti nei prossimi giorni e convertire immediatamente tutte le correnti e correntine in un apporto culturale per l’intero progetto democratico. Si dovrà anche cambiare corso a livello regionale, ovunque ci si deve sbarazzare di comportamenti che non riflettono il Codice etico e il Manifesto del Partito democratico. Parimenti vanno abbandonate posizioni antiriformiste mantenute magari solo per evitare la fatica di spiegarci con gli elettori, poiché in tutti i settori ed ora soprattutto per far fronte alla grave crisi economica è principalmente compito di un partito riformista indicare soluzioni inedite e coraggiose di cambiamento; è principalmente compito del PD vigilare che ogni cambiamento sia a favore dei più deboli, che anteponga il valore delle persone, la giustizia per tutti i popoli, e relazioni di uguaglianza, di libert à e di fraternità. La responsabilità, dunque, continua e ci misurerà davanti ai cittadini su queste e su molte altre scelte.

La salute e la forza del Partito democratico non attengono solo ad un partito, sono necessarie alla democrazia italiana, come molti commentatori sottolineano. E’ necessaria, infatti, in questi tempi di grave – gravissima - incertezza democratica, una opposizione seria di consistenza e competenza tale, da poter esercitare oggi un vero potere di controllo e da poter aspirare domani di essere scelto dagli elettori per guidare il Paese. L’importanza di una tale opposizione, se ci servisse una autorevole testimonianza, era contenuta quale appello accorato nella relazione finale della commissione sulla P2 guidata da Tina Anselmi. Con ciò non affermo che il PD da solo debba rappresentare l’opposizione, ma che essa ha bisogno di un nucleo consistente numericamente e politicamente e che questo nucleo è il PD. E’ f acile intuire come sarebbe inefficace, quasi pericolosa, una opposizione spezzettata e rivale all’interno di se stessa oppure con il baricentro in gruppi politici che non sanno se stare a destra o a sinistra.

E’ bene, certamente, che si lavori per le future alleanze di centro sinistra, anche con contatti di esponenti del PD con la sinistra o con il centro di Casini. Ma non è bene farlo in modo equivoco e quasi si fosse attirati da queste sirene, senza essere consapevoli della propria identità, della progettualità e dell’importanza dell’esistenza in Italia del partito democratico.

Dobbiamo quindi rimettere a fuoco che cosa è e perché esiste il partito democratico. Esso nasce per superare contrapposizioni ideologiche, nasce come incontro tra culture politiche riformiste e la forza di questa novità è anche, paradossalmente, la sua grande vulnerabilità presa a bersaglio dai poteri che nel nostro Paese si contrappongono a questo progetto. E qui il pensiero corre ad Aldo Moro che fu drammaticamente fermato. Ci si deve poi chiedere perché il Partito democratico non è decollato nel ’96 dopo la prima vittoria de L’Ulivo; perche Prodi, che aveva come preciso obbiettivo politico lo strumento del PD per rinnovare il Paese, fu stoppato per due volte. Siamo consapevoli in molti che oggi il gesto di Veltroni ha salvato il PD da mosse interne ed esterne che lo avrebbero forse por tato ad una scissione.

La pagina che l’Assemblea democratica di sabato ha riaperto dà quindi una nuova possibilità a noi democratici di spenderci con più determinazione e con più generosità non tanto per il nostro partito, ma per dare solidità e forza ad un progetto politico rivolto al Paese.

In altre parole, le grandi tradizioni politiche che vi concorrono non lo fanno per prendere più voti della somma di DS e Margherita. Lo fanno per costruire in Italia un nuovo scenario politico e culturale che ci porti fuori da anni bui, dall’immobilismo e dall’ideologismo di questo Paese. Un percorso che radici storiche, fondamenta di pensiero, esponenti illuminati hanno già tracciato. Cito solo, dal carteggio Lajolo/Giordani, un comunista e un popolare, le parole del direttore de L’Unità, nel 1950 (!) “discutere …, ragionare, cercare una base per intendersi e poter lavorare insieme” e precisava “per una effettiva distensione e unità del Paese”. E l’Italia merita dopo tante tensioni di sperimentare questi effetti di diste nsione e di unità. I cattolici democratici debbono scuotersi di dosso un senso di inferiorità e di inconciliabilità della loro cultura. Debbono avvertire come parte dei propri valori il dialogo culturale, come dice quel passo della Gaudium et Spes riportato nell’ultimo numero de La civiltà cattolica: “I fedeli vivano in strettissima unione con gli uomini del loro tempo e si sforzino di penetrare perfettamente il loro modo di pensare e di sentire, di cui la cultura è espressione.”

L’incontro di culture politiche riformiste diverse nel partito democratico (e analogamente dovrebbe essere nel centrodestra per le diverse visioni del conservatorismo) è di enorme importanza per dare un’anima alla democrazia. Non solo a nessuno è richiesto, ma nessuno è bene che riduca i valori di cui è portatore. L’obbiettivo non è l’unitarismo, non è il pensiero unico e tanto meno il pensiero debole. Al contrario in politica il dialogo, fatto con apertura e competenza, crea rispetto dei valori dell’altro, accoglimento di ciò che di essi posso condividere, arricchimento del patrimonio comune che si va costruendo. La verità viene ricercata insieme nella relazione, il bene comune si accresce. Di questa dinamica – di unità che non è staticit&agra ve;, ma è relazione tra le differenze - deve essere nutrito il pensiero del Partito democratico. Questo non è solo un obbiettivo politicamente denso ed entusiasmante, pienamente rispondente agli obiettivi della cultura cattolica-democratica e di quella sociale e riformista, ma è una nostra comune grande responsabilità che determinerà la serietà e la continuità dell’impegno espresso nell’Assemblea del PD.


Di Letizia de Torre, mia amica, deputato al parlamento del PD

18 febbraio 2009

Marco Espa il più votato del PD e del centrosinistra in Provincia di Cagliari


Carissimi
brevemente e a caldo
una difficile sconfitta elettorale che dobbiamo saper gestire. Ma tocca a noi proteggere il cambiamento in Consiglio Regionale, la Sardegna è cambiata e non possiamo fare passi indietro.
Comunque non posso che ringraziare tutti per queste 5000 preferenze che veramente sono una grande responsabilità. Grazie davvero!

da www.marcoespa.it
I primi dati ufficiosi delle elezioni regionali potrebbero vedere Marco Espa il Consigliere Regionale più votato del PD e del Centrosinistra in Provincia di Cagliari - con circa 5.000 preferenze (nel 2004: 3.250) - davanti a Marco Meloni, Giampaolo Diana, Chicco Porcu, Cesare Moriconi, Lorenzo Cozzolino, Tore Mattana, Gianluigi Gessa e Silvio Cherchi. Si aspettano notizie più ufficiali.

i dati qui sotto riportati sono assolutamente informali e indicativi

TOTALE voti

Espa 5004
Meloni 4.790
Diana 4736
Porcu 4649