2 dicembre 2013

La denuncia di Espa (Pd) Legge di stabilità: scippati a Capoterra i fondi post-alluvione (?)

La denuncia di Espa (Pd)

Legge di stabilità: scippati a Capoterra i fondi post-alluvione 

Cento milioni dallo Stato per l'alluvione, si era detto. Anzi, di più: un centinaio sarebbero solo quelli inseriti nella legge di stabilità, poi ci sono gli stanziamenti del governo. «Ma i fondi previsti dalla legge, in realtà, sono in buona parte già assegnati alla Sardegna per il dissesto idrogeologico», segnala il consigliere regionale del Pd Marco Espa. Finanziamenti per le zone devastate dalle alluvioni degli anni precedenti: Capoterra, Villagrande, Bosa, Posada. «Sarebbe una beffa se si prendessero i soldi per l'emergenza togliendoli ad altre aree a rischio», prosegue Espa, «che hanno già pagato caro il dissesto del territorio. La Camera deve modificare quel passaggio della legge di stabilità, faccio un appello ai deputati sardi».DOPPIO FONDO In effetti la norma citata dall'esponente del Pd non è ancora in vigore: la legge è stata approvata dal Senato, ma l'altro ramo del Parlamento può correggerla. Non è però un'operazione semplice, perché i tempi per il voto finale sono stretti e bisognerebbe, in caso di modifiche, trovare altre coperture. Espa si riferisce a un emendamento approvato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama, su proposta dei senatori sardi. Riserva all'emergenza sarda poco più di 53 milioni per il 2014 e 50 per il 2015.I primi vengono prelevati, per una parte (27,6 milioni), dalle somme non impegnate «giacenti sulla contabilità speciale intestata al commissario straordinario per il dissesto idrogeologico». Cioè l'ex prefetto Efisio Orrù, nominato dal governo nel gennaio 2011 per curare la realizzazione delle opere per la sicurezza del territorio. Diciassette interventi (poi portati a diciannove) definiti da un accordo di programma Stato-Regione.IL NODO «È vero che ci sono delle somme tecnicamente non impegnate», ammette Espa, «ma quasi tutti gli interventi sono programmati. Per esempio ci sono 11 milioni già appaltati per il primo lotto di lavori a Capoterra: si attende solo l'avvio dei cantieri. Per il secondo lotto sono pronti altri 12 milioni, benché non ancora appaltati». Nell'elenco figurano anche interventi per Villagrande Strisaili (almeno 3 milioni), Bosa (altri 3), poi Padru, Orosei, Posada, Galtellì, fino ad alcune opere ulteriori per Capoterra e Villagrande. «Quei famosi 27,6 milioni non possono essere presi da questo fondo», conclude: «Si trovino altre coperture e si corregga alla Camera la legge di stabilità».
Giuseppe Meloni - L'Unione Sarda del " dicembre 2013

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ecco il testo della Legge di Stabilità (in neretto), che mi preoccupa


"70. Al fine di favorire i processi di ricostruzione e ripresa economica delle zone della regione Sardegna interessate dagli eventi alluvionali del mese di novembre 2013, il Presidente della regione, in qualità di Commissario delegato per l'emergenza, predispone entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con il Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico nominato ai sensi dell'articolo 17, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, un piano di interventi urgenti per la messa in sicurezza e il ripristino del territorio interessato dagli eventi alluvionali. A tal fine sono utilizzate le risorse, nel limite massimo di 27,6 milioni di euro, non impegnate alla data di entrata in vigore della presente legge giacenti sulla contabilità speciale intestata al Commissario straordinario per il dissesto (!!!) di cui al precedente periodo e quelle di cui al comma 71.

71. All'articolo 32, comma 4, della legge 12 novembre 2011, n. 183, dopo la lettera n-quater) è aggiunta la seguente:

«n-quinquies) delle spese effettuate a valere sulle risorse assegnate alla regione Sardegna dalla delibera CIPE n. 8/2012 del 20 gennaio 2012, pari a 23,52 milioni di euro, limitatamente all'anno 2014».

72. Al fine del ripristino della viabilità interrotta o danneggiata per gli eventi di cui al comma 70, il Commissario delegato può avvalersi di ANAS Spa, che provvede in via di anticipazione sulle risorse autorizzate per il programma di cui all'articolo 18, comma 10, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e successivi rifinanziamenti, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

73. A valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione relative alla programmazione nazionale 2014-2020, il CIPE provvede ad assegnare 50 milioni di euro per l'anno 2015 per la prosecuzione degli interventi di cui al comma 70.

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28 novembre 2013

Unione Sarda: Assistenza, Isola all'avanguardia: convegno a Cagliari

Assistenza, Isola all'avanguardia: convegno a Cagliari

Disabili, il modello sardo

Per una volta, la Sardegna non è in coda. Anzi, è la prima regione, la più virtuosa: da anni applica un progetto che garantisce a persone con disabilità grave o gravissima di essere assistite nella propria abitazione. Il «modello Sardegna» riserva fino a 50 mila euro all'anno per l'assistenza domiciliare di ciascun malato, un decimo di quel che costa un ricovero in residenze sanitarie.

Se ne parla a Cagliari nel convegno organizzato dal gruppo consiliare del Pd: «La Sardegna destina 140 milioni di euro per finanziare progetti di assistenza personalizzata», sottolinea Marco Espa, esponente della commissione Sanità del Consiglio regionale, «cifra che le altre regioni non raggiungono». Al convegno interviene anche Salvatore Usala, segretario nazionale del “Comitato 16 novembre” che raggruppa i malati di Sla, autore di mille battaglie al ministero dell'Economia: «Se affrontassimo la non autosufficienza in un'ottica imprenditoriale, e non assistenziale, scopriremmo che c'è un mercato economico che ruota attorno a questa realtà. E ci sarebbero anche risparmi per la spesa pubblica».
Un esempio? Le Rianimazioni di Cagliari, con 300mila euro all'anno, attraverso l'assistenza domiciliare, medica e infermieristica, riescono a seguire 100 pazienti. «Con gli stessi 300mila euro in ospedale si seguirebbe un solo paziente», dice Paolo Castaldi, primario di Rianimazione al Marino di Cagliari. L'obiettivo, quindi, è puntare su modelli virtuosi. «L'assenza di programmazione degli ultimi anni ha prodotto nella sanità un disavanzo di 360 milioni di euro all'anno», conclude Francesca Barracciu, candidata alla presidenza della Regione, «e ha lasciato la gestione dei servizi sociali alla responsabilità dei singoli operatori». (ma. mad. Unione Sarda 26 novembre 2013)

20 novembre 2013

ESPA (PD): Sardegna, alluvione 2013, non solo fatalità.

Cosi, di nuovo si ripete la bomba d'acqua. Per chi ci è passato, come me, è ricondividere una grande tragedia anche se mitigata da una solidarietà concreta senza pari. Ora, piangiamo i morti ma agiamo subito per i vivi: sono i giorni più importanti, del primo soccorso. Ci vuole il coraggio, lasciatemelo dire, di agire senza guardare in faccia nessuno, per dare ristoro agli alluvionati in pochissimi giorni, come avevamo fatto con Renato Soru nel 2008. in 10 giorni i primi risarcimenti di sollievo. E fatemi dire a Ugo Cappellacci: ritira il subito il tuo progetto di legge che stravolge il PPR. Nuova cubatura nelle coste aumenta solo il rischio. Non è proprio il caso.

Marco Espa

leggi qui sotto su Facebook

13 novembre 2013

La (bella) mozione che abbiamo approvato a Rimini domenica 10 novembre 2013 sulla qualità dell'integrazione scolastica e sociale.

MOZIONE CONCLUSIVA del 9° convegno internazione "La qualità dell'integrazione scolastica e sociale" organizzato dal Centro Studi Erickson a Rimini dall'8 al 10 novembre 2013
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NONOSTANTE TUTTO
I 3.000 insegnanti, dirigenti scolastici, operatori socio-sanitari associazioni presenti al 9° convegno nazionale Erickson “La qualità dell’integrazione”, per quanto sembri strano, non sono affatto travolti da quella  “crisi” che sembra provocare smarrimento di senso. Non siamo in crisi.

Nonostante tutto, continuiamo ad essere convinti che in questi momenti serva il pensiero e non il  lamento. Nonostante tutto, infatti, crediamo che abbia ancora senso inconfutabile l’idea e la pratica che solo una scuola capace di accogliere tutti e di pensare al futuro per il loro ingresso nel mondo degli adulti, ha titolo a chiamarsi scuola. Questo è ancora una volta necessario, ma soprattutto possibile, nonostante dieci anni di smantellamento dei valori fondativi della scuola per tutti e per ciascuno.


Nonostante la svalutazione sociale del bene educativo, nonostante la povertà economica in cui si sono ridotte le nostre scuole, nonostante il mito della selezione e della competizione, nonostante lo smantellamento del sistema pubblico dei servizi socio-sanitari.

Per questo è “normale” per noi ricordarci e ricordare a tutti che  i nostri alunni disabili sono una “parte della scuola e non una scuola a parte”.

Ogni volta che ci incontriamo, è anche l’occasione per mettere a fuoco i temi caldi della fase attuale, e ci facciamo carico  sempre  di elaborare proposte, senza la preoccupazione dell’esaustività.

1. DARE FIDUCIA ALLA SCUOLA
Il futuro del paese è legato alla cultura e alla civiltà che sa produrre. Dare quindi, o meglio ridare, fiducia alla scuola non è uno slogan, ma una esigenza strategica. La fiducia riparte dal riconoscimento del ruolo sociale degli insegnanti e dal loro pregevole impegno. E’ il momento  di fare un nuovo patto tra educatori e società. Dare fiducia significa, per esempio, considerare la formazione dei docenti come obiettivo strategico per la qualità. Formazione che deve quindi essere continua, obbligatoria, verificata,  fondata sulla ricerca e la creatività professionale, senza dogmatismi e pratiche centralizzate. Per questo si plaude all’approvazione dell’art. 16 del Decreto Scuola (L. n° 128/13, ndr) che ha ufficialmente riconosciuto questo principio.
Fiducia nella scuola significa anche andare oltre una diffusa conflittualità per valorizzare la responsabilità di tutti i soggetti

2. RISPETTARE LA NORMALITA’ DELL’AUTONOMIA
In questo decennio l’autonomia della scuola è stata soffocata da politiche autoritarie e centraliste. È indispensabile che in ogni atto della governance del sistema formativo sia rispettata e valorizzata la flessibilità, la territorialità orizzontale, la creatività professionale come leve della qualità. Ciò deve realizzarsi sia sul versante organizzativo, ad esempio l’organico funzionale e di rete territoriale, sia dell’autonomia didattica, per una flessibilità dei curricoli, degli insegnamenti, delle didattiche, come pratica effettivamente inclusiva, superando la tradizione trasmissiva, monodirezionale, per una pedagogia dell’eterogeneità, che offra a tutti non le stesse cose nello stesso momento, ma le cose giuste per tutti e ciascuno. La nostra migliore tradizione educativa, vede nella normalità della vita, nella scuola come nella società, il luogo dell’inclusione, dove le relazioni diventano comunità di coeducazione per tutti.

3. DAL CONFLITTO ALLA MEDIAZIONE
Si sta diffondendo in maniera preoccupante la pratica di gestione dei  conflitti in sedi extrascolastiche. Ciò avviene sia nell’ambito giuridico, sia in quello clinico. La scuola non può essere ridotta ad una disputa sui bizantinismi delle normative, né alla logica delle controparti. Altrettanto va contrastato il rischio di una diffusa medicalizzazione che riduce la persona a sintomo e si contrappone all’educativo con la cultura della terapia. È necessario invece costruire, con nuove leggi, un sistema e luoghi di mediazione e conciliazione che mettano al centro decisioni a valore pedagogico e relazionale che sono per noi la vera giustizia possibile. A tal fine si auspica che in uno dei decreti legislativi previsti dalla legge di delega, approvata il 7 novembre scorso dal Governo, siano  previste pratiche di mediazione a partire dai tentativi preventivi di conciliazione, da rendere obbligatori prima della via giurisdizionale.

4.
PER UNA VALUTAZIONE INCLUSIVA
In merito alla contraddittoria azione dell’INVALSI, che ha prodotto l’ esclusione di 200.000 alunni perché considerati “inadeguati” a scale internazionali comparative, proponiamo maggiori pratiche valutative centrate sui processi, sui contesti, sulle relazioni, pensate in chiave formativa (e non competitiva) per migliorare la qualità della didattica inclusiva.

5.
LA QUESTIONE DEI BES: PER UNA INCLUSIONE VERA
Il nostro convegno ha registrato, come ovvio, un vivace dibattito sulle recenti direttive ministeriali riguardanti la cosiddetta questione BES, rilevando dialetticamente sia le potenzialità, sia le riserve critiche su un tema di grande delicatezza sociale e pedagogica. Ci unisce comunque la comune passione inclusiva. Ben venga dunque una riflessione che allarghi questa  passione a  tutti gli alunni, considerando per ognuno potenzialità e rischi, ostacoli e facilitatori. Ma lo sguardo fondativo delle pratiche inclusive non può che restare  pedagogico. Va affrontato costruttivamente il rischio di costruire nuove classificazioni che separino e producano abbassamento delle attese per i ragazzi; mentre invece vogliamo promuovere la resilienza, valorizzare i talenti individuali e le potenzialità della comunità educativa. Per questo è necessario che l’ICF, come modello bio-psico-sociale in chiave educativa, diventi il principale strumento di individuazione dei percorsi inclusivi per tutti e insieme la base per la gestione delle risorse economiche, del personale e degli strumenti. L’inclusione avrà successo solo se si rispetterà e valorizzerà il protagonismo pedagogico della scuola, evitandole burocratiche discussioni di forma e senza appesantimenti giuridici. Ricordando che la scuola ha un cospicuo patrimonio inclusivo che va oggi rilanciato e rispettato come la vera base di partenza per nuove e migliori pratiche inclusive per tutti e per ciascuno.


6.
PER NUOVE RISORSE
Non sembri rituale questo richiamo: la scuola non ha bisogno ma diritto a nuovi investimenti. Qui noi non ci lagniamo, siamo semplicemente critici per la condizione di povertà in cui si è ridotto il bene più prezioso di una società: l’educazione dei suoi figli. Riconosciamo che nel recente Decreto Scuola vi sono, fortunatamente, segnali di inversione di tendenza. Diciamo semplicemente: ministra Carrozza, continui così, individuando con coraggio politiche di investimento che sappiano scegliere,  che puntino all’inclusione come priorità per la qualità, che sappiano anche superare incrostazioni corporative e privilegi. In particolare apprezziamo l’aumento in organico di diritto dei posti di sostegno, ma ricordiamo la necessità di rivedere la gestione contrattuale della mobilità dei docenti (di tutti gli insegnanti, non solo dei sostegni) in una logica di organico funzionale di reti di scuole, per garantire continuità agli alunni.
Per migliorare, quindi, è indispensabile che:
a-     Parlamento e Governo avviino e attuino la normativa sulla formazione iniziale di tutti i futuri docenti curricolari sulla didattiche inclusive, con non meno di 30 CFU sia per il 1° sia per il 2° ciclo di istruzione;
b-   sia concretamente attuata la formazione obbligatoria in servizio su tali didattiche, sia introdotto l’obbligo contrattuale di ore di programmazione settimanale comune tra i  docenti  coinvolti nei medesimi gruppi di alunni,  oltre l’orario delle lezioni;
c-      sia riaffermato l’impegno obbligatorio dei docenti curriculari nella presa in carico del progetto inclusivo degli alunni con disabilità, per evitare l’esclusiva delega all’insegnante di sostegno;
d-     sia rispettato il tetto massimo di 20 alunni per classe in presenza di alunni con disabilità, come previsto dall’art. 5 comma 2 del DPR 81/2009. 
Nonostante tutto crediamo che una diversa scuola sia possibile, non solo necessaria. Perché continuiamo a credere nell’insegnamento di Don Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”.
(Mozione finale del 9° convegno internazionale Erickson, 8-10 novembre 2013)


5 ottobre 2013

Oggi sabato 5 ottobre sono a Monserrato con Salvatore Usala. Parlo di progetti personalizzati.

2 ottobre 2013

ESPA: GIUSTO CONTROLLARE, FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA.

GIUSTO CONTROLLARE!
Ciao! Stavo aspettando prima di scrivervi perchè... non mi è ancora arrivato nulla! Ma non posso aspettare, devo rendicontarvi...
I giornali dicono che mi è arrivato - non ancora, ad adesso - un avviso di garanzia per la vicenda dei fondi dei gruppi consiliari insieme ad altri 32 consiglieri. Ho sempre sostenuto il lavoro della Magistratura come organo dello Stato, non è che cambio idea adesso: sono estremamente sereno, è un dovere dei magistrati indagare e avvisare che ti stanno indagando, ci mancherebbe...alla "Nuova Sardegna" di oggi ho dichiarato: "...premetto che non ho ricevuto nulla, ma quando arriverà qualunque atto della magistratura nei miei confronti sarà da me accettato senza polemiche. Ho sempre sostenuto il lavoro della magistratura, continuerò a farlo, ed è giusto che la Pricura faccia tutto ciò che deve fare, quando sarò chiamata andrò volentieri senza remore e come qualunque cittadino risponderò alle domande che mi faranno..."
PS: L'Unione Sarda dice che mi chiedono di sapere notizie sulla spesa di 13 mila euro per attività del Gruppo. Bene, se è questo che mi verrà chiesto so già che è tutto alla luce del sole, tutto tracciato e probabilmente ne giustificherò il doppio! 
PS del PS: siamo tutti diversi, pur in una difficoltà c'è chi cerca di cambiare la Costituzione per le esigenze di un singolo e c'è chi si sottopone al giudizio della magistratura... 


DALLAA NUOVA SARDEGNA DI OGGI 2 OTTOBRE 2013



30 settembre 2013

Francesca Barracciu la nostra candidata Presidente alle prossime Regionali!

26 settembre 2013

Speciale Primarie 29 settembre 2013- La newsletter di Marco Espa del 26 settembre 2013






SPECIALE PRIMARIE PER LA SCELTA DELLA CANDIDATA O CANDIDATO  PRESIDENTE DELLA REGIONE SARDEGNA




Ciao a tutte e a tutti! 
questa volta mi soffermo solo sull'appuntamento di domenica prossima 29 settembre 2013 che vede coinvolti tutti i residenti in Sardegna. La scelta della prossima candidata o candidato come Presidente della Regione per l'elezioni 2014.
Io vi presento subito la mia candidata, che sostengo molto volentieri: Francesca Barracciu, la conoscerete, ma eccola:




Con Francesca abbiamo lavorato moltissimo e con tenacia in particolare in Commissione Sanità in questi ultimi anni, facendo squadra su numerosi progetti di legge e, nonostante siamo in minoranza, riuscendo a bloccare operazioni dubbie (come quella che vedeva l'assurda triplicazione dei posti letto per istituzionalizzare le persone...!!!):  è per me una garanzia proprio per l'esperienza personale avuta e per la sostanza delle sue competenze e delle cose fatte, anche insieme. Impegni si, seri, veri, promesse strumentali mai. Ora è Parlamentare Europeo a fine mandato: credo che, con estremo rispetto per gli altri candidati (concorrenti, non avversari), non ci possa essere scelta migliore che scegliere Francesca Barracciu!

Per chi vuole incontrarla personalmente siamo tutti invitati a Villa Muscas, a Cagliari, questo sabato 28 settembre alle ore 20, in Via sant'Alenixedda 2, fianco Teatro Lirico dirigendosi verso il mercato. Per chi vuole, prima, alle ore 17 sempre a Cagliari davanti alla Chiesa di Sant'Anna a Stampace, Francesca inizia una passeggiata nei quartieri storici di Cagliari.
Io ci sarò! 




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11 settembre 2013

Bocciato il dimensionamento scolastico. Espa: la vittoria delle famiglie.

La Nuova Sardegna
 Dimensionamento scolastico da rifare

 La Regione accoglie la delibera del Tar e cancella soppressioni e accorpamenti di istituti. Esultano le mamme del comitato

ISTRUZIONE»LA PALLA PASSA AL PROVVEDITORE


MARCO ESPA Il consiglio regionale si era espresso contro questo dimensionamento Adesso l'ufficio scolastico regionale si attivi

CAGLIARI Campane, o meglio campanelle, a festa per i genitori dei ragazzi di tre scuole cagliaritane: a cinque giorni dall'avvio del nuovo anno il piano di dimensionamento scolastico, per Deledda, Manno e Sant'Alenixedda fa un salto all'indietro e ritorna quello della scorsa stagione. Niente soppressioni e nessun accorpamento: mamme e papà attendono la decisione della Direzione scolastica. Che, a questo punto, dovrebbe essere solo una formalità. L'ultimo colpo di scena è arrivato ieri mattina. Prima l'annuncio ai partecipanti alla manifestazione davanti al Consiglio regionale, poi la decisione ufficiale. La giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Pubblica Istruzione, Sergio Milia, ha deciso di ottemperare, con apposita delibera, a quanto deciso dal Tar. Per questo il Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2013-2014, viene modificato secondo le disposizioni contenute nelle sentenze del TAR che ha accolto i ricorsi presentati dai docenti e dai genitori degli alunni iscritti nell'Istituto Deledda, nella scuola primaria Santa Caterina di S.Alenixedda e nella secondaria Manno-Cima e Conservatorio di Cagliari. «Per garantire a tutti gli alunni delle scuole interessate un anno scolastico sereno e regolare – ha sottolineato l'assessore Milia – considerando anche l'imminente avvio del nuovo anno scolastico, la Giunta ha deciso di dare attuazione alle disposizioni contenute nelle sentenze». Risultato? Il comunicato arrivato nel pomeriggio dalla Regione parla molto chiaro. «Nel Piano di dimensionamento scolastico modificato, non ci saranno la soppressione dell'IIS Deledda, con conseguente trasferimento dell'indirizzo Liceo linguistico al Liceo delle scienze umane De Sanctis e trasferimento dell'indirizzo Tecnico all'IIs Azuni di Cagliari, l'accorpamento delle scuola primaria Santa Caterina alla Direzione didattica di via Castiglione, l'accorpamento della Secondaria 1° grado Manno, in parte nella secondaria 1° Alfieri/Conservatorio, in parte nell'Istituto Comprensivo Santa Caterina e in parte nella secondaria 1° grado Ugo Foscolo». Primi commenti. «È una vittoria delle mamme del comitato genitori – spiega Marco Espa, consigliere regionale, componente della commissione cultura – di tutte le scuole, di tutti coloro che hanno lottato per fare in modo che si ottemperasse alla sentenza del Tar. Noi in Consiglio Regionale unitariamente avevamo espresso parere contrario a questo dimensionamento. Ora l'Ufficio scolastico regionale deve procedere e lavorare con celerità, assicurando l'apertura dell'anno scolastico senza ulteriori intoppi». Sarà fatto? Stefano Ambu

Unione Sarda

DIMENSIONAMENTO. Ieri sit-in di famiglie e professori dell'istituto di via Sulcis, che era stato soppresso
Scuole salve, la vittoria dei genitori
La Giunta regionale risparmia Deledda, Santa Caterina e Manno 

Marco Espa: Bisogna rendere obbligatoria la consultazione con le famiglie degli alunni

La Regione fa marcia indietro sul Piano di dimensionamento scolastico. Ora il Deledda è davvero salvo. Scongiurato anche l'accorpamento della primaria Santa Caterina alla Direzione didattica di via Castiglione e lo smembramento della media Manno-Cima-Conservatorio. «Per garantire a tutti gli alunni delle scuole interessate dal dimensionamento un anno regolare e sereno», ha annunciato ieri sera l'assessore regionale all'Istruzione, Sergio Milia, «la Giunta regionale ha deciso di dare attuazione alle disposizioni contenute nelle sentenze del Tar».
DELEDDA La scuola superiore di via Sulcis era stata soppressa a marzo dal Piano di dimensionamento scolastico (per insufficienza di alunni) e poi salvata ad agosto dal Tar che aveva accolto il ricorso presentato dai docenti, dai genitori e dagli alunni maggiorenni. Fino a ieri, però, la sentenza non era stata ancora ratificata dalla Regione. Al contrario circolava la voce di un imminente appello al Consiglio di Stato. Da qui la decisione delle varie componenti della scuola di ritornare in piazza per chiedere con forza il rispetto della decisione del Tar.
DOPPIA PROTESTA Ieri due sit-in, entrambi affollati. Il primo alle 10,30 in via Roma davanti al palazzo del Consiglio regionale, il secondo nel primo pomeriggio in via Oslavia, davanti ai cancelli di Villa Devoto mentre all'interno era in corso la riunione della Giunta. Di mattina l'assessore Milia era uscito dal palazzo per parlare ai manifestanti. «Rispetteremo la sentenza del Tar», aveva detto. Promessa poi mantenuta. Di sera, infatti, è arrivata l'agognata delibera di Giunta che conferma quanto stabilito dal Tar garantendo (almeno per quest'anno) la sopravvivenza del Deledda e delle altre scuole che rischiavano l'accorpamento. «Dopo mesi di battaglie finalmente vediamo la luce», ha commentato felice Giulio Errante, un papà. Soddisfatti anche alunni e docenti, rappresentati da Mariangela Foscoliano.
Ma il futuro resta incerto. Tutto bene quel che finisce bene? Non proprio. L'anno prossimo il problema è destinato a ripresentarsi, per cui bisogna correre ai ripari da adesso. «Bene ha fatto la Regione a ottemperare alla decisione del Tar rinunciando al ricorso al Consiglio di Stato», afferma il consigliere regionale nonché membro della commissione Pubblica Istruzione, Marco Espa (Pd), «ora però l'Ufficio scolastico regionale deve lavorare con celerità per assicurare l'apertura dell'anno scolastico senza ulteriori intoppi». Non è tutto «È necessario evitare che in futuro si ricrei la stessa situazione», sottolinea Espa, «la soluzione è solo una, ossia modificare da adesso le linee guida del Piano di Dimensionamento al fine di coinvolgere le rappresentanze dei genitori regolarmente elette nei vari istituti».
Paolo Loche

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27 agosto 2013

Dimensionamento scolastico - Espa: no all'opposizione della Regione contro la sentenza!

Sit in dei genitori: «Rispettate la sentenza» 
Scuola: oggi la Regione decide se ricorrere contro la decisione del Tar sul dimensionamento. Marco Espa: "no all'opposizione della Regione contro la sentenza"


CAGLIARI Tre settimane all'inizio del nuovo anno scolastico ed è subito battaglia: ieri i genitori dei bambini della scuola primaria Sant'Alenixedda si sono ritrovati in piazza Giovanni XXIII per preparare le prossime mosse. L'assemblea ha deciso: oggi una delegazione di mamme e papá si presenterà alle 10 davanti ai cancelli di Villa Devoto in occasione della riunione della giunta regionale. Cosa chiedono i genitori? Dopo aver vinto il ricorso al Tribunale amministrativo vogliono che la decisione dei giudici sia applicata: chiedono di rimanere sotto la direzione didattica di Santa Caterina e di non essere trasferiti in via Castiglione come invece stabilisce il nuovo piano. Che cosa comporta il cambio? I bambini restano sì nella scuola di piazza Giovanni XXIII, ma rischiano di cambiare i segnanti e "offerta formativa". La novità è una sentenza del Tar che ha accolto il loro ricorso bocciando l'accorpamento della scuola primaria Sant'Alenixedda al plesso di via Castiglione. Nel mirino dei genitori la delibera approvata dalla Giunta regionale lo scorso marzo relativa al Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno 2013/2014 e il successivo decreto del Miur che dá applicazione alla decisione: il tribunale ha annullato soltanto le parti contestate. Alla riunione di questo pomeriggio era presente anche il consigliere regionale Marco Espa, Pd, componente della commissione cultura: «Davanti alla sentenza del Tar- ha spiegato- non c'è da parte della Regione alcun interesse a un eventuale opposizione. Per evitare questi problemi occorre in futuro rendere obbligatoria, nei tempi giusti, una consultazione dei genitori prima dell'approvazione del piano scolastico». Genitori arrabbiati. E non da ieri: la battaglia contro il piano è cominciata negli scorsi mesi. E ora si riparte. Stefano Ambu



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9 agosto 2013

Un po' di notizie... - La newsletter di Marco Espa del 9 agosto 2013 - Dal Consiglio Regionale della Sardegna e dintorni...



IN EVIDENZA: Emergenza povertà - Marco interviene a Bologna alla Conferenza Nazionale sulle politiche della disabilità - Il Papa il 22 settembre a Cagliari - Primarie del centrosinistra per la scelta del candidato Presidente della Regione - SlotMob, contro il gioco d'azzardo -
Ciao a tutte e a tutti! 
Oltre al rendiconto consueto sulla mia attività nella logica del patto eletto elettore, volevo fare qualche riflessione rispetto un tema caldissimo che riguarda le estreme povertà: l'occasione me la da un articolo dell'Unione Sarda del 25 luglio scorso: Povertà: la fondatrice del centro di via Po a Cagliari Anna Luciani Espa: questo è l'anno peggiore di sempre. Leggi qui tutto l'articolo (si, è proprio mia mamma... :-).
La situazione è molto pesante e la crisi delle aziende che di solito tramite gli enti preposti fanno donazioni in beni di prima necessità, diminuisce le forniture per le emergenze. 
Il Centro Diocesano di assistenza della Caritas di Cagliari ha sempre coniugato il soccorso d'emergenza con la cura e la dignità dei dirritti delle persone. Una trentina di stupendi volontari anziani fanno un lavoro di pubblica utilità che affianca il Comune nella lotta alla povertà: non solo per la crisi del lavoro, ma anche persone che nonostante lavorino non riescono a chiudere il mese. Tra questi in particolare un fenomeno che avanza in maniera forte è quello dei padri separati, che hanno in certe situazioni. Per questo la politica, e in particolare chi governa, deve smettere di gingillarsi attorno a questioni che nulla hanno a vedere con le cose concrete che toccano i cittadini accelerando i percorsi di sobrietà e rigore al proprio interno.
In questa linea proprio oggi abbiamo approvato uno stanziamento aggiuntivo di 10 milioni di euro da destinare ai comuni per l'emergenze, correggendo un errore della Giunta in Finanziaria che aveva tagliato i fondi.
Questione zingari a Cagliari: sapete che da tempo (vedi qui  la mia  videoinchiesta) sostengo un cambiamento di rotta delle politiche locali di sostegno al popolo rom. Nel ricordare le assurde e vergognose polemiche di alcune forze politiche (che fanno il paio con il razzismo imperante a livello nazionale contro la Ministra Kyenge) e di qualche giornalista che miravano allo stigma addirittura contro i bambini Rom, il Presidente della commissione politiche sociali di Cagliari Fabrizio Rodin rende noto come le politiche di inclusione portate avanti dal comune abbiano creato grandi risparmi a vantaggio dei cagliaritani. Uno schiaffo a chi ha messo in contrapposizione poveri con poveri. Leggi qui le dichiarazioni di Fabrizio Rodin 
Marco interviene a Bologna alla Conferenza Nazionale sulle politiche della disabilità
A Bologna, il 12 e 13 luglio scorsi, si è svolta la IV Conferenza del Governo sulle politiche per la disabilità. Due giorni molto importanti, con un dibattito intenso e a volte anche aspro. Credo che siamo ad un punto di svolta sul diritto alla non discriminazione, alla personalizzazione e alla coprogettazione degli interventi. In un periodo di tagli alcune regioni italiane ritornano all'antico rifinanziando istituzionalizzazione o tagliando servizi domiciliari. Sono intervenuto per ribadire la qualità del modello sardo di sostegno (puoi sentire il mio intervento cliccando qui).
Ero presente e sono intervenuto presentando il "modello Sardegna" sui piani personalizzati e coprogettati e sugli investimenti Regionali sulla spesa sociale che vedono la Sardegna tra le prime Regioni in Italia. Leggi qui i report sui lavori della Conferenza e guarda il filmato con l'intervento integrale qui. 
Per maggiori approfondimenti potete leggere qui i primi report dello studio che sto conducendo sul Fondo per la non autosufficienza incrociando i dati ufficiali della Regione Sardegna con gli ultimissimi dati resi noti dall'ISTAT il 31 maggio 2013, lo puoi leggere cliccando qui,  in merito ai dati della applicazione del Fondo per la non autosufficienza e della legge 162 in Sardegna. Qui sotto potete vedere in anteprima una tabella inserita nello studio, da noi elaborata ( che si commenta da se) e mostra la tenacia della Sardegna in Italia rispetto agli investimenti sul sociale, prima assoluta nell'incremento degli investimenti. Le battaglie servono e ne siamo orgogliosi...

 Incremento degli investimenti dei Comuni per le politiche sociali in base alla popolazione
 (confronto 2004-2010)
REGIONI                                               RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE
spesa pro-capite 2004 in euro
spesa pro-capite 2009 in euro
spesa pro-capite 2010 in euro
incremento % 2004 2010
Sardegna
101,3
199,1
        220,4
117,6%
Puglia
39,4
54,7
          63,2
60,4%
Isole
73,2
107,4
        110,1
50,4%
Friuli-Venezia Giulia
148,9
215,1
        222,6
49,5%
Lazio
102,4
140,5
        146,6
43,2%
Basilicata
44,5
63,0
          63,1
41,8%
Campania
37,0
53,9
          52,0
40,5%
Sud
38,1
50,9
          53,1
39,4%
Liguria
103,8
139,5
        142,3
37,1%
Abruzzo
51,9
62,3
          67,5
30,1%
Centro
103,6
131,5
        134,7
30,0%
Italia
92,4
116,3
        117,8
27,5%
Umbria
77,5
95,4
          95,9
23,7%
Lombardia
104,6
123,5
        126,5
20,9%
Veneto
94,7
113,8
        113,5
19,9%
Nord-ovest
111,9
133,2
        134,1
19,8%
Nord-est
135,2
162,9
        161,5
19,5%
Toscana
116,1
136,9
        137,3
18,3%
Emilia-Romagna
148,3
180,1
        173,3
16,9%
Piemonte
124,1
148,6
        143,6
15,7%
Marche
93,2
107,2
        107,7
15,6%
Sicilia
64,0
77,0
          73,5
14,8%
Trentino Alto Adige / Südtirol
257,8
262,2
        267,0
3,6%
Calabria
26,9
25,5
          25,8
-4,1%
Molise
43,2
35,9
          38,1
-11,8%
Valle d'Aosta / Vallée d'Aoste
344,6
269,3
        283,4
-17,8%
 
In Consiglio Regionale su iniziativa mia e della collega Gabriella Greco,  abbiamo approvato una norma (leggi qua il testo) che risolve una palese ingiustizia nei confronti  delle persone con amministratore di sostegno i cui diritti vengono parificati a quelli delle persone interdette e inabilitate: ora i burocrati che bloccavano in modo particolare la legge regionale 20/97 non possono avere piu scuse.

Il Papa il 22 settembre a Cagliari
In attesa di vederlo qui a Cagliari, di ritorno dalla GMG di Rio de Janeiro, Francesco ci affascina e stupisce ancora con fatti e dichiarazioni molto importanti, di una drittezza senza misura: qui ve ne segnalo alcune, sulla laicità dello stato, sulle persone gay e con la bellissima visita a Lampedusa (che ha scatenato una forte presa di posizione del direttore di Famiglia Cristiana don Sciortino contro alcuni politici italiani).
Primarie del centrosinistra per la scelta del candidato Presidente della Regione. Sostegno Francesca Barracciu.
Il 29 settembre 2013 abbiamo deciso di consultare gli elettori sardi per la scelta del candidato Presidente della Regione Sardegna, per le prossime elezioni del 2014. Come sempre mi piace ricordare che non conosco metodo migliore delle primarie: l'alternativa sarebbe la solita scelta nelle segrete stanze delle segreterie dei partiti. Io, insieme a tanti amici, abbiamo deciso di sostenere Francesca Barracciu, già mia collega in Consiglio Regionale ed ora parlamentare europea. Un segno di novità, mi sembra. Ma ne riparleremo nelle prossime newsletter.
SlotMob: contro il gioco d'azzardo e per sostenere i locali che rinunciano alle Slot machine
Vi segnalo una importantissima iniziativa che riguarda la piaga del gioco d'azzardo e che dovrebbe coinvolgere anche la Sardegna. Qui potete leggere un'intervista con il mio amico l'economista Luigino Bruni e qui navigare nel sito ufficiale di SlotMob
Dalla redazione

Capoterra, presto il via ai lavori di messa in sicurezza. Ma non basta: bisogna fare bene e rapidamente. Si ai lavori 24 ore su 24, i cittadini non possono aspettare. Il commissario dell'alluvione e la giunta regionale intervenga contro l'ANAS - chieda anche i danni - e si sovrappongano per la costruzione dei nuovi ponti. Leggi qui tutto l'articolo

Marco era presente alla IV Conferenza Nazionale sulle politiche della disabilità, tenutasi il 12 e 13 luglio a Bologna. E' intervenuto presentando il "modello Sardegna" sui piani personalizzati e coprogettati e sugli investimenti Regionali sulla spesa sociale che vedono la Sardegna tra le prime Regioni in Italia. Leggi qui i report sui lavori della Conferenza e guarda il filmato con l'intervento integrale di Marco qui.

Unione Sarda: Povertà: la fondatrice del centro di via Po a Cagliari Anna Luciani Espa: questo è l'anno peggiore di sempre. Leggi qui tutto l'articolo


Alcune delle attività di Marco in Consiglio Regionale

N. 265 - DIANA Giampaolo - SANNA Gian Valerio - COCCO Daniele Secondo - AGUS - BEN AMARA - BRUNO - COCCO Pietro - CORDA - COZZOLINO - CUCCU - CUGUSI - ESPA - FLORIS Vincenzo - LOTTO - MANCA - MARIANI - MELONI Valerio - MORICONI - PORCU - SABATINI - SALIS - SECHI - SOLINAS Antonio - STOCCHINO - SORU - ZUNCHEDDU sulla mancata attuazione della zona franca, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

N. 256 - ARBAU - STOCCHINO - MARIANI - SOLINAS Antonio - ZUNCHEDDU - CUGUSI - SECHI - COCCO Daniele Secondo - BEN AMARA - SALIS - FLORIS Vincenzo - MORICONI - COZZOLINO - SABATINI - CUCCU - SANNA Gian Valerio - LOTTO - CORDA - DIANA Giampaolo - MANCA - COCCO Pietro - ESPA - BRUNO - AGUS - MELONI Valerio - DIANA Mario - MULAS - CAMPUS - MULA sulla proposta di costituzione di un sistema agricolo, attraverso l'aggregazione dell'offerta e della domanda. Agricoltura come leva strategica per il potenziamento dell'intera economia produttiva isolana e conseguente sviluppo occupazionale.

N. 1161/A - AGUS - DIANA Giampaolo - ESPA - PORCU, con richiesta di risposta scritta, in merito alle difficoltà della sede INPS diCagliari, che rappresenta anche le Province di Carbonia-Iglesias e del Medio Campidano, sulla gestione delle prestazioni.

Per vedere l'intera attività istituzionale di Marco in Consiglio Regionale, con tutti i documenti, clicca qui

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